Capo 52) Estorsione in danno

di RIZZO PASQUALE e ROTONDO SALVATORE

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ROTONDO Salvatore Palmo, originario di Cutro, è un costruttore edile titolare della ditta Edil Res, fallita nell’aprile 2012. Fin dall'esordio dell'attività investigativa si è percepito che egli è un imprenditore in rapporti col sodalizio in posizione di sostanziale debolezza. Tali rapporti sono relativi ad un appalto privato che quest’ultimo aveva assunto con Rizzo Pasquale, anch’esso di Cutro. In particolare il Rizzo (appaltante) aveva commissionato la realizzazione di otto villette in via Nicolodi, località Vigheffio (a sud della periferia di Parma) e l’accordo prevedeva la consegna delle costruzioni, quando finite, a Rizzo Pasquale a fronte del pagamento di 1.300.000€. Gli impegni contrattuali prevedevano altresì che la Edil Res di Rotondo (appaltatrice) dovesse provvedere in proprio alla ricerca ed al pagamento delle ditte necessarie per portare a termine il cantiere (scavi, tetti, intonaci, serramenti et similia). Tuttavia, dopo l’accordo, iniziavano i contatti con due dei massimi esponenti del sodalizio, SILIPO Antonio e BLASCO Gaetano. Rotondo ,infatti, per gli scavi si rivolge al primo, mentre per la realizzazione dei tetti si rivolge al secondo.
Nella vicenda, sempre dalla parte dei fornitori, compaiono anche altri calabresi quali Valerio
Antonio, socio di sempre di Blasco Gaetano, e Renato Pietro.
I rapporti tra Salvatore Rotondo ed i fornitori SILIPO e BLASCO iniziano ad inasprirsi quando il
primo non riesce più a far fronte ai pagamenti per i lavori che sono stati effettuati sul cantiere. Dalle
dichiarazioni rese da Rotondo già si denota una sorta di preferenzialità nei pagamenti riconosciuta
a costoro . Rotondo, pur sulla via del fallimento, versa loro denaro e costui ha dichiarato di aver
versato ad essi le somme ricevute da Rizzo Pasquale, attraverso pagamenti tracciabili perché
avvenuti tramite Istituti di Credito. Ha testualmente indicato:” Ad essere completamente saldati
sono stati “Consorzio RPF” di Renato Gino con la somma di 130.000€….(…)….

