- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'udienza pomeridiana

giovedì 9 febbraio 2017

 

All'interno dell'udienza sottoriportata:

esame del collaboratore di giustizia SALVATORE CORTESE

controesame del collaboratore di giustizia SALVATORE CORTESE

Nella mattinata Salvatore Salerno, a seguire il collaboratore di giustizia Salvatore Cortese.

Reggio-online - 9 febbraio 2017 - Salvatore Salerno scoppia in lacrime in aula

Paolo Bonacini - 10 febbraio 2017 - L’UNIVERSO PARALLELO DI ANGELO SALVATORE CORTESE

Ore 16.15 in aula

E' in corso l'ESAME DI SALVATORE CORTESE che sta visionando le foto segnaletiche

CORTESE: Grande Aracri Nicolino era un porto di mare, una chiesa: tutti andavano là. Alfonso Diletto era il primo!

 

CARUSO: c’era qualcuno che faceva parte del gruppo di fuoco in Emilia Romagna?

CORTESE: c’ero io,LAMANNA FRANCESCO, i fratelli SARCONE, ANTONIO VALERIO, MARTINO, BLASCO SALVATORE, GRANDE ARACRI ERNESTO

CARUSO: DILETTO?

CORTESE: Non le so dire

 

CORTESE:
Salvatore Procopio.
siamo imparentati, lui ha lavorato con i Muto (Antonio e Cesare) e con Michele Pugliese. Lui si è accollato la pistola che è stata trovata nel capannone di Michele Pugliese. Era una persona a disposizione. Aveva buoni rapporti con i Sarcone, anche con gli Arena, era compare d’anello di Fabrizio Arena. Se la passava male economicamente, ma il fratello era il cognato di Pino Giglio e l’aveva aiutato.

PM MESCOLINI: conosce le ditte che erano state intestate a Procopio?

​CORTESE: No, ne aveva una marea… credo mattonelle

 

Nicolino Sarcone. elemento di spicco del clan, ha partecipato all’omicidio di Vasapollo, ha portato le divise per l’omicidio di Ruggiero (a Brescello). In ER era il reggente della cosca, lui il fratello, un ruolo di spicco. Collaborava a livello di attività illecite, altre consorterie criminali. Poteva fare di tutto per il clan, rapportarsi con altri.

Oltre che sono "azionisti", i Sarcone avevano alle spalle Nicolino Grande Aracri e potevano ordinare azioni violente.

CARUSO: nel contesto in cui il clan commette azioni violenti loro dovevano essere informati, potevano ordinarlo?

CORTESE: Non si potevano fare cose che non fossero a conoscenza loro, perché rappresentanti di Nicolino Grande Aracri su Reggio Emilia.

 

Salvatore Cappa. Di Cutro, si è trasferito nel Veneto, segue l’edilizia e nell’ultimo periodo 2005/2006 movimentava molti soldi. Erano in parte anche suoi, stava bene, e in parte erano della cosca Grande Aracri. Era partito dalla Calabria negli anni 90, era un operaio e poi ha fatto fortuna. Faceva il muratore. Che sappia io non era affiliato, ma aveva rapporti diretti anche con Grande Aracri Ernesto e Francesco Frontera. Aveva la stazza massiccia, però non lo vedo come violento. Conosceva bene i Sarcone. A Cutro tutti ci conosciamo, è piccola.

 

PM MESCOLINI: c’erano rapporti fra Vilirillo Romolo e Cappa?

CORTESE: Sì anche con Franco Ciampà, con i fratelli Macrì di Cutro… tutti collegati, i fratelli Muto Fortunato, Carmine…

 

Muto Luigi cl 1975 Crotone. Questo è Muto, lavora nelle truffe, ma non il Muto di Gualtieri, abita a Reggio verso Modena. Il fratello del mio ex genero, Muto Salvatore. Conosce tutti, ma non so se è inserito.

 

Grande Aracri Nicolino. Alias mani di gomma, capo indiscusso di Cutro e non solo. Siamo cresciuti insieme, nell’85 mi fu presentato da Salvatore Dragone e Ciampà Gaetano come un loro uomo, ci siamo riuniti.. .abbiamo fatto una scissione con De Luca, Macrì, Sorrentino, poi con gli omicidi abbiamo fatto la scalata, iniziando da Cutro, con gli omicidi. Ero di famiglia, mangiavo a casa sua.

Francesco (Franco) Grande Aracri. Elemento di spicco affiliato, fratello di Nicolino. Anche i fratelli avevano fatto investire i soldi con costruzioni e abitazioni, i soldi di Nicolino. Tutti i suoi fratelli. Per 20 anni sono stati investiti i suoi soldi. L’ho visto qualche volta. Poi sono stati arrestato e non l’ho visto più. Il figlio è Salvatore.

Francesco Frontera. Il provolone, di cui ho parlato prima, elemento di spicco, era nell’operazione Scacco Matto, lavorava nel Veneto.

 

Rosario Grande Aracri. Un altro fratello di Nicolino Grande Aracri, credo Rosario. Non so molto su di lui.
Ne facevano parte tutti. Nicolino mi disse: "tutta la dinastia, fratelli, nipoti".

PM MESCOLINI: Essere parenti stretti di un personaggio di grado e lo status di Nicolino rende necessaria l’affiliazione formale o lascia una capacità di operare?

CORTESE: No, non c’entra essere affiliati, già essere fratello di Grande Aracri è un punto di forza. Anche Domenico ha sempre sfruttato il nome del fratello. Andava a prendere di nascosto i villaggi turistici in Toscana, ad acquistare alle aste. Essere il fratello è una garanzia. Non serve essere affiliati.

 

Salvatore Grande Aracri (figlio di Antonio). Il nipote di Nicolino, Salvatore Grande Aracri, figlio di Antonio. Ha la azienda agricola.

PM MESCOLINI: quanti sono i GA Salvatore?

CORTESE: Uno il figlio di Franco (Francesco), un altro è lui, e poi non le so dire.

PM MESCOLINI: il figlio di Rosario Grande Aracri lo conosce?

CORTESE: Sì, ma non ce l’ho presente

 

Colacino Salvatore. Questo si chiama Colacino, credo Antonio, (SALVATORE) abita nel cremonese, opera nell’edilizia, ha a che fare con Lamanna Franco. E’ vicino al clan, a disposizione, ma che sappia io fino al 2007 non era affiliato. Il clan lo considera un elemento importante per portare soldi. Questi soggetti non si possono rifiutare alle richieste dei clan: è una mancanza di rispetto.

