Il maggiore Leuzzi sentito nell’udienza di MARTEDI' 16 FEBBRAIO 2017

ha riferito sui servizi resi a Vertinelli Palmo.
Trascriviamo la vicenda come riportata nel documento di custodia cautelare.

Capi 142)- 145- 146) in merito ai

I servigi resi a VERTINELLI Palmo
Fonti: Informativa Comando Provinciale CC Modena

Il legame instaurato con GIGLIO non è esclusivo, perché CIANFLONE dimostra di essersi messo
a disposizione anche di Palmo VERTINELLI. Tra aprile e maggio del 2011 erano stati pubblicati

degli articoli di stampa, definiti denigratori, sul conto di VERTINELLI e questi aveva cercato

inutilmente di essere ricevuto dal Prefetto di Reggio Emilia.
In effetti, la mattina del 27.04.2011, VERTINELLI informava CIANFLONE che sul quotidiano Il
crotonese erano stati pubblicati altri articoli di stampa che lo riguardavano e che facevano
riferimento a pregresse vicende giudiziarie, percui aveva chiesto al proprio legale di fissare un
incontro con il Prefetto di Reggio Emilia per chiarire la questione. Il poliziotto condivideva e
suggeriva a VERTINELLI di tutelare la propria immagine, ipotizzando che gli articoli fossero stati
collegati alla recente scarcerazione del boss GRANDE ARACRI Nicolino (“…questi qua (i
giornalisti)… non è che hanno danni loro… va beh… io ora… vedo… il problema sai qual è?...
questi riprendono tutte… magari… l’hanno legata anche alla scarcerazione di quello (GRANDE
ARACRI Nicolino)… (…) alla scarcerazione di quello… hanno fatto il passaggio delle cose…
hai capito?...”). CIANFLONE, pur sottolineando di non avere molto margine di azione, si offriva
di parlare con il direttore del quotidiano per segnalargli la sua posizione (“… io… purtroppo… in
queste cose… non è che posso… ho tanto da fare… quello che posso fare io… però… è
relativo… voglio dire… parlare con il direttore del giornale… però… non è che… cosa risolvo?...
hai capito?...”), consigliando in ultimo VERTINELLI a fare una diffida nei confronti del giornale
1786.
Alcuni giorni più tardi, il poliziotto aveva modo di sentirsi nuovamente con VERTINELLI Palmo al
quale esternava il proprio affetto (“...quando c'è l'opportunità ci vediamo... l'importante è volersi
bene... poi il resto è secondario... ok?... ti saluto... e salutami tutti quanti... ciao...”) 1787.
La mattina del 20.05.2011 VERTINELLI Palmo riferiva a CIANFLONE Antonio che il Prefetto di
Reggio Emilia non lo aveva voluto ricevere e che anzi aveva trasmesso una informativa al comune
di Crotone sul suo conto. In tal senso, VERTINELLI aveva già dato incarico ad ANTONIO (si
riferiva probabilmente a GULLÀ Antonio 1788, emerso nell’attività d’indagine in quanto
collaboratore di VERTINELLI nella gestione degli appalti in Calabria) di acquisire una copia della
documentazione. CIANFLONE gli consigliava di muoversi in maniera ufficiale con l’avvocato,
mentre lui avrebbe fatto i propri accertamenti (“… tu intanto vedi... vedi cosa gli dicono
all'avvocato... così poi vediamo un attimino di... se riusciamo a fare un altro... un ulteriore
accertamento... vedi prima cosa gli dicono a lui... capito?... seguiamo le vie... le vie... ufficiali...”)
1789.
Di seguito il poliziotto aveva modo di sentirsi nuovamente con VERTINELLI Palmo al quale
esternava il proprio affetto (“...quando c'è l'opportunità ci vediamo... l'importante è volersi bene...
poi il resto è secondario... ok?... ti saluto... e salutami tutti quanti... ciao...”) 1790.
La mattina del 20.05.2011 VERTINELLI Palmo riferiva a CIANFLONE Antonio che il Prefetto di
Reggio Emilia non lo aveva voluto ricevere e che anzi aveva trasmesso una informativa al comune
di Crotone sul suo conto. In tal senso, VERTINELLI aveva già dato incarico ad ANTONIO (si
riferiva probabilmente a GULLÀ Antonio 1791, emerso nell’attività d’indagine in quanto
collaboratore di VERTINELLI nella gestione degli appalti in Calabria) di acquisire una copia della
documentazione. CIANFLONE gli consigliava di muoversi in maniera ufficiale con l’avvocato,
mentre lui avrebbe fatto i propri accertamenti (“… tu intanto vedi... vedi cosa gli dicono
all'avvocato... così poi vediamo un attimino di... se riusciamo a fare un altro... un ulteriore
accertamento... vedi prima cosa gli dicono a lui... capito?... seguiamo le vie... le vie... ufficiali...”)

L’eco suscitata dagli articoli di stampa e gli esiti dell’informativa prefettizia producevano il loro
effetto nei mesi successivi, precisamente nel luglio del 2011, quando VERTINELLI apprendeva
che alla persona a cui aveva locato gli appartamenti di Le Castella ha subito, per causa sua, la
revoca del contratto di affitto da parte della Questura di Crotone.
E’ noto infatti che VERTINELLI si era aggiudicato nel 1998 l’asta, tenutasi presso il Tribunale
fallimentare di Firenze, riguardante diversi fabbricati 1793 e terreni 1794 sussistenti proprio nel
comune di Isola di Capo Rizzuto, località Le Castella e l’EDILIZIA VERTINELLI, aggiudicataria,
risultava ancora intestataria di 9 appartamenti, classificati A/3 - Abitazioni di tipo economico, e di
un box – garage.
Della vicenda VERTINELLI investe da subito CIANFLONE.
La mattina del 03.07.2011 VERTINELLI Palmo si accordava con CERRI Aldo (avente in uso
l’utenza 3388092842 a lui intestata), che aveva in gestione gli immobili di Le Castella, per vedersi
di lì a poco presso il Columbus 1795.
Una decina di minuti più tardi, mentre VERTINELLI Palmo stava cercando di mettersi in contatto
con CIANFLONE, era registrata parte della conversazione intercorsa con lo stesso CERRI, laddove
era fatto riferimento a presunti problemi sorti con le forze di polizia.
A questo punto, VERTINELLI proponeva a CIANFLONE, che nel frattempo aveva risposto al
telefono, di incontrare un suo amico: “quello che ho affittato lì, quel palazzo a Le Castella”.
CIANFLONE riferiva di non trovarsi al momento nelle zone di Crotone e che potevano
eventualmente incontrarsi l’indomani. VERTINELLI replicava che quella sera il suo amico (si
trattava chiaramente di CERRI) sarebbe partito (per le ferie) e che comunque gli avrebbe potuto far
conoscere la cognata di quest’ultimo.
CIANFLONE si rendeva disponibile a parlare con l’amico di VERTINELLI per qualunque
necessità avesse avuto bisogno (VERTINELLI: “bravo, c'ha bisogno, c'ha bisogno, hai capito?”) e
per tal motivo lo esortava a lasciargli il proprio recapito cellulare (“tranquillamente, non ci sono
problemi ce l'hai, glielo puoi lasciare a lei, tranquillamente, senza mezzi termini...”), rendendosi
comunque disponibile ad incontrare la cognata di detto personaggio (“comunque, domani mi faccio
una camminata e me la fai conoscere”). Avuta conferma di ciò, VERTINELLI organizzava un
incontro per l’ora di pranzo del giorno seguente 1796.
E’ documentato dai militari del Comando Provinciale CC di Modena l’incontro , tenuto il
4.07.2011, presso il ristorante le Vele di Isola Capo Rizzuto, frazione Le Castella, tra CIANFLONE
e i gestori dei suddetti appartamenti (in particolare tale Maria GEREMICCA, detta Patrizia, parente
di CERRI Aldo).
Appare evidente che, durante il pranzo, VERTINELLI e la GEREMICCA abbiano informato
compiutamente CIANFLONE della problematica attinente gli appartamenti di Le Castella, e questi,
di contro, abbia parlato dell’apertura del suo nuovo locale. In effetti, qualche tempo dopo,
l’ispettore riferisce a BATTIGAGLIA Giancarmine , suo socio nella conduzione del ristorante, che
Patrizia, conosciuta tramite VERTINELLI, gli ha confermato tramite SMS, di aver trovato una
cucina da mettere nel locale: “…Palmino ha un gruppo di case a Le Castella, e le ha date a questa
signora (Patrizia, n.d.r.) e al fratello, perché queste qua, praticamente li affittano alle Forze di
Polizia, Carabinieri, fanno contratti... ci siamo conosciuti l'altro giorno perché Palmino aveva un
problema con questa persona per una questione di contratti (…) io so che si chiama Patrizia, l'ho
conosciuta quel giorno e gli ho detto se mi trovi qualche cosa fammelo sapere perché mi interessa

