GRIMILDE

L'operazione Grimilde scoppia fra le 3 e le 4 del mattino del 25 giugno 2019. 76 le persone indagate, 16 quelle arrestate,
13 delle quali accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso. 67 le perquisizioni effettuate. 16 le aziende monitorate.

Fra le ditte al servizio della cosca la "Generale Edile" con sede al Windsor Park a Modena. Alla fine gli imputati diventeranno 82.

Fra gli indagati Francesco Grande Aracri e i figli, Guseppe Caruso, presidente del consiglio comunale di Piacenza, all'epoca dei fatti dipendente dell'agenzia delle Dogane. Nelle mani della cosca anche la famosa ditta Riso Roncaia di Castelberforte nata nel 1790: Massimo Scotti - cugino del patròn del Riso Scotti - e Claudio Roncaia fra gli indagati.

Ditte dietro i cui prestanome si celano gli interessi del clan, fittizzie intestazioni, truffe, estorsioni e brutte storie di caporalato che sconfinano fino ai cantieri di Bruxelles. "L’insieme dei reati di Grimilde è stato commesso tra il 2004 e il 2018, con particolare intensità d’azione negli ultimi quattro anni, quando gli uomini liberi della cosca coprivano anche i vuoti lasciato da quelli in galera. Quando in molti a Reggio Emilia si illudevano che tutto fosse finito."

All'alba del 26 giugno 2019 vengono finalmente fatte sgomberare le case appartenenti alla cosca Grande Aracri.
"Le mogli degli arrestati hanno rifiutato l’intervento dei servizi sociali trovando una sistemazione da amici e parenti che si sono offerti di ospitarli. Coinvolti nello sgombero anche i figli minorenni." Brutte storie di 'ndrangheta dove a pagare sono anche i minori. Quale futuro si prospetterà per loro? Seguire il cammino deviato dei padri?

28 giugno 2019 - maratona di quattro ore in Tribunale per gli interrogatori di garanzia dove i Grande Aracri - come da copione - si ergono a perseguitati

29 giugno 2019 - interrogatorio di garanzia in carcere per Antonio Muto classe '71

3 luglio 2019 - i fratelli Giuseppe e Albino Caruso vengono trasferiti in penitenziari di massima sicurezza

14 luglio 2019 - il Tribunale del Riesame conferma il carcere per Francesco Grande Aracri e Paolo Grande Aracri, ma annulla l'ordinanza a diversi capi di imputazione. In carcere anche Salvatore Grande Aracri, fratello di Paolo.

Nel frattempo il 14 settembre 2019 arriva la notizia di un nuovo processo per Francesco Grande Aracri e i figli Rosita e Paolo per aver occupato abusivamente - per anni - un'area deamianiale a Brescello sotto la Cispadana.

20 novembre 2019 i carabinieri del ROS e del comando provinciale di Modena sequestrano beni per 9 milioni ai fratelli Antonio e Cesare Muto - Durante la conferenza stampa tenutasi a Modena scatta un allarme bomba presso il Tribunale di Reggio Emilia. Procura  e Carabinieri sono unanimi: “Sospettiamo che la chiamata sull’allarme bomba sia stata un atto diversivo per sviare l’attenzione dai sequestri

12 dicembre 2019 - Concluse le indagini dell'operazione Grimilde salgono a 85 gli indagati. Le difese hanno venti giorni di tempo per presentare le memorie difensive.

31 gennaio 2020 - chiesto il rinvio a giudizio per 83 persone - prevista la prima udienza preliminare in primavera presso il carcere della Dozza a Bologna. Il rito abbreviato si celebrerà a Bologna, mentre il rito ordinario presso il Tribunale di Reggio Emilia.

13 maggio 2020 - dopo il lockdown causato dal Covid-19, si tiene la prima udienza preliminare presso il carcere della Dozza di Bologna

18 maggio 2020 - sono 17 le parti civili: 3 sono le istituzioni dello Stato, 5 gli Enti locali, 5 le organizzazioni sindacali. Infine l'associazione Libera e tre persone offese.

8 giugno 2020 - Il giudice conferma la competenza territoriale. "Il processo si biforca: da una parte i riti abbreviati, con la prossima udienza fissata per il 17 giugno e sentenza prevista dopo l’estate. L’altro troncone è quello legato invece al dibattimento, che sarà fissato una volta giunti gli eventuali rinvii a giudizio."

26 ottobre 2020 - Arriva la sentenza di primo grado del rito abbreviato, fra le condanne venti anni a Salvatore Grande Aracri (figlio di Francesco e nipote di Nicolino) e altrettanti a Giuseppe Caruso all'epoca dei fatti funzionario dell'Agenzia nazionale della Dogana. L'accusa aveva chiesto per l'ex presidente del consiglio comunale di Piacenza ed esponente di Fratelli d'Italia 15 anni e 10 mesi.

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