SILIPO Antonio ha ricevuto 10.000€ su un totale spettante di 40/45.000€…(…)…a Blasco Gaetano è stata fatta una
cessione di credito (…) ove Rizzo Pasquale si impegnava a pagare direttamente il Consorzio Italia
di Blasco”.
Gli altri imprenditori (nel dettaglio, quelli non calabresi) non hanno ricevuto denaro se non a
seguito di azioni giudiziarie: le ditte Scaramuzzi/Belicchi e La Gamma Materiali, sono state
costrette a richiedere ed ad ottenere il sequestro del cantiere per avere soddisfazione dei loro
crediti. L’oggettiva logica è senza dubbio il timore che ancora una volta il sodalizio, e con lui gli
imprendotori che ne fanno parte, è stato capace di incutere e l’assoggettamento palese di
ROTONDO Salvatore e RIZZO Pasquale. Anche quest’ultimo, infatti, si è prodigato, allorquando
Rotondo non vi è più riuscito, a far fronte ai pagamenti direttamente nelle tasche degli imprenditori
calabresi.
La netta differenza di trattamento tra gli imprenditori cutresi SILIPO Antonio e Blasco in
particolare, e quelli parmigiani ha senza dubbio un valore di riscontro, frutto non del caso ma di
quella forza intimidatrice che costoro sono in grado di vantare tra i loro conterranei.
La forza intimidatrice espressa da SILIPO si apprezza pienamente nella telefonata che segue,nel
corso della quale questi pretende da parte di ROTONDO la cessione di un credito da questi
vantato:
· Telefonata n. 4206 del 16/03/2012 delle ore 17:11:11 intercettata sull'utenza telefonica
nr.3355614188 in uso a SILIPO Antonio in entrata dall'utenza n.3451384682 in uso
a Rotondo Palmo Salvatore (Rit. 353/12):
Antonio SILIPO:- si ti ho chiamato con quello della macchina perchè a questo ho la batteria scarica. E'
venuto Frunzo e dopo tanti sacrifici e imbrigamenti è venuto con Gaetano e gli altri ecc. ecc. è mi ha detto
che è venuto da te e tu non gli hai voluto firmare la carta incompr .
Rotondo Palmo Salvatore:- e ma voi non volete cacciare incompr, ma a me... a parte che firmare incompr
accordi di 33000€ quando sono 47000€.
Antonio SILIPO:- no aspetta tu firmi per 33 non firmi per 47.
Rotondo Palmo Salvatore:- no devo raccogliere 47 no 33.
Antonio SILIPO:- va bene ma la differenza viene dopo, ora noi abbiamo l'esigenza di incompr
Rotondo Palmo Salvatore:- si ma come mi ha spiegato Frunzo voi vi volete prendere i 33000€ e ve li volete
dividere tu e Frunzo.
Antonio SILIPO:- e Turù ascolta un minuto.
Rotondo Palmo Salvatore:- e io agli altri cosa faccio?!
Antonio SILIPO:- allora quando tu mi hai chiesto 4000€ te li abbiamo dati?
Rotondo Palmo Salvatore:- Tonino ma se poi hanno fatto un decreto ingiuntivo e hanno uscito altri 62/63,
quanti sono stati..
Antonio SILIPO:- Turù ascoltami un attimo allora ma tu la carta la vuoi firmare o no?
Rotondo Palmo Salvatore:- no! io non è che non ve la voglio firmare….con il giusto quelli che vi spettano si!
Antonio SILIPO:- se abbiamo lavorato la carta giustamente non è che stiamo cercando 66000€
Rotondo Palmo Salvatore:- io non è che non ve la voglio firmare però come mi ha spiegato Frunzo a me i
soldi, 33000€, ve li prendete tu e lui e io agli altri cosa gli do?
Antonio SILIPO:- Turù ascoltami un minuto, io mi guardo la cosa mia
Rotondo Palmo Salvatore:- e no io li devo guardare tutti non posso guardare solo voi!!
Antonio SILIPO:- e dimmi una cosa: tu vuoi dire che i soldi miei se li devono dividere anche gli altri?
Rotondo Palmo Salvatore:- Tonino i soldi che sono 47000€ io li devo dividere in percentuali come vengono,
alle persone io gli devo dividere in percentuale!
Antonio SILIPO:- a chi?!
Rotondo Palmo Salvatore:- a quelli che cerano tutti la: Rossi, Frunzo, tu, quelli di Bonaccio…insomma
quelli che c’erano io gli devo dividere in base alle percentuali….
Antonio SILIPO:- allora io mi guardo il coso mio! ma la carta me la vuoi firmare si o no Turù?
Rotondo Palmo Salvatore:- Tonino io firmo la carta quando so che le cose vengono divise tutti uguali!
Antonio SILIPO:- Tu stai parlano con Tonino SILIPO!!

