GRIMILDE

RITO ABBREVIATO - LA SENTENZA

RASSEGNA STAMPA DELL'UDIENZA

lunedì 26 ottobre 2020

'Ndrangheta a Brescello: Salvatore Grande Aracri condannato a 20 anni di carcere
Prosegue il processo ’Grimilde’. Ieri è toccato al difensore. del 50enne attualmente. in carcere a Napoli

di Enrico L. Tidona - 26 ottobre 2020 Gazzetta di Reggio

Vent'anni di carcere per Salvatore Grande Aracri. E' questa la pena per il 40enne, soprannominato il «calamaro» per l'indole tentacolare nel fare affari in tanti e disparati campi (dal settore edile e della ristorazione ai trasporti, fino all'imprenditoria agricola), figlio di Francesco e al centro dell'inchiesta "Grimilde". Inchiesta sul radicamento della 'ndrangheta a Brescello, paese della bassa reggiana già sciolto per condizionamenti mafiosi nel 2016: il primo scioglimento in Emilia-Romagna.

Inferto quindi un nuovo pesante colpo alle cosche di 'ndrangheta radicate in Emilia. Colpo arrivato da Bologna dove oggi è stata emessa la sentenza di primo grado nei confronti dei 48 imputati che hanno scelto il rito abbreviato del processo «Grimilde», partito dopo l'inchiesta di fine giugno 2019, mentre il rito ordinario (con altri 22 imputati) inizierà a Reggio Emilia il 16 dicembre. nel processo, che come scritto dal gip di Bologna Alberto Ziroldi nell'ordinanza di custodia cautelare verte «sulle vicende riconducibili alla famiglia Grande Aracri di Brescello, le cui attività illecite, radicate nel campo economico ma non solo in quello, si sono snodate per più di un decennio, giungendo di fatto all'attualità», sono state per la maggior parte confermate (salvo qualche prescrizione) le richieste di pena formulate dal pubblico ministero Beatrice Ronchi, pari a 264 anni di carcere totali.

Per Salvatore Grande Aracri è stata confermata quindi la richiesta di pena - la più pesante - avanzata dal pubblico ministero.

 

Condannato a 20 anni anche Giuseppe Caruso, ex presidente del consiglio comunale di Piacenza ed esponente di Fratelli d'Italia, per cui la richiesta di pena era stata di 15 anni e 10 mesi.  I fatti contestati all'ex politico sono dunque stati giudicati in modo più severo. Caruso, all'epoca dei fatti funzionario dell'Agenzia nazionale della Dogana, avrebbe in quel ruolo facilitato la cosca, aiutandola anche ad accedere a fondi europei in ambito agricolo.

 

Le figure chiave dell'inchiesta sono Francesco Grande Aracri, fratello del boss di Cutro Nicolino, e i suoi figli Paolo e Salvatore, accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Con gli altri imputati, rispondono a vario titolo anche di estorsione, trasferimento fraudolento di valori, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, danneggiamento e truffa aggravata.

Nel processo che si terrà a Reggio Emilia sono alla sbarra come imputati anche Francesco Grande Aracri e l'altro figlio Paolo.

Ecco le condanne e i proscioglimenti:

