Il maresciallo Guido Costantino sentito nell’udienza di MARTEDI' 21 FEBBRAIO 2017
ha riferito sul traffico internazionale di lussuose imbarcazioni.
Secondo gli inquirenti i soggetti coinvolti risultano essere: Michele Bolognino, Mario Ursini

(capo mafia di Torino), Giuseppe Belfiore (anch'esso avente ruolo di primordine a Torino),

Giuseppe Pichierri, Giuseppe Domenico Oppedisano (condannato nel rito abbreviato a 3 anni - portavoce e "guardaspalle" di Mario Ursini).
I contatti della compagine torinese ed emiliana si intrecciano con il gruppo russo composto da
Ciobataru Nicolae, Afanasyev Aleksey, Agupov Sergey, Bar Andreas, Lebedinetse Evgeny.

 La vicenda era stata concordata e pianificata tra la consorteria emiliana e quella torinese allo scopo di azzerare il debito in capo a BOLOGNINO Sergio concernente la controversia con BELFIORE Giuseppe in relazione ad un debito di 100.000 euro, derivante dall’illecita alienazione di almeno due lussuose imbarcazioni da diporto non meglio individuate. 

Capo 53) Estorsione in danno di Soda Salvatore


Fonti: Informativa Comando Provinciale CC Modena

 

Le conversazioni intercettate hanno permesso di accertare che SODA Salvatore vantava un credito nei confronti di Augusto BIANCHINI verosimilmente per pregresse prestazioni di lavoro e che per la sua riscossione si era rivolto all'intermediazione di BLASCO Gaetano e BOLOGNINO Michele.

A tal fine veniva fissata una riunione il 23.12.2011 nel capannone di BOLOGNINO a Montecchio Emilia alla quale partecipavano BLASCO, SODA BOLOGNINO e BIANCHINI.

La riunione non sortiva alcun effetto, come si ricava dalla telefonata del 13.01.2012 D’URZO (altro creditore alla pari di SODA) chiede a BLASCO a che punto sia la questione di BIANCHINI: questi rispondeva che tutto si sarebbe risolto il 16 gennaio seguente.

Alle 12.00 del 16.01.2012 BLASCO chiede a BOLOGNINO di aiutarlo a risolvere il problema con BIANCHINI perché sta iniziando ad infastidirsi per i continui rinvii: questi promette di prendere contatti con BIANCHINI nel pomeriggio e fissare un incontro per la mattina seguente; in effetti alle 13.45 BOLOGNINO chiama BIANCHINI, ma si attiva la segreteria telefonica. Dopo due minuti, accortosi del tentativo di chiamata, BIANCHINI telefona a BOLOGNINO, che verifica la sua disponibilità ad incontrarlo il giorno dopo con SODA Salvatore.

Alcuni minuti dopo le 10.00 del 24.01.2012, BLASCO, D’URZO e SODA si recano a Montecchio Emilia, dove si incontrano con BOLOGNINO e BIANCHINI.

Il giorno seguente SODA Salvatore chiama BOLOGNINO e di fatto si lamenta per il comportamento di BIANCHINI, perché diversamente da quanto deciso il giorno prima, avrebbe detto ai suoi operai di non poterli pagare fino a quando lui (SODA) non gli avesse corrisposto trentamila euro:

SODA: … allora… ai ragazzi stamattina… gliene ho parlato… di tutto quello che eravamo rimasti... li ho mandati i ragazzi… li ho mandato dove... ehm... Bianchini… e Bianchini gli ha risposto che se io gli do i trentamila euro… lui li riesce a pagare le persone… se no… lui non paga a nessuno… queste sono le parole che sono state dette… ora… proprio in questo istante… ai ragazzi… dicendo anche che avrebbe parlato con te… per fissare un nuovo appuntamento… e vederci insieme ai ragazzi…”.