 

Mesoraca Alfonso. Alfonso “minzetta” abitava vicino a casa mia, è un braccio destro di Franco Lamanna sul cremonese, piacentino. Affiliato alla cosca, abita di fronte alla casa di Grande Aracri Nicolino. Anche Lamanna abita la’.

 

Muto Giulio. Cognato di mio fratello Federico, fratello di Muto Antonio, quello che è stato ucciso nel bar a Cremona dove è morto uno per sbaglio. Lui è stato in carcere per rapina, è stato tossicodipendente, che sappia io non è affiliato.

Il Crotonese - 5 marzo 2004 - Omicidi di Cremona, il pm chiede 6 ergastoli

 

Porchia Rosario. Ha "preso" (sposato) una nipote di Grande Aracri Nicolino, vive a Cutro.

Calabria notizie - 26 gennaio 2010 - Estorsioni, armi e mafia: undici arresti

 

Alfonso Paolini. Zio di mio fratello, Cortese Giuseppe che abita qua a Reggio Emilia. Conosco i suoi figli, sta vicino agli imprenditori in particolare a Ruggiero Francesco (PINO RUGGIERI), un grosso imprenditore di Reggio Emilia, ha costruito il villaggio turistico sul mare a Cutro. Molto conosciuto. Dai Sarcone, buone amicizia, sa il fatto suo. Che sappia io non è affiliato.

PM MESCOLINI: che lei sappia ha rapporti con le forze dell’ordine?

CORTESE: Sì. Dovevo fare una denuncia di smarrimento documento della mia compagna rumena e parlai con lui e lui aveva un amico che mi faceva la denuncia in tutta tranquillità fuori dalla Questura, un ufficiale dell’arma, un maresciallo. Poi abbiamo risolto diversamente. Anche tramite questo Ruggieri, girava col porto d’armi, aveva squadre di pallone, con questo Ruggieri, conosceva il mondo politico di Reggio Emilia. Cognato di Salvatore Ciampà, vicino ai Grande Aracri.
Gazzetta di Reggio - 12 aprile 2014 - Crac da 74 milioni, arrestato Ruggieri

Gazzetta di Reggio - 12 ottobre 2016 - Crac Spezia Calcio assolto Pino Ruggieri “Il fatto non sussiste”

Vertinelli Palmo. di cui ho parlato. E’ stato imputato in Scacco Matto. Nonostante aveva un sacco di microscopie ne uscì fuori. Lo ritrovai in Emilia Romagna, aveva un ristorante, Millefoglie (MILLEFIORI), mi fece dei regali, si lamentò con me perché chiunque andava la’, chiedeva i soldi. Ha un grosso giro di soldi, imprese edili.

PM RONCHI: lei ha chiarito il discorso di essere a disposizione, le chiedo di una circostanza che ha riferito spontaneamente nel 2008, sugli immobili di Le Castella (frazione di Isola di Capo Rizzuto), ha fatto un discorso articolato, non parta in quarta se no non la seguiamo!

CORTESE: Io frequentavo Nicolino Grande Aracri andavo la’ tutti i giorni nel 99/98. Grande Aracri Nicolino era ai domiciliari.

PM Ronchi: Nicolino è ai domiciliari dal giugno del 99.

CORTESE: Nicolino Grande Aracri venne a sapere che il fratello, l’avvocato Domenico, con Palmo Vertinelli e uno dei fratelli Tolone, che hanno un villaggio, erano stati a un’asta in Toscana e avevano acquistato questo scheletro di villaggio in costruzione. Erano fondamenta, erano in fase di costruzione. Nicolino lo venne a sapere perché la famiglia Arena ha saputo di questa operazione e intervenne: voleva 50 milioni da tutti e tre. Quando Grande Aracri lo venne a sapere andò su tutte le furie, prima con Mimmo (Domenico), il fratello. Poi è intervenuto con gli Arena.

PM Ronchi: Loro erano intervenuti perché Le Castella è a Isola Capo Rizzuto, zona degli Arena?

CORTESE: Nicolino chiamò Franco Arena che venne con Mimmo Riillo, chiarirono la faccenda e Nicolino disse che i soldi erano suoi anche se non era vero e che la cosa era sua. E subentrò nel villaggio. Dopo diventò davvero suo.

PM Ronchi: quando accade l’asta dov’era Nicolino?

CORTESE: Era detenuto

PM Ronchi: il fratello agisce per conto suo, c’è il chiarimento e poi parlano con gli Arena. Qual è il dialogo?

CORTESE: Che loro non c’entravano niente, il villaggio era suo (di Nicolino). Arena ha accettato a denti stretti e hanno chiuso il discorso.

PM Ronchi: quando ha reso l’interrogatorio la prima volta dice che Arena disse “non sapevo che c’era tuo fratello, se no… “

CORTESE: Poi Nicolino ha dato 200 milioni a Giovanni Abramo, il genero, per chiudere la trattazione.

PM Ronchi: ha dichiarato 250 milioni e li mandò a Vertinelli che diventò socio.

CORTESE: Esatto.

PM Ronchi: prima aveva pagato Vertinelli e poi Nicolino si fa socio e manda i soldi liquidi tramite il genero a Vertinelli. Ha assistito all’incontro con Franco Arena?

CORTESE: C’erano anche altri affiliati, erano in tanti quel pomeriggio. Si facevano tutti i giorni quegli incontri, affiliati, persone di Cutro. C’erano i Ciampà, tutti i giorni c’erano riunioni.

PM RONCHI: poi non ha saputo altro?

CORTESE: Ci fu una discussione in carcere a Catanzaro (per Scacco Matto), con Nazzarini e Abramo. Avvenne una discussione. "Perché noi non c’entriamo niente sul villaggio di Le Castella è solo di Nicolino". Così diceva Nazzarini e si lamentava.

PM Ronchi: Gli Arena alla fine i 50 miioni non li hanno avuti?

CORTESE: No, poi Franco Arena è stato ammazzato, ed è scoppiata la guerra.

La Repubblica 3 marzo 2000: Ancora sangue in Calabria - 'Ndrangheta scatenata: agguato a Isola di Capo Rizzuto,
spari in pizzeria. Due morti, ferito un cliente.

 

CARUSO: Questo Nazzarini?

