martedì 5 dicembre 2017

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La sfida per i beni confiscati alla mafia - LA WEB SERIE - VIDEO

'Ndrangheta, attacco del M5S: "Aiuto in campagna elettorale", Malvezzi chiarisca - Affari italiani - 5 dicembre 2017

"Il collaboratore di giustizia Salvatore Muto ha tirato in ballo il consigliere regionale Carlo Malvezzi (Forza Italia) dichiarando di averlo aiutato in campagna elettorale". L'accusa del M5S Lombardia

NDRANGHETA: M5S, PENTITO IN AULA “AIUTAI LA CAMPAGNA ELETTORALE DI MALVEZZI” 

“Dal processo contro la ‘ndrangheta Aemilia che si sta svolgendo a Reggio Emilia, stanno emergendo nuovi inquietanti particolari riguardo la politica lombarda ed emiliana. Particolari dove il collaboratore di giustizia Salvatore Muto (giudicato attendibile dalla Procura antimafia) ha tirato in ballo il consigliere regionale Carlo Malvezzi (Forza Italia) dichiarando di averlo aiutato in campagna elettorale (testuali parole “lo aiutai in campagna elettorale”)  e contatti tra il Comune di Cremona e il sindaco per eventi culturali che altro non erano che la copertura per la cosca Grande Aracri” lo dichiarano i parlamentari del Movimento  5 Stelle Danilo Toninelli, Alberto Zolezzi e Luigi Gaetti, senatore e vice presidente della Commissione antimafia. “Malvezzi non può far finta di nulla. Deve chiarire i rapporti con Muto. Perché si fece aiutare in campagna elettorale? Come vanno chiariti i rapporti con questa associazione culturale che era la copertura per la cosca. Della questione verrà interessata la commissione parlamentare antimafia” continuano Toninelli, Zolezzi e Gaetti.

 

 In aula si è parlato di feste calabresi a Cremona per ‘coprire’ la ‘ndangheta.

Vere e proprie feste “etniche” calabresi per promuovere un’immagine positiva degli emigrati al nord, ingraziarsi il favore della comunita’ locale e nello stesso tempo “nascondere l’aspetto della ‘ndrangheta”. Era la strategia di “captatio benevolentiae” messa in pratica a Cremona (ma con collegamenti reggiani) dalla “locale” di Cutro in Emilia, spiegata oggi dal collaboratore di giustizia Salvatore Muto.

Nell’udienza in rito ordinario andata in scena la scorsa settimana nel Tribunale di Reggio Emilia, Muto ne ha svelato anche i dettagli. In particolare ideatore dell’iniziativa “Calabria-Cremona”, manifestazione di tre giorni che si e’ svolta nella citta’ lombarda nel 2011 e nel 2012 era il referente del boss Nicolino Grande Aracri per quel territorio Francesco LaManna. Di mettere a punto l’organizzazione, con stand gastronomici con specialita’ meridionali, concerti e spettacoli, si occupava invece l’associazione culturale “Nexus” -attiva dal 2011 al 2014- di cui lo stesso Muto era consigliere ed aveva ideato il motto (“La mia e la tua cultura sono la mia vita”).

Rispondendo alle domande del pm Marco Mescolini, Muto ha poi puntualizzato che il costo dell’iniziativa si aggirava intorno ai 30.000, finanziati da aziende per la maggior parte edili, alcune delle quali riconducibili agli odierni imputati di Aemilia. Ma a contribuire alla festa non erano solo i cremonesi. Tra gli sponsor -risulta dal volantino dell’iniziativa- ci sono anche il ristorante reggiano “Antichi Sapori” e una ditta di materiale edile di Piacenza. Solo in un caso due imprenditori si rifiutarono di versare, affermando di “non voler dare un contributo alla ‘ndrangheta’. E cosi’ “Lamanna gli fece una bella ramanzina” e i due entrarono poi nell’associazione Nexus.

Insomma, spiega il collaboratore, “volevamo fare emergere veramente i lati positivi della Calabria e in alcuni casi ci siamo anche riusciti. Ma dall’altro lato c’erano sempre presenti altri soggetti come Lamanna. Con l’inziativa, molto gradita, si voleva far si’ che a Cremona si parlasse bene dei cutresi”. Non sono mancati  nella testimonianza di Muto i rapporti con la politica. La festa aveva infatti ottenuto il patrocinio gratuito del Comune di Cremona e della Regione Calabria. Come spiega il pentito, ad un’edizione presero parte anche l’allora sindaco di Cremona e il suo vice Carlo Malvezzi, attuale consigliere regionale lombardo, eletto nelle fila del Pdl. Di lui Muto confida anche: “Lo aiutai nella campagna elettorale”.

Il pentito Muto: 'Ho aiutato Malvezzi nelle elezioni'  La replica: 'Pronta querela' - Cremona Oggi - 6 dicembre 2017

Scriveva così il grande giornalista Giorgio Bocca: “La somma di molti zeri è zero. La confessione di un pentito per la giustizia è l’equivalente di una lettera anonima: sarebbe imprudente, colposo non fare indagini e non accertare se le accuse di quelle lettere siano o non fondate”. Per questo motivo vanno prese con le pinze, e accertate, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Muto – nell’ambito del processo Aemilia – a carico del consigliere regionale di Forza Italia Carlo Malvezzi. “Lo aiutai nella campagna elettorale”, ha detto il pentito in tribunale a Reggio Emilia.

I fatti risalirebbero al 2011 e al 2012, a due edizioni della manifestazione Calabria-Cremona, una tre-giorni organizzata per promuovere l’immagine positiva degli emigrati al nord. Stand gastronomici, specialità del Meridione, concerti e spettacoli. Nel processo contro la ‘ndrangheta, Muto parla dello scopo dell’inziativa, ossia “fare emergere veramente i lati positivi della Calabria per far sì che a Cremona si parlasse bene dei cutresi”. Quindi racconta di rapporti con la politica, tirando appunto in ballo Carlo Malvezzi.

Va da sé che da sempre la politica cremonese insegue i voti della consistente comunità cutrese di Cremona. Lo ha fatto la Dc prima, poi anche i Ds. Mai, tuttavia, è stato promesso in cambio alcunché. Ma oggi i Cinque Stelle, per bocca del parlamentare Danilo Toninelli, non si lasciano scappare l’occasione di innescare la polemica politica. E vogliono che Malvezzi “chiarisca al più presto i rapporti con Muto, perché non può far finta di nulla”.

A stretto giro, arriva la reazione del consigliere forzista: “Non ho mai avuto nessuna relazione con lui e pertanto non è nemmeno lontanamente ipotizzabile che possa aver avuto da lui presunti e del tutto inesistenti aiuti in campagna elettorale. Ho dato mandato ai miei legali di procedere con una querela per diffamazione”. In merito poi alla manifestazione, la questione, per Malvezzi, è semplice: il Comune di Cremona, “al tempo in cui Oreste Perri era sindaco e io vicesindaco, ha, com’è naturale, concesso il patrocinio gratuito a un evento che aveva agli occhi della città tutti i requisiti per essere patrocinato, così come accade per centinaia e centinaia di altre manifestazioni ogni anno. Nulla di più”.

Quanto, infine, alle “sconsiderate” dichiarazioni del deputato Toninelli, “mi limito a notare una cosa: è diventata ormai insopportabile la doppia morale dei grillini, loro così indulgenti con i propri compagni di partito anche se rinviati a giudizio, e pronti a scagliarsi come sciacalli contro chi invece viene diffamato con dichiarazioni, lo ripeto, del tutto prive di fondamento”.

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