Rotondo Palmo Salvatore:- Tonino ma poi io ho a che fare con tutti perchè per me hanno lavorato tutti ed è
giusto che tutti vengano pagati, in percentuali un pò tutti…no uno si e gli altri no!
Antonio SILIPO:- Turù sopra i soldi miei non ci entra nessun altro!
Rotondo Palmo Salvatore:- allora sopra a quelli tuoi non ci entra nessuno, su quelli di Frunzo lo stesso ......
Antonio SILIPO:- Turù sopra i soldi miei non ci entra nessuno!
Rotondo Palmo Salvatore:- non lo so io cosa devo fare Tonino?!
Antonio SILIPO:- tu ascolta a me! mi devi dire si o no perchè giustamente con Gaetano (Blasco) siamo
arrivati a ad un accordo…
Rotondo Palmo Salvatore:- in percentuale vengono quelli che vengono in percentuale….
Antonio SILIPO:- Turù con Gaetano (Blasco) siamo arrivati ad un accordo dopo tanti "imbragamenti" e tante
cose giusto??!!!! dove tu hai scorporato tutte le cose
……
Antonio SILIPO:- Turù io non ho niente da perdere lo sai??!!!
Rotondo Palmo Salvatore:- Tonino ma mi vuoi ammazzare?! Vieni e sparami!!! e non lo so io!!
Antonio SILIPO:- Turù a me come mi vedi sono! io non ho niente da perdere!!
Rotondo Palmo Salvatore:- Tonino ma mi stai dicendo che mi vuoi sparare? vieni e sparami Tonino!!
Antonio SILIPO:- queste sono parole tue sono…
Rotondo Palmo Salvatore:- e non lo so io se vogliamo ragionare, ragioniamo
Antonio SILIPO:- allora la vuoi firmare la carta si o no?!
Rotondo Palmo Salvatore:- Tonino a quelle condizioni non ne firmo perchè le persone hanno lavorato tutte
ed è giusto.....
Antonio SILIPO:- Turù siamo a posto! siamo a posto, tu carte non ne firmare che siamo a posto!! (con tono
minaccioso n.d.r)
Rotondo Palmo Salvatore:- e a quella maniera no!
Antonio SILIPO:- hai capito!! siamo a posto siamo!!
Rotondo Palmo Salvatore:- proprio ieri ho chiamato a Gaetano e non mi ha risposto.
Antonio SILIPO:- Turù Gaetano lascialo stare perchè si è lavato le mani come a Pilato hai capito?
….…
Rotondo Palmo Salvatore:- Tonino a queste condizioni non metto firma io!
Antonio SILIPO:- non la metti?! a posto! la risposta già me la stai dando!
Rotondo Palmo Salvatore:- a queste condizioni no! ok?!
Antonio SILIPO:- va bene Turù siamo apposto così va bene?
Rotondo Palmo Salvatore:- va bene
Antonio SILIPO:- ci vediamo di persona, perchè ci dobbiamo vedere di persona o no???!! non ne che con
questa telefonata mi hai dato la sentenza!!
Rotondo Palmo Salvatore:- no io non te la sto dando la sentenza, siete voi che state dando la sentenza!!
Antonio SILIPO:- tu la vuoi data la sentenza Turù????!!! io i soldi miei non li divido con nessuno!
Rotondo Palmo Salvatore:- e allora vai per vie legali Tonino!
Antonio SILIPO:- Turù l'avvocato dei soldi miei sono io!!
Rotondo Palmo Salvatore:- e va bene dai si
Antonio SILIPO:- l'avvocato sono io!
Rotondo Palmo Salvatore:- anche io
Antonio SILIPO:- c’è un avvocato più di me sui soldi che ho lavorato io? me lo sai trovare tu un avvocato
più capace di me sopra il sudore mio??!!!
Rotondo Palmo Salvatore:- io a quelle condizioni non firmo!
SILIPO, dopo aver chiuso la burrascosa telefonata con Rotondo Salvatore, chiama Blasco Gaetano
e gli dice che Rotondo non vuole firmare la “carta”, assumendo di non poter effettuare pagamenti
preferenziali, ma equamente ripartiti tra i vari ceditori.
Leggendo il contenuto della telefonata si evince chiaramente la complicità di SILIPO e BLASCO
, accomunati dal fatto di rivestire una posizione unitaria (SILIPO: ….gli ho detto: Gaetano sono
io!....è inutile che chiami a Gaetano!”[..].Gaetano è Tonino SILIPO! quindi problemi non ce n’è!!).
BLASCO Gaetano si sofferma su un particolare che avvalora la tesi secondo la quale taluni
imprenditori calabresi riescono a movimentare il denaro, grazie alla forza intimidatrice di cui sono
capaci. Infatti, riferendosi a Rotondo dice testualmente:”…adesso lo chiamo pure io dai!!...gli dico:

Turu’ [Rotondo Salvatore] cacciamoli dai piedi non ti preoccupare….cominciamo a cacciare quelli
più pesanti dai piedi che poi se ne parla…ci dico hai capito?!”. Il significato del discorso è questo:
BLASCO, non certo disinteressato, dirà a Rotondo Salvatore di liquidare i soggetti che hanno un
maggior “peso” nell’ambito del sodalizio, in modo da potersi garantire tranquillità (“… ma una
mano te la do anch'io... dai... gli dico... Turù... cacciamoceli dai piedi... non ti preoccupare...
cominciamo a toglierci quelli più pesanti dai piedi... che poi se ne parla... gli dico... hai capito?...”)
606.
Ed è esattamente quello che è avvenuto.
Alle 08.00 del 20.03.2012 BLASCO comunica a SILIPO che alle 08.30 si vedranno tutti insieme
nel suo capannone 607 ed un’ora e mezzo dopo contatta ROTONDO, al quale chiede come mai non
si è ancora presentato all’appuntamento (“… non avevamo appuntamento qua da me?... scusa… ma
non ti ha chiamato fronzo?... che ti stiamo aspettando qua…”): questi risponde di non aver ricevuto
alcuna convocazione, ma promette di raggiungerlo il prima possibile 608. Verso le 10.00 BLASCO
richiama per sollecitare l’arrivo di ROTONDO, il quale ribatte di trovarsi ancora per strada; a
questo punto BLASCO, per rivendicare il ruolo centrale all’interno del gruppo criminale, alla
presenza dei fratelli SILIPO, FRONTERA e RENATO Gino, alza progressivamente il tono di voce,
divenendo aggressivo nei confronti del proprio interlocutore (“… eh... ma dimmi una cosa?... pensi
che... ora ti incazzi pure?... Turù?... io... ma pensi che ora ti incazzi pure?... io devo risolvere un
tuo problema... e ti incazzi pure?... Turù?...”), che intimidito cerca di giustificarsi.
La riunione è stata documentata dai CC della Stazione di Neviano degli Arduini.
A seguire si registra un inasprimento dei rapporti tra SILIPO e BLASCO determinato dal mancato
invio da parte di questi di un bonifico necessario al primo per richiamare un assegno dato in
garanzia.
Difatti, BLASCO, in assenza dei pagamenti da parte di ROTONDO, non è in grado di versare
l'assegno a SILIPO.
La situazione raggiunge il climax nel corso della telefonata del 24.5.2012.
BLASCO parla con VALERIO della necessità di organizzare un incontro con SILIPO (a cui
entrambi non sono intenzionati a dare soldi) alla presenza di SARCONE GRANDE Giuseppe 609,
poi interloquisce direttamente con SILIPO esortandolo a fissare un luogo dove vedersi a Reggio
Emilia (“… Tonino... ci dobbiamo vedere io e te... vedi che ti sta chiamando Peppe che... ci
vediamo tutti insieme... viene Peppe SARCONE... e ti spiega anche lui... dai... siccome che la prima
volta... quando abbiamo fatto tutto quanto... è venuto lui... ora viene anche lui... ok?... chiama
Peppe e dagli... datevi un appuntamento... che sto arrivando... ci vediamo a Reggio Emilia...
chiamaci a Tonino Valerio... che ci vediamo... io... tu... Tonino... e Peppe... dai... che già parto... e
sto venendo a Reggio Emilia... vedi dove ci dobbiamo vedere con Tonino... Tonino Valerio... e
Peppe SARCONE...”): questi reagisce in modo stizzito all’imposizione (“… a chi devo chiamare io
adesso?... allora... dimmi dove ci vediamo... che io aspetto là... poi te le fai tu le chiamate...”),
scatenando l’ira di BLASCO che inizia ad urlare e riattacca 610. SILIPO richiama e provoca
BLASCO (“… Gaeta.. ma a me mi hai detto non mi rompere il cazzo?... ma tu a me hai detto… non
mi rompere il cazzo… me l'hai detto a me?...”), che cerca di ridimensionare l’accaduto (“… gliel'ho
detto ad un mio operaio… gliel'ho detto… ed ero al telefono con te… non te l'ho detto a te… Tonì…
chiamaci a Tonino ed a Peppe… che ci vediamo a Reggio Emilia… Tonì… sto avendo problemi con

