- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'intera udienza

mercoledì 6 luglio 2016

 


Ore 10: inizia l'udienza
 

L’avvocato di Belfiore Giuseppe ha rinunciato al mandato.
Il Presidente Caruso nomina un difensore di ufficio: toccherà all’avvocato Bellini.

 

L’imputato Amato Francesco:
“in via Rinaldi, dove sono io agli arresti  domiciliari, ci sono 20 neri di religione musulmana e voodoo e hanno  importunato una ragazza. Si fanno vedere mezzi nudi. Responsabili sono  il comune di Reggio Emilia e la comunità San Giovanni. Se succede  qualcosa sono responsabili loro”.
 

Inizia il CONTROESAME del Maresciallo Danilo Melegari da parte dell’avvocato difensore di Valerioti Alfredo, Amato Francesco e Amato Alfredo.
Mar.llo Melegari: Amato Alfredo ci ha portato al centro del gruppo criminale. Vediamo  contatti con Silipo Antonio. Si capisce che Silipo Antonio presta soldi ad Amato Alfredo, emerge che i due sono in contatto da tanto tempo.

Rapporti tra Amato Alfredo e Silipo Antonio. Non avevano sicuramente  rapporti lavorativi, si parla di prestiti di soldi. La prova del nove  era che quando la squadra mobile doveva arrestare Amato Alfredo,  il 23  aprile abbiamo cercato di catturarlo ed è riuscito a fuggire,  contattando Silipo Antonio. Lo abbiamo arrestato il 24.

Si parla in aula della vicenda che vede come protagonisti Amato Alfredo e  Pierucci Giovanni, e di come, secondo gli inquirenti, il primo avrebbe  estorto al secondo un’autovettura Audi A4 cabrio e un motociclo Honda.

Si passa adesso alla vicenda inerente alle estorsioni messe in atto da  Amato Francesco nei confronti di Caccia Luigi, imprenditore (della cui  storia si è lungamente parlato durante la scorsa udienza).
 

Nella precedente udienza si parla di un prezzo di estorsione di 3.500  euro richiesti da Amato Francesco a Caccia Luigi. La cifra non risulta  totalmente consegnata. Ma gli inquirenti, attraverso le intercettazioni,  hanno constatato come Caccia abbia più volte dato piccole cifre di  denaro a Amato Francesco.
 

Si parla adesso della vicenda che riguarda Pellegri Francesco e Mazzei  Giuseppina. Anche questa storia era stata presentata ampiamente durante  la scorsa udienza.
 

Inizia il controesame l’avvocato di Silipo Luigi.

Si parla adesso dell’estorsione ai danni di Dimitri Menozzi.
Silipo Luigi è imputato in concorso con altre persone per  l’estorsione ai danni di Dimitri Menozzi. Viene letta in aula una  intercettazione telefonica del 18 luglio 2012 tra Silipo Luigi e Menozzi  Dimitri:

Silipo: Perché hai fatto le cambiali testa di cazzo?
Menozzi: Per il rispetto che ho nei confronti di tuo fratello.
Silipo: Tu sei pulito, tu non devi fare niente, hai capito?
Menozzi: Per rispetto di tuo fratello l’ho fatto.
Silipo: Rispetto un cazzo. Io sono apposto e non devo dare niente a nessuno.
 

Si parla adesso dell’estorsione ai danni di Melchiorri Renzo, artigiano  autotrasportatore (anche questa vicenda è stata approfondita durante la  scorsa udienza).
 

Inizia il controesame l’avvocato di Tostoni Michele

Inizia il controesame l’avvocato di Blasco Gaetano

Inizia il controesame l’avvocato di Brugnano Luigi
 

Silipo Antonio ci porta al contatto con Sarcone Nicolino. I due avevano  un legame molto stretto. Pongono in essere richieste di denaro nei  confronti di Menozzi Dimitri, Badalamenti Natale, Melchiorri Renzo,  Caccia Luigi.

Si parla in aula dei rapporti tra Marco Gibertini, giornalista già  condannato in abbreviato, e Sarcone Nicolino, anche lui già condannato  in abbreviato. Si parla della famosa intervista sul Resto del Carlino e  di come vengono individuati numerosissimi contatti telefonici tra alcuni  odierni imputati, il giorno della pubblicazione dell’intervista, per  commentarla.