una cosa del genere, combinazione, mi ha mandato un messaggio e mi ha detto che ha trovato una
cucina bellissima...” 1797.
La problematica inerente la gestione degli immobili si protrae nelle settimane seguenti, tanto che la
sera del 23.08.2011, VERTINELLI racconta a CIANFLONE che Patrizia non ha ancora risolto i
problemi con la Questura di Crotone per la locazione degli appartamenti, tanto da essersi pentita di
aver acquisito la gestione del recidence, ritenendo VERTINELLI, responsabile di quanto sta
accadendo (“...eh, invece, ah, valeva di non comprare e... e insomma, come dicono loro, è per
colpa mia, insomma, non hanno avuto quello che dovevano avere, capito?”). CIANFLONE si
mostra disponibile a parlare con la donna per comprendere bene la questione e solo
successivamente a recarsi in Prefettura per verificare lo stato delle cose (“...ma alla Prefettura non
puoi andare così, Palmino, se non sappiamo le cose come stanno non è che così, domani mattina
ci presentiamo alla Prefettura e che facciamo?”) 1798. In tal modo, nel corso di una telefonata del
26.08.2011, CIANFLONE apprende da Patrizia che suo cognato, CERRI Aldo, è stato in Questura,
dove per questioni di opportunità hanno deciso di non inviare più poliziotti presso il residence
(“non c'è niente da fare, per opportunità, non mi fanno lavorare; me lo hanno detto bello chiaro,
chiaro, eh... (…) dice per opportunità, loro possono decidere di non mandare nessuno”) 1799.
CIANFLONE non si capacita delle notizie apprese, assicurando un intervento presso la Questura di
Crotone (“...ma io non ho idea di... ma io, guarda, ci voglio andare a parlare, io ormai...”).
Patrizia insiste, precisando che la Questura giustifica la propria decisione adducendo che il
proprietario dell’immobile (VERTINELLI) potrebbe celarsi dietro il contratto di affitto stipulato da
lei (“si controllano le persone che entrano, ma nel giardino loro non ci sono, sono fuori,
poveretti, Palmo, davvero, non si fa vedere mai...”) 1800.
Mantenendo fede all’impegno preso, CIANFLONE preannuncia a VERTINELLI di voler parlare
con un collega capace di intercedere con il Questore di Crotone, dicendosi certo dell’esistenza di
manovre occulte attuate da qualcuno avente interesse nella vicenda (“mò interesso anche il collega
e lo faccio parlare con il Questore a Crotone, perché c'è qualcosa che non va, eh, c'è qualcuno
che spinge e ci sono favoritismi che proprio non hanno motivo di esistere e mò chiamo il
collega”) 1801. Il collega viene individuato in Franco STRADA Franco, in servizio proprio presso
la Questura di Crotone, a cui CIANFLONE ipotiza l’esistenza di una manovra concorrenziale da
parte del proprietario dell’altro residence di Le Castella, Il Corsaro, indicato in TOLONE
Domenico, che è considerato uomo vicino alla cosca ARENA (“potrebbe esserci un discorso
concorrenziale legato al Corsaro, mò pare che praticamente c'è qualcuno che spinge dalla
Prefettura (…) però non è nemmeno giusto vessare una persona, perché Palmino Vertinelli, no, è
pulito come... come l'acqua trasparente, sotto ogni profilo...”). Nel rimarcare l’assoluzione
ottenuta da VERTINELLI nell’indagine Scacco Matto, CIANFLONE riesce ad ottenere da
STRADA la disponibilità ad incontrare, la settimana seguente, sia VERTINELLI che Patrizia 1802.
STRADA si mostrava perplesso su quanto appreso (“mi sembra strano, chi gli ha risposto così?
Scusami...”), ma CIANFLONE precisava che PATRIZIA aveva parlato direttamente con la
dottoressa PARISI (“gli ha risposto, diciamo che ha avuto un colloquio informale con la
Parisi...”). Alla successiva domanda di STRADA (“la Parisi... però, ufficialmente, perché non
mandano le persone?”), CIANFLONE rispondeva che i proprietari del residence non erano a
conoscenza dei motivi per i quali i poliziotti non erano più inviati ad alloggiare presso la loro
struttura, anche se ipotizzavano che tutto dipendesse da un coinvolgimento di VERTINELLI Palmo
nell’indagine Scacco Matto, nella quale era stato comunque assolto e risarcito (“non si sa, il motivo
non si conosce, non si conosce il motivo, però praticamente, no, praticamente dice che

