AEmilia 1992

rito ordinario - primo grado

TRASCRIZIONE DELL'UDIENZA

lunedì 11 febbraio 2019

Ore 8.55 Corte d’Assise – primo piano del Tribunale di Reggio Emilia – prima udienza di AEMILIA ’92.

Agende Rosse presenti in aula.

 

Si apre oggi la prima udienza di “Aemilia ‘92”, rito ordinario.

Si sono avvalsi del rito abbreviato Sarcone Nicolino, condannato a 30 anni e Antonio Valerio - divenuto collaboratore di giustizia - condannato a 8 anni.

 

Imputati all’interno del rito ordinario:

Grande Aracri Nicolino che sarà in collegamento tramite video-conferenza, Lerose Antonio cl. 66, Greco Angelo cl. 65 e Ciampà Antonio cl. 58.

 

Ricordiamo che per gli omicidi di Nicola Vasapollo e Giuseppe Ruggieri avvenuti nel 1992, nel 1993 sono stati condannati all’ergastolo Raffaele Dragone (nipote del boss Antonio Dragone), tuttora in carcere e Domenico Lucente, anch’egli condannato all’ergastolo, ma morto suicida.

 

Ore 9.16 Entra la Corte e la giuria popolare

 

Presente Grande Aracri Nicolino in videoconferenza. Irriconoscibile con baffi, barba, capelli grigi un po’ lunghi

​Lerose Antonio non è presente in aula.

Greco Angelo, detenuto, ha rinunciato a partecipare all’istanza, difeso da Staiano e sostituito da Migale Ranieri.

Ciampà Antonio non presente in aula difeso da Colacino del foro di Crotone, sostituito da Migale Ranieri.

Le persone offese, i famigliari di Vasapollo e Ruggiero, non sono presenti.

La Corte dispone procedersi in assenza degli imputati in assenza.

Per quanto concerne Ciampà Antonio ne dispone il rinnovo a comparire per la prossima udienza.

Grande Aracri vuole parlare col difensore

Giudice: tutti possono parlare ma non interrompendo il procedimento.

Stessa notifica non eseguita nei tempi previsti per le persone offese e rinnovo della notifica.

PM Ronchi: essendo molte le persone offese, suggerirei la squadra mobile di Reggio Emilia per la ricerca di tutte queste persone

Giudice: per una ragione di economia e velocità

 

La Corte autorizza le riprese al giornalista Paolo Bonaccini e alle Agende Rosse per la ripresa non in diretta.

 

Si costituisce parte civile il comune di Brescello.

 

Grande Aracri Nicolino è ora in collegamento con il suo difensore.

 

Grande Aracri Nicolino si oppone alle riprese audiovisive: “implicare la pubblicità de processo renderebbe patrimonio pubblico di ciò che avviene nel processo e ne verrebbero a conoscenza i collaboratori di giustizia.”

Giudice: non ne vedo il nesso… questo aspetto nell’apertura della prossima udienza lo definiamo.

 

Difensore di Grande Aracri Nicolino: deposito una relazione tecnica in riferimento alla perizia che è stata depositata venerdì scorso, non abbiamo ancora avuto modo di visionare. Deposito una copia al pubblico ministero

PM Ronchi: anche il pubblico depositerà la relazione che è in corso di deposito

 

Giudice: udienza di riferimento… non c’è altra giornata se non il venerdì per impegni dei giudici del Collegio. L’impegno sarà abbastanza intenso, una udienza tutti i venerdì.

Venerdì 29 marzo ore 9.00. La prossima udienza si farà un calendario. Tutti i venerdì da tenersi liberi.

Tre mesi di custodia che partono, tenetevi liberi, non c’è pezza.

 

NDR: Grande Aracri Nicolino è costantemente al telefono con il difensore

 

Prossima udienza non verranno ancora sentiti i testi, per il venerdì successivo sì.

 

Ore 9.40 udienza terminata

RASSEGNA STAMPA DELL'UDIENZA

​cliccare sulla foto per ingrandire e, se presente, su "GO TO LINK"

Aemilia 1992, il Comune di Brescello si costituisce parte civile

11 Febbraio 2019 - VIDEO ALL'INTERNO

Il Comune di Brescello si è costituito parte civile nel processo Aemilia 1992, su due omicidi di mafia avvenuti nel 1992 nella frazione di Pieve Modolena a Reggio Emilia e a Brescello.

Le vittime, cadute nella cruenta guerra fra clan per l’egemonia sul territorio che si consumava all’epoca tra la Calabria e il nord Italia, furono il 33enne Nicola Vasapollo, ucciso il 21 settembre 1992 nel capoluogo, e Giuseppe Ruggiero, 35 anni, colpito da un commando di killer travestiti da carabinieri il 22 ottobre seguente, nella casa del paese di don Camillo dove era agli arresti domiciliari.

Imputati dei delitti di 27 anni fa sono dunque il capo della omonima cosca Nicolino Grande Aracri, Angelo Greco, Antonio Lerose e Antonio Ciampà. Antonio Valerio e Nicolino Sarcone sono già stati condannati in abbreviato.

 

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