  1. ABRAMO Giovanni, nato a Crotone, il 21.12.1976; anni tre, mesi otto, giorni venti di reclusione

  2. BENASSI Gabriele, nato a Parma il 18.02.1981; anni uno, mesi quattro e giorni ventisei di reclusione

  3. BERLINGERI Francesco, nato a Lamezia Terme il 03.02.1957 anni uno, mesi nove e giorni dieci reclusione,

  4. BOLOGNA Claudio, nato a Sesto San Giovanni (MI); anni undici, mesi otto e giorni venti di reclusione

  5. BOLOGNA Simone, nato a Monza il 09.12.1983; di anni uno di reclusione

  6. BONACINI Isauro, nato a Correggio (RE) il 14.06.1970; prosciolto

  7. CARUSO Albino, nato a Cosenza il 20.09.1959; anni dodici e mesi dieci di reclusione

  8. CARUSO Giuseppe, nato a Cosenza il 08.09.1960; anni ventii di reclusione

  9. CATELLANI Ivan, nato a Bibbiano (RE) il 24.03.1947; anni due e mesi quattro di reclusione

  10. CLAUSI Donato Agostino, nato a Crotone il 23.01.1972; di anni due e mesi due di reclusione

  11. CONTE Manuel, nato a Viadana (MN); anni quattro, mesi uno, giorni 26 di reclusione

  12. DE SIMONE Renato, nato a Napoli 1'01.09.1954;  anni quattro di reclusione

  13. DHANA Florian, nato in Albania il 01.09.1981; anni quattro di reclusione

  14. DILETTO Alfonso, nato a Cutro (KR), il 12.05.1967; anni tre, mesi otto, giorni venti di reclusione

  15. FIDALE Michele, nato a Polistena (KR) il 31.10.1961; prosciolto

  16. FONTANA Giuseppe, nato a Castelnovo di Sotto (RE), il 20.06.1974; anni quattro di reclusione

  17. GASPARI Davide, nato in Germania il 17.09.1977; anni due di reclusione

  18. GRANDE ARACRI Nicolino, nato a Cutro (KR) il 20.01.1959; mesi undici, giorni 23 di reclusione

  19. GRANDE ARACRI Rosita, detta Rossella, nata a Crotone 1'08.01.1983; anni due e mesi quattro di reclusione

  20. GRANDE ARACRI Salvatore, nato a Cutro il 18.10.1979; anni venti di reclusione

  21. LAZZARINI Giuseppe, nato a Crotone il 06.10.1982; anni undici di reclusione

  22. LOMBARDO Rossella, nata a Crotone il 29.06.1973; anni due di reclusione

  23. MALLIA Mariantonietta, nata ad Avola (SR) il 22.09.1990; prosciolta

  24. MATTIOLO Filippo, nato a Palermo 1'08.02.1968; anni due e mesi quattro di reclusione

  25. MUTO Antonio, nato a Crotone il 18.11.1971; anni tre e mesi dieci di reclusione

  26. MUTO Cesare, nato a Crotone il 17.05.1980; anni tre e mesi sei di reclusione

  27. MUTO Francesco, nato a Cutro (KR) il 29.12.1967; anni undici, mesi due e giorni venti di reclusione

  28. MUTO Luigi, nato a Crotone il 12.08.1987; prosciolto

  29. MUTO Luigi, nato a Crotone, il 31.10.1975; anni tre, mesi quattro di reclusione

  30. PAGLIUSO Rosetta, nata a Crotone il 26.07.1984; anni due, mesi tre e giorni dieci di reclusione

  31. PARRINELLI Domenica, nata a Cutro il 19.12.1949; anni due di reclusione

  32. PASINI Monica, nata a San Secondo Parmense (PR) il 12.11.1976; anni due di reclusione

  33. PASSAFARO Carmelina, nata a Crotone il 28.10.1982; anni due, mesi uno e giorni dieci di reclusione

  34. PASSAFARO Pietro, nato ad Isola Capo Rizzuto (KR) il 20.08.1963; anni tre e mesi quattro di reclusione

  35. PENSATO Roberto, nato a Torremaggiore (FG) il 12.10.1974; prosciolto

  36. PIBIRI Giancarlo, nato ad Alessandria 1'01.11.1982; anni due di reclusione

  37. PUCCI Santina, nata a Cutro (KR) 1'01.02.1959; prescrizione

  38. SARCONE Nicolino, nato a Cutro (KR), il 06.06.1965; anni tre, mesi otto, giorni venti di reclusione

  39. SASSI Devid, nato a Montecchio Emilia (RE) il 17.10.1981; anni quattro, mesi dieci di reclusione

  40. SILIPO Antonio, nato a Cutro (KR) il 06.10.1969; anni sei, mesi quattro, giorni venti di reclusione

  41. SPAGNOLO Domenico, detto Mimmo, nato a Crotone il 05.06.1978; anni undici di reclusione

  42. STRANGIO Giuseppe, nato a Rocca di Neto (KR) il 18.01.1970; anni undici di reclusione

  43. TAFUNI Nicola, nato il 25.10.1958 ad Altamura (BA); prosciolto

  44. VALLA Franca, nata a Felino (PR) il 20.01.1949; anni due e mesi quattro di reclusione

  45. VARANO Pascal, detto Dandy, nato a Parma il 15.06.1987; anni undici, mesi nove e giorni 10 di reclusione

  46. VILLIRILLO Leonardo, nato a Catanzaro il 20.08.1967; anni dieci e mesi dieci di reclusione

  47. VILLIRILLO Romolo, nato a Crotone, il 07.04.1978; (separata ordinanza) 

  48. ZANETTI Natascia, nata a Reggio Emilia 1'01.09.1976; anni due, mesi due di reclusione

BOLOGNA - Vent’anni di reclusione. A tanto è stato condannato Giuseppe Caruso, ex presidente del consiglio comunale di Piacenza di Fratelli d’Italia. I giudice del processo in abbreviato (dunque con lo sconto di un terzo della pena) che stasera si è concluso in primo grado lo ha considerato uomo di vertice della cosca di ‘ndrangheta con base in Emilia Romagna e affari in Lombardia. Caruso, all'epoca dei fatti funzionario Dell'agenzia nazionale della dogana, oltre che un ruolo di vertice tra i calabresi, avrebbe avuto anche quello di facilitare la cosca, aiutandola ad accedere a fondi europei in ambito agricolo.

Un boss alla stregua di Salvatore Grande Aracri, anche lui condannato a 20 anni, nipote del più noto Nicolino, considerato il capo indiscusso della cosca calabrese con interessi nel nord Italia. Oltre a Giuseppe Caruso, il giudice ha condannato anche il fratello Albino a 12 anni e 10 mesi di reclusione. Condannati anche diversi imprenditori locali che si erano piegati alle logiche mafiose pensando di fare affari con gli ‘ndranghetisti.

La corte ha riconosciuto l’intero impianto accusatorio dell’inchiesta “Grimilde” è accolto praticamente tutte le richieste della pm della Dda di Bologna Beatrice Ronchi. Salvi soltanto una manciata dei 47 imputati graziati dalla prescrizione dei reati che gli venivano contestati. Il dato più significativo è il riconoscimento dell’associazione di stampo mafioso e la confisca di beni per milioni di euro. Beni immobili e conti correnti che finiranno nelle casse dello Stato.

Al centro dell’inchiesta il clan calabrese radicato in Emilia Romagna e considerato, come nel sistema Aemilia parte integrante dei cutresi. Secondo la Dda il clan era attivo nel giro delle estorsioni, dell’usura e del riciclaggio che metteva in pratica grazie ad una fitta rete di insospettabili prestanome.

“Questa è una operazione che idealmente e materialmente rappresenta la prosecuzione del processo Aemilia”, aveva detto il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato. E così come Aemilia si è concluso (almeno in primo grado) con condanne pesantissime. Da vanno da un anno di reclusione, per le figure marginali, ai 20 anni per i capi dell’organizzazione. L’indagine è stata possibile anche grazie alle denunce di persone che erano finite nel mirino dei criminali guidati da esponenti della famiglia grande Aracri e al contributo di collaboratori di giustizia storici, come Antonio Valerio e Giuseppe Giglio, e anche nuovi.

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Grimilde, abbreviato verso la sentenza
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articolo di Tiziano Soresina
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