FARMABUSINESS

LA RASSEGNA STAMPA

sabato 21 novembre 2020

L’operazione Farmabusiness Grande Aracri e la ricerca di voti

Il Resto del Carlino - Reggio Emilia - 21 novembre 2020

Salvatore Grande Aracri, 41enne, veniva chiamato in codice "commercialista" e "il nipote di quello" (Nicolino Grande Aracri, ndr) da Domenico Scozzafava, definito dagli inquirenti "l’uomo della pioggia, il formidabile portatore di voti" a Domenico Tallini. Il presidente del consiglio regionale della Calabria, arrestato nell’operazione ‘Farmabusiness’ per concorso esterno alla mafia e scambio elettorale con la cosca Grande Aracri, l’avrebbe favorita nell’avviamento del consorzio Farma Italia in cambio di voti nel 2014. Sarebbe stato lui, il "falegname di Brescello", a proporre il consorzio alla cosca, durante il summit nella casa dello zio Nicolino a Cutro del 7 giugno 2014, rimanendo dapprima defilato e poi rendendosi più visibile dopo il giugno 2015, quando nacque anche Farmaeko srl, catena di parafarmacie ricondotta alla consorteria, "anche se lui userà il cognome dello zio Le Rose". Scozzafava lo chiama anche "il nipote di quello".

Il 41enne, difeso dall’avvocato Giuseppe Migale Ranieri, sarà sottoposto stamattina all’interrogatorio di garanzia a Catanzaro: per lui si ipotizzano il 416 bis e l’intestazione fittizia di capitali. Il progetto avrebbe previsto l’acquisizione di farmacie tramite fallimenti pilotati e rivendita di medicinali all’estero - il 41enne pensava anche a prodotti oncologici da piazzare in altri Paesi -, mentre le parafarmacie sarebbero servite "solo a conferire appalti alle imprese legate alla cosca".

Intercettato mentre lo zio boss è in carcere, si raccomanda: "Dobbiamo fare le cose più pulite possibili.... Lui quando viene fuori dice: ‘Che avete combinato?’". Primeggiano le donne: la moglie e la figlia del boss, Giuseppina Mauro ed Elisabetta Grande Aracri, avrebbero fatto le veci degli uomini in galera.

In carcere per 416 bis e detenzione illegale di armi anche il 32enne Salvatore Francesco Romano, arrestato dai carabinieri reggiani: abita a Cadelbosco ed è genero di Ernesto Grande Aracri (fratello di Nicolino). Oltre a Giuseppe Ciampà, 42enne, trasferito nel 2010 da Brescello a Cutro, figlio di Bettina, sorella del boss Nicolino: da un’intercettazione del 2013 emerge l’idea del commercio del cippato (truciolato combustibile) con la Russia, "anche per riciclare all’estero capitali illeciti".

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