BOLOGNINO si indispone per l’atteggiamento di BIANCHINI e promette a SODA di interessarsi della questione:

BOLOGNINO: … mah… Salvatore… fammi parlare... se a questo qua… sai quando ci metto a mandarlo a quel paese… io… Salvatore?... perché quando io vedo in questa maniera… ti giuro… perché siamo rimasti in una maniera… ora ne fa in un'altra… Salvatore… domani ti do una risposta… Salvatore… domani te la do…

Questi, riconoscendo il prestigio dell’interlocutore, aggiunge che rimarrà in attesa di un suo ordine:

SODA: … allora… se mi rispondi... che così… se mi dai l'ordine tu… me la sbrigo io… se mi dai l'ordine tu… io ti chiamo domani sera… va bene?... grazie Michele… e chiedo scusa per il disturbo…

BOLOGNINO affronta la questione con BIANCHINI, il quale ovviamente fornisce una versione diversa dell’accaduto, limitandosi ad attribuire le responsabilità a SODA, e rimandando ogni chiarimento ad un successivo incontro.

Nel pomeriggio del 26.01.2012 BOLOGNINO e BIANCHINI si incontrano nell’ufficio di GIGLIO Giulio. A margine della riunione viene affrontata la questione di SODA Salvatore; per cercare di mettere la parola fine alla diatriba, BOLOGNINO chiede chiarimenti a SODA sul documento manoscritto che gli albanesi (operai di SODA) hanno presentato a BIANCHINI il giorno prima, nel quale è scritto che BIANCHINI è disposto a corrispondere 16.000 euro, anziché i 23.000 euro pattuiti per le ore di lavoro eseguite nel cantiere:

BOLOGNINO:… io vedo qua… che tu hai mandato un foglio con gli albanesi… che c’è scritto… chiusura cantiere di Sabbione… detto da Bianchini… sedicimila euro… si… sedicimila euro… noi avevamo chiuso ventitremila euro?!...

SODA risponde di averlo fatto per ritagliarsi un margine di guadagno:

SODA: … si… che avevamo chiuso… eh… per restare qualcosa mia…

ma BOLOGNINO gli contesta una irregolarità anche nella parte in cui fa riferimento all’Audi A6 da mettere in vendita (“… però… tu poi gli hai scritto qua… vendere la macchina A6… Salvatore… però gli albanesi sono andati da Bianchini… e gli hanno detto che tu

gli hai detto che sedicimila euro glieli deve dare Bianchini… e poi lui… quando vendi la

macchina… si recupera i soldi…”). SODA precisa di aver spiegato agli operai che la vendita

dell’autovettura avrebbe potuto costituire una soluzione alternativa per il recupero del credito degli

operai (“… si… oppure... sono due le cose… o i sedicimila euro… che vengono abbinati alla

macchina… per quando si vende… vengono dati i soldi ai ragazzi… no, no, no, io ai ragazzi gli ho

detto che i sedicimila euro gli verranno dati quando la macchina si vende… i soldi gli vengono in mano… o se no… sei padrone di venirti a prendere la macchina… sotto casa… quando ne hai

voglia… queste sono le parole che gli ho detto ai ragazzi…”). BOLOGNINO concorda e sottolinea

che anche BIANCHINI è dello stesso avviso, purchè non venga coinvolto in altre discussioni con

gli albanesi, e detta le condizioni definitive (“… a Bianchini andava l'assegno di tremila euro…

però… facevamo tutta l'operazione... lasciarlo a me… che me lo lascia a fare?... allora… ci

vediamo un'altra volta con gli albanesi… tu e noi… a Bianchini va bene come gli hai detto tu…

quando... non gli interessano… lui ha chiuso a quel prezzo con me e con te… gli albanesi

prenderanno i soldi al momento che questa macchina viene venduta… se tu la vendi… o gli dai la

macchina… a noi non... te la vedi tu… se la vendi va bene…”) 616.

Verso l’ora di pranzo del 30.01.2012 BLASCO chiede a BOLOGNINO Michele di fargli avere

l’assegno da tremila euro emesso da SODA Salvatore, che è ancora debitore nei suoi confronti (“…

vedi che tu hai un assegno di tremila euro... di Soda... mi ha detto che... perchè lui mi deve... per

tutti i soldi che mi deve dare... me lo gira direttamente a me...”): questi risponde di non averlo, ma

di essere in attesa che BIANCHINI gliene dia uno, poi preannuncia a BLASCO che dovrà parlargli

di un altro problema sorto per la questione di SODA. Nel proseguo BOLOGNINO gli propone di

prendersi l’Audi A6 di SODA, valutata circa diciottomila euro, ma BLASCO ribatte di dover

necessariamente reperire almeno sette/ottomila euro per pagare gli operai. Nel primo pomeriggio

