TRADITORI DELLO STATO

RASSEGNA STAMPA DA LUGLIO A OTTOBRE

“Traditori di Stato” Il Governo incalzato per la sua assenza

Le parlamentari dei 5 Stelle Ascari e Spadoni interrogano per capire i motivi della mancata costituzione di parte civile

24 luglio 2019 - Gazzetta di Modena

I motivi per cui il Governo non si è al momento costituito parte civile nel cosiddetto processo “ai traditori di Stato” che si è aperto l’11 luglio a Bologna, e vede imputati anche l’ex vice prefetto Mario Ventura, un dipendente della Prefettura e un funzionario delle Dogane, sono al centro di un’interrogazione parlamentare dei 5 Stelle.
L'atto, a firma delle deputate Stefania Ascari e Maria Edera Spadoni e indirizzato al presidente del Consiglio dei ministri e a quelli di Interno e Giustizia, prende le mosse dalla vicenda giudiziaria istruita come ramo autonomo dell’inchiesta Aemilia contro la ’ndrangheta.
Il procedimento, che vede imputati tra gli altri a vario titolo anche con l’aggravante mafiosa, la famiglia Bianchini e l’ex senatore Carlo Giovanardi (la cui posizione processuale è sospesa) riguarda in particolare le pressioni che i funzionari della prefettura e l’ex parlamentare avrebbero esercitato per favorire il reinserimento nella white list delle aziende di Augusto e Alessandro Bianchini.
Nell’udienza preliminare del processo però, a differenza di Regione Emilia-Romagna, Libera,Cgil di Modena, Cgil-Fillea e Cgil di Bologna, l’avvocato dello Stato ha limitato la sua partecipazione a quella di “parte offesa” senza chiedere di essere parte civile. Se prima di un eventuale dibattimento gli imputati scegliessero un rito alternativo, lo Stato sarebbe così escluso dai risarcimenti.
La ripresa del processo è fissata per il 29 ottobre, ma intanto Ascari e Spadoni, domandano “se il Governo non ritenga giusto e doveroso che lo Stato si costituisca parte civile nel procedimento penale” e invitano a chiarire “per quali ragioni la costituzione non abbia avuto luogo” e se avverrà nelle prossime udienze.

Nota di Agende Rosse: qui in basso potrete trovare l'interrogazione parlamentare, cliccando sull'immagine potrete ingrandire per una migliore lettura

La legge è uguale per tutti?

di Sabrina Natali - 22 settembre  2019 - www.19luglio1992.com

Quel 28 marzo 2017 eravamo in aula per trascrivere l’udienza in diretta sulla nostra pagina Facebook “processo Aemilia”, quando Emidio D’Agostino, maresciallo del nucleo investigativo di Modena, relativamente alla vicenda Bianchini, portò in esame le ingerenze che alcuni funzionari di Stato avevano rivolto al GIRER, l’organismo preposto in occasione del terremoto 2012 per monitorare eventuali infiltrazioni mafiose nelle imprese.

In quell’occasione Francesco Maria Caruso, presidente del tribunale di Bologna che presiedeva il primo grado di Aemilia, si rivolse all’allora PM Marco Mescolini – oggi procuratore di Reggio Emilia – chiedendo “ci siamo posti il problema?”. La risposta del magistrato fu perentoria: “non in questo processo”.

Infatti, proprio su questa vicenda, arrivò poco più di un anno dopo, la notizia del rinvio a giudizio per 11 indagati. Fra questi, con nostra sorpresa, non figurava però l’ex senatore Carlo Giovanardi, le cui azioni tanto ci avevano lasciati allibiti proprio quel 28 marzo.
Scoprimmo così che la posizione dell’ex membro della commissione antimafia era “processualmente sospesa” poiché, essendo un parlamentare, l’iter era diverso rispetto agli altri.
Da allora abbiamo tenuto monitorato l’evolversi degli eventi fino al 3 settembre di quest’anno, data in cui la Giunta parlamentare per le autorizzazioni a procedere ha finalmente ricevuto la richiesta da parte della magistratura bolognese per l’utilizzo delle intercettazioni a carico dell’ex senatore.
Ora è tutto nelle mani di quei senatori componenti della Giunta che dovranno decidere se concedere o meno l’utilizzo di quelle intercettazioni richieste dai PM, ritenute fondamentali per la posizione di Giovanardi.

Avendo ben presente quella scritta “La legge è uguale per tutti” che tante volte abbiamo visto in questi anni passati in aula, ci auguriamo che possa corrispondere alla realtà dei fatti, poiché riteniamo che chiunque debba rispondere di fronte alla legge in egual modo, a maggior ragione chi rappresenta le istituzioni.

Speriamo quindi che la Giunta si pronunci a favore, fornendo l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni a carico di Giovanardi e che la sua posizione venga accorpata agli altri 11 imputati dell’inchiesta “Traditori dello Stato” in modo da risparmiare non solo denaro pubblico accorpando tutto in un unico processo, ma anche tempo per scongiurare una prescrizione che non corrisponderebbe a quell’ideale di giustizia a cui tutti noi dovremmo ambire.

COMUNICATO STAMPA A FIRMA DI:

Agende Rosse – gruppo Mauro Rostagno – Modena
Agende Rosse – gruppo Rita Atria – Reggio Emilia e provincia”

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