effettivamente in passato ha avuto problemi con la Giustizia, cioè sarebbero i discorsi di "scacco
matto", dove è stato assolto, è stato risarcito, mò che cazzo, addirittura ci ha fatto pure da
testimone, è vittima di estorsione, è tutto ...(inc.)... ha collaborato con la Polizia è tutto e si deve
vedere sempre bastonato, al "Corsaro" fino all'altro giorno gli avevano sequestrato tutti i beni
per questo motivo...”). I due prendevano accordi per vedersi la settimana seguente, alla presenza
anche di VERTINELLI e di PATRIZIA 1803:
Peraltro, la vicenda in esame si inquadra in un più ampio scenario che vede gli immobili di Le
Castella al centro anche di un interesse della consorteria criminale operante sul territorio, alle
quali i fratelli VERTINELLI, loro malgrado, avevano dovuto far fronte.
Infatti, alle 13.10 del 23.08.2011, VERTINELLI Palmo aveva contattato GUALTIERI Antonio,
chiedendogli espressamente una consulenza perché le persone a cui aveva affittato una casa,
volevano “acquisire” l’immobile (“Ohi Tonì una consulenza... (…) quella... quella casa che ho in
affitto io... dei nuovi appartamenti... (…) se la vogliono prendere quelli a cui io l'ho affittata (…)
mi segui o non mi segui...”).
La richiesta di VERTINELLI Palmo era volta ad ottenere protezione da parte della cosca cutrese
per un problema che stava avendo a Le Castella, frazione di Isola Capo Rizzuto (KR), territorio
notoriamente oggetto di vessazione da parte della cosca ARENA.
La risposta fornita da GUALTIERI è dietta a tranquillizzare VERTINELLI in virtù sia del potere
acquisito in quel momento in Emilia (“…e non ti preoccupare che lo mettiamo a posto ohi Palmo
cioè (…) quando si tratta da persone intelligenti... (…) le cose si chiudono bene perchè io... a me
piace chiudere le cose per benino senza raggiri e senza niente… (…) ma quello ha detto... quello
ha fatto... quello pinco palla… (…) non mi interessano queste menate… a me non interessano…
(…) a me interessa che io e te ci mettiamo a sedere... e tu mi dici quello che mi devi dire... io ti dico
quello che ti devo dire… (…) e troviamo un punto d'incontro Palmo...”), che di quel rispetto di cui
gode all’interno della famiglia mafiosa, non a caso indicata con il termine di azienda, quasi a
prospettarne l’aspetto affaristico (“e vai da lui? All'azienda? (…) …e va bene… dai... quando vai
all'azienda… gli dici che hai parlato con me… (…) e per questo qui… magari… se può aspettare
un pò di giorni… che ci vediamo io e te qua…”) 1804.
Attraverso tale richiesta VERTINELLI celava il vero intento, consistente nel richiedere
l’autorevole intervento del GUALTIERI, in rapida ascesa dopo l’uscita di scena di VILLIRILLO.
La mattina del 01.09.2011, VERTINELLI Palmo chiede a GUALTIERI Antonio di poterlo
incontrare: questi si rende disponibile per la serata presso il ristorante Millefiori (allora gestito dai
VERTINELLI) .
Poco dopo le 15.30 del 05.09.2011 (come si vedrà in seguito, in detta giornata CIANFLONE e
VERTINELLI Palmo incontrano l’ispettore STRADA Franco della Questura di Crotone), è
intercettata una conversazione nell’autovettura di GIGLIO Giuseppe, dalla quale si comprende, in
maniera piuttosto esplicita, che VERTINELLI ha dei problemi a Le Castella (frazione di Isola Capo
Rizzuto) con appartenenti alla criminalità organizzata locale, in virtù della sua volontà di lavorare in
loco (mediante acquisizione di appalti pubblici).
Inizialmente la conversazione, intercorsa tra GIGLIO e RIILLO Pasquale, verte sul conto di una
persona tratta in arresto, a seguito delle conversazioni telefoniche intercettate dagli inquirenti. Il
primo asserisce: “ma lui si è inguaiato quando ha preso i camion, che se no... aveva la ditta sana...
(…) con questi cazzi di telefoni... fraticiè, ti fanno andare in galera senza aver fatto niente eh... (…)
non ci vuole niente che vai in galera... senza entrarci niente nei discorsi”. RIILLO si mostra
d’accordo: “nella telefonata non è che parlavano di droga... hai capito?”, venendo incalzato: “solo
che chi ha chiamato... la trattava”.
Nel prosieguo, la conversazione si sposta sui fratelli VERTINELLI: GIGLIO spiega di aver appreso
dall’ispettore CIANFLONE dei problemi sorti a Le Castella, precisando che, dopo essere stato

convocato (“Pasquà, lo sai perchè te lo dico... perchè a Cutro gli ha fatto lo stesso e se gliel'ha
fatto a Cutro, gliel'ha fatto pure a Crotone (…) e dove Michele ha detto che l'ha mandato a
chiamare... mentre chiamava gli altri... e Palmo mi ha detto che l'ha incontrato... il discorso è
vero.. perchè se Palmo non l'aveva incontrato, non l'aveva incontrato... però se l'ha incontrato,
perchè l'ha mandato a chiamare... "c'è l'hanno armato" sicuro...”), VERTINELLI Palmo ha
interpellato direttamente CIANFLONE per ricevere aiuto, aggravando ulteriormente la propria
posizione (“ma adesso secondo me... perchè ha voluto scendere Antonio (Cianflone Antonio) lo
chiama l'ispettore di... perchè è sotto... è sotto Crotone là... la cosa, no?... l'ha dovuto chiamare il
capo della cosa... ha voluto parlare con... sta avendo problemi alle Castelle... però se tu stai
chiamando la Legge, tu secondo me... tu secondo me i problemi li vuoi di nuovo...”). RIILLO
concorda (“ha sbagliato tutto...”) e GIGLIO aggiunge “secondo me sì... secondo me si... e questo è
un problema che secondo me questa volta non ne esce...”, precisando poi che secondo lui
CIANFLONE ha consigliato a VERTINELLI di rinunciare a lavorare in Calabria, dove “…la
condotta la devi avere…” (l’autorizzazione a lavorare rilasciato dalla cosca), diversamente avrebbe
dovuto chiedere l’intervento della Legge per essere tutelato, ma a suo rischio e pericolo (“Pasquà
non lo so perchè sta facendo così... io gliel'ho detto... e Antonio (Cianflone) gliel'ha detto... vieni
qua, sciacquati le palle e poi vattene... (ride) e che cazzo ti deve dire una persona... ma se te lo sta
dicendo una della Legge... vieni per sciacquarti le palle e poi te ne vai... non c'è un ambiente bello
sano... perchè quello ti sta spronando perchè volere volare tu la condotta la devi avere... a meno
che non decidi compà... e comincia e denunci... denunci tutti e poi come cazzo succede, succede...
ma, non mi hai capito quello che ti devo dire Pasquà... però poi ti prendi le tue conseguenze...”).
RIILLO è d’accordo (“non è che dici ho a che fare con Pasquale, denuncio a Pasquale... non l'ha
capito con chi ha a che fare... con Pasquale... con Michele... con.. con Francesco, con Gino, con...
mah... non lo so io...”).
Sulla complessa e risalente vicenda dei rapporti tra VERTINELLI e le cosca ARENA, nella specie
rappresentata da TOLONE Franco, referente economico della stessa e potenziale concorrente di
VERTINELLI, si rimanda alla Informativa 4.12.2013.
Ciò che rileva a questi fini è il fatto che VERTINELLI, per risolvere i problemi derivanti dal
rapporto con le cosca isolitana, ha attivato più canali a sua disposizione: GUALTERI e
CIANFLONE.
Per converso, nel contesto di uno scambio informativo tra gli enti locali crotonesi, sia stata attivata
nei confronti di VERTINELLI Palmo una sorta di alert, che ha determinato la mancata
assegnazione degli alloggi di Le Castella al personale di polizia.
CIANFLONE, schieratosi immediatamente a favore di VERTINELLI, non solo si è rivolto
all’Ispettore STRADA Franco della Questura di Crotone, ma come si vedrà in seguito ha contattato
anche colleghi della Questura di Reggio Emilia, come il Sost. Commissario CAIAZZO Felice o
l’Assistente Capo GENNACCARO Angelo così da aprire due fronti distinti nelle città interessate
nella vicenda.
L’ispettore STRADA incontra VERTINELLI, alla presenza di CIANFLONE, solo il successivo
05.09.2011, quando viene fissato un incontro nel piazzale del supermercato Albi di Le Castella -
Tre giorni più tardi, VERTINELLI Palmo informa CIANFLONE di aver ricevuto una lettera dal
Comune di Crotone, con la quale, a seguito dell’informativa inviata dalla Prefettura di Reggio
Emilia, gli è stato revocato l’appalto per il centro anziani (si tratta di un centro polivalente per
anziani e per la formazione professionale dell’importo di € 362.881,32). CIANFLONE consiglia di
richiedere immediatamente l’accesso agli atti, per rendersi conto di quello che è stato scritto nella
nota prefettizia. VERTINELLI è convinto che tutto dipenda dal suo coinvolgimento nel processo di
mafia dell’anno precedente (Indagine Pandora), per il quale è stato oggetto di una campagna
diffamatoria da parte degli organi di informazione. CIANFLONE non è convinto, perché a suo
modo di vedere è ben chiara la sua posizione di vittima, richiamando a tal proposito la lettera
che aveva redatto a favore di GIGLIO Giuseppe nell’analoga questione sorta con la Prefettura di
Brescia (“non hanno detto che tu... sono loro che scrivono porcherie, hai capito? Non scrivono le

