- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'intera udienza

mercoledì 25 maggio 2016

 

Esame del Maresciallo Camillo Calì
 

Inizia l'udienza.

Dal carcere di Ascoli Piceno, presente in videoconferenza l'imputato Ursini Mario. Dal carcere de L'Aquila, presente in videoconferenza l'imputato Bolognino Michele.
Presenti in aula alcuni studenti dell'Istituto Superiore "Galvani-Iodi" di Reggio Emilia.


Inizia oggi l'esame del teste Maresciallo Calì.

​Inizia la deposizione del Maresciallo Calì.
Il Maresciallo racconta le modalità attraverso le quali iniziarono le indagini. In particolar modo fa riferimento ad un grave atto incendiario avvenuto il 16 settembre 2009 a Castelvetro Piacentino, ai danni di un imprenditore.

"In una intercettazione ambientale dell’ottobre 2011, svolta all’interno di un auto, riusciamo a intercettare i due fratelli Vetere e Lerose Francesco. I tre soggetti parlano di mettere in atto un attentato ai danni di RIGOLLI NICOLA, titolare dell’azienda Arcade Srl. Parlavano di sparare con un fucile calibro 24. Mi recai in caserma e verificai se avessero armi. Ma non risultavano armi registrate. Motivo per il quale pensai che potessero avere armi. Si parlava di incendiare l’azienda dando 100 euro a un albanese. Parlavano anche delle modalità di azione. Abbiamo iniziato a comprendere che c’era qualcosa che non andava. Passano i mesi e un giorno, di ritorno da Bologna, mi giunse una telefonata da Rigolli. Mi disse con un tono concitato che era in atto un’aggressione nei suoi confronti. L’uomo si era rifugiato in uno stanzino e le tre persone (Vetere Pierino, Vetere Pasquale e Lerose Francesco) lo stavano minacciando. Chiamai subito i ragazzi che sono intervenuti ed hanno arrestato i tre soggetti con l’accusa di tentata estorsione in concorso dei tre soggetti. L’arresto è stato convalidato dalla procura di Piacenza. E gli atti trasmessi alla DDA di Bologna, al dottor Mescolini. Abbiamo avviato un’attività di intercettazione di tutte le utenze di Rigolli per comprenderne l’attendibilità. L’uomo ha anche sporto denuncia. Noi verifichiamo subito la genuinità del Rigolli e iniziano le telefonate da parenti di Lerose Francesco, in particolare di Migale Francesco, poi morto a causa di un incidente stradale."
 

NDR: Gesti e segnali tra i detenuti, presenti in aula. Il Presidente Caruso li richiama per la seconda volta.
 

Viene descritta la figura di Muto Salvatore, braccio destro e autista di Lamanna Francesco. "Quest'ultimo, infatti, avendo già dei gravi precedenti penali e non avendo la patente, si serviva della figura di Muto Salvatore per intessere rapporti, contattare ed incontrare varie persone, gestire affari. Non è un caso, dunque, che Vetere Pierino, una volta uscito dal carcere, si mette subito in contatto con Muto Salvatore". Il Maresciallo Calì, inoltre descrive quella che è la piena sinergia che si viene a creare tra i personaggi che operano sul territorio di Reggio Emilia, e i personaggi che operano a Piacenza.
 

Il Maresciallo Calì descrive anche la figura ed il ruolo di Cavedo Maurizio, ex poliziotto: "Cavedo, infatti, dimostra di avere rapporti fissi e stabili con personaggi dal calibro di Migale Vincenzo, Villirillo Romolo, i fratelli Vetere, Minervino Salvatore, Battaglia Pasquale. Proprio in compagnia di questi personaggi, il Cavedo viene visto in data 26 marzo 2011. Durante quellincontro, interverranno alcuni Carabinieri in divisa che richiederanno, a tali soggetti, i documenti di riconoscimento. In aula vengono mostrate delle foto di quell'incontro, durante il quale questi personaggi vengono visti in possesso di un documento. La copia di tale documento verrà poi ritrovato dai Carabinieri di Crotone il 21 luglio 2011, data in cui verrà, per la prima volta, arrestato Romolo Villirillo. Per comprendere meglio tale circostanza, occorre fare un piccolo passo indietro. Cavedo Maurizio, ex poliziotto, è sposato con Petrozza Stella, originaria di Cutro. La donna gestisce un consorzio. La guardia di finanzia effettua dei controlli all'interno di tale consorzio e, facendo una verifica fiscale e notando alcune false fatturazioni, procede con la denuncia nei confronti della Petrozza. Una volta accaduto tale fatto, Cavedo Maurizio subentra come consigliere all'interno del consorzio. Quel famoso assegno di 25.000 euro, che viene notato nell'incontro del 26 marzo 2011, e successivamente rintracciato nella casa di Romolo Villirillo dopo il suo arresto, venne firmato da Cavedo Maurizio (a nome del consorzio) ed incassato da Romolo Villirillo. Gli inquirenti, durante le indagini, non hanno mai appurato l'esistenza di rapporti lavorativi tra Villirillo e il consorzio. Il 12 novembre 2012 avviene l'esecuzione del decreto di perquisizione all'interno dell'abitazione di Cavedo e nel suo armadietto della caserma di Cremona. In quella circostanza, Cavedo viene a conoscenza di essere indagato per concorso esterno. Ascoltato dagli inquirenti, rende dichiarazioni ma la sua testimonianza presenta grandi buchi neri. Il Maresciallo Calì sottolinea come il giorno successivo Cavedo era di nuovo in contato con questi soggetti, con i fratelli Vetere. Calì dice "Ha fatto una scelta sbagliata rimanendo con loro".
 

