- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'intera udienza

martedì 29 novembre 2016

Ore 9.30 in aula

 

CONTROESAME DEL TESTE, GIUSEPPE GIGLIO, DA PARTE DI BATTAGLINI, AVVOCATO DIFENSORE DI VERTINELLI GIUSEPPE

Avv: I suoi rapporti con i fratelli Vertinelli?
Giglio: Li conosco da una vita, almeno vent’anni.
Avv: Come li può definire questi rapporti prima che diventaste parenti?
Giglio: Buoni rapporti.

Avv: Incontro con Grande Aracri. Il luogo in cui è avvenuto?
Giglio: A Cutro, ricordo che siamo passati davanti alla casa dell’avvocato fratello di Nicolino Grande Aracri, Domenico.
Avv: Più o meno a che distanza?
Giglio: Neanche duecento metri. Ma non so di chi fosse quella casa, in quel momento non era abitata. La casa era arredata ma i mobili erano coperti. La luce però era attiva, infatti abbiamo acceso la luce perché hanno tenuto le persiane abbassate.

Avv: Lei atterra all’aeroporto di Lamezia e poi Giuseppe Vertinelli la viene a prendere, giusto?
Giglio: Si, eravamo io e Bolognino. Quando siamo atterrati era già lì che ci aspettava.
avv: Vertinelli non lo sapeva che dovevate andare da Grande Aracri?
Giglio: No, gliel’abbiamo detto una volta arrivati.

Avv: I momenti in cui si articola questa vicenda fino all’arrivo da Grande Aracri. In udienza al PM ha detto che dopo qualche mese dall’arresto di Paolo Pelaggi, Turrà e Valerio vennero da lei a reclamare i soldi da dare al cinese, giusto?
Giglio: Si, erano passati cinque o sei mesi dall’arresto di Pelaggi.
avv: Rispetto a quando Turrà e Valerio vengono da lei, quando ci fu l’incontro con Grande Aracri?
Giglio: Ci fu nel 2012 quando Turrà e Valerio cercavano di chiedere i soldi e portarli a casa. Visto che non stavano risolvendo il problema è intervenuto anche Ursini.
avv: Io le contesto che nell’interrogatorio del 9 febbraio 2006 lei ha detto “dopo qualche mese fui chiamato da Grande Aracri sempre per la famosa fattura non pagata”. E nell’interrogatorio del 3 marzo 2016 dice “era venuto Valerio con Turrà e dissi che non ero in condizioni di poter pagare. Questo avviene qualche mese prima che mi recai giù”.
Giglio: Non può essere perché fino a aprile maggio 2011 Grande Aracri era in carcere.
avv: Lei ha detto che l’incontro con Grande Aracri c’è stato pochi mesi dopo l’incontro con Turrà e Valerio.
Giglio: Io non sto facendo supposizioni, io sto dicendo i fatti. Non potevo recarmi da Grande Aracri perché era in carcere.
avv: Senta, durante l’incontro con Grande Aracri ha detto che lui pretende questi soldi perché il cinese lo conosce e la sua soluzione proposta a Grande Aracri era cedergli un credito che aveva con i fratelli Gaetano. Grande Aracri lui ebbe quei soldi?
Giglio: Si.
avv: Nel verbale del 9 febbraio 2016 ha detto che Grande Aracri questi soldi non li ebbe.
Giglio: Io so che li ha presi.

Avv: Quei soldi vennero recuperati da Nicolino Grande Aracri tramite Ursini Mario. C’era un cinese che doveva prendere questi soldi e si è rivolto a Ursini il quale ha iniziato la procedura per il recupero dei soldi. Ursini si rivolge a Valerio e Turrà, poi a Bolognino, poi a Grande Aracri. Fino a quando si sono presi i soldi e se li sono divisi.  Il cinese li ha avuti i soldi?
Giglio: Quando la ndrangheta fa un recupero di questa portata agli altri non spetta nemmeno un centesimo.