cose per come sono, io ho fatto, per Pino Giglio, una lettera, l'ho mandata alla Prefettura di
Brescia, la posizione, dicendogli che la situazione non è in quel modo ma è così... eh, a Reggio
Emilia, lo sanno pure che tu sei vittima di questa situazione e non sei un... un colluso con loro,
quindi come fanno a scrivere queste cose... addirittura, io mi ricordo, che quello che hanno scritto
era più legato a “Scacco matto” che a questo...”). CIANFLONE suggerisce di fare ricorso,
rivolgendosi ad un legale di grido, che gli avrebbe trovato lui a Catanzaro ed esorta VERTINELLI a
fargli avere tramite l’ingegnere Giuseppe BRUTTO (coinvolto nella gestione dell’appalto sul fiume
Papaniciaro e nella ristrutturazione del ristorante acquisito a Catanzaro da CIANFLONE e
MATACERA) tutta la documentazione della gara d’appalto e la lettera del Comune di Crotone. In
attesa che arrivi la documentazione, CIANFLONE si impegna a ricercare documenti conservati nel
suo ufficio, che possano essergli d’aiuto (“mandami queste cose qua, perché poi il resto lo trovo io
che ce l'ho io pure, per quanto riguarda le tue vicende che riguardano la tua situazione...”) 1805.
Circa due ore più tardi, VERTINELLI richiama per sapere se Franco STRADA si è attivato con la
Questura di Crotone (“ma Franco, il tuo amico, è andato, là a Crotone?”): CIANFLONE rammenta
che STRADA avrebbe potuto parlare con il dirigente solo al suo rientro, previsto per il 20
settembre. VERTINELLI non si capacita del fatto che oltre un anno dopo l’assegnazione
dell’appalto, sia arrivata la revoca dei lavori, a seguito di informazioni fornite dalla Prefettura di
Reggio Emilia (“…però dopo un anno e mezzo, adesso mi è arrivata una lettera che me l'hanno
tirata via perché c'era... come si chiama là, di Reggio Emilia, della Prefettura, hai capito? ...non
specifica niente, una vertenza , non lo so come cazzo c'è scritto, una segnalazione, insomma, una
cosa del genere...”), e si domanda se non sia necessario agire ugualmente. CIANFLONE
ribadisce che la priorità è presentare ricorso contro il provvedimento del Comune di Crotone
(“allo stato no, perché, voglio dire, tu devi rispondere avverso... il ricorso tu lo devi fare a chi ti ha
revocato la gara, perché a Reggio Emilia, loro, hanno chiesto informazioni e da Reggio Emilia gli
hanno mandato queste informazioni”), confermando che sarebbero andati insieme a parlare col
dirigente della Squadra Mobile di Reggio Emilia per cercare di risolvere la vertenza anche
nella città emiliana (“poi per quanto riguarda Reggio Emilia, dopo facciamo così: in settimana,
non questa, quando scendi tu la prossima volta, se riesco me ne salgo con te ed insieme a te
andiamo a trovare il Dirigente della Mobile di Reggio Emilia, mi segui? Lo andiamo a trovare,
parlo con lui e gli spieghiamo la cosa con lui, e vediamo di trovare il sistema di risolverlo anche là,
perché non è possibile che si facciano queste cose, ti porto con me, Palmino gli chiamo, gli telefono
e andiamo insieme, che ti devo dire, io più di questo che ti devo fare...”).
VERTINELLI si raccomanda affinché si attivi in fretta per risolvergli il problema, che avrebbe
potuto pregiudicare l’esito di altri importanti appalti (come quello sul fiume Papaniciaro).
CIANFLONE lo tranquillizza dicendo di aver ben compreso la situazione e rendendosi disponibile
a salire in Emilia la settimana seguente (“...facciamo una cosa, Palmino, tu mò, fammi sbrigare sta
settimana e massimo la prossima... (…) vediamo un attimino quando mi può fare salire...”).
VERTINELLI insiste e CIANFLONE promette di contattare il dottor TURI (Dirigente della
Questura di Reggio Emilia) perché secondo lui, nella gara di Crotone, l’ostacolo è stato creato
politicamente, precisando comunque che a questi avrebbe parlato di persona per farlo ragionare e
non certamente per telefono (“no, no, ti ho capito, ti ho capito cosa dici, ti ho capito perfettamente,
al di là del danno fatto prima, no? Anche se là, il discorso è legato... è diverso perché là non
chiedono... là, il discorso è della Regione, hai capito? Là... la documentazione antimafia, il
problema là non esiste; Palmino, che qua, per la gara di Crotone, secondo me c'è anche lo
zampino politico di Crotone, eh... eh, perché qua, qualcuno ha tirato in ballo la situazione perché
a Crotone sanno le cose come... come, ma qua a livello regionale, secondo me, problemi non ne
hai proprio... però, vediamo come fare, perché io chiamo, stasera stessa, chiamo il dottore Turo,

