GRIMILDE

LE UDIENZE PRELIMINARI

RASSEGNA STAMPA DELL'UDIENZA

lunedì 18 maggio 2020

Processo Grimilde, battaglia tra difese e parti civili
Il Piacenza 18 maggio 2020


Il giudice di Bologna si è riservato la decisione su quali ammettere. Il Comune di Piacenza nell’aula bunker, l’avvocato Vezzulli: «Danno di immagine, era presidente del Consiglio organo che rappresenta i cittadini». Detenuti collegati in videoconferenza

Si saprà fra due giorni se il giudice per le indagini preliminari di Bologna avrà accolto le numerose richieste di costituzione di parte civile all’interno del processo Grimilde relativo alle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Emilia Romagna. Il 18 maggio, davanti al giudice Sandro Pecorella, si sono presentati gli avvocati di parte civile e quelli della difesa delle 83 persone coinvolte, a vario titolo, nell’operazione della Dda di Bologna che nel giugno del 2019 smantellò la cosca che faceva capo ai Grande Aracri. Tra gli arrestati eccellenti spiccano i nomi di Francesco Grande Aracri (fratello più anziano del boss cutrese Nicolino) e i figli Paolo e Salvatore. Nell’aula bunker, presenti il giudice, gli avvocati e, scortata, il pm della Dda, Beatrice Ronchi, che ha condotto l’indagine. Collegati dai vari penitenziari gli indagati, che sono tuttora detenuti, tra cui l’ex presidente del Consiglio comunale Giuseppe Caruso (da Voghera) e il fratello Albino (da Lanciano).

A chiedere la costituzione di parte civile ci sono, oltre al Comune di Piacenza (con l’avvocato Elena Vezzulli), anche quelli di Zola Predosa, Reggio Emilia, Brescello. Poi ci sono la Regione, la Cgil, con le camere del lavoro di Piacenza e Reggio, la Cisl, la Uil e Libera, con i suoi coordinamenti regionali. Ci sono, infine, tre imprenditori del Reggiano. Non erano presenti, invece, l’Avvocatura dello Stato (che si era presentata il 13 maggio soltanto per i beni che sono oggetto di confisca e che si costituirà in dibattimento) in una eventuale costituzione dell’Agenzia delle Dogane, dove lavorava Caruso; e Fratelli d’Italia, dove militava Caruso. In una nota del giorno dell’arresto, la leader Giorgia Meloni, dopo averlo immediatamente espulso disse di essere pronta a costituirsi parte civile. I difensori hanno sollevato numerose eccezioni, tra cui quella della competenza territoriale, chiedendo di non ammettere le parti civili perché non ce ne sarebbero i presupposti. Per Piacenza, Vezzulli ha sottolineato come ci sia stato un danno di immagine per la città, perché Caruso era presidente dell’assemblea, organo che rappresenta tutti i cittadini.

Grimilde, le difese contro tutti gli enti in aula per i danni
Gazzetta di Reggio 19 maggio 2020

Tutta dedicata alle questioni preliminari la seconda "tappa" del procedimento Grimilde in cui è già accesa la battaglia legale sulla operazione antimafia della Dda di Bologna, esplosa nel giugno dello scorso anno e con Brescello nel mirino. Tre ore intense - ieri mattina - nell'aula-bunker del carcere bolognese della Dozza, in cui anche stavolta sono state rispettate le regole antivirus con la presenza solo di una trentina di addetti ai lavori (ben sotto ai 50 consentiti dall'Ausl) in mascherina e guanti. Un risultato ottenuto dal gup Sandro Pecorella che ha dialogato con gli avvocati (difensori e di parte civile), arrivando ad una rappresentatività in aula che rispetta i presidi sanitari. Messe in discussione praticamente da tutti i difensori le costituzioni di parte civile non solo degli enti terrioriali (Regione Emilia-Romagna, i Comuni di Brescello, Reggio Emilia, Zola Predosa e ieri da ultimo Piacenza), ma anche delle realtà sindacali (Cgil, Cisl e Uil dell'Emilia-Romagna, Camere del lavoro di Reggio Emilia e Piacenza) nonché dell'associazione antimafia Libera. Per le difese le costituzioni di parte civile sono ammissibili solo per gli imputati accusati di associazione mafiosa, non per gli altri a cui sono attribuiti singoli reati. Una presa di posizione difensiva che scaturirebbe dalla linea "sposata" dal gup Francesca Zavaglia nell'udienza preliminare di Aemilia. Gli avvocati difensori Liborio Cataliotti ed Antonio Materia hanno poi sollevato l'indeterminatezza di uno specifico capo d'imputazione (inerente quella che il pm Beatrice Ronchi ritiene una falsa sentenza).Poi "aggrediti" per incompetenza territoriale altri due capi d'imputazione (si tratta di un'accusa di corruzione maturata all'Agenzia delle dogane di Piacenza, ma anche di truffa e falso sempre relativi alla vicenda della sentenza ritenuta fasulla dagli inquirenti). Questioni preliminari che vedono complessivamente su opposti fronti le difesa da una parte, il pm Ronchi e i legali di parte civile dall'altra. Vedremo domani quali saranno le valutazioni del gup Pecorella, anche se ha già anticipato che si tratterà di una decisione interlocutoria.

RASSEGNA STAMPA DELL'UDIENZA

​cliccare sulla foto per ingrandire e, se presente, su "GO TO LINK"

Le difese contro tutti

Sito gestito in forma puramente volontaria a cura di: movimento Agende Rosse di Salvatore Borsellino - gruppo Mauro Rostagno - Modena