 

Avv: Domande sui suoi contatti con l’associazione. Innanzitutto il tempo. Lei ha detto di essere entrato attivamente nell’associazione ad agosto 2010, giusto?
Giglio: Si.
avv: Quale associazione?
Giglio: I miei rapporti sono iniziati con Diletto e Sarcone ad agosto 2010.
avv: Quindi parliamo dell’associazione oggetto di questo processo, giusto?
Giglio: Si
avv: E come è possibile che De Luca Salvatore, ben prima, lei ha detto nel 2002 circa, le chiede soldi per la detenzione di Grande Aracri Nicolino?
Giglio: Mi chiese i soldi per l’avvocato. Lei deve considerare che la zona di Capo Colonna siamo tutti cutresi. Quindi è come se fossimo ancora a Cutro, anche se lontani.
avv: Quindi tutta Cutro deve sovvenzionare la detenzione di Grande Aracri?
Giglio: Non sto dicendo questo.

Avv: I suoi accordi con gli Arena, ha detto che erano di disponibilità avendo dato loro qualche contributo, giusto?
Giglio: Si.
avv: Che differenza c’è tra quello che lei ha fatto con gli Arena e con gli attuali imputati, con la cosca Grande Aracri?
Giglio: A me sono stati mandati nel 2008 Giannuzzi e Pelaggi. Inizialmente davo loro dei contributi.
avv: Lei al PM il 21 giugno 2016 ha detto “E’ arrivato da me Giannuzzi, persona vicina alla famiglia Arena, con il progetto di aprire una società di cui lui sarebbe stato il titolare, in cui io dovevo operare e avremmo diviso gli utili 50 e 50. La parte di Giannuzzi sarebbe andata agli Arena. L’azienda avrebbe agito nell’ambito della falsa fatturazione.
avv: Questo era disponibile per gli Arena?
Giglio: Si
avv: Il suo ruolo in questa associazione ad oggi sotto processo? Lei ha detto che avrebbe fatto da intermediario tra imprenditori e associazione, giusto? Per fare false fatture, è corretto?
Giglio: Si
avv: E non si tratta della stessa cosa che ha fatto con gli Arena?
Giglio: No, gli Arena non cercavano lavoro e appalti.
avv: Il suo vantaggio personale quale era?
Giglio: Nel momento in cui andavo a prendere del materiale da qualcuno potevo rivolgermi a persone che conoscevo, appartenenti alla camorra o alla ndrangheta.
avv: In che senso?
Giglio: Non avere problemi. Siamo stati contattati dalla ndrangheta di Reggio Calabria che opera in Liguria. Quasi tutti gli imprenditori quando non riescono a recuperare i soldi per vie legali si appoggiano a persone conosciute cercando di fare il recupero con altri sistemi.

Bisogna vedere come la si usa la ndrangheta. Più che fari affari io ne ho usufruito. Io ho usufruito della ndrangheta. Visto che trattavo delle aziende che poi facevo fallire, c’era il rischio che i fornitori potessero ricorrere a maniere forti. Ma io in quel modo ero protetto.

 

Giglio: Solo con Bianchini ho avuto un ruolo attivo perché sono stato io a presentargli Bolognino.

 

Avv: Rapporti tra Secav (azienda dei Vertinelli) e Giglio srl, lei ha detto che erano operazioni convenienti per ambo i lati. Giglio: Giusto?
avv: Si.
Giglio: Lei dice in sede di interrogatorio “io l’ho chiesto a Palmo che mi dice fai quello che vuoi. Fatti fare le fatture dalla segretaria e io così ho fatto”. La mia domanda è che lei chiede a Palmo ma poi fa tutto lei?
Giglio: Mi ha dato concessione di poterlo fare.
avv: Palmo Vertinelli si è disinteressato di cosa si faceva?
Giglio: Una volta spiegata l’operazione a lui importava che io pareggiassi i conti.

