- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'udienza pomeridiana

venerdì 23 settembre 2016

(causa impegni lavorativi sono impossibilitata a presenziare alle intere udienze)

Deposizione di CAGOSSI LUIGI

Deposizione di M.F.

Deposizione del sottotenente FERRETTI CLAUDIO

Ore 16.00 in aula.

Arriviamo subito dopo la deposizione del teste Pierucci Giovanni che risultava irreperibile durante la scorsa udienza.
Il tribunale aveva confermato l'ordinanza di accompagnamento del teste.


Dalla custodia cautelare leggiamo:
Capo 64) Estorsione in danno di PIERUCCI Giovanni
Da numerose telefonate intercettate si evince chiaramente che l’imprenditore Pierucci Giovanni deve del denaro ad AMATO Alfredo. Pierucci, che si trova in difficoltà economica, per arginare le continue e incessanti richieste di denaro è costretto a cedere, su volontà dell’Amato, una macchina ed uno scooter.
Talune telefonate, poi, esprimono il malcontento del Pierucci perché ritiene, a ragione, che il valore dei mezzi ceduti sia di gran lunga superiore al debito contratto. Circa l’entità del debito non si ha notizia perché l’intercettazione è iniziata nella parte terminale della vicenda, cioè quando Pierucci è stato chiamato ad onorare il debito contratto.
La vicenda è stata riscontrata attraverso numerose intercettazioni telefoniche, correlati servizi di o.c.p..
Nella prima telefonata che si registra tra AMATO Alfredo e Pierucci Giovanni appare netta l’intenzione da parte dell’AMATO di volersi appropriare di due escavatori dell’impresario. Le pretese e le minacce espresse da Amato nel corso della telefonata non appartengono di certo ad una
normale trattativa di compravendita. Anche il prezzo non è sicuramente congruo per i mezzi d’escavazione in argomento: solo 2000 €.
Successivamente si iniziano a registrare molteplici telefonate riconducibili al passaggio nelle mani di Amato Alfredo di un’automobile e di moto (Audi A4 cabrio di colore nero targata CY138TH e motociclo “CBR1000” targato CF02517) di proprietà del Pierucci.
Ma Amato Alfredo non si ferma al possesso della moto. In seguito ottiene anche l’Audi A4 Cabriolet di Pierucci Giovanni, un’auto nuova, anno 2005, del valore di 47.000€. Amato Alfredo, pur mantenendo l’intestazione dell’auto a Pierucci, di fatto ne è divenuto, dal mese di febbraio
2012, il reale possessore ed utilizzatore.
La ricostruzione completa della vicenda è affidata alla già richiamata Informativa del Comando Compagnia CC di Parma.
Tuttavia, l’articolata sequenza dei rapporti tra i due non consente di evincere l’avvalimento, da parte dell’AMATO, di modalità intimidatrici suscettibili di far ritenere integrata la contestata aggravante di cui all’art. 7 d.l. 152/91.

In aula il teste Luigi Cagossi, in società con Silipo Antonio (ditta "La Cavalleria")

per riferire sui Capi 72)- 73) Usura ed estorsione in danno di Annalisa GRAMMATICA

Link correlati:

"Usura, il pm chiede il carcere per quattro" del 16/4/2014

"Sono 48 i nuovi indagati dall’Antimafia" del 2/7/2015

NDR: il teste Luigi Cagossi sta riferendo alla corte. Afferma di essere amico del Silipo da diversi anni.
 

Cagossi: C’era Simone Gibertini, Salsi della Gourmet. C’era un carabiniere, implicato anche lui. Era Mario Cannizzo.
Lo vedevo spesso.
Stavano festeggiando perché Silipo perché era stato assolto da un processo. C’era anche Sarcone Nicolino.
 