BOLOGNINO contatta BIANCHINI e chiede di organizzare un incontro per il giorno seguente :

questi si rende disponibile e si accordano per risentirsi nel pomeriggio 617. In effetti, quando SODA

lo chiama, BOLOGNINO fa presente di essere in attesa che BIANCHINI gli confermi

l’appuntamento per l’indomani. SODA preannuncia l’intenzione di cedere il proprio credito (quello

vantato nei confronti di BIANCHINI) a BLASCO (“… si… ci siamo sentiti anche con me… oggi

Gaetano… eh... si… si… si… gli ho spiegato la situazione e... e poi quando siamo da vicino

parliamo bene… perché glieli cedo a lui… hai capito?...”) e BOLOGNINO ribatte di esserne al

corrente , precisando che la priorità sarebbe riuscire a vendere l’autovettura e recuperare almeno

quindicimila euro 618.

La mattina del 31.01.2012 BLASCO chiede a BOLOGNINO se abbia preso l’assegno di

BIANCHINI: questi risponde che se lo farà dare alle 17.00, quando si incontrerà con lui, SODA e

D’URZO. BLASCO dice che si andrà all’appuntamento con VALERIO, così prenderà l’assegno di

BIANCHINI e con SODA si sistemerà una volta venduta l’Audi A6 (“… l'assegno che deve fare…

lo fa direttamente a me e a Tonino... e facciamo il discorso della macchina con lui…”) 619.

Alle 09.00 circa del 02.02.2012 BLASCO sollecita a BOLOGNINO la questione di BIANCHINI,

pretendendo un primo assegno da almeno 7.000 euro (“… almeno... comincia dal fatto dell'assegno

di... di settemila euro... di differenza... che cominci a farci quello là... a me e Tonino... e poi

facciamo gli altri sedici...”). BOLOGNINO spiega che BIANCHINI emetterà un assegno da 3.000

euro perché la macchina in vendita è stata valutata 20.000 euro, a fronte di un valore reale di

almeno 24.000 euro BLASCO interviene precisando che in realtà si era parlato di una cifra

inferiore per l’autovettura, poi accetta di incassare l’assegno da 3.000 euro (“… però avevamo detto

che la macchina diciotto valeva... diciassette... valeva la macchina... allora... dimmi una cosa...

cominciamo con i tremila... poi ci sono... lui... lui avanza sedicimila euro... per i cosi là...

comunque... con i tremila... che così io e Tonino... già iniziamo... guardiamo qualcosa... che

dobbiamo pagare solo seimila euro...”). BOLOGNINO sottolinea di aver detto a BIANCHINI che

all’incontro avrebbe presenziato anche SODA, e a tal proposito BLASCO conferma che SODA è d’accordo a girargli l’assegno di BIANCHINI (“… si... si... ma Salvatore... Salvatore... l'assegno...

ha detto che ce lo gira... chiama anche tu Michè... per conferma... è giusto... Salvatore l'assegno ce

lo gira direttamente a noi... quello della differenza...”) 620.

Nella tarda mattinata del 06.02.2012 SODA riferisce a BLASCO di aver ricevuto la chiamata di

quello della macchina: BLASCO passa il telefono a VALERIO, al quale SODA spiega che il

proprietario dell’autovettura vuole l’indirizzo esatto del capannone: questi fornisce gli estremi della

B&V s.r.l.

Il 14.2.2012 VALERIO si lamenta con SODA per il mancato arrivo del certificato di proprietà

dell’autovettura: questi si ripromette di chiamare la persona per sollecitare l’invio del documento

621; nel frattempo BOLOGNINO prende accordi con BIANCHINI per vedersi alle 17.00 nell’ufficio

di GIGLIO Giuseppe 622, poi informa BLASCO 623, che a sua volta riferisce la cosa a VALERIO,

precisando che BOLOGNINO ritirerà per loro l’assegno di BIANCHINI 624.