 

Viene spiegato in aula il rapporto tra le aziende IMMOBILIARE TRE SRL, SECAV SRL e TRASMOTER SRL.

 

Avv: Lei ha detto che l’uso delle varie società, Secav o Transmoter o altre, facevano false fatture, poi venivano svuotate e portate al fallimento. E’ corretto?
Giglio: Si.
avv: Perché fallisce la Secav?
Giglio: E’ stata portata al fallimento in quanto era stata indebitata, come le devo dire.

Avv: Che utilità davano queste operazioni all’associazione Grande Aracri?
Giglio: Queste società che andavano a morire erano il mezzo di passaggio con altre società attive. L’associazione si divideva gli utili.
avv: E una parte andava a Grande Aracri Nicolino?
Giglio: Una parte andava agli affiliati e poi andava a Nicolino Grande Aracri, certo.
avv: E chi decideva quanto andava a Grande Aracri Nicolino?
Giglio: Quello dipendeva dall’operazione.

Avv: Nelle operazioni in cui era lei a guadagnarci, lei doveva dare una parte a qualcuno?
Giglio: Tagliando l’IVA e metà io davo già la parte sia a Grande Aracri sia ai suoi affiliati.
avv: Lei dava un pezzo all’associato prima di Grande Aracri?
Giglio: Sono gli affiliati che gestiscono e poi mandano quello che devono mandare alla famiglia.
avv: Chi è che decideva?
Giglio: Gli accordi con i soggetti, Blasco, Sarcone e gli altri, prevedevano che io tagliassi l’IVA a metà. Poi la loro parte se la gestivano.

 

Caruso: Lei ha detto che per ogni affare c’era un guadagno preventivato che lei comunicava agli affiliati dell’Emilia Romagna. E’ così?
Giglio: Si
Caruso: Lei faceva l’accordo nel contesto di questo gruppo. Poi questo gruppo, una volta che ognuno realizzava i propri guadagni, prendeva la loro parte e sulla base di accordi che loro prendevano con Grande Aracri mandavano qualcosa alla famiglia di Cutro. E’ così?
Giglio: Si è così.

 

Udienza sospesa per dieci minuti.

 

Avv: Lei ha parlato di riunioni preventive. Tra chi erano?
Giglio: Blasco, Valerio, Nicolino Sarcone.
avv: Lei partecipava?
Giglio: No. A volte li trovavo tutti insieme al bar, ma per caso.

Avv: Lei ha parlato di “famiglie”. Questi rapporti con queste famiglie per lei quando iniziano? Lei ha parlato di famiglie al plurale. Nel corso del suo esame ha parlato di famiglie di ndrangheta.
Giglio: Io sono entrato in rapporto inizialmente con gli Arena.
avv: Parliamo del 1993?
Giglio: Si
avv: Lei ha specificato questo rapporto con gli Arena anche al Nord, giusto? Ha parlato di Michele Pugliese.
Giglio: Si, ci sono stati cambiamenti. Io li ho incontrati nuovamente nel 2004 quando Pugliese è salito al nord e ha portato con lui Arena Fabrizio, suo cognato.
avv: Quindi dopo il primo contatto nel 93 per la discoteca in Calabria, c’è un periodo in cui non avete contatti e poi vi incontrate nuovamente nel 2004 qui al nord?
Giglio: Si, lavoravamo con i camion.
avv: Chi è il primo che si mette in contatto con lei?
Giglio: Prima Fabrizio Arena, cognato di Pugliese, che lavora con Muto.
avv: Lei ha acconsentito a questa richiesta di far lavorare i camion?
Giglio: Si
avv: Perché?
Giglio: Perché sapevo già che sarei stato intaccato con estorsione o qualcosa del genere. Visto che si erano avvicinati, visto che Pugliese aveva messo a conoscenza gli Arena dei soldi che giravano al nord grazie alla falsa fatturazione, avevo capito che se non avessi accettato questa richiesta ci sarebbero state conseguenze. Avrei potuto subire un’estorsione. Nel 2004 Pugliese Michele apparteneva a due famiglie che in quel periodo erano rivali. Sposato con la figlia di Iannone, nipote diretta di Nicoscia. La sorella era sposata con Fabrizio Arena, figlio di Carmine Arena.
avv: In che senso famiglie rivali?
Giglio: In quel periodo ci sono stati diversi morti.
avv: La rivalità si manifestava con l’uccisione di persone che appartenevano a queste famiglie?
Giglio: Si
avv: E in quel periodo Pugliese apparteneva a entrambe le famiglie?
Giglio: Si, ma era più vicino agli Arena. Poi è stato allontanato dagli Arena e lui si è avvicinato ai Nicoscia.

