AEMILIA BIS

mercoledì 13 giugno 2018

Aemilia bis, è già scontro su 270 intercettazioni

Gazzetta di Reggio - 13 giugno 2018 - di Tiziano Soresina

Il difensore Bruzzese ne chiede la trascrizione, ma il pm Ronchi si è opposto La Corte incarica il perito di verificare se le captazioni siano già nel maxiprocesso

REGGIO EMILIA. Dopo un anno di stop, è ripreso – in tribunale – il troncone processuale di Aemilia bis e come nel procedimento principale spuntano già i primi problemi con la trascrizione delle intercettazioni.

L’anno scorso una parte non indifferente di questa causa è stata riunita al maxiprocesso in corso nell’aula bunker. Come si ricava complessivamente dalle imputazioni, per la Dda di Bologna al centro di Aemilia bis vi sono vorticose intestazioni fittizie a prestanome per nascondere i patrimoni degli uomini della 'ndrangheta. Il commercialista Donato Agostino Clausi è indicato come uomo di fiducia di Giuseppe Giglio (che ora è un pentito) e specialista nell'occultare l'effettivo proprietario delle società costituite. Figura tra gli imputati il reggiano 68enne Mario Mazzotti che è difeso dall’avvocato Franco Beretti. L’imprenditore respinge l’accusa di aver dato un contributo all'associazione mafiosa. «Lui comprò un’azienda da Giuseppe Giglio perché – rimarca il difensore – quello è il suo mestiere ed era in buona fede». Per questo nella lista testimoni ha indicato a deporre il collaboratore di giustizia.


Agli atti vi è già una corposa mole di intercettazioni (qualche migliaio di pagine), ma nell’ultima udienza l’avvocato bolognese Fausto Bruzzese (difende sei imputati) ha chiesto la trascrizione di 270 ulteriori intercettazioni, a cui si è opposto il pm antimafia Beatrice Ronchi. Sul punto la Corte – presieduta da Giovanni Ghini, a latere i giudici Luca Ramponi e Chiara Alberti – ha incaricato il perito Giampiero Benedetti di verificare se di questi 270 discorsi captati ve ne siano già di trascritti fra le centomila pagine già depositate nel maxiprocesso Aemilia. L’ammissione o meno di queste 270 intercettazioni sarà poi valutata dal collegio giudicante nella prossima udienza. I primi testimoni saranno comunque sentiti in aula solamente dopo l’estate. Relativamente alla biforcazione di questo procedimento, nell’aprile 2017 la Corte aveva stabilito la riunione di quattro capi d’imputazione riguardante il gruppo Vertinelli (ma anche la 28enne Tania Giglio) al maxiprocesso Aemilia, non ritenendo leso il loro diritto di difesa. Non solo l’accusa di intestazione fittizia, ma anche quella d’aver sottratto somme all’amministrazione giudiziaria di alcuni beni sotto sequestro il che coinvolge Tania Giglio e i figli dei due fratelli Palmo e Giuseppe Vertinelli originari di Cutro ma residenti da tempo a Montecchio.

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