Sarcone Nicolino organizza con Paolini Alfonso un’azione difensiva,  convinto che le istituzioni ce l’abbiano con loro. Sarcone, in una  intercettazione, dice “ci dobbiamo rimettere a fare la guerra?”. Sarcone  vuole agire per vie legali e dice a Paolini di rivolgersi a un avvocato  di nome Giuseppe. “Pagliani?”, chiede Paolini. “Si, Pagliani”, risponde  Sarcone.

Progettano di scrivere una lettera, Sarcone dice a Paolini cosa deve  contenere questa lettera. Sarcone ha intenzione di far fare una lettera  all’avvocato Pagliani Giuseppe (imputato in abbreviato con l’accusa di  concorso esterno, ma assolto “per non aver commesso il fatto”).

MARZO 2012. Turrà è particolarmente violento nei confronti di Caccia  Luigi. Telefonata del 5 marzo 2012 in cui Formentini chiama Turrà “è  arrivato il nostro amico con la AUDI BIANCA” (ai tempi Sarcone Nicolino  girava a Reggio Emilia con un’AUDI BIANCA).

Gerace Salvatore chiama Muto Antonio e gli chiede “è vero che a Luigi  gli hanno bruciato l’auto?”. Dopo circa un mese Lorenzano Angela  (fidanzata di Muto Antonio)  si trova a Cutro e chiama Muto Antonio  “dice Salvatore di dirti che siete 1 a 1”. Questo si riferisce  all’episodio dell’incendio ai danni dell’auto di Villirillo Luigi.  Gerace viene poi arrestato per estorsione insieme a Grande Aracri  Nicolino e altri sei soggetti.

Termina la deposizione del teste, il Maresciallo Danilo Melegari.
 

Entra in aula il Carabiniere Rizzio Luciano, appartenente anche lui alla Stazione di Neviano degli Arduini.

Novembre 2011. Viene fissato un incontro in un bar a Reggio Emilia. Gli  investigatori individuano Tommaso Martino, Caccia Luigi, Amato Francesco  e un altro soggetto non individuato.

Maggio 2012. Telefonate intercettate l’8 maggio sull’utenza di Sarcone  Nicolino. Svolgiamo un servizio di osservazione. Sarcone Nicolino e  Caccia Luigi si incontrano. Assisto alla discussione tra i due soggetti.  Vedo i due soggetti che parlano. Sarcone, in questa discussione, è  parte attiva. Caccia invece, parte passiva.

Inizia il controesame del teste, il Carabiniere Luciano Rizzio.

Ho parcheggiato l’auto e mi sono allontanato per non destare sospetti.  Mi allontano di circa dieci-quindici metri. Mi colloco alla destra del  mezzo, nei pressi del Supermercato EuroSpin. I miei occhi erano rivolti  al mezzo per dare sicurezza al mio collega.  Io cercavo di mimetizzarmi  tra i clienti del supermercato.

Termina la deposizione del teste, il Carabiniere Rizzio Luciano.
 

Entra in aula il Brigadiere Verdigi Luca.

SI PARLA ADESSO DELLO SPACCIO DI COCAINA INTERCETTATO DAI CARABINIERI  DA PARTE DEI DUE FIDANZATI, VALERIOTI GABRIELE E COSTA DEBORA

Ho  svolto attività di indagine insieme al gruppo di Neviano Degli Arduini.  Valerioti Gabriele già intercettato in un’altra indagine. La fidanzata,  Costa Debora, lavorava in un locale a Reggio Emilia. Ci siamo chiesti  come facesse una donna che lavorava in un bar a rifornirsi di sostanze  stupefacenti. Si recava a Brescia, Modena, Campogalliano, Rubiera.  Abbiamo avuto il dubbio che fosse il fidanzato, Valerioti Gabriele, a  rifornirla di droga.

Intercettata una telefonata tra Costa Debora e Emiliana Fiumano.  Quest’ultima parla del marito che si è lamentato degli ammanchi di  denaro e che si vuole separare. La Fiumano non si limita a prendere  sostanze stupefacenti, ma si attiva anche per spacciare questa droga. Il  16 maggio 2012 Valerioti va a Brescia per fare rifornimento. Lo  facciamo fermare dagli agenti della squadra mobile. Gli trovano pochi  grammi di marijuana. Precedentemente Valerioti, fermato e portato in  caserma, si era messo d’accordo con la  compagna per incontrarsi. Valerioti comunica alla fidanzata e le dice  che lo stanno portando in caserma.