Michele Pugliese poteva stare tranquillo ma era un ragazzo a cui piaceva molto mettersi in prima linea. Poi Carmine Arena (il suocero della sorella di Pugliese), visto che Pugliese parlava tanto, quando scendeva giù portava notizie non vere, ha allontanato il Pugliese e ha detto al figlio Fabrizio Arena di allontanarsi anche lui. Poi Carmine Arena è stato ammazzato.

Avv: Oltre a Pugliese, lei aveva rapporti con altre persone di altre famiglie?
Giglio: Se parliamo della famiglia Arena si. Con altre famiglie no. Quando Pugliese fu allontanato dagli Arena, Pugliese si è avvicinato alla famiglia Nicoscia.
avv: Lei ha dunque interrotto i suoi rapporti con Pugliese perché si è avvicinato ai Nicoscia?
Giglio: Io ho mantenuto i miei rapporti con lui.

Avv: In questo periodo aveva rapporto con appartenenti ad altre famiglie?
Giglio: Dopo l’avvicinamento di Pugliese ai Nicoscia, Pugliese ha iniziato a fare salire al nord appartenenti alla famiglia Nicoscia. E gli ha messo a disposizione l’azienda. Loro emettevano false fatturazioni beneficiando la famiglia Nicoscia.
avv: E rispetto a lei tutto questo che rilevanza ha?
Giglio: Io non gli ho mai fatto fare false fatture. Io ero vicino alla famiglia Arena e ho preferito dargli soldi senza il beneficio della fattura. Di questo se ne parla anche nell’operazione Pandora. Nicoscia lo ha detto in quell’operazione che Giglio fattura non ne vuole.
avv: Quindi anche se lei era vicino agli Arena comunque pagava anche i Nicoscia?
Giglio: E’ venuto Pugliese a trovarmi per chiedermi una fattura dato che i Nicoscia erano in difficoltà economica perché la famiglia Arena non dava loro spazio per lavorare. Io dissi no, ma Pugliese con me era un bravo ragazzo e gli ho dato soldi senza fattura. Davo mille, duemila euro.
avv: A chi li dava?
Giglio: Li davo a Nicoscia, Capicchiano (altro affiliato della famiglia Nicoscia).
avv: Questo avveniva mentre lei era in stretto rapporto con Pino Arena?
Giglio: Io non ero un affiliato Arena, come non sono un affiliato Grande Aracri.
avv: Io sto parlando di rapporti signor Giglio.
Giglio: Io avevo libertà di avere rapporti con tutti, sia con gli Arena, con i Nicoscia, con i Grande Aracri.
avv: In occasione dell’esame del PM, l’11 novembre lei ha detto “qualsiasi famiglia che si faceva avanti, bastava dire che ero vicino alla famiglia Arena e si allontanava”.
Giglio: Pino Arena. Era un modo per tenere lontano gli altri.
avv: Quindi a Pino Arena, quale esponente della famiglia Arena, non faceva piacere che lei avesse rapporti con la famiglia avversa dei Nicoscia?
Giglio: E’ normale che non gli faceva piacere.