PM: Sarcone era sotto processo (AEmilia).
Cagossi: Non gli ho mai chiesto niente, non mi interessava.
PM: c’era il fratello più piccolo di Sarcone?
Cagossi: sì, c’era un'altra persona, un deputato, un politico di cui non ricordo il nome. Ho visto un politico.
PM: ce lo descrive?
Cagossi: Non me lo ricordo. Era di Forza Italia
CARUSO: Come l’ha capito?
Cagossi: Perché parlavano di Forza Italia, mi sembra che parlavano delle regionali. Non pensavo niente di male, sinceramente.
Aveva capelli bianchi, Silipo e Sarcone gli portavano molto rispetto. Penso fosse di giù, della Calabria, mi sembra. Mi sembra di Forza Italia, ma non ricordo il nome.

 

PM Ritorno sulla vicenda di Grammatica: "Ricordo che quel giorno Silipo e la signora Grammatica parlavano. Silipo le aveva chiesto perché non avesse pagato. Lei disse perché aveva avuto problemi con la finanza".
Cagossi: Si.
PM: Ricorda qualcos’altro.
Cagossi: Nient’altro.
Silipo mi parlava solo di donne o dei problemi che aveva con i figli. Non mi parlava di altro.
 

Inizia il controesame di Cagossi.
Avv: tornando all’inizio, al momento in cui lei e Silipo decidete di fare questa società, puo’ spiegare il motivo che l’ha spinta ad entrare in società?
Cagossi: parlai con Silipo se c’era la possibilità di trovare lavoro e sono entrato in società.
Avv: Al momento dell’apertura Silipo le aveva promesso dei soldi?
Cagossi: 500 euro al mese, pagate le spese, su quello che ci rimane c’è una parte anche per te. Poi è subentrata la finanza, l’ho trovata una mattina a casa… ha detto evasione fisc….
Avv: si è mai interessato dell’andamento del conto corrente, ha mai visto delle fatture?
Cagossi: No io non ho mai visto niente
Avv: Silipo aveva la firma sul conto corrente bancario?
Cagossi:Sì
Avv: La società Cavalleria aveva segretarie o dipendenti che lei conoscesse?
Cagossi: Non ricordo
PM A un certo punto venne la finanza può spiegare?
Cagossi: La finanza mi ha fatto delle domande, sono dovuto andare a firmare 3 volte alla settimana.
PM Silipo venne arrestato in quell’occasione
Cagossi: Sì
PM E a lei venne dato l’obbligo di firma
Cagossi: Sì
PM Ha capito cosa le è successo?
Cagossi: Sì dopo l’ho capito.

PM Lei era a disposizione di Silipo?
Cagossi: Sì
PM Qualunque esigenza avesse Silipo o volesse avere la sua presenza nell’ufficio
Cagossi: No nel suo ufficio non mi ha mai chiamato. Andavo ogni tanto a fare un giro, mangiavo in casa con suo fuiglio e lio, c’era amicizia.
PM Sa per quale motivo era stato processato in precedenza?
Cagossi: No, non gli ho mai chiesto niente, a me interessava solo risolvere il problema del lavoro.
PM a compagnia della quale Silipo si accompagnava..
Cagossi: Ho visto Gibertini, Salsi
PM Calabresi?
Cagossi: Sarcone e la moglie di suo fratello. La moglie di Fantuzzi. Non chiedevo niente non mi interessava niente.

Termina il controesame.
 

NDR: Subito dopo la deposizione, il teste Cagossi si intrattiene con i parenti degli imputati in aula. Cordialità.
 

Viene sentita ora la teste M.F. che nella precedenza udienza non si era presentata.
 

PM Conosce Sarcone Nicola, MG?
MF: Sì.
PM Ha mai ricevuto dei prestiti da Sarcone?
MF: Sì

PM Ha sporto una denuncia le chiederei di riepilogare i fatti.
MF: C’era stato un prestito, ho assistito al passaggio, non mi ricordo fisicamente l’importo.
PM: Con Sarcone che rapporti c’erano?
MF: Io nessuno, l’ho conosciuto in quell’occasione
PM: Il prestito per contati e poi degli assegni?
MF: Sì
PM: Ha detto 5 anni, fa quindi nel 2011?
MF: Potrei sbagliarmi sulle date, parliamo di 5 anni fa
PM: agosto 2011. "Io e MG abbiamo restituito 7000 euro"
MF: Abbiamo dovuto chiedere aiuto a un’altra persona perché non riuscivamo a pagare il debito. Vincenzo Mancuso.
PM: In partenza vi hanno prestato 5000 euro?
MF: Erano assegni postdatati, non ricordo le date. A Febbraio marzo abbiamo fatto il prestito, dovevamo saldare a giugno. Non ricordo le date. Non ero io materialmente a compilarle, ma presuppongo che il mio compagno…
PM: Come ha detto poco fa questi due assegni non riusciva…