La mattina seguente D’URZO Domenico riferisce a BLASCO che due carpentieri di SODA gli

hanno chiesto il suo numero di cellulare: questi lo esorta a fargli avere quello di VALERIO; in

effetti, dopo circa un’ora VALERIO riceve la chiamata del cittadino albanese LECINI Ardian che

si dice interessato ad acquistare l’Audi A6 di SODA Salvatore. VALERIO risponde di essere

ancora in attesa del certificato di proprietà dell’autovettura, per cui decidono di risentirsi. BLASCO

si mette subito in contatto con BOLOGNINO e sollecita l’invio del contratto in ufficio, precisando

che gli albanesi (operai di SODA) stanno facendo un bordello per farsi dare la macchina (“…

ascoltami a me… fammi una cortesia… ehm... mandaci subito quella distinta là… con un fax…

all'ufficio mio… là… alla Karima… mandaglielo subito… che io… entro mezzogiorno… poi…

passo da… fagli subito il fax… che adesso chiamo la Karima per quello che deve fare… ohi

Michè… che gli albanesi stanno facendo un bordello… mandaglielo subito… così mi manda sto

bonifico qua… e la macchina… se non arriva il coso… Michè…”). BOLOGNINO sottolinea che gli

albanesi devono stare al loro posto, perché lui ha già preso accordi (“... no… gli albanesi sai che

cosa vogliono?... che ho parlato ieri sera?... che ho parlato ieri sera… io con loro…”), poi aderisce

alle richieste di BLASCO, che nel frattempo chiama Karima per dirle di approntare la fattura per

BIANCHINI e trasmetterla (“… fai subito quella fattura di 3.000 euro più IVA… e la mandi a

Bianchini…”), avendo cura di indicare gli estremi per farsi fare subito il bonifico.

Il 16.2.2012 Karima informa BLASCO della presenza in capannone di due persone che cercano

VALERIO: uno dei ragazzi, che si presenta come un operaio di BIANCHINI, interessato all’AUDI

A6 di SODA (“… Gaetà... siamo i ragazzi di Bianchini che... per quel discorso della macchina...

no?...”) viene rimproverato da BLASCO per essersi presentato nel capannone, e invitato a

prendere accordi con VALERIO; quindi BLASCO fissa un incontro nell’ufficio di BOLOGNINO a

Montecchio Emilia 625. VALERIO chiama SODA e lo informa dell’interesse mostrato dagli

albanesi per l’autovettura ). SODA interviene, evidenziando che quella potrebbe essere la soluzione

ai loro problemi (“… e non è meglio?...”); VALERIO si mostra possibilista, anche se non gli è

piaciuto il loro modo di presentarsi e la mancanza di rispetto nei suoi confronti, sottolineando

comunque di non essersi per niente intimorito . Nel proseguo i due parlano di come appianare i

contenziosi di natura economica e SODA propone di lasciare la macchina agli albanesi e sollecitare i pagamenti a BIANCHINI, l’unica persona che ci sta guadagnando626. SODA precisa che gli

accordi iniziali con BIANCHINI e BOLOGNINO prevedevano che lui, oltre all’autovettura,

ricevesse anche del denaro, impegno disatteso nel corso delle successive riunioni, nel corso delle

quali si è sempre e solo parlato della macchina 627

Il 20.2.2012 VALERIO parla con LECINI Ardian, che chiede notizie sul passaggio di proprietà

dell’Audi A6 (“… siamo i ragazzi di Bianchini… per la macchina… allora… come facciamo?... ma

è arrivato il libretto?...”). VALERIO risponde di essere ancora in attesa del documento e si

accordano per risentirsi l’indomani 628.

Nel frattempo VALERIO riceve la chiamata di LECINI (“… sono Ardian... il ragazzo lì... della

macchina…”), al quale chiede se ha parlato con SODA (“… ti sei sentito con Salvatore?...”):

l’albanese fa presente che SODA non risponde alle sue chiamate (“… non... non me lo apre

Salvatore... non riesco... cioè... squilla ma non... non lo alza... non lo apre il telefonino… il telefono

chiama... e lui... lui non risponde... risponde la moglie... lui non esce…”), per cui VALERIO si

propone di fare da tramite (“… adesso provo a chiamarlo io…”), precisando che SODA non riesce

a muoversi perché ha le costole rotte (“… va beh... dai... perchè ha delle costole rotte… perchè è

scivolato... e ha le costole rotte… e non si muove... se no... non... di nuovo si rompono... hai

capito?... le costole non le puoi…”). LECINI sottolinea che a lui interessa solamente entrare in

possesso della macchina, promessagli da BIANCHINI (“… allora come facciamo?... a me non mi

interessa di Salvatore... cioè... perchè me... ho chiamato Bianchì... ho chiamato Bianchini... mi ha

detto... che vai a prendere... via a prendere la macchina…”), ma VALERIO ribatte di non

potergliela dare fino a quando SODA non avrà saldato il debito e BIANCHINI eseguito il bonifico