però, per telefono, certe cose non gliele posso ragionare, hai capito? Gli devo parlare un attimino
di persona per fargli capire come stanno le cose...”) 1806.
Alle 20.40 il Sost. Comm. CAIAZZO Felice, della Squadra Mobile di Reggio Emilia, telefonava a
CIANFLONE (che lo aveva cercato), il quale mostrando un finto disinteresse, iniziava a
presentargli la situazione in cui versava VERTINELLI Palmo (“Felice, io ti ho chiamato perché ho
necessità di una tua cortesia ma relativamente cortesia, perché, alla fine, voglio dire, deve essere
fatto un discorso legato ad assoluta trasparenza, sotto ogni profilo, che riguarda una persona che
lavora qua, sulla zona, che sta avendo problemi praticamente, sia a livello mediatico che a livello
di informazioni che vengono richieste, perchè poi lui... praticamente, lo conosci, tra l'altro pure tu,
perché abbiamo avuto a che fare sia nel 2000 sia adesso, parlo di VERTINELLI Palmo...”).
Dopo che CAIAZZO aveva riferito di ricordare detto personaggio, CIANFLONE proseguiva
nell’esposizione dei fatti (“mò ti spiego, questo Vertinelli Palmo, no, che io l'ho sentito a Bologna,
l'ho interrogato a Bologna con il dottore Dolce... praticamente, nelle "Pandora", quella che
abbiamo definito...”) lasciando intendere che VERTINELLI nell’indagine Pandora era risultato
vittima, mentre nella Scacco Matto era stato assolto (“ecco, che lo abbiamo sentito, tra l'altro, ha
anche ammesso di avere pagato la mazzetta, di avere pagato ai Nicoscia e ai Manfreda, ehm, poi
è stato anche in aula, al Tribunale qua a Crotone, per il 416 bis e ha confermato quelle versioni,
poi invece per quanto riguarda "Scacco matto" che è datato, tra l'altro...”).
CAIAZZO riferiva di conoscere esattamente la storia di VERTINELLI (“certo che è stato... è
stato... io lo so, ma io so tutta la storia, lui è stato...”) e per tal motivo CIANFLONE asseriva di
essersi rivolto a lui (“è per questo che ho chiamato a te, perché se no, non chiamavo te, allora
praticamente cos'è successo a Scacco matto? E' successo questo: è stato arrestato, su cautelare, ha
fatto due anni di cautelare e poi è stato... (…) poi è stato assolto, è stato risarcito perché non
hanno riscontrato responsabilità a suo carico e diciamo è stato utilizzato come se fosse stato una
testa di legno in una vicenda...”).
CIANFLONE ripercorreva la vicenda giudiziaria di VERTINELLI nell’indagine Scacco Matto:
“era un villaggio turistico là a Le Castelle, mi pare... quelle delle case che avevano comprato
all'asta... un terreno comprato all'asta, che poi hanno fatto un... comunque, per farti capire un
attimino la situazione è questa: praticamente, lui si è pulita tutta la vicenda giudiziaria che lo
riguarda, no?” e dopo averne ribadito l’estraneità ai fatti contestati, tanto che VERTINELLI al
momento partecipava a gare di appalto pubbliche, esplicitava il problema delle informazioni a
carattere negativo che venivano redatte a suo carico e che erano alla base delle revoche degli
appalti che stava subendo (“il problema è che, praticamente gli arrivano informazioni, poi il
Comune di... per esempio ha vinto una gara a Crotone lui un anno e mezzo fa... una gara, di non
sò... mò non mi ricordo bene che tipo di lavoro è, non ho idea, non mi ricordo, a distanza da un
anno e mezzo dall'aggiudicazione, adesso che gli hanno fatto? Una comunicazione e gli hanno
detto che la gara non gliela possono dare perché hanno avuto... il Comune di Crotone avrebbe
chiesto informazioni a Reggio Emilia...”).
CAIAZZO chiedeva contezza su quale ente di Reggio Emilia avesse rilasciato le informazioni
(“…a Reggio Emilia a chi?...”) e CIANFLONE rispondeva che si trattava della Prefettura (“a
Reggio Emilia, credo alla Prefettura... eh... questo è il concetto, alla Prefettura di Reggio Emilia,
comunque poi di conseguenza la Prefettura, penso che abbia fatto la richiesta di informazioni...”).
CAIAZZO a questo punto spiegava che il Prefetto di Reggio Emilia aveva istituito un comitato
interforze che si riuniva ogni qualvolta giungevano richieste connesse con la certificazione
antimafia e che decideva sulla base delle informazioni acquisite da tutti gli organi di polizia.
CIANFLONE spiegava che effettivamente aveva proposto a VERTINELLI di presentare un ricorso
a Crotone e per tal motivo era in attesa di ricevere lui stesso la relativa documentazione, perché
stava interessando un avvocato calabrese. Nell’occasione CIANFLONE chiedeva al collega,

qualora fosse emerso un documento ostativo proveniente proprio da Reggio Emilia, di interessarsi
alla questione.
Dopo che CIANFLONE aveva richiamato il rispetto di certe regole (“si, ma sempre... Felice,
ripeto... sempre nel rispetto dell'assoluto...”), CAIAZZO rispondeva che avrebbe cercato di dargli
una mano nell’ambito delle sue competenze (“…Antonio, tu... io, quello che posso fare, diciamo a
disposizione... (…) ci mancherebbe altro... Antonio, quello che stai dicendo, cioè, il fatto del
rispetto è una pietra miliare... invece, quello che posso fare, ben volentieri te lo faccio...
comunque tu Antonio, quando hai bisogno chiamami...”). Confortato da quanto riferito da
CAIAZZO, CIANFLONE riferiva che non avrebbe esitato a farlo intervenire in caso di bisogno.
Nel corso della serata, lette attentamente le carte, CIANFLONE spiegava allo stesso VERTINELLI
che in effetti risultava un motivo ostativo derivante dalle informazioni fornite dalla Prefettura di
Reggio Emilia (“c'è il problema della prefettura di Reggio (Emilia), te lo dice li sopra... era un
motivo ostativo”), ma ufficialmente l’assegnazione dell’appalto era stata revocata perchè il
Dipartimento dei Lavori Pubblici della Regione Calabria aveva comunicato al Comune di Crotone
la sospensione dei programmi di realizzazione della gara stessa.
CIANFLONE suggeriva, per prima cosa, di “sanare la parte relativa alla Prefettura”, cercando di
capire il motivo per cui le informazioni venivano redatte in modo negativo, poi avrebbe dovuto
chiedere il rimborso delle spese sostenute per la partecipazione alla gara e dei relativi profitti
mancati. Contrariamente a quanto riferito nelle telefonate precedenti, il poliziotto asseriva che la
vicenda avrebbe dovuto essere risolta direttamente da VERTINELLI a Reggio Emilia e non a
Crotone.
Nel prosieguo CIANFLONE consigliava VERTINELLI di interessare direttamente Alfonso
(PROIETTO Donato Alfonso , consigliere della Provincia Crotone, eletto nella lista UDC), definito
“un amico nostro”, per acquisire presso il comune di Crotone copia della documentazione trasmessa
da Reggio Emilia. Viste le titubanze di PALMO, CIANFLONE si mostrava deciso ad andare lui
stesso a parlare con il politico.
Alle 22.10 CIANFLONE era contattato dall’assessore COSTA Lorenzo, del comune di Catanzaro,
al quale spiegava che precedentemente lo aveva cercato per sapere se conoscesse qualche politico
area PDL da poter avvicinare (“tu, qualche amico, nostro, diciamo, possiamo... a cui possiamo
parlare... area PDL, ce l'hai, si?”): LORENZO confermava (“… si… non ci sono problemi...
tranquillo...”) e CIANFLONE lo invitava ad attivarsi (“perfetto... allora incomincia... fai il...
incomincia a fare il terreno...”) 1807.
L’incontro tra i due, inizialmente fissato per le 11.00 circa del 09.09.2011 a Squillace Lido (presso
l’abitazione dello stesso COSTA) 1808, era in seguito annullato poichè CIANFLONE non aveva con
sè i dati da comunicare all’assessore COSTA. L’appuntamento era comunque spostato alla
domenica sera o, al più tardi, al lunedì mattina 1809.
Nel pomeriggio CIANFLONE raccontava a GIGLIO che probabilmente sarebbe salito a Reggio
Emilia per risolvere il problema di VERTINELLI con la Prefettura (“c'ha un problema Palmo, non
so, se riesco a sbrigarglielo da qua, perché mò sono impegnato pure io qua, ma se non riesco a
sbrigarlo, devo salire là, devo andare a Reggio Emilia per risolvergli un problema là... (…) ...a