CORTESE: Era il contabile, gestiva i soldi. La sua era più una lamentela. Si lamentavano che li avevano messi in guerra con gli Arena. "Per colpa di Grande Aracri Nicolino siamo andati in guerra con gli Arena". Ma alla fine si era riappacificato. Ha dato l’input per andare ad ammazzare Rosario Ruggiero. Non è arrivato alle mani con Abramo, io mi sono messo in mezzo.

PM RONCHI: Ha fatto incrinare i rapporti con gli Arena o è stata risolta la cosa?

CORTESE: Arena ha ceduto, perché sapeva che i rapporti di forza in quel momento erano sfavorevoli. Per le alleanze anche. I Nicoscia, i Greco…

 

PM RONCHI: Di recente nel 2016, ha detto che non si ricordava se i soldi erano stati portati a Tolone o a Vertinelli

CORTESE: No a Vertinelli. Tolone aveva il ristorante "Il corsaro" su Le Castella. Era più vicino ai Nicoscia, sua sorella si è sposata uno, hanno fatto il matrimonio al ristorante c’era tutta la ‘ndrangheta.

Facebook: Il Corsaro - hotel e ristorante di Tolone Domenico

PM RONCHI: nel rileggere tutti gli atti di Scacco Matto in alcuni passaggi si fa riferimento a "Mastro Giovanni" per Le Castella, ha qualche vago suggerimento su chi possa essere?

CORTESE: C’è un parente di Grande Aracro Nicolino che abita a Capo Colonna, sono costruttori… non le so dire se questo parente lo chiamano Mastro Giovanni, ha partecipato al "Villaggio Serenè”, quello che ho detto prima.

Tripadvisor - Villaggio Serenè - Cutro

PM MESCOLINI: liti del genere, come quella avvenuta in cella, era una cosa normale rispetto alla guida di Nicolino, è successo altre volte?

CORTESE: No solo in quel periodo perché c’era tensione, per questa guerra, per i soldi, perché non potevano più pagarsi l’avvocato…

Durante Scacco Matto nell’aula bunker, Nicolino si arrabbiò e disse alla corte di togliere l’avvocato cosa che facemmo tutti. Solo Vertinelli Palmo non lo fece, e Nicolino gli disse "guai a te ammazzo te e tutta la tua famiglia". Ma Vertinelli non lo fece. Si è fatto rosso, stava per piangere, ma non l’ha fatto. Nicolino se l’è presa male pensando che stesse facendo qualcosa sotto banco.

Questioni fra Mescolini e un avvocato per rinviare o meno l’interrogatorio del maggiore Leuzzi.

PM MESCOLINI: però è intollerabile….

CARUSO: se l’arbitro non sente…

PM MESCOLINI: non sono in disaccordo prevedo solo che non riusciremo a sentirlo

CARUSO: io lo tenevo perché se riusciamo a sentirlo, se mi dice che non riusciamo…

Avvocato: abbiamo un controesame corposo, lo rinviamo alla settimana prossima magari.

CARUSO: alle 20 finiamo l’udienza… Allora congediamo il maggiore Leuzzi. Per martedì alle 11.

 

Giglio Giulio. Fratello di Pino Giglio di Gualtieri, non mi viene in mente il nome. Aveva lo stesso livello del fratello, lavorava con lui, nel movimento terra. Erano la stessa persona.

 

Petrolo Vincenzo. Un ragazzo di Crotone che operava su Maranello, ho fatto dichiarazioni.. non mi viene in mente il nome. Lavorava per gli Arena. Sono due fratelli. Non non è lui, non è la persona che dicevo io. Il nome non mi dice niente.

PM MESCOLINI: nel 2015 anche lì non riconobbe la foto in Petrolo e ricordò che c’era stata una vicenda relativa a un ristorante gestito da questo Petrolo

CORTESE: Pasquale Brescia di Reggio Emilia che aveva il ristorante "Tricolore" mi mandò con Roberto Turrà a Cella da un ristoratore per una questione. Ma non so indicare di cosa abbiamo discusso. Ci volle la nostra presenza. Non riuscì a capire il motivo

PM MESCOLINI: A noi disse per una questione di soldi

CORTESE: Allora confermo

PM MESCOLINI: Brescia Pasquale lo conosce?

CORTESE: Sì, bene. C’è l’albergo dei Talarico e il ristorante "Antichi Sapori" di Brescia. Gestisce i soldi per Grande Aracri Nicolino, edilizia, sui terreni, una persona vicina. Affiliato non lo so. L’ho saputo da Pasquale e parlando con altri affiliati.

PM MESCOLINI: rispetto alla contestazione le chiedo se ricorda qualche particolare? Se andò via con una macchina, due…

CORTESE: Con la macchina di Turrà e parlammo con questa persona.  La persona era credo di origini campane, non era cutrese. Gli feci un favore a Brescia per accompagnare Roberto.

PM MESCOLINI: lei non si recò con Brescia?

CORTESE: No, con Roberto Turrà. Ci ha parlato Turrà. Doveva avere un po’ di paura, vedendoci. Una cosa intimidatoria, non diretta, dovevamo farci vedere. Già ci conosceva, non so se conosceva me.

PM MESCOLINI: sa di un conflitto fra Brescia e Martino Alfonso?

CORTESE: Sì, nel 2005, Alfonso si era recato da Brescia per conto di Grande Aracri ma si era rivolto con un atteggiamento… spavaldo, ma non era cattivo, era il suo modo di porsi. E aveva dato fastidio a Brescia. Lo disse a me e a Brescello con Franco (Francesco Grande Aracri).

Disse, non so se anche ad Alfonso Diletto o a Franco Grande Aracri, di non mandarcelo più.

PM MESCOLINI: lei disse, in merito a Brescia "in un’occasione disse mi diede 5000 euro"

CORTESE: Dovevo acquistare una cosa da dei zingari e mi diede questi soldi. Un affare a Padova. Erano 10/15 pistole. L’affare non è andato in porto. Era nel 2006. Ho restituito una parte di soldi.

PM MESCOLINI: sa se tra Brescia e Lentini ci fossero stati rapporti?

CORTESE: Sì con Lentini Vincenzo, cugino di Paolo, Vincenzo era in ottimi rapporti. Era venuto per comprarsi una macchina. C’era un ragazzo siciliano che vendeva a parecchi cutresi. 2005, si è preso una porche cayenne

PM RONCHI: fra Brescia e Arabia Salvatore ucciso nel 2003?

CORTESE: Non le so dire. Brescia è un riciclatore. Che sappia io non è affiliato. Una persona che sa come muoversi, ha disponibilità economica. Una persona di alti livelli.