. LECINI sottolinea che anche BOLOGNINO lo ha autorizzato a prendersi il mezzo , ma

VALERIO ribadisce che non potranno concludere il passaggio fino a quando SODA non avrà

sistemato la propria posizione, 629. VALERIO telefona a SODA per metterlo al corrente della

situazione : questi si dice disposto ad accettare qualunque soluzione (“… bene... va benissimo... per

me va bene... poi... per voi... non... non lo so... per me andrebbe bene anche questo…”), ma

VALERIO ribatte che a lui interessa recuperare i propri soldi . SODA propone di organizzare un

altro incontro chiarificatore con BOLOGNINO e BIANCHINI, che peraltro non vanta alcun credito

nei loro confronti , mentre VALERIO si mostra più risoluto, minacciando di risolvere la diatriba

con una scatolata di cofanate (“… non è che... non è che è brillante questo Bianchini... eh…

quando tutto manca... una scatola di cofanate... e vedi che tutto si mette a posto… quando tutto

manca... una scatolata di cofanate... e vedi che tutto si mette a posto… io c'ho... c'ho la macchina in

mano... onestamente... prima gliela volevo anche dare a... adesso... non ho capito perchè devo

andare... devo andare a dargliela a loro…”). SODA si schiera dalla parte del proprio interlocutore,

raccomandandosi solamente di non avere problemi (“… però... che non mi rompano le scatole a

me... hai capito?... questo qua… basta che ve la vedete voi... Tonino... io sono con voi... non ci sono

problemi…”) 630. Nel frattempo LECINI si rivolge a BOLOGNINO, il quale prende l’impegno di

parlare con SODA per definire la questione dell’autovettura 631.

Il 25.02.2012 VALERIO e LECINI prendono accordi per risentirsi lunedì 27.02.2012 632.

 

Nel frattempo la Polizia Stradale rimuove l’Audi A6 che VALERIO sta utilizzando, costringendolo

a rivolgersi a BLASCO, affinchè chieda a BOLOGNINO di predisporre un contratto assicurativo

che gli consenta di recuperare il mezzo

Il 29.02.2012 BLASCO, VALERIO e BOLOGNINO si prodigano per trovare il modo di realizzare

la copertura assicurativa dell’Audi A6, anche in assenza di carta di circolazione e foglio

complementare

Dopo circa una settimana VALERIO chiama SODA, il quale dice di aver pensato di attendere

l’arrivo del foglio complementare della macchina per poi consegnarlo agli albanesi ed eseguire il

passaggio di proprietà. VALERIO la pensa diversamente e spiega nel dettaglio al proprio

interlocutore che dovranno curare i loro interessi, e fare pressioni su BIANCHINI affinchè si faccia

carico dei pagamenti 633.

Nel pomeriggio del 09.03.2012 VALERIO chiama SODA per verificare la disponibilità del foglio

complementare della macchina: questi risponde di aver parlato con ROVITTI (attuale proprietario)

e quasi certamente il documento arriverà all’inizio della settimana seguente 634.

Alle 09.30 di lunedì 12.03.2012 VALERIO sollecita SODA 635, il quale verifica in posta che la

raccomandata (di ROVITTI) è partita dall’Ufficio PPTT di Lamezia Terme il 08.03.2012 (“… il 12

dalla posta di Trebisaccio... inviato dal centro postale di Lamezia... in data 8 marzo 2012... perciò

oggi quanto ne abbiamo?...”) 636.

Il giorno seguente BLASCO comunica a VALERIO di aver saputo da BOLOGNINO che l’albanese

sta creando problemi per farsi consegnare la macchina: i due convengono sulla necessità di definire

al più presto il passaggio di proprietà e recuperarla dal deposito dove si trova in custodia giudiziale

637; per questo VALERIO nei giorni a venire mantiene frequenti contatti con SODA 638 639.

Finalmente la mattina del 26.03.2012, BLASCO e VALERIO si incontrano con SODA, che nel

frattempo ha ricevuto il foglio complementare dell’AUDI A6.