Reggio Emilia, là, alla Prefettura, sempre i soliti problemi, i soliti problemi che... vi seguono, vi
seguono come ombre...”) 1810.
Alle 16.08 VERTINELLI comunicava a CIANFLONE che la gara di appalto grossa (relativa
all’intervento da effettuare sul fiume Papaniciaro) alla quale stava partecipando era stata rinviata e
lui doveva fargli la cortesia di andare dove era stata fatta la presa visione. CIANFLONE rispondeva
di aver parlato già con l’ingegner BRUTTO ed entrambi si erano attivati per monitorare la
situazione (“ah, va bene, no, no, ho parlato già con Giuseppe, Palmino, non ti preoccupare... ...la
stiamo vedendo noi questa situazione, non ti preoccupare... la stiamo vedendo, la stiamo
vedendo...”). Nel prosieguo CIANFLONE riferiva di avere in programma di incontrarsi il lunedì
seguente con PROIETTO Donato Alfonso per acquisire la documentazione (intendeva la nota
giunta dalla Prefettura di Reggio Emilia) presso il Comune di Crotone, dopodichè si sarebbero
mossi su Reggio Emilia, dove lui aveva preso contatti con il collega della Squadra Mobile
(CAIAZZO Felice).
Alle 09.10 del 12.09.2011 CIANFLONE telefonava a PAOLINI Alfonso 1811, e lo invitava a
riferire a MIMMO (probabilmente identifciabile in MESIANO Domenico, autista del Questore di
Reggio Emilia) che aveva necessità di parlargli perché c’era un problema da risolvere a Reggio
Emilia 1812.
Nel corso della mattinata CIANFLONE racconta a VERTINELLI Palmo di essersi attivato per
parlare col collega di Reggio Emilia, che avrebbe potuto aiutarlo ad avere un contatto con la
Prefettura (“così, da una parte, vediamo un attimino questa vicenda a Crotone per quanto riguarda
ste cose... di riflesso, ho chiamato stamattina a Reggio Emilia... io... e sto cercando di mettermi in
contatto con un collega per vedere di trovare la strada per arrivare in Prefettura... se riesco a
sbrigarla con lui è bene, altrimenti poi ti chiamo e salgo io... hai capito? O comunque, perché se la
risolve lui ti mando da lui e andate insieme e vedete di risolvere il problema così, hai capito? ...se
vedo che ci sono difficoltà e magari chiedono di me, ehm... devo salire io... però io cerco di evitare
perché mò è un periodo che sono impegnatissimo...”). VERTINELLI lo esorta a dargli una mano
(“eh, lo so, vedi tu, vedi di darmi una mano in queste cazzo di cose perché è importante, hai
capito?”) e CIANFLONE ribatte di essersi già mosso, ma di aver assolutamente bisogno che
PROIETTO lo chiami per incontrarsi, non potendogli parlare di certe cose per telefono 1813.
Peraltro, PROIETTO si mette subito a disposizione.
Le intenzioni di CIANFLONE sono evidentemente quelle di smontare le argomentazioni formulate
dalla Prefettura di Reggio Emilia come spiegato allo stesso VERTINELLI (“noi dobbiamo fare,
sulla base di quello che loro scrivono, cioè che la Prefettura di Reggio Emilia scrive, noi dobbiamo
smontare quello che loro scrivono con le carte che andiamo a trovare, perciò prima dobbiamo
sapere cosa scrivono...”) e per fare ciò occorre che lo stesso spinga su PROIETTO affinchè faccia
la sua parte (“tu spingi Alfonso che non mi fa... pressalo tu ad Alfonso così: ma glielo hai preso
quel documento ad Antonio, avete... hai capito? ...che io, a lui, a mano, come ce l'ha, mi chiama
che io me lo vado a ritirare, vedo di cosa si tratta e comincio a muovermi, perché se poi è

necessario... salgo io, ti chiamo salgo io e andiamo insieme, se non è necessario, lo risolviamo da
qua...”) 1814. Tale concetto veniva ribadito nel corso di una ulteriore conversazione del 15.9.2011.
La mattina del 24.09.2011 PAOLINI Alfonso contatta CIANFLONE per sincerarsi dell’avvenuta
telefonata di Domenico (riferendosi evidentemente all’assistente MESIANO Domenico, in servizio
presso la Questura di Reggio Emilia): questi risponde di non aver ricevuto alcuna chiamata e
PAOLINI promette di parlarci nuovamente, qualora lo avesse incontrato 1815.
Alle 11.47 del 26.09.2011 CIANFLONE riceve la telefonata dell’Assistente Angelo
GENNACCARO 1816, anch’egli in servizio presso la Questura di Reggio Emilia (evidentemente
contattato in precedenza) e gli chiede il numero di cellulare: “perché ti devo chiamare e ti devo
spiegare delle cose che adesso non riesco a farlo perché sono impegnato... devo vedere se riesci a
farmi una cortesia là, a Reggio Emilia, alla Prefettura...” 1817: tramite SMS il collega di Reggio
Emilia comunica la propria utenza: “3475987990 angelo gennaccaro” 1818.
Dopo circa un’ora CIANFLONE riferisce a VERTINELLI di aver parlato con alcuni colleghi di
Reggio Emilia, allo scopo di risalire direttamente al funzionario della Prefettura che aveva redatto
le informazioni ed eventualmente contattarlo (“mi sto interessando da qua, vedo se riesco a
risolverlo direttamente là, alla Prefettura di Reggio Emilia il problema... mò, mi sto mettendo in
contatto con dei colleghi, poi, devo mandargli... devo vedere un attimino di trovare la strada
giusta... (…) perché è la Prefettura che manda le informazioni... mò, voglio vedere come stanno
le cose, perché poi mando un collega avanti a vedere la situazione, se eventualmente è
necessario, salgo io e insieme ci andiamo io e te... se non, non ne esci più da questa storia... tu
comunque, la strada del Comune falla fare sempre, non gli dire queste cose, io mò, in modo
parallelo vedo di sbrigartela pure io alla Prefettura... già mi sono sentito con un collega, oggi
pomeriggio gli mando un fax di quella carta... e poi lo mando in Prefettura, voglio... no, perché io
voglio conoscere la persona che ha fatto le informazioni, hai capito? E giusto là devo arrivare, se
io arrivo a conoscere quello che ha fatto le informazioni, salgo, lo incontro e ci parlo io e gli
spiego come stanno le cose...”) 1819.
Quella sera CIANFLONE contatta GENNACCARO e gli parla di VERTINELLI Palmo e delle sue
vicende giudiziarie, dalle quali è risultato assolto, ma che continuano ad ostacolarlo nelle proprie
attività imprenditoriali, citando in particolare la Prefettura di Reggio Emilia che redigendo le
informazioni, continua ad addurre dei motivi ostativi sul suo conto per altro non specificati. In
conclusione CIANFLONE chiede al collega di individuare le persone o i colleghi preposti alle
informazioni; questi spiega che detto tipo di attività, specialmente quelle che riguardano soggetti
calabresi, su disposizione del Prefetto, sono espletate dall'ufficio Anticrimine della Questura.
CIANFLONE manifesta il proposito di parlare con qualcuno degli interessati (“...perché io non è
che gli voglio sanare, se lui ha una situazione insanabile... nessuno, ci mancherebbe, però,
persistere con cose che non hanno senso... perché, eventualmente se devo parlarne con il dottor
Turi... devo parlare con chi capita, non è un problema, io non è che sto cercando di sanare