CARUSO: all’interno del gruppo che tipo di attivitò svolgeva?

CORTESE: Era costruttore, gestiva il ristorante ed era in contatto con la ditta di Cesarini Renzo. Pasquale riciclava il denaro di Grande Aracri Nicolino. Aveva buonissimi rapporti operativi con i Sarcone, con Diletto la scimmia. Lo so da Pasquale e da Sarcone. Loro la chiamavano "collaborazione". Sapeva chi ero io, mi portava rispetto. Mi dava valenza intimidatoria.

 

Grande Aracri Domenico. L’avvocato, il fratello di Nicolino. Ho parlato prima del villaggio.

 

Pasquale Brescia. Di cui ho parlato. Si poneva verso di me con rispetto, al ristorante, ho dormito dai Talarico e lui mi mandava il mangiare. Andavamo benissimo.

 

Bolognino Michele. E' di Locri, era molto legato a Domenico Megna, ha fatto un lungo periodo di detenzione e poi si è trasferito nella zona di Montecchio. Era in contatto con i Sarcone, con Palmo Vertinelli, con i Muto, Pino Giglio. Lo conoscevo da parecchio. A Papanice l’ho visto diverse volte, anni 90. Con mio cugino Salvatore Procopio, con Vertinelli, mi dissero di questi legami.

PM MESCOLINI: era affiliato?

CORTESE: Sì, ma non le so dire se al clan Megna. Lui si era stabilito a Papanice, ma non so se c’erano guerre, parentele. Viene in Emilia. Era già conosciuto come affiliato ai Megna.

CARUSO: quando un cane sciolto si inserisce in una nuova organizzazione cosa succede?

CORTESE: Non era un cane sciolto, apparteneva sempre ai Megna, ma in Emilia non c’erano. Era alleato con i Dragone e gli Arena. Veniva chiunque in Emilia Romagna. Nicolino accettava Bolognino anche se c’erano stati contrasti con i Megna.

PM Mescolini: nel 2015 aveva segnalato che anche Palmo Vertinelli aveva legato molto con i Megna.

CORTESE: Sì tramite il padre di Vertinelli che era stato imputato con i Megna per un sequestro di persona.

 

Pelaggi Paolo. Questo è quel ragazzo di cui ho parlato prima che operava a Maranello, di Crotone. Lavorava per gli Arena, anche per Franco Gentile. I Pelaggi erano legati agli Arena, tramite Fiore Gentile. Mi contattarono per risolvere un problema fra loro e Tronci Luigi.


CARUSO: i rapporti fra i Grande Aracri e gli Arena com’erano?

CORTESE: Ognuno si faceva i fatti suoi, sapevano i morti che c’erano stati però… anche gli Arena erano divisi in due ceppi. Si evitavano i conflitti.

 

Cortese non riconosce Belfiore Gaetano

 

Cortese non riconosce Silipo Antonio.

PM MESCOLINI: conosce Riillo Pasquale?

CORTESE: Sì è di Viadana. Anche il fratello. Sono molto legati con gli Arena.

 

PM MESCOLINI: lei ha fatto una distinzione, disse, sul fatto della droga a Reggio Emilia: non c’era un controllo era libera come in tutta l’Emilia Romagna, sul fatto dei lavori la supremazia invece era di Grande Aracri Nicolino.

CORTESE: La droga la facevano un po’ tutti. Lo so per conoscenze diretta, vendevo droga, conoscevo un sacco di personaggi. Anche su Modena esponenti napoletani, siciliani, campani, casertani.

​PM RONCHI: ci ha dato diverse informazioni sulle varie relazioni dei Grande Aracri con altri settori della ‘ndrangheta, i Pelle, i Bellocco di Rosarno… Volevo che, per quello che è stata la sua esperienza, raccontasse questo tipo di relazione come avveniva e se anche per quanto riguarda la ‘ndrina emiliana ci fossero relazioni con altre cosche importanti a prescindere dalla cosca Grande Aracri. Ha avuto esperienze di questo tipo?

CORTESE: Sì, perché come le dicevo i Bellocco li ho portati io a Cutro, Domenico Bellocco e lo zio Carmelo. Con i Bellocco li ho fatti mettere in contatto tramite Grande Aracri Nicolino per dei diamanti presi in Svizzera. Fronzo Manolo li voleva vendere.

Il cugino di Sarcone mi disse che dovevo partire per Rosarno, uno della famiglia Pesce, Francesco, si era incontrato con Brugnano Gino. Andai con Brugnano a casa dei Pesce, parlai con questo dicendo di informarsi che a Cutro c’era Grande Aracri Nicolino. Li facemmo espandere. Non potevamo restare chiusi lì nella cosa ristretta a Cutro. Dovevi allargarti.

​PM RONCHI: scambiavate i dati in quanto ‘ndranghetisti?

CORTESE: Esatto. Andammo a dire che su Cutro c’è Grande Aracri Nicolino. Siamo andati dai Procopio. A Guardavalle, a Vibo Valentia con i Tripodi. Ognuno ha la sua zona e si negozia con gli altri. Le dico fino al 2007 poi le cose possono cambiare.

 

Scagliuzza Vincenzo. Nel gruppo con Sarcone e Frontera… che si è fidanzato con, credo una nipote di Grande Aracri Nicolino.

 

CONTROESAME DEL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA SALVATORE CORTESE

AVV: Il motivo per cui iniziò a collaborare era per la storia del fango, era stanco di stare in quell’ambiente, era solo questo il motivo?

CORTESE: L’amore per la mia compagna anche.

AVV: viene arrestato per Scacco Matto quando era già detenuto?

CORTESE:

AVV: poi venne assolto, era imputato per associazione di stampo mafioso della cosca Grande Aracri?

CORTESE:

AVV: viene scarcerato a seguito dell’assoluzione, esce dal carcere quando?

CORTESE: Dicembre 2003

AVV: poi dove va?

CORTESE: Sto a Cutro, avevo la sorveglianza speciale per un anno fino al 2004.

AVV: in quell’anno rimane a Cutro. Cosa fa, con chi ha rapporti?

CORTESE: Ho una attività, un negozio che mi hanno fatto trovare i miei fratelli. Ho rapporti con tutti, viene scarcerato Ernesto Grande Aracri, sto con i Ciampà, con i Villirillo. Appartenevo alla cosca dei Grande Aracri.

AVV: ha questi rapporti con la cosca di Grande Aracri?

CORTESE:

AVV: c’era qualche cosca avversaria?