Mentre è insieme a SODA, BLASCO chiama D’URZO Domenico e dice che dovranno

necessariamente recuperare il loro ponteggio perché Salvatore ha creato nuovi problemi con gli

operai di BIANCHINI per l’autovettura (“… Mimmo... io ti dico una cosa... vedi un attimino... noi

vogliamo il ponteggio qui a Reggio Emilia... vedi cosa devi fare con Salvatore... di farci... che

Salvatore ci... noi vogliamo il ponteggio a Reggio Emilia… che qua... ci sono dei problemi...

ancora... di nuovo... con questo Bianchini... con queste macchine... questi ponteggi... con tutto

quanto... risolviamo questo discorso qui... Mimmo perchè... adesso basta... dai... vedi con

Salvatore... io voglio in ponteggio qui a Reggio Emilia... perchè è anche lì... giusto… io voglio il

ponteggio Mì... quindi... io non posso... non posso andare neanche a metterlo da me... che non c'ho

ponteggio... adesso… però... Salvatore... Salvatore ha fatto una cosa che non doveva fare... e quindi

poi... se ne subirà lui le conseguenze... io voglio il ponteggio qui adesso... poi il resto lo

vediamo…”). D’URZO promette di rintracciare SODA per chiarire la questione (“… va bene...

chiamiamolo... lo rintraccio io…”): BLASCO passa il telefono a SODA, che cerca di trovare

appoggio in D’URZO, chiedendogli di confermare che gli accordi prevedevano la consegna

dell’autovettura agli albanesi, mentre loro avrebbero recuperato i soldi facendo scrivere una lettera

dal legale (“… come eravamo rimasti con Gaetano?... quando ci siamo seduti al bar?... lì... a via

Che Guevara?... siamo rimasti che la macchina andava ai ragazzi?... e noi facevamo una lettera?...

e poi andavamo a recuperare noi i soldi con il legale?...”). Dopo una iniziale titubanza D’URZO

conferma, per cui rincuorato SODA precisa che BLASCO e VALERIO si sono arrabbiati perché lui

questa mattina ha convocato i ragazzi per fare il passaggio di proprietà dell’Audi A6 (“… bene...

633 Cfr.

dice che io stamattina ho fatto una cosa che non dovevo fare... perchè ho portato i ragazzi qua...

per intestargli la macchina... il problema... non è la lettera... il problema è che dice... che io ho

sbagliato... stamattina... perchè ho portato i ragazzi qua... con il foglio complementare... per

intestargli la macchina... che problema è questo?...”). D’URZO cerca di prendere le distanze per

evitare di scontrarsi con BLASCO e VALERIO e sottolinea che forse negli ultimi giorni gli accordi

sono cambiati 640. Nel corso della mattinata SODA si reca all’ACI, poi comunica a VALERIO che

per snellire la procedura per il passaggio di proprietà, dovranno fare denuncia di smarrimento del

certificato di proprietà (“… ora ho chiamato là sotto ad Alessio… gli dico fai lo smarrimento del

CDP... dice che in giornata glielo danno uno nuovo... così facciamo un passaggio solo… senza...

paghiamo tutte queste multe… sti passaggi che dobbiamo fare... hai capito?...”) 641.

Il foglio complementare tarda ad arrivare, tanto che nella serata del 20.04.2012 VALERIO riferisce

a BLASCO di aver imposto un ultimatum a SODA (“… Soda l'ho chiamato... Gaetà... gli ho detto...

mah... Salvatò... tu... questa cogliona qua... ora arriva... ora fa... gli ho detto... dimmi dov'è che è...

che ora io... mi metto nell'autobus... andata e ritorno... e vado e me lo prendo io... eh... gli ho

detto... non mi rompere il cazzo!... ah... ma ce l'hai l'indirizzo... Salvatò... che tu vieni con me!...

non è che ce l'hai l'indirizzo... vieni in macchina con me... andiamo là... e ci prendiamo questo

cazzo di foglio complementare... eh... Gaetà... perchè diventa preoccupante ora... ora che arrivano

i conti... vedrai che è alto... perchè è più di un mese che è là la macchina...”): questi ribatte che

qualora dovessero accollarsi le spese di deposito, si tratterranno a titolo definitivo l’autovettura (“…

ah... se lo paghiamo noi... ci prendiamo anche la macchina... Tonì... se paghiamo noi... ci

prendiamo anche la macchina... e non gliela diamo neanche più... cosa si credeva lui...”) 642.