Il Maresciallo Calì continua a descrivere la figura di Maurizio Cavedo: "L’ex poliziotto ha due legami principali: uno con Vetere Pierino ed uno con Romolo Villirillo. Si tratta di contatti diretti ed in particolar modo con quest’ultimo, il Cavedo si incontrava o si sentiva solo ed esclusivamente per questioni di soldi. Il consorzio a cui il Maresciallo ha già fatto riferimento durante la sua deposizione, ovvero Il Consorzio di Stella, in realtà non lavora concretamente, ma viene utilizzato per produrre false fatture. Attraverso le emissioni di fatture per operazioni inesistenti, il gruppo riesce dunque a far girare e ripulire una grande quantità di denaro. Il Maresciallo Calì parla inoltre dei numerosi controlli che il Cavedo effettuava all’interno della Banca Dati SDI, luogo in cui è possibile verificare se qualcuno è sottoposto a indagine o accertamenti. Per accedere a questa banca dati occorrono User ID e password, ed ogni accesso viene registrato. Gli inquirenti riescono dunque a vedere come il Cavedo abbia fatto ricerche sulla moglie, Stella Petrozza, su Vetere Pierino, su Ferrari Aldo Pietro ed addirittura su se stesso. Controlli volti a certificare se lui, o le persone attorno a lui, fossero oggetto di indagine o accertamenti.
 

Vetere Pierino è, insieme al fratello Rosario, l’uomo a Castelvetro di Villirillo. Quando questo viene arrestato, la moglie di Romolo Villirillo avvisa Vetere Rosario, fratello di Pierino, in questa conversazione viene data notizia dell’arresto. Quando viene arrestato Villirillo è Battaglia Pasquale che intrattiene i rapporti con i Vetere. Si pongono in essere delle diatribe interne: Pierino Vetere deve del denaro a Procopio Salvatore, ex socio di Sarcone Nicolino. I contatti avvengono tramite la figura di Muto Salvatore. Muto chiama Vetere e lo riprende per il mancato pagamento. Se ne interessa direttamente Villirillo, che dice che cercherà di rallentare l’incasso dell’assegno da parte del signor Procopio, un assegno di 4.500 euro. Villirillo, vista la mancanza di rapporti con Procopio, effettua una chiamata a Sarcone Nicolino che però non risponde al telefono. Subentra allora Muto Salvatore che cerca di contattare sia Vetere che Procopio. Il 21.10.2011, Muto Salvatore chiama Vetere Pierino spingendolo a pagare per saldare il debito con Procopio.
 

Muto Salvatore (classe 77), è il mezzo per arrivare a Lamanna Francesco. La nostra attenzione investigativa inizia con un’attività di intercettazione. Muto riceve quasi tutte le telefonate per Lamanna Francesco, è l’uomo di Lamanna. Qualsiasi cosa va per Lamanna, transita per Muto. Lamanna è restio a parlare al telefono o in luoghi pubblici. Lamanna viene intercettato su più utenze ma sono ben poche le telefonate intercettate, spesso telefona con i telefoni di altre persone. Viene usata la figura di Muto per arrivare a Villirillo, fa da tramite. Ne è l’esempio il fatto che i soggetti che vengono da fuori, come Glasco o Gualtieri da Reggio Emilia, passano comunque da Muto per arrivare a Lamanna.
 

Qualsiasi persona vicino a Lamanna, Villirillo o Vetere, veniva messa sotto controllo. Abbiamo cercato di monitorare tutti i soggetti che entravano in contatto con loro."

 

Trascrizione a cura di: S.D. - Impaginazione e correzione a cura di S.N.

RASSEGNA STAMPA

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