CORTESE: C’era il conflitto con ANTONIO DRAGONE che era appena uscito dal carcere

AVV: nello stesso periodo in cui lei è a Cutro?

CORTESE:

AVV: c’era un contrasto, una guerra anche con altre cosche?

CORTESE: Sì, una alleanza con gli Arena e i Dragone?

AVV: quindi c’era questo contrasto fra Dragone e i Grande Aracri e gli Arena e i Grande Aracri?

CORTESE: Sì, Gli Arena erano in guerra con i Nicoscia… poi c’erano altre famiglie che si stavano allineando.

AVV: in questo periodo nel 2004 ha contatti con Dragone Antonio?

CORTESE: Sì, lui venne più volte in negozio con le scuse più svariate e cercava di contattarmi, ma io stavo nel mio…. Durante la mia detenzione per Ruggiero e Vasapollo ebbi un contrasto con Murrone, lui mi fece chiamare da Ciampà Salvatore dicendomi che Salvatore Murrone non perdonava… Gli incontri avvenivano apertamente e lo feci sapere ad Ernesto Grande Aracri. Sapeva che Dragone era un pezzo di merda, lui faceva queste cose qua.

AVV: lei è un’azionista della cosca, ha parlato della intenzione di Dragone di uccidere gli azionisti dei Grande Aracri?

CORTESE: Dragone sapeva chi aveva partecipato all’omicidio del figlio. Grande Aracri Ernesto e Martino, e che li andava a prendere uno per uno. Sapeva che non avevo partecipato.

AVV: il fatto che non avesse partecipato all’omicidio era un salvacondotto per avere questi rapporti con il capo cosca della cosca avversaria alla quale apparteneva?

CORTESE: Sì. Prima era stato lui il nostro capo, poi le cose erano cambiate

Avv: le chiese qualcosa in particolare oltre al tentativo di farlo andare con lui?

CORTESE: Un cambio per una macchina aziendale, io feci finta di cercarlo.

AVV: aveva rapporti anche con quelle persone della sua cosca?

CORTESE: Sì, Vito Martino, Ernesto Grande Aracri… dovevo andare a trovare Salvatore Blasco appena uscito dal carcere ma poi è stato ammazzato.

Dieci omicidi dall'inizio dell'anno - La Gazzetta del Mezzogiorno - 3 ottobre 2004
CROTONE - Sono dieci gli omicidi compiuti nel Crotonese dall'inizio dell'anno, nove dei quali nei territori di Isola Capo Rizzuto e Cutro. Una lunga scia di sangue che, secondo gli inquirenti, se da un lato evidenzia la guerra di mafia in atto, dall'altro fa presagire scenari inquietanti anche in considerazione del fatto che, nel novero delle vittime compaiono elementi di primo piano della «geografia» mafiosa del Crotonese e di altre province limitrofe.

CN24 - 17 dicembre 2010 - Omicidio Blasco: Antonio Ciampà condannato a 10 anni

CORTESE: Sono andato a fare le condoglianze a Botricello, suo figlio è stato ucciso da uno vicino alla cosca Grande Aracri, ma noi non avevamo partecipato. Lui sapeva chi aveva partecipato materialmente. Nicolino Grande Aracri disse “lo abbiamo ammazzato noi”. I cognati di Iazzolino e dietro c’era Grande Aracri Nicolino. I cognati di Iazzolino erano a disposizione di Ernesto, ma lui non c’entrava.

Il Crotonese - 18 agosto 2005 - Due cognati assassinati a Marcedusa
Cropani e Botricello da quello di Steccato e Isola Capo Rizzuto, è divenuta negli ultimi due anni teatro di sanguinosi scontri fra le organizzazioni criminali della zona per il controllo del territorio. E’ questo lo scenario in cui sembra inquadrarsi anche l’ultimo capitolo di questa guerra di confine; scritto con il sangue di due uomini di Belcastro: Felice Onofrio, di 33 anni, e Maurizio Ferraro, di 34, ritenuti dagli inquirenti elementi di spicco di una cosca della Presila. Onofrio e Ferraro, infatti, erano cognati. E a loro volta erano cognati di Sergio Iazzolino, che aveva sposato Ludovica, una terza sorella dei Pane, famiglia di rispetto di Belcastro.

Cutro, luce sugli omicidi nella guerra tra le cosche
In principio c’era solo Antonio Dragone, a Cutro come in Emilia; poi, approfittando anche della detenzione del vecchio boss del quale era stato luogotenente, si è fatto avanti Nicolino Grande Aracri. Una convivenza impossibile, sfociata in una cruenta lotta che negli anni ha lasciato sul terreno decine di morti ammazzati in tutto il crotonese.

AVV: è andato a casa di Arena Fabrizio?

CORTESE: Sono andato da un certo Antonio Partisano, "number one".

AVV: ha detto ad Arena che voleva uccidere Ernesto Grande Aracri?

CORTESE: Non lo ricordo. Se l’ho detto lo confermo.

AVV: farò richiesta di acquisizione di verbali di prova relative a dichiarazioni rese dal sig Cortese. Lei ha parlato di questi omicidi di cui si è autoaccusato. Riferimento al febbraio 2008, ha detto che di questi omicidi non aveva parlato nessuno. Nell’omicidio di Ruggiero Rosario lei è certo che non ne avesse parlato nessuno

CORTESE: Nessun collaboratore, mai avvisi di garanzia…

AVV: è certo del fatto?

CORTESE: Sì fino a quel momento.

AVV: nel corso del processo Scatto Matto, ne ha parlato Ferrazzo?

CORTESE: Non lo so

AVV: ha detto che Valerio vi conferisce il mandato a Grande Aracri? Se lo ricorda quando ha conferito questo mandato?

CORTESE: A Cutro presso l’azienda di Nicolino. Il falegname è stato ucciso nel 92… giugno…

AVV: ricorda quanto tempo prima è avvenuto il mandato?

CORTESE: Non ricordo

AVV: lei ha detto che era il braccio destro di Nicolino, che ruolo rivestiva nell’ambito della cosca?

CORTESE: Di "azionista", facendo parte del gruppo di fuoco ed ero deputato a contattare altre consorterie. Ero una persona di fiducia

AVV: c’era qualcuno nei confronti del quale Grande Aracri aveva più fiducia?

CORTESE: Non le so dire

AVV: è nelle condizioni di dire se c’era qualcuno?