Dopo una settimana BLASCO chiede a VALERIO se SODA gli ha fatto sapere qualcosa (“…

Salvatore Soda… che dice?...”): questi risponde di non essere riuscito a contattarlo (“… l’ho

chiamato stamattina… non risponde…”), per cui BLASCO aggiunge che dovranno affrontarlo in

maniera decisa (“… non risponde?... va bene… dai… lo dobbiamo prendere di petto…”) 643.

Nella tarda mattinata del 02.05.2012 BLASCO ottiene da D’URZO il libretto dell’auto ed invita

VALERIO a raggiungerlo al deposito CORRADINI 644, precisando che ormai la macchina è loro

(“… che mi ha dato già il libretto... che la macchina la lascia... la macchina è nostra... vieni che è

tutto a posto... dai.... è tutto... vai tranquillo...”) 645. Diversamente da quanto ipotizzato, BLASCO

non riesce a recuperare la macchina perché mancano dei documenti che lui ritiene possano essere

stati sottratti da SODA, nel tentativo di prendere tempo, come confida nel pomeriggio a SERGIO

Eugenio (“… lui dice che no... non è in questo modo... qua e là... e perchè non è venuto puntuale?...

è arrivato con mezz'ora di ritardo... e aspettavamo lui... aspettavamo... e ora... martedì... abbiamo

deciso che prendiamo tutte le cose... per me sta trovando scuse... comunque... ho il libretto... ho

tutto quanto... martedì ci dobbiamo sedere... vediamo... prendiamo i documenti... vediamo se me la

fa prendere... e in qualsiasi momento si poteva andare dentro... là dentro nella macchina... e

sicuramente lui c'è andato...”) 646.

Nel pomeriggio dell’11.05.2012 LECINI Ardian contatta VALERIO (“… sono Ardian… il ragazzo

che chiama per la macchina… l’Audi… il carpentiere…”), il quale dice che dovranno rimandare

tutto a lunedì perché lui e BLASCO sono appena rientrati dalla Calabria (“… stai chiamando per la

macchina?... noi siamo... noi siamo rientrati stanotte... in verità... oggi abbiamo sbrigato le nostre

640 Cfr.

commissioni... domani non lo so se è aperta la Questura... perchè dobbiamo andare lì alla Polizia

Stradale... e fare il discorso del ritiro... secondo me se ne parla lunedì...”) 647.

In realtà la questione si trascina per svariate settimane, anche perché ad un certo punto SODA fa

presente che dovranno essere effettuati due passaggi di proprietà, il primo dal vecchio proprietario

(ROVITTI) a sua figlia (di SODA) ed il secondo a favore del prestanome di BLASCO e VALERIO

648 649.

Alle 09.30 del 07.06.2012 LECINI richiama VALERIO, il quale spiega che devono ancora

effettuare i due passaggi di proprietà e SODA sta mentendo ad entrambi per non far fronte ai propri

impegni. LECINI minaccia ritorsioni nei confronti di SODA (“… si mette male allora... vado lì... e

gli metto le mani addosso...”), subito spalleggiato da VALERIO (“… eh... ma... spaccagli la

faccia... spaccagli la faccia... che fai bene... se la merita tutta...”), che aggiunge di vantare un

credito di circa trentamila euro nei confronti di SODA, per un lavoro effettuato a Grosseto che non

gli ha ancora pagato. L’albanese sottolinea di essere in attesa di una cifra analoga e ribadisce

l’intenzione di picchiare SODA 650.