qualcosa di insanabile, però non è nemmeno giusto perseverare sulle persone; che poi alla fine,
tra l'altro, ci collaborano pure...”) e GENNACCARO promette di interessarsi della questione, pur
precisando di non conoscere VERTINELLI. CIANFLONE fornisce i riferimenti della lettera
prefettizia e sottolinea che VERTINELLI ha ottenuto il certificato antimafia. GENNACCARO
ipotizza che ci sia stato un errore, ma si riserva di essere più preciso dopo aver visionato il fascicolo
1820.
Nonostante il distacco mostrato con GENNACCARO, CIANFLONE confessa al VERTINELLI di
non risparmiarsi per la sua vicenda “Palmino, vedi che io sto lavorando di fino per te, eh... eh...
molto di fino sto lavorando, vedi che già è in cantiere, a Reggio Emilia, la situazione e per quanto
riguarda Crotone, domani aspetto la risposta per quanto riguarda Le Castelle...” 1821.
Nella tarda mattina del 29.09.2011, STRADA riferisce a CIANFLONE di non essere ancora riuscito
a parlare con il dirigente. CIANFLONE, per non rendere troppo palese il suo interessamento in
favore di VERTINELLI, spiega che la pratica non è particolarmente urgente, ma sicuramente deve
essere chiarita, per accertare se la donna che gestisce il residence abbia cercato di truffare
VERTINELLI. STRADA corre in aiuto del collega proponendosi subito per eseguire accertamenti
sul conto della stessa: “...e lo accertiamo, questa è una cosa che possiamo accertare, non ci sono
problemi... c'ho un biglietto proprio davanti al computer: ADIMAR Case affitto...” 1822. Nel
frattempo GENNACCARO racconta a CIANFLONE di essersi informato presso l’Ufficio
Anticrimine della Questura di Reggio Emilia, accertando che nella redazione delle informazioni sul
conto di VERTINELLI Palmo sono state valorizzate soprattutto le segnalazioni registrate nella
Banca Dati delle Forze di Polizia, riguardanti le indagini Scacco Matto e Pandora. CIANFLONE
sottolinea che VERTINELLI in quest’ultima indagine è risultato addirittura vittima, ma
GENNACCARO precisa che, come da disposizioni amministrative, “chiunque ha avuto contatti,
anche solo per conoscenza, con persone che hanno avuto dei pregiudizi penali, cioè che sono dei
delinquenti vuol dire che non può avere dei lavori pubblici, dicono qua...”. Secondo CIANFLONE
le disposizioni impartite contrastano con il certificato antimafia rilasciato all’interessato e quindi
occorre fare chiarezza, per cui farà presentare a VERTINELLI un ricorso avverso il provvedimento
prefettizio e un’istanza volta a cancellare le segnalazioni di Banca Dati 1823.
Alle 13.50 CIANFLONE riferisce a VERTINELLI Palmo di aver appreso che nella lettera della
Prefettura di Reggio Emilia viene fatto riferimento al suo coinvolgimento nelle indagini Scacco
Matto e Pandora, percui devono necessariamente incaricare un legale di scrivere al Prefetto (“vedi
che il problema è là, alla prefettura di Reggio Emilia... mi hanno comunicato adesso, ancora ti
riportano tutto quello che riguarda Scacco matto e Pandora... praticamente, mò dobbiamo fare
una cosa, noi dobbiamo, tramite un avvocato, dobbiamo scrivere al Prefetto e gli dobbiamo
spiegare tutto... mò io, mi faccio i documenti, mò che scendi, quando scendi tu?”). VERTINELLI
manifesta il proposito di tornare in Calabria quella stessa domenica e CIANFLONE si mostra
entusiasta, così avrà modo di presentargli un suo amico avvocato, che li aiuterà a preparare il
ricorso da inviare in Prefettura. quindi suggerisce di chiedere la cancellazione delle segnalazioni

registrate presso la B.D. delle Forze di Polizia 1824, a cui avrebbe ottemperato egli stesso, dopo aver
acquisito copia conforme all’originale della sentenza di assoluzione nel processo Scacco Matto.
Alle 11.00 del 04.10.2011, a seguito degli accertamenti esperiti in ordine agli appartamenti di Le
Castella, STRADA spiega a CIANFLONE che è arrivato un esposto nei confronti di
VERTINELLI, anche se ufficialmente la Questura di Crotone non ha preso alcuna decisione (“io
l'ho vista quella cosa... in effetti c'è un esposto, però la Questura non può... cioè, l'esposto c'è ma
la Questura non può dire a questo si a questo no, hai capito? Quindi è strano, nel senso che poi è
lei (Patrizia) che ha deciso quale affittarsi, a non... la Questura non può dare indicazioni di
questo tipo...”), concordando di parlare a voce della questione (STRADA: “poi, se vuoi, vieni qua e
ne parliamo di persona”; CIANFLONE: “...poi ne parliamo meglio, si, si, ma ho capito com'è,
eh... ti vengo a trovare, perché come l'esposto, da come ti ho detto, no... che se ti ricordi bene,
l'esposto praticamente arriva da... dalla concorrenza, hai capito...”). CIANFLONE è sicuro che il
mittente dell’esposto sia da individuare nei proprietari dell’Hotel Il Corsaro, ossia TOLONE
(“sicuro lo sò io per certo, arriva da... arriva da Corsaro, arriva... la posizione è stata assunta da
lei in questi termini...”), mentre STRADA esprime dubbi sul conto di GEREMICCA Maria (“hai
capito, è stata solo lei, quindi, che ha deciso di affittarsi i suoi, evidentemente c'era poca... poca
clientela e si è fatta i suoi giustamente...”) 1825.
Alle 09.37 del 05.10.2011 CIANFLONE chiede a VERTINELLI di confermargli il suo indirizzo di
Montecchio Emilia (via Matteotti nr. 77) così da predisporre l’istanza da trasmettere al Ministero
dell’Interno per aggiornare i precedenti di polizia presenti in Banca Dati 1826.
La sera del 04.12.2011 CIANFLONE domanda a VERTINELLI se siano giunte comunicazioni da
Roma circa l’aggiornamento della Banca Dati (“per quanto riguarda quella... novità... ti ha
chiamato?... ti è arrivata posta da Roma a te?”): questi risponde di non avere novità e
CIANFLONE rivela di aver interrogato il suo nominativo e di non aver visto, in effetti, variazioni
nelle comunicazioni presenti in Banca Dati. (“è strano... perchè ancora io... ho guardato l'altro
giorno... ho interrogato... e ho visto che ancora non hanno fatto niente”), per cui si incarica di
sollecitare l’ufficio CED per ottenere la cancellazione delle segnalazioni, in previsione
dell’importante appalto relativo al fiume Papaniciaro, per il quale VERTINELLI ha inviato
domanda di partecipazione (“devo chiamare... ora devo... devo sollecitare... ora devo sollecitare
(…) si... perchè è importante... se esce questa gara... no?... è importante... se dovessero chiedere
informazioni... che escano buone... capito? (…) questo è il motivo... ora devo... devo... sollecitare...
devo... devo vedere... domani rientro anch'io... che sono stato in ferie una settimana…”) 1827.
La sera del 22.12.2011, CIANFLONE preannuncia a GIGLIO e a VERTINELLI Giuseppe che, tra
il 14 ed il 15 gennaio seguenti, lui e MATACERA si sarebbero recati a Milano per assistere ad un
incontro di calcio, fermandosi in Emilia per svagarsi un pò . L’arrivo in Emilia è previsto per la
sera 14.01.2012: VERTINELLI Palmo si offre di andarlo a prendere, di mettergli a disposizione una
macchina per andare allo stadio di San Siro, nonché di prenotargli due camere nel solito hotel di