CORTESE: Non solo io anche altre persone, Salvatore De Luca, Salvatore Peta, Antonio Macrì, io ero più portato per l’azione, per gli omicidi

AVV: fine anni 90 avvengono una serie di omicidi?

CORTESE: Raffaele Dragone, Franco Arena…

AVV: a questi omicidi ha partecipato

CORTESE: No

AVV: come mai?

CORTESE: Lo deve chiedere a Nicolino. Se qualcuno ti chiama o non ti chiama non devi fare domande altrimenti fai una brutta fine.

​AVV: a proposito di questi omicidi ha avuto qualche procedimento penale?

CORTESE: Ancora no. Sono stato assolto per Ruggiero Vasapollo

AVV: qualcuno di questi processi si è svolto?

CORTESE: Ho letto qualcosa dai media

​AVV: ha avuto notizia dai giornali, non ha ricevuto atti?

CORTESE: No

​AVV: di questo omicidio Rosario Ruggiero ho annotato “interessava anche la famiglia Arena”

CORTESE: No, Ruggiero Giuseppe quello di Brescello

​AVV: ha parlato prima, quando le hanno chiesto di Brescia Pasquale, gestisce i soldi di Grande Aracri?

CORTESE: Li fa fruttare, li ricicla, ma non tutti i soldi. Li investe. Riciclaggio non si diceva mai, "investimento".

​AVV: da chi lo ha saputo?

CORTESE: Da Pasquale

​AVV: un investimento in particolare?

CORTESE: No

​AVV: aveva un rapporto diretto con Grande Aracri?

CORTESE: Tramite Alfonso Diletto la scimmia, col nipote Salvatore Grande Aracri e con Girolamo.

​AVV: di questi soldi ne ha parlato solamente oggi, questa è una contestazione, perché nei verbali depositati ha mai detto che ha investito soldi di Grande Aracri

PM Mescolini: obietto, non è così.

​AVV: La società CARIPAL?

CORTESE: Di Cesarini Enzo e Vetere Antonio. Forniture di ceramiche. Mi sono fatto fare una specie di lettera per far finta di collaborare con loro perché se mi fermavano potevo dire che ero in Emilia Romagna per questo. Dal 2005 al 2007. Sono stato al ristorante di Brescia con loro.

​AVV: Brescia l’ha conosciuto in quell’occasione?

CORTESE: No l’ho conosciuto prima, non ricordo quando. Inizio 2005 quando sono andato con mio zio Procopio Giuseppe. Lui andava a mangiare da Brescia.

​AVV: quando parlano due persone affiliate di affari illeciti, chi non è affiliato può prendere parte?

CORTESE: Dipende qual è l’argomento

​AVV: fatti di natura illecita

CORTESE: Se è omicidio non si fa assistere, di altre cose sì.

​AVV: il discrimine è il fatto di sangue?

CORTESE:

​AVV: nel 2012 disse “quando senti certi discorsi che dobbiamo parlare noi, uno che non è affiliato non può ascoltare, anche se è di grado inferiore, rispetto a noi che eravamo di grado superiore”

CORTESE: No il fatto “omicidiario” è più importante

​AVV: il discorso dei 5.000 euro, del regalo della pistola, nel verbale non ha fatto riferimento a questo regalo della pistola che avrebbe promesso a Brescia dietro il prestito dei soldi. Sapeva se Brescia avesse o meno un porto d’armi?

CORTESE: Lo aveva

​AVV: le armi le aveva?

CORTESE: Sì, che c’entra era un regalo

​AVV: con questi 5000 le armi le acquistava presso un’armeria?

CORTESE: No!

​AVV: quindi acquistava queste pistole con la matricola abrasa?

CORTESE: E’ naturale!

Avvocato in difesa di PAOLINI: lei ha riferito che ha rapporti di parentela con Paolini Alfonso

CORTESE: Mio fratello, Cortese Giuseppe, è sposato con la figlia Filomena Ciampà

​AVV: lei conosceva anche i famigliari?

CORTESE: Conoscevo i figli, la moglie, una conoscenza normale quando venivano in vacanza

​AVV: Paolini era entrato nell’associazione?

CORTESE: No, fino al 2007. Era vicino alla cosca.

​AVV: di Vertinelli ha detto “ha disatteso un ordine di Grande Aracri perché non ha revocato l’avvocato”. E lui fu minacciato.

CORTESE: SI

​AVV: Paolini fu arrestato prima del 2007?

CORTESE: Non lo so

​AVV: a domanda del PM lei risponde "no Paolini non è associato, che so io no"

CORTESE: Confermo

​AVV: rilasciò delle dichiarazioni

CORTESE: Non ricordo quali

​AVV: fu allontanato da quelli che fino a poco tempo fa erano vicini alla cosca?

CORTESE: Non glielo so dire. Si diceva che "portava l’accusa", che ha fatto dichiarazione nei processi

​​AVV: chi è "portatore di un’accusa" che conseguenza ha?

CORTESE: Dipende quello che ha detto

​AVV: se ha riferito fatti e circostanze di qualcuno, che conseguenze subisce?

CORTESE: Viene messo in disparte

​AVV: lei disse che era uno che sapeva il fatto suo

CORTESE: Confermo

​AVV: però se uno è portatore di una accusa infamante come fa ad essere uno che porta la stima degli altri

CORTESE: Non glielo so dire, nonostante il fatto che era successo… è stato forse perdonato, non è stato così grave…

​AVV: non ha notizie certe?

CORTESE: No

 

Avvocato Migale Ranieri: lei ha riconosciuto solo Floro Vito Antonio, cosa sa?

CORTESE: E’ genero di Francesco Lamanna, era a disposizione del suocero.

​AVV: cosa vuol dire?

CORTESE: Era a contatto col suocero.

​AVV: mi fa un esempio?

CORTESE: Esser a disposizione, se aveva bisogno lui era disponibile.

​AVV: l’ha incontrato?

CORTESE: Sì, lo conoscevo già da prima, conoscevo la famiglia. Che sappia io non era affiliato

​AVV: lei disse "i fratelli Floro Vito mi hanno offerto di entare nelle costruzioni"

CORTESE:

​AVV: faceva parte anche Antonio Floro Vito?

CORTESE: Che sappia io no, con un cugino, dovevano prendere un terreno su Reggio Emilia, intorno a un milione di euro e costruire. "Se hai i soldi te li faccio triplicare".

​AVV: i fratelli erano prima con i Dragone e sono passati a Grande Aracri

CORTESE: Floro Vito Giuliano

​AVV: nessun’altra domanda

Avvocato della difesa: Nicolino Grande Aracri dove investiva?