La Costa chiama la sorella dicendole  di togliere “una cosa dalla cappa della cucina” e nasconderlo. “Ma tu  sei pazza!”, le dice la sorella. Poi le dice di mettere questa “cosa”  dentro un bambolotto. Ci precipitiamo a casa della ragazza, dentro la  sua stanza c’era un bambolotto, vi era un’apertura a strappo, apriamo e  troviamo  107 gr di cocaina.

Emiliana Fiumano riferisce a Debora Costa dei problemi con il marito, e  di ciò che lui le avrebbe detto: “io non so se sia per sta cazzo di  cocaina. Se la vendi o no. E non so un cazzo, m’ha detto. Se ti fai  scopare da qualcuno per avere dei soldi. Non lo so”.

Inizia il controesame l’avvocato di Valerioti Gabriele.

Termina la deposizione del Brigadiere Verdigi Luca.
 

Entra in aula il teste, il Maresciallo Leonardo Nigro.

Termina la breve deposizione del Maresciallo Leonardo Nigro.
 

Entra in aula il teste, Alberto Borciani.

Il teste parla di una vicenda riguardante il noleggo di una gru. In  particolar modo, emerge il dato che il teste aveva noleggiato una gru da Monitpò Carlo, creditore di Dimitri Menozzi.  Sentito dai carabinieri  nell’ottobre 2012, il teste ha dichiarato: “E’ venuto presso il nostro  studio un tale Menozzi Dimitri, alla ricerca dei soldi per il pagamento  del noleggio della gru. Quando ho visto il coinvolgimento di diverse  persone ho chiamato Montipò per dirgli che avrei pagato solo  lui”. Il teste, in aula, afferma: “Si, non ricordo bene. Ma  conoscendomi non ho apprezzato il fatto che mi abbia noleggiato un  oggetto non suo. Non volevo avere rapporti con altre persone, non volevo  saperne niente. Non mi piacciono questi rigiri”.
 

PM: Quelli che si presentarono per primi dissero di avere un credito nei confronti di Montipò?
Borciani: Dissero che la gru era loro, che la avevano affittato a Montipò il quale a sua volta me la affittò.
 

Entra in aula il teste, Cagliostro Giovanni.

PER CAPIRE MEGLIO CIO’ CUI SI STA PARLANDO IN AULA. DALL’ORDINANZA DI APPLICAZIONE DI MISURE CAUTELARI COERCITIVE: “In effetti, tanto modesto è apparso l’effetto intimidatorio  dell’azione degli AMATO che , di lì a poco, costoro si attiveranno su  commissione dello stesso PELLEGRI. Costui, infatti, si è rivolto ad  AMATO Francesco e AMATO Domenico quando ha avuto bisogno di mostrare la  forza per “sistemare” una vicenda legata al pregiudicato Cagliostro  Giovanni. Quest’ultimo, infatti, avrebbe  ricevuto denaro dal Pellegri senza poi rispettare gli accordi, relativi  all’apertura di alcuni punti vendita. Nel corso della vicenda AMATO  Francesco, AMATO Domenico e Pellegri Francesco il giorno 11 maggio 2012  si sono incontrati a Brescia per la restituzione del denaro, cercando di  far leva sulla presenza dei due AMATO. Il 12 aprile 2012 AMATO Domenico  comunica ad AMATO Francesco che Pellegri Francesco ha chiesto di poter  parlare con lui. AMATO Franesco gli dice di lasciargli il suo numero  così potrà chiamarlo. Il contatto ha luogo il 3 maggio 2012, quando  Pellegri Francesco interessa AMATO Francesco per cercare di risolvere la  situazione che l’ha visto coinvolto con Cagliostro Giovanni. Pellegri  vuole che AMATO intervenga nei confronti di Cagliostro; AMATO si informa  sul compenso.”
 

Ho avuto email e messaggi da parte di Pellegri Francesco con parole abbastanza pesanti.

Termina la deposizione del teste, Cagliostro Giovanni.
 

ore 15.30 UDIENZA TERMINATA.
SI RIPRENDE DOMANI.

Trascrizione a cura di: S.D. - Impaginazione e correzione a cura di: S.N.

RASSEGNA STAMPA

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