Montecchio Emilia 1828. Il 12.01.2012, CIANFLONE esorta VERTINELLI ad organizzare la serata
di sabato e a procurargli una macchina per la domenica. Palmo promette di prestargli la sua Range
Rover o la Mercedes ML, poi si offre di andarlo a prendere personalmente in aeroporto.
CIANFLONE rigrazia, preannunciando che a fine gennaio avrebbe avuto nuovamente bisogno di
lui, dovendo accompagnare sua figlia a Milano, per essere sottoposta ad un piccolo intervento
chirurgico. Anche in questo caso VERTINELLI offre pieno appoggio 1829.
La mattina del 14.01.2012 CIANFLONE ricorda a VERTINELLI Palmo di prenotargli l’albergo per
lui e MATACERA 1830, accordandosi poi con GIGLIO per vedersi in serata 1831. Al loro arrivo
presso l’aeroporto di Bologna, i due poliziotti trovano in attesa VERTINELLI Giuseppe,
appositamente incaricato dal fratello Palmo di condurli a Montecchio Emilia.
1832. Il programma della serata è spiegato da CIANFLONE nel corso di una telefonata delle 22.46
con TRIFINO Franco (“e mò vediamo dove mi portano sti amici.. ehm, andiamo a mangiare
qualcosa, voglio dire, siamo morti di fame, e poi... si và là, al solito posto, non lo so dov'è io, boh...
dice tu lo sai: il solito posto... non lo so... (…) sono in buone mani? E va bene... io li conosco
queste mani ...(ride)... sono esperto di queste mani, non è la prima volta (ride)...”).
A partire dal 25.02.2012, sono registrate alcune conversazioni nelle quali VERTINELLI Palmo
spiega a CIANFLONE di aver vinto una gara d’appalto nel comune di Torre Melissa (KR), ma pur
essendo trascorsi trentacinque giorni dall’aggiudicazione, la Prefettura di Crotone non ha ancora
depositato l’informativa necessaria per poter formalmente iniziare le opere. Per tale ragione chiede
a CIANFLONE di informarsi per sapere come comportarsi e soprattutto per cercare di intercedere
con qualche responsabile della Prefettura di Crotone, cosa che l’ispettore si impegna prontamente a
fare, chiedendo la trasmissione via fax della lettera con la quale è stata comunicata l’aggiudicazione
dei lavori 1833. Nell’occasione CIANFLONE chiede se da Roma sia giunta qualche comunicazione,
riferendosi all’istanza presentata per l’aggiornamento della Banca Dati. VERTINELLI lamenta di
non aver ancora ricevuto nulla 1834. Alle 12.46 seguenti CIANFLONE contatta il collega
LUCENTE Eugenio detto Gigi, della Questura di Crotone, segnalando la problematica di
VERTINELLI: “ho una cosa importante, però questa qua Eugè non me la devi trascurare, me la
devi fare perchè ci tengo tantissimo. Ha vinto una gara a Torremelissa.. (…) adesso praticamente
il Comune di Torre Melissa gli ha comunicato di avere vinto la gara e sta aspettando la liberatoria
della Prefettura no.. (…) Sicuramente la Prefettura avrà fatto richiesta di informazioni penso a
voi, ai Carabinieri.. (…) eh eh, mi devi fare una cortesia, lunedì mattina io ti chiamo, ti.. (…) no,
no ti chiamo, ti mando un fax a Crotone della gara, mi segui?.. (…) mi devi fare la cortesia me lo

devi sbrigare tra Questura e Prefettura ma mi sbrighi sta questione (…) conta che là ci sono pure
i Carabinieri (inc.).. (…) mi fai la cortesia e me la solleciti in Prefettura”. LUCENTE gli dice di
stare tranquillo perché: “la signora (della Prefettura) è una mia amica, l'importante che gli
mandano le notizie, hai capito?”. CIANFLONE lo invita a passare da lei e nel caso di sollecitare la
trasmissione delle informazioni di competenza da parte dei Carabinieri di Crotone (“tu a limite la
signora se tu ci passi dalla Prefettura, fai chiamare i Carabinieri e li solleciti...”), avendo fretta di
risolvere la questione (“lunedì ti chiamo si, ti chiamo lunedì mattina... tu chiami adesso a questa
signora?”). LUCENTE garantisce il suo pronto intervento (“si, già la sto chiamando mo…”) 1835.
Il giorno successivo CIANFLONE informa VERTINELLI di essersi già attivato con un collega.
Alle 9.33 del 27.02.2012, CIANFLONE richiama LUCENTE e dopo avergli comunicato gli
estremi dell’IMPRESA VERTINELLI, chiede insistentemente di non dimenticarsi della faccenda
(“vedi che praticamente se.. però fammi, me lo fai, te lo trovi il fascicolo se no ti scordi (…) fallo
subito, capisci che voglio dire che so come sei tu mo chiudi il telefono e domani mattina ti sei
scordato già”) 1836, quindi comunica a VERTINELLI Palmo che probabilmente la lettera attestante
la vincita della gara è stata già trasmessa in Prefettura 1837. Alle 13.40 LUCENTE riferisce a
CIANFLONE che ha verificato negli uffici competenti di Questura e Prefettura e non risulta alcuna
istanza inerente VERTINELLI, perché probabilmente le informazioni erano state redatte dalla
Prefettura di Reggio Emilia, dove ha sede la ditta e dove questi è stato residente fino a qualche mese
prima. LUCENTE spiega, per altro, che la pratica di VERTINELLI è ferma all’agosto precedente ,
garantendo comunque di aver parlato in Prefettura e di aver inviato un messaggio alla persona che
anche CIANFLONE dovrà chiamare, per avere prontamente eventuali novità.
CIANFLONE comunica a VERTINELLI quanto appreso da LUCENTE, precisando che la
competenza delle informazioni spetta alla Prefettura di Reggio Emilia, dove cercherà di intercedere
1838. Il contatto alla Questura di Reggio Emilia è divenuto ormai l’Assistente GENNACCARO.
CIANFLONE spiega brevemente l’ennesimo problema occorso a VERTINELLI Palmo, vincitore
dell’appalto nel comune di Torre Melissa (KR) e di come hanno richiesto l’aggiornamento delle
segnalazioni di Banca Dati (“senti Angelo io ti disturbo per una cortesia… c'è praticamente… ti
ricordi che avevamo parlato di quell'Impresa Vertinelli? (…) allora ascoltami a me… questa
Impresa adesso si è giudicato un lavoro qua a Torre Melissa… (…) abbiamo chiesto la
cancellazione dei dati allo SDI abbiamo fatto tutta quella procedura diciamo necessaria per…
adesso praticamente, sicuramente il comune di Torre Melissa no dove… avrà scritto alla Prefettura
di Reggio Emilia come praticamente sede… dove ha sede legale l'Impresa no per il certificato
antimafia una cosa (inc.)”), poi chiede al collega di verificare se presso la Questura o la Prefettura
sia arrivata una richiesta di informazioni (“se mi puoi fare una cortesia se tu ti puoi assicurare che
hanno chiamato, che hanno scritto solo questo e basta. Voglio solo sapere se è arrivata la richiesta
ecco (…) Alla Prefettura o comunque anche in Questura… c’è alla Questura hanno chiesto
informazioni alla Questura, è l'Impresa Vertinelli di Montecchio Emilia (…) Eh vedi un pochettino
tu magari digli… vedi un pochettino, non è che devi capire… non è che devi domandarti nulla nel
merito per l'amor di Dio.. (…) e niente… e come hai notizie aspetto una chiamata tua”).
GENNACCARO assicura che si sarebbe informato presso la Sezione Anticrimine della Questura

reggiana 1839. CIANFLONE informa immediatamente VERTINELLI, che lo ringrazia per
l’interessamento. CIANFLONE ribatte: “ma di che, ti meriti questo e altro tu Palmì...” 1840

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