Nel pomeriggio del 18.06.2012 SODA chiama BLASCO, il quale per prima cosa chiede se per il

mercoledì seguente (20.06.2012) riusciranno a definire i passaggi di proprietà della macchina (“…

allora Salvatore… domani... mercoledì mattina… riusciamo a fare tutto quanto?... ok?... te lo ha

detto Mimmo?... si?... eh… ci vediamo in mattinata… perchè domani c'è ancora un po di cose da

fare... e però mi sono preparato per mercoledì… capito?...”). SODA conferma (“… si… me lo ha

detto Mimmo… va bene… dai…”) ed aggiunge che il motivo della sua chiamata era di ottenere

l’autorizzazione a contattare BOLOGNINO Michele (“… ascolta... ti chiamavo anche per questo...

ci posso parlare a Michele Bolognino?... Gaetà?... ci volevo parlare per telefono... se mi davi il

telefonino…”). BLASCO risponde che al momento BOLOGNINO si trova in Calabria, ma non

appena rientrerà a Montecchio Emilia, organizzerà un incontro, perché non è il caso di parlare per

telefono (“… eh... è giù... come viene ci parliamo… si… no… per telefono no… no... lui è giù…

capito?... rientra domani... ci vediamo… ci vediamo… vai tranquillo… eh?... che è meglio

Salvatò… no… per telefono no!... Salvatò… dai… intanto noi ci vediamo domani… dopo domani

mattina… dai… che ci chiamo io… e lo faccio venire… e parliamo… dai…”) 651.

Dopo qualche giorno SODA richiama e BLASCO lo informa che a breve suo figlio Antonio e

Karima andranno da lui per fare i due passaggi di proprietà, sottolineando che faranno come ha

sempre detto lui, in quanto si ritiene molto più autorevole di BIANCHINI (“… io ho parlato pure

con Mimmo… che mi ha spiegato... che in questo modo poi... facciamo come ho detto io Salvatò…

non cambia niente... capito?... io devo fare come ho detto io... basta!... la parola mia deve valere…

ok?...”), dal quale andranno una volta che BOLOGNINO sarà rientrato dalla Calabria, per sistemare

le varie divergenze economiche (“… ancora non è tornato Michele... ora che torna… ci vediamo

per il fatto di Bianchini... ora facciamo prima questa qua con la macchina... prima facciamo il

passaggio della macchina… andiamo e recuperiamo la macchina... poi andiamo pure da Bianchini

con i ragazzi... venite con me… venite con me... capito?... tranquillo!...”) 652. Nel corso della

mattinata BLASCO mantiene frequenti contatti con Karima, la quale dice che non potranno fare

niente fino a quando VALERIO non avrà pagato la multa alla Polizia Stradale e le spese di deposito

e custodia a Corradini 653. Nel pomeriggio BLASCO confida all’amante Kristina di doversi

incontrare con SARCONE Nicolino (“… Nicolino… il mio amico…”) e delle spese da affrontare

per recuperare l’Audi A6, dalla vendita della quale conta però di racimolare almeno 20.000 euro

(“… sono andato per prendere la macchina... stamattina... e ci sono... altri ottocento euro di multa

da pagare... quindi dobbiamo prenderla... dobbiamo andare a pagare questa multa... e poi me la

fanno prendere... altri ottocento euro... duemila euro di passaggio... e ottocento euro... adesso tiro

fuori quattromila euro... quattromila euro... e poi mi prendo... mi prendo tutta la macchina... eh... e

mi guadagno ventimila euro... vaffanculo a lui!... questo deficiente qua... c'ha giocato... c'ha

giocato...”).

Il solo riferimento ad una condotta violenta – posto che difettano altre esplicite o implicite attività

intimidatrici – è costituito dall’episodio dell’’incidente’ subìto da SODA (la frattura delle costole)

che compare in una conversazione intercorsa tra VALERIO e l’albanese LECINI Ardian e che, in

tesi d’accusa, viene interpretato come la confessione di un ‘aggressione da parte del VALERIO.

Effettivamente, poiché dalle numerose telefonate non emerge alcun riferimento alla vicenda, è da

ritenersi che VALERIO disponga di un’informazione di prima mano, che rimanda ad

un’aggressione da lui stesso perpetrata nei confronti del SODA (che ha subito in silenzio

l’aggressione) , al fine di indurlo a cedere a BLASCO e VALERIO , che non vantavano alcuna

pretesa nei suoi confronti, quantomeno l’automobile.

L’episodio aggressivo non appare il frutto di un’azione isolata ed estemporanea, poiché si insereisce

in un complesso sistematico di pressioni esercitate anche da VALERIO e con il consapevole

contributo di BAACHAOUI Karima; al contrario, nessun concreto contributo viene fornito

all’azione da parte di SERGIO Eugenio.

Il fatto non appare aggravato ex art. 7 d.l., non emergendo nel fatto testè descritto gli estremi del

metodo mafioso

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