i formulari… e mi devi dare i formulari porca miseria... vieni con me… e vieni a spiegarglielo
tu…”). SILIPO rimane fermo sulle proprie posizioni e si dice deciso ad affrontare sia lui che
VALERIO (“… Gaetano… a me non me la imposti tu a me Gaetà… hai capito?... però tu a me…
come parli tu… e come mi stai trattando tu a me... Gaetà… ora mi devi affrontare… ora mi devi
affrontare... Gaetà… ora mi devi affrontare... hai capito?... questo è l'ultima... è l'ultima più bella
cosa della vita mia... io e te che ci affrontiamo... petto a petto... soli e soli... Gaetà… hai capito?...
io non ho bisogno nè di te... nè di Tonino... nè dei soldi... non ho bisogno di niente… solo però
Gaetà... mani e mani… Gaetà... mani e mani... Gaetà… mani e mani…”): BLASCO non può
sottrarsi dallo scontro ed è costretto ad accettare la sfida (“… va bene… mi devi picchiare Tonì?... e
sto arrivando dai… sto arrivando…”), proponendo a SILIPO di vedersi subito a casa sua (“… e
allora vai a casa tua… vai al capannone da te… che sto arrivando… da te… a casa tua... si… nel
capannone tuo… che sto arrivando…”).
Solo l'intervento di Nicolino SARCONE , dall'alto della sua autorevolezza criminale, riesce a
comporre l'attrito.
La vicenda sommariamente descritta offre diversi profili ricostruttivi.
In primo luogo è indubbio che SILIPO eBLASCO hanno operato pressioni di tipo intimidatorio
nei confronti di rotondo affinché cedesse il proprio credito nei confronti del appaltatore RIZZO al
SILIPO medesimo, con l'effetto di garantire agli imprenditori di origine calabrese il pagamento
immediato delle loro spettanze.
Tale condotta che si sostanzia nella imposizione di una preferenzialità nei pagamenti da parte del
debitore non vale ad integrare tuttavia l'ingiustizia del profitto almeno fino al momento in cui non
scaturisce l'obbligo della parità di trattamento dei creditori, restando quindi eventualmente integrata
l'ipotesi di cui all'articolo 393 c.p.
Del pari non è emerso che il coinvolgimento di CASELLI Massimo nei lavori di ristrutturazione
dell'ospedale di Parma appaltati al RIZZO sia stato imposto con la violenza o d'intimidazione da
parte del BLASCO. Al contrario le intercettazioni telefoniche sembrano attestare rapporti che non
eccedono i limiti di una normale trattativa d'affari
Consegue da ciò che non sussiste la gravità indiziaria dei reati ipotizzati.

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