CORTESE: Tramite i suoi famigliari su Brescello in Emilia Romagna.

AVV: in cosa investiva, glielo ha riferito?

CORTESE: Non in particolare, costruzioni… non ha specificato

AVV: su chi, con chi

CORTESE: Solo con le persone che gestivano, Franco (Francesco Grande Aracri) i nipoti, Alfonso Diletto la scimmia.

CARUSO: di Giglio?

CORTESE: No

​AVV: come ha saputo dei rapporti di Vertinelli con i Megna?

CORTESE: Luca Megna è stato in più occasioni da me vicino a Colorno, l’ho portato al Bataclan, un night club e mi disse che conosceva Vertinelli

 

Avv Fornaciari: durante l’esame del PM ha detto che Palmo Vertinelli si lamentava delle richieste estorsive che riceveva dai vari membri del clan

CORTESE: Giusto

​AVV: qualcuno dei membri del clan Grande Aracri ha mai fatto richieste estorsive a Palmo?

CORTESE: io no, altri non so

​AVV: le contesto quanto riferito nel verbale nel 2008 “legalmente è una estorsione, ma loro non fanno capire come estorsione, un cutrese non si lamenta mai, se ti va a denunciare ed esce la cosa, sa che se mi denuncia a me, è morto

CORTESE: Ha avuto uno sfogo, sulla denuncia mai fatta, se no paga le conseguenze.

​AVV: non ha riferito che Palmo le ha dato "il fiore"?

CORTESE: Un regalo quando si esce dal carcere ti danno dei soldi, è il fiore, si usa in Calabria.

​AVV: di sua spontanea volontà?

CORTESE: Dicevo che avevo dei processi in corso, se mi puoi aiutare…

​AVV: sapeva la sua posizione?

CORTESE:

 

AVV. Battaglioni: in merito a questo acquisto, questo scheletro di immobili a Le Castelle in Toscana. Ha parlato di Palmo Vertinelli, Domenico Grande Aracri e Tolone. Le volevo chiedere: 250 milioni in contanti sarebbero stati dati da Abramo a Vertinelli Palmo. Come lo sa?

CORTESE: Ero la quando si è parlato di questa operazione, quando è nato il problema con Franco Arena… Lo aveva rilevato lui il villaggio, Nicolino.

​AVV: all’incontro nel quale Nicolino avrebbe detto a Franco Arena, sono i miei soldi, fatti in la'?

CORTESE: Sì. E’ stato presso l’azienda di Nicolino credo nel 99

​AVV: nel 2015 ha detto “è intervenuto Grande Aracri, c’ero io, è venuto Franco Arena, aveva la sorveglianza speciale, insieme a Domenico Riillo. Qualche mese prima dell’omicidio di Franco Arena che è stato ucciso nel marzo del 2000. Lei avrebbe appreso in quella stessa circostanza?

CORTESE: No, in un altro momento, ero a casa di Nicolino e mi disse apertamente di questa cosa

​AVV: poco prima dell’omicidio di Arena assiste a Nicolino che dice “levati di mezzo” e poi viene a sapere che dopo avrebbe messo i soldi, a casa sua?

CORTESE:

​AVV: Franco Arena ha detto "pretendeva 50 milioni da Tolone Domenico, Palmo e Domenico GA", questi 50 milioni sono stati dati?

CORTESE: No che io sappia no

​AVV: nel 2008 disse “gli sono stati dati, si è fatto dare 50 milioni”

CORTESE: mi sarò confuso

avv Miraglia: da quando conosce Valerio Antonio?

CORTESE: Negli anni 90, su Cutro.

​AVV: abitava a Cutro

CORTESE: No era in Emilia Romagna

AVV: era affiliato?

CORTESE: Non lo so

AVV: stamattina ha riferito che Valerio a un certo punto si era avvicinato a un gruppom i Bellini Vasapollo, faceva parte anche un certo Ruggiero

CORTESE: Non lo so… Bellini, Vasapollo… Ruggiero in un secondo momento, dopo l’omicidio di Rosario, il falegname di Cutro, i killer quando stavano per andarsene con la macchina che gli ho dato io, il figlio avrebbe scambiato l’autista del killer per una persona, per Giuseppe Ruggiero. Loro trafficavano in droga, cocaina, avevano avuto problemi di droga. I Vasapollo erano affiliati alla ‘ndrangheta, Bellini non lo so. Dopo ho saputo che è stato portato nella cosca nostra, ma non glielo so dire.

AVV: le viene chiesto “il gruppo Bonaccio Bellini Vasapollo, loro erano un gruppo a sé stante, fuorilegge,non erano conosciuti a livello di ‘ndrangheta, non a livello di famiglia”

CORTESE: Erano persone appartenenti alla ‘ndrangheta, ma su Cutro, essendoci stata la guerra in corso, non erano riconosciuti come famiglia. E’ un gruppo appartenente alla ‘ndrangheta ma si trovava in Emilia Romagna. Operavano al nord. In quel periodo non erano riconosciuti a Cutro. Erano riconosciuti al nord. Non è il primo gruppo che si forma in nord Italia e va giù e non viene riconosciuto. Però sono gruppi, il gruppo madre però può non riconoscerli. Valerio è stato affiliato quando è passato nel nostro gruppo, poco prima dell’omicidio di Ruggiero Rosario.

Valerio ha cercato di ucciderlo insieme col Bellini ma non è stato possibile poi è passato su Grande Aracri Nicolino.

AVV: Questo gruppo era contrapposto?

CORTESE: All’inizio no, dopo l’omicidio di Rosario Ruggiero c’è stata questa contrapposizione

AVV: come mai Valerio aveva tanta considerazione, non facendo parte della cosca Grande Aracri per chiedere questo omicidio?

CORTESE: Si era legato molto con Nicolino Grande Aracri, non glielo so dire

AVV: lei dopo ha detto che è stato affiliato alla cosca Grande Aracri

CORTESE: Eravamo tutti uomini di Antonio Dragone, anche Nicolino, dopo nel 90 abbiamo fatto la scissione.

AVV: qual’era l’accopiata di Valerio?

CORTESE: Non glielo so dire, non posso conoscere tutte le accoppiate. Valerio l’ha battezzato Nicolino Grande Aracri, non so dove

AVV: lei è stato in carcere fino al 2003, e dopo il 2004 è venuto su. Ha avuto rapporti con Valerio Antonio?