Avv: Quindi lei non ha messo in pratica il suggerimento di Pino Arena, quello di dire a tutti che era suo amico così gli altri si allontanavano?
Giglio: Perché avrei dovuto, avvocato? Io mi sentivo di fare quello che ho fatto.
avv: Allora perché si sentiva di fare quello che ha fatto? Se lei ha una famiglia che la protegge perché ha dato soldi alla famiglia avversa?
Giglio: Io ho ritenuto opportuno fare un piccolo gesto visto che erano nei guai.
avv: Quindi aveva paura, non si sentiva protetto da Pino Arena?
Giglio: Pino Arena era il capo di Isola di Capo Rizzuto. Era in macchina con Carmine Arena quando quest’ultimo è stato ucciso, quindi ha preso il suo posto.

Dopo l’operazione Pandora Pugliese mi chiese di battezzargli il bambino. Francamente in quel momento ho valutato. Normalmente non si rifiutano queste cose, sono cose importanti. Gli ho detto che visto i problemi e le indagini era meglio rinviare. So che però poi il bambino è stato battezzato.

 

Avv: Con Cortese Angelo Salvatore che rapporto aveva?
Giglio: Lo conosco, conosco anche i fratelli. I rapporti sono iniziati quando lui è venuto in Emilia con suo zio, Peppe Procopio e si erano messi in moto per vendere materiale per l’edilizia. L’ho conosciuto tramite mio cognato, che è suo cugino. Poi da lì ha iniziato a chiedermi favori.
avv: Nell’ambito criminale chi era Cortese?
Giglio: Un braccio di fuoco, un braccio armato. Lui lo diceva apertamente. Diceva che quando c’era qualche problema con qualcuno bastava chiamare lui e ci metteva un minuto a farlo sparire.
avv: In che periodo siamo?
Giglio: 2005-2006
avv: Cortese a quale famiglia apparteneva?
Giglio: Alla famiglia Grande Aracri.
avv: La famiglia Grande Aracri in che rapporti era con la famiglia Arena in quel periodo?
Giglio: Giuseppe Procopio ha il “San Giovanni” con la famiglia Arena. Cortese, il nipote, era affiliato della famiglia Grande Aracri. Ma tra i due non c’erano problemi perché erano zio e nipote, anche se erano affiliati a due famiglie diverse.

In quel periodo la famiglia Grande Aracri era, ed è ancora oggi, vicina alla famiglia Nicoscia. La guerra a Isola di Capo Rizzuto era tra i Nicoscia e gli Arena. La rivalità tra gli Arena e i Grande Aracri era indiretta.

Avv: Lei sa queste cose in maniera diretta o perché ha letto i giornali?
Giglio: Io leggo solo il Sole 24ore. Non leggo giornali di cronaca.

Avv: Lei ha parlato di “fiscalità fuori dal normale nei 180 giorni da quando ha iniziato la collaborazione”. Cosa vuole dire?
Giglio: Io sono stato 180 giorni chiuso in una cella senza poter vedere nessuno.
avv: Nel senso che non ha fatto colloqui nemmeno con i suoi familiari?
Giglio: Non penso di doverle rispondere. I miei familiari non sono sotto protezione, dovrebbe evitare questa domanda.

 

Avv: Lei ha letto verbali di altri soggetti che avevano reso dichiarazioni?
Giglio: No.
avv: Nel verbale illustrativo della sua collaborazione leggo “Giglio conferma quanto affermato da Cortese nell’interrogatorio del 9 ottobre 2008 di cui si è data lettura”. Quindi si attesta che lei ha letto il verbale di Cortese.
Giglio: Questo non me lo ricordavo.

Avv: A Cortese lei ha mai presentato un direttore di banca?
Giglio: Può anche essere. Cortese frequentava un locale dove io andavo spesso con Marco Zandonà, un direttore di banca.

 

Avv: Quando ha conosciuto Brescia Pasquale?
Giglio: E’ un cugino di mio suocero. Lo avrò incontrato un paio di volte.
avv: Quando, se lo ricorda?
Giglio: Non riesco a focalizzare il periodo.