MF: Non riuscivo a ricoprire il prestito.
PM: Vi rivolgeste a Mancuso?
MF: Lui si impegnò ad aiutarci a coprire il prestito. Purtroppo il mio compagno fu arrestato e io mi trovai in forte difficoltà, a fine luglio 2011. Tenga conto che tutta la fase del prestito… so e non so perché non venivo messa al corrente di tutto. Sapevo che discutevano ma non ho mai partecipato alle discussioni. Vincenzo ha sempre cercato di intermediarsi fra noi e Sarcone.
PM: Cosa ha fatto concretamente?
MF: fino a luglio io non so cosa hanno fatto. So solo dell’impegno. A fine luglio sono stata costretta a gestire tutto io. Non avevo capito se mancava poco non ricordo. Proposi di vendere una macchina di nostra proprietà, così la parte che mancava lui.
PM: Lui chi?
MF: Il signor Nicola. Dopo averla consegnata l’auto venne fatta sparire e mi disse che io dovevo dargli 500 euro. L’auto valeva sui 30/40.000 euro.
Consegnata la macchina non rispondeva al telefono. Poi mi disse che per avere indietro la macchina gli dovevo dare 6500 euro. Dopo la denuncia ai CC ho riavuto indietro la macchina.
PM: Lei lo conosce Diletto Alfonso?
MF: No
PM: Dopo l’intervento dei CC ricevette delle telefonate da Sarcone?
MF: Sì. Mi chiedeva siccome c’era stata la denuncia di togliere la denuncia su queste due persone che non c’entravano nulla. Mi ha mandato un messaggio. Non erano tanti simpatici. Il signor Sarcone chiedeva di togliere la denuncia.
PM: C’erano delle minacce?
MF: Direi di sì
PM: Tipo?
MF: A memoria non ricordo, tipo togli le denunce perché in carcere non si moriva…
Il PM legge le dichiarazioni della teste date ai carabinieri in merito alle minacce del Sarcone:

SARCONE NICOLINO INVIA UN SMS A MF: “vedi di ritirare la denuncia e fai tornare a casa quei padri di famiglia […] Ma sai anche che in carcere non si muore vero?...”.

MF: Sarcone l’ho visto quando ha prestato i soldi, forse qualche altra volta e il giorno in cui gli ho consegnato la macchina per rivenderla e poi non l’ho più rivisto. Lui (Sarcone) si offrì di aiutarmi a vendere la macchina. Era sia per chiudere il prestito sia per aiutarmi ad avere la somma che mi serviva in quel momento.
 

Inizia il controesame della teste MF da parte dell'avvocato in difesa di MANCUSO VINCENZO:
 

Avv: Lei ha detto che è stata presente nel momento in cui Sarcone le ha dato il contante e gli assegni. Mancuso a questo incontro nel quale c’è questo accordo, è presente?
MF: Vincenzo finchè non c’è stato il primo assegno non era a conoscenza di nulla.
Avv: Quindi Mancuso interviene solo perché voi chiedete aiuto per il debito nei confronti di Sarcone?
MF: Sì
Avv: qual è il debito che ancora vantava Sarcone?
MF: Io non ho partecipato alla consegna degli assegni… mi dissero che il debito esisteva ancora. A me mi era stato detto questo..

Avv: Riguardo all’autovettura, Mancuso c’entra qualcosa in questa vicenda?
MF: No, al momento in cui all’inizio non avevamo pagato il debito, lui è stato solo la persona che ci ha aiutato. Non c’entrava con la macchina. Quando ha saputo mi ha detto: cosa hai fatto, potevo aiutarti io?
CARUSO: Il suo compagno dov’è?
MF: E’ in carcere per bancarotta fraudolenta

CARUSO: Quando lei dice che Mancuso non c’entra nulla è solo per sentito dire?
MF: Sì.... Sarcone voleva altri 6500 euro
CARUSO: Perché?
MF: Suppongo fossero gli interessi. Quando Sarcone prende la macchina si è preso l’impegno di venderla e la rimanenza l’avrebbe data a me. Quando prende la macchina non si fa sentire, non si interessa alla vendita. E mi dice se vuoi la macchina dammi i 6500 euro e te la riconsegno.

Termina il controesame della teste MF.
 

Qualche minuto di pausa.
 

Viene ascoltato il teste, il sottotenente Ferretti Claudio.
 

Si parla dei Capi 44)-45) Il controllo del circolo Cartagena Club – Attriti con ARENA CARMINE
 

sottotenente Ferretti: Quando ci diedero il numero di cellulare di Carmine Arena (riconosciuto dai testimoni come colui che molestava il circolo Cartagena) ci venne in mente che qualche giorno prima era stato ritrovato un cellulare al culmine di una rissa davanti al ristorante in via Fratelli Cervi dove una passante aveva segnalato 4 individui che malmenavano un altro. Abbiamo avuto la contezza che uno dei partecipanti fosse Arena Carmine. Settembre 2011
Nel pomeriggio del 23 settembre 2011 venne segnalata una ulteriore rissa. Intervennero due volanti. Una identificò Blasco Gaetano che presentava un morso a un orecchio. L’altra volante fermò I fratelli Carmine e Valerio Antonio che presentavano dei graffi e la maglietta strappata.
 

Abbiamo avuto contezza che le risse che erano generate nascevano dal comportamento di Carmine all’interno del circolo.
 

Messina Salvatore, un altro soggetto pregiudicato, si accompagnava spesso ad Arena Carmine.
 

All’epoca Arena Carmine abitava a Caldebosco di Sotto, insieme alla sorella e al cognato.
Dalle telecamere del circolo si vede arrivare un soggetto allunga il braccio destro e verosimilmente spara dei colpi.
Dalle telecamere in bianco e nero si vedono dei bagliori. Il soggetto si gira e inizia a correre.
Il soggetto non è riconoscibile.
Dal tabulato di Arena lui effettua tre chiamate, in direzione in uso alla sua fidanzata Magda.
Questo ci da che la contezza che lui era fuori dall’abitazione.
L’ultima chiamata la da’ in via fratelli Cervi che è in linea d’aria con quella che è il sito del circolo.
Alle 2.44 effettua una chiamata ad Angelo Salvatore. La cella è nella zona di Rivara, circa due chilometri dal circolo.
Anche il telefono di Messina Salvatore nell’orario del fatto non effettua nessuna chiamata.
L’ultima chiamata risulta adiacente al circolo. Alle 2.40 è in via Carnera, la stessa cella di Carmine.
Quindi si presume che i due fossero insieme.
 

CARUSO: Il collegamento come avviene, come fa a mettere insieme Arena e Messina?
sottotenente Ferretti: Quando intercettiamo Arena Carmine ci sono molto contatti con Messina.
 

Si parla ora del Capo 188) Altre intemperanze di Arena CARMINE.

Dalla custodia cautelare:
"Il 27 aprile 2012 Simonova Zuzana presentava denuncia presso la questura di Reggio Emilia rappresentando di aver trovato la propria autovettura Citroen C3 colore grigio con targa slovacca l’PP243BY, che aveva lasciato parcheggiata davanti alla sala giochi Macao in via Copernico 24 a Reggio Emilia, danneggiata dall’esplosione di diversi colpi di arma da fuoco. La donna escludeva di avere ricevuto minacce e ricordava di aver avuto qualche tempo prima un alterco con uno sconosciuto di origini calabresi che, contravvenendo ai divieti, pretendeva di fumare all’interno della sala giochi. La stessa riconosceva nella foto effigiante l’ARENA quella del soggetto con il quale aveva avuto un alterco e che era effettivamente presente anche nella serata tra il 26 e 27 aprile, circostanza in cui aveva avuto un diverbio con un suo collega per non essergli state somministrate bevande alcoliche. La SIMONOVA consegnava un piccolo nucleo metallico rinvenuto sul tappetino dell’autovettura. Un più accurato sopralluogo disposto da personale della polizia scientifica consentirà di rinvenire un bossolo di una pistola calibro 6.35.
Si procedeva alla acquisizione delle immagini estrapolate dal sistema di video sorveglianza che consentivano di accertare la presenza nel locale dell’ARENA la notte del 27 aprile 2012.
Infine veniva svolto un accertamento balistico volto a comparare i bossoli esplosi con quelli fatti esplodere dallo stesso ARENA davanti al Cartagena Club il 23.9.2011. L’accertamento dava esito positivo, permettendo di rilevare che tutti i bossoli erano stati sparati da una stessa arma.
E’ dunque raggiunta la qualificata probabilità di colpevolezza in merito all’episodio che, tuttavia, non può considerarsi aggravato dall’art. 7 d.l. 152/91.
Il fatto, pur allarmante in sé, e comunque rivelatore di una incontrollata pulsione criminale, sembra nel suo complesso esaurirsi in una ritorsione contro il gestore del locale senza "rimandare in alcun modo a concreti collegamenti alla forza intimidatrice del vincolo associativo."
 

Termina la deposizione del sottotenente Ferretti Claudio.
 

Inizia il CONTROESAME del sottotenente Ferretti Claudio da parte del difensore di Arena Carmine.
 

Avv: Lei ha fatto un assemblaggio di tanti eventi, vorrei nello specifico capire. Lei è intervenuto al danneggiamento del circolo Cartagena. Quando è arrivato sul posto chi ha trovato?
sottotenente Ferretti:  Il personale della volante e la polizia scientifica.
Avv: Ha trovato anche Zhang
sottotenente Ferretti: E’ arrivato dopo essere contatto dalla Romano Valeria
Avv: Cosa le avrebbe detto Zhang?
sottotenente Ferretti: Zhang ha espresso dei sospetti per i dissidi che aveva con Arena Carmine. E’ stato riconosciuto come quel frequentatore che disturbava il circolo. Che non pagava che aveva rotto il macinino del caffè che la sera prima aveva messo una moneta nel campanello per farlo suonare.
Avv: La denuncia nei confronti di chi è stata fatta? Contro ignoti?
sottotenente Ferretti: Sì. Il denunciante ha fatto il riconoscimento fotografico dell’Arena, ma la denuncia contro ignoti.
Avv: Lei ha citato un episodio di qualche giorno prima, vale a dire della rissa. Lei ha partecipato, è intervenuto ?
sottotenente Ferretti: No
Avv: Lei non ha svolto attività investigativa sulla rissa?
sottotenente Ferretti: Ho acquisito la relazione della volante e ho correlato il numero telefonico.
Avv: In merito all’altra rissa del 23 settembre ha svolto attività investigativa.
sottotenente Ferretti: In egual maniera, abbiamo acquisito la relazione delle volanti intervenute.
Avv: Lei è venuto a raccontare qualcosa su cui non è intervenuto.
sottotenente Ferretti: Abbiamo svolto attività investigativa.
 

Termina il controesame del sottotenente Ferretti.
 

Disposta perizia medico legale per Antonio Valerio in seguito alle dichiarazioni fatte.
 

ore 18.30 - Termina l'udienza.
 

Sequestrato il cellulare di Belfiore Carmine.
Presente in aula, è stato sorpreso dal maresciallo che coordina i servizi di sicurezza a telefonare avendo divieto di comunicazione telefonica con chiunque.


CARUSO: L'idea che si presenti in aula con il cellulare costituisce una violazione.

NDR: Risulta che l'ultimo numero chiamato era quello della moglie.

a cura di: S.N.

RASSEGNA STAMPA

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