CORTESE: Sì in diverse occasioni, nei cantieri. Stava seguendo un cantiere, una palazzina nella zona… c’era un campo di zingari. Faceva costruzioni

AVV: è a conoscenza di attività illecite in Emilia Romagna di Valerio Antonio?

CORTESE: No, mi diceva che stava facendo fisioterapia per quella sparatoria che aveva subito. Eravamo anche in carcere insieme. Io ero con l’ergastolo, dovevo fare l’appello, per l’omicidio di Giuseppe Ruggiero.

AVV: nel verbale del 2012 dice “ha fatto vita normale”, vita lecita?

CORTESE: No, per la legge dell’ordine come se stesse lavorando

AVV: ma non sa le attività illecite che ha fatto?

CORTESE: No, stavo facendo del mio (attività illecite) non guardavo quelle degli altri

AVV: lei è referente di Grande Aracri quando arriva in Emilia Romagna?

CORTESE: No i referente erano i Sarcone, io mi sono appoggiato a loro

AVV: conosce Capicchiano Salvatore

CORTESE: Sì è di Isola, appartiene ai Capicchiano, è venuto a casa mia mandato da Giglio, quando ero agli arresti domiciliari, è stato ammazzato dopo pochi mesi. Ha preso un fiore da Giglio, 5000 euro…. Ha fatto un processo, Pandora, per una estorsione di Pino Giglio. Nel 2007. Lui doveva scendere a  Isola e portarmi una parte di questi soldi. In quel periodo si stava aprendo in Emilia Romagna nel 2006, ci incontravamo spesso e mi disse che era stato mandato dai Nicoscia come referente a Reggio Emilia. Del gruppo Nicoscia, Cordia, Capicchiano, Manfredi.

AVV: nel 2012 lei dice "vi spiego su Reggio Emilia è intervenuto come responsabile Salvatore Capicchiano di Isola, ha parlato Grande Aracri Nicolino con Nicoscia e tutti hanno messo Capicchiano come rappresentante, quindi anche Nicolino Grande Aracri?

CORTESE: Non glielo so dire. Capicchiano è venuto per i Nicoscia. Mi sarò confuso io. Del gruppo Nicoscia, dei Grande Aracri c’erano i fratelli Sarcone. Erano in buoni rapporti collaboravano insieme. Salvatore si è messo nel giro della cocaina, era un punto di appoggio. I Nicoscia si relazionavano con i Grande Aracri per i soldi. Anche gli Arena avevano preso i soldi.

AVV: nel 2012 dice “eravamo noi, io e Salvatore Capicchiano a Reggio Emilia”, eravate voi?

CORTESE: No, c’eravamo anche noi. I riferenti erano i Sarcone, noi eravamo sul posto, provvisori, io dei Grande Aracri e Salvatore dei Nicoscia. Operavamo su Modena, su Verona… un po’ di tutto. Non comandavamo noi.

si è confuso anche a pagina 63. Riguardo all’omicidio di Rosario Ruggiero nel giugno del 92, all’epoca il capo società chi era?

CORTESE: Su Cutro, Grande Aracri Nicolino. Abbiamo fatto la scissione con Dragone nel 90/91, ma mandavano una parte di proventi delle estorsioni a Dragone che era in carcere.

AVV: ci deve essere il benestare del capo per gli omicidi, all’epoca da chi doveva arrivare il benestare?

CORTESE: Da Grande Aracri Nicolino

AVV: lei dice che nel 92 uccidete Ruggiero Giuseppe per conto dei Dragone?

CORTESE: Per conto degli Arena e di Dragone

AVV: chi ha dato il mandato?

CORTESE: Grande Aracri Nicolino. Abbiamo fatto la macchina insieme, abbiamo portato le armi, abbiamo fatto tutto insieme.

AVV: un affiliato emiliano che fa un’operazione illecita deve comunicarla a un referente o può farla autonomamente?

CORTESE: Deve comunicarla, dipende cosa fa. Se è “omicidiaria” deve decidere il capo, Nicolino. Se è una rapina o un movimento, può farla e poi comunicarla.

AVV: una parte di questi proventi illeciti in Emilia Romagna pagava a Nicolino o li dava ai referenti qui in Emilia?

CORTESE: No era una cosa che facevo io, ne avevo parlato con Ernesto e sulla droga mi muovevo autonomamente, su altre cose se dovevo fare un "recupero" lo facevo presente. A chi c’era, a Franco (Francesco) Grande Aracri, ai Sarcone, a chi c’era.

AVV: un affiliato può uscirne?

CORTESE: No, ne esci solo con la morte.

Avv. Brezigar per Muto Antonio cl 71 e Riillo Pasquale: Muto Antonio da quando lo conosce?

CORTESE: Dagli anni 90. Facevano gli autotrasporti. Da quando li ho lasciati nel 90 ho trovato una enorme differenza. Molti più camion, una marea. Non so quanti. A Santa Vittoria avevano preso un capannone e si erano divisi i box, i padri, gli zii, i cugini, sono un esercito. I camion ce n’è una marea. Mi incontravo nei viaggi sull’autostrada, sulla A14, prendevamo il caffè.

AVV: le è mai stato proposto di investire il denaro dei Muto?

CORTESE: No

AVV: Muto non è affiliato

CORTESE: No, l’ho sempre detto

AVV: ha parlato di un tentativo di estorsione che fece a Salvatore Muto e che rispose che stava già dando soldi a Grane Aracri? Lei non lo sapeva?

CORTESE: No

AVV: ma se bisogna parlare con i referenti prima di fare?

CORTESE: Io le facevo e portavo i soldi a Grande Aracri. Bisognava riferire per gli omicidi.

Avv: i Muto sapevano che era implicato in omicidi?

CORTESE: Si

AVV: Riillo, anche lui non era affiliato?

CORTESE: Pasquale, non mi risulta.  Era vicino alla cosca. Era in buoni rapporti con gli Arena, andarono anche in un night club dove ebbero una discussione con il buttafuori.

CARUSO: Pisanello, Pancari, Mezzadini devono riferire.

TESTI PREVISTI PER LE PROSSIME UDIENZE

Prossimo marted 14 febbraio: controesame di Cortese, il maggiore Leuzzi che non sarà breve. E i due testi che non si sa se vengono.

Prossimo giovedì16 febbraio: D’Agostino

ORE 20.15 TERMINA L’UDIENZA

a cura di: S.N.

RASSEGNA STAMPA

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