Avv: Si ricorda qualche incontro casuale con lui?
Giglio: No
avv: Quindi in tutta la sua vita ha incontrato un paio di volte Brescia Pasquale?
Giglio: Si

Avv: Nel maneggio di Brescia lei è mai andato?
Giglio: No
avv: Nel ristorante Antichi Sapori?
Giglio: No

Avv: Sa che tra Di Tinco e Brescia ci fossero rapporti?
Giglio: Non lo so. Dato che ha un’azienda che noleggia furgoni, ponteggi e altro, può essere che ci siano stati rapporti.
avv: Sa chi è la moglie di Di Tinco?
Giglio: E’ la figlia di Pino Arabia.
avv: Pino Arabia ha un fratello che si chiama Salvatore?
Giglio: So che il suocero di Di Tinco è Arabia, ma non so se ha fratelli.
avv: Quindi non sa chi sia Arabia Salvatore?
Giglio: Non penso di conoscerlo. In questo momento non ricordo.
avv: Uno che a Cutro è soprannominato “u ciancatu”, sa chi è?
Giglio: Non riesco a focalizzare.

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avv: Ha parlato di Lentini Nicola, figlio di Paolo Lentini. E’ così?
Giglio: Si
avv: “Il pistola”, per intenderci?
Giglio: Paolo Lentini il pistola, si.
avv: Nel corso del suo interrogatorio del 7 giugno 2016 la Procura le ha fatto vedere alcuni documenti sequestrati presso l’ufficio di Brescia Pasquale. Ricorda questa circostanza?
Giglio: Si
avv: Ricorda che c’era anche un’agenda con nomi e numeri di telefono?
Giglio: Si
avv: Ricorda il nome di Paolo Lentini?
Giglio: Si

 

avv: Le è stato fatto vedere anche un manoscritto. Lei ricorda di aver riconosciuto l’autore di quel manoscritto?
Giglio: Ho detto che mi sembrava la calligrafia di Gianluigi Sarcone.
avv: La grafia di Pasquale Brescia la conosce?
Giglio: No.

 

Avv: La NUSA MARMI, sa a chi è riconducibile?
Giglio: A Salvatore Grande Aracri.
avv: La MARMI NUSA, sa se è la stessa cosa?
Giglio: Non lo so. La NUSA MARMI ricordo che ha fatto lavori a casa di mia figlia.

 

Avv: Lei ha parlato della TRANSCOOP. Che cosa è?
Giglio: E’ una cooperativa.
avv: Di cosa si occupava?
Giglio: Logistica. Aveva appalti di lavoro. Ci lavoravano diversi meridionali, Colacino Michele, i Mendicino, e altri che non mi vengono in mente.

Avv: Nell’interrogatorio del 26 aprile 2016 lei dice “maggiormente ci lavorava Colacino tramite Transcoop. Gli faceva da scudo tramite Transcoop”. Quindi colui che non poteva lavorare perchè aveva problemi con le interdittive, avrebbe potuto lavorare tramite la Transcoop. La cooperativa è a conoscenza di questo suo ruolo di “intermediario”?
Giglio: Non lo so. Ma so che ci lavoravano persone che avevano avuto l’interdittiva.

 

CONTROESAME AVVOCATO GARUTI, avvocato difensore di Bianchini Augusto e sua moglie Braga Bruna, nonché dei rispettivi figli Alessandro, Alessandra, Nicola.

Avv: Da quanto tempo conosce Bianchini Augusto e la Bianchini Costruzioni?
Giglio: 13 anni circa.
avv: Con lei lavorava suo fratello Giglio Giulio?
Giglio: Socio della Giglio srl e gestiva la logistica.
avv: Quindi anche suo fratello aveva rapporti con Bianchini?
Giglio: Rapporti lavorativi.

Avv: Nel periodo di massima espansione della Giglio srl che tipo di volume di affari reali aveva?
Giglio: Il lavoro reale della Giglio srl cercavo di abbassarlo. Alcuni lavori li fatturavo con altre società. Fatturavo intorno ai 10 milioni l’anno.
avv: Lei lavorava anche con aziende importanti del settore edile ha detto in sede di esame, giusto?
Giglio: Si
avv: Ci può fare qualche nome?
Giglio: Un po’ con tutti.
avv: Nella zona di Modena?
Giglio: Fratelli Cottafava, Corradini, e altre avvocato, ma sono davvero tante.
avv: Con queste aziende fino a che periodo ha lavorato?
Giglio: Le prendevo e lasciavo. Non c’era un continuità.
avv: Ha lavorato anche con enti pubblici?
Giglio: Direttamente no.
avv: Nel corso dei suoi interrogatori ha detto che nelle sue attività illecite vi era la falsa fatturazione per operazioni inesistenti conferma?
Giglio: Si
avv: Ha detto si è messo a disposizione della ndrangheta dall’agosto 2010, giusto?
Giglio: Si
avv: Prima dell’agosto 2010 aveva già compiuto falsa fatturazione per operazioni inesistenti?
Giglio: Si, certamente.
avv: Quindi prima dell’agosto 2010 già con Bianchini erano state emesse false fatture per operazioni inesistenti?
Giglio: Si
avv: Anche con altre aziende del nord ha svolto questo tipo di attività?
Giglio: Al 90% delle aziende si.
avv: Anche con altre aziende, aldilà della Bianchini, ha svolto queste attività prima dell’agosto 2010 giusto?
Giglio: Si

 

Avv: Il capo 53 fa riferimento all’estorsione a Soda Salvatore. Nelle sue dichiarazioni ha detto che la chiama Augusto Bianchini perché il figlio Alessandro aveva dato un assegno a delle persone calabresi insieme a degli albanesi a fronte di fatture false per operazioni inesistenti e questi signori non avrebbero ridato i soldi indietro al figlio e dice che Bianchini si è rivolto a lei in quanto calabrese per recuperare il credito. Lei ha detto questo. Siccome questo signore calabrese era il signor Soda, le chiedo se lei sa il rapporto tra Bianchini e Soda.
avv: Non so il tipo di rapporto. Sono venuto a conoscenza di questi fatti quando Bianchini si è rivolto a me e io ho chiamato Bolognino per spiegare la situazione.
Giglio: Non sa se c’era un rapporto lavorativo tra Soda e la Bianchini Costruzioni?
avv: Non me lo ricordo nemmeno. Ricordo solo che il fatto era per un’operazione inesistente e che Augusto Bianchini si era arrabbiato con il figlio Alessandro. Poi dopo aver fatto la presentazione con Bolognino non ho più seguito la vicenda. Ho saputo che sono stati chiamati Diletto, Blasco e Sarcone. Alla discussione del recupero dei soldi ero presente.
avv:  E chi era presente in questa discussione?
Giglio: Eravamo nel mio ufficio. C’era Bolognino Michele, Bianchini Augusto, Diletto Alfonso.
avv: Lei dice che era presente Diletto?
Giglio: Si, è stato chiamato in un secondo momento.

Avv: In sede di interrogatorio ha detto che Diletto non era presente.
Giglio: Le sto dicendo che è arrivato in un secondo momento.
avv: Cosa significa?
Giglio: E’ arrivato dopo, quando Bianchini stava andando via e Bianchini e Bolognino avevano già preso l’accordo.

Avv: Dipendenti di Bolognino, assunti da Bianchini. I lavori effettuati dai dipendenti di Bolognino sono quelli che erano relativi al terremoto del 2012, giusto?
Giglio: Si
avv: Erano stati affidati ai dipendenti di Bolognino assunti da Bianchini ma che di fatto era un sub appalto affidato al Bolognino. Mi spiega questo meccanismo?
Giglio: C’era una contabilità privata dei lavori che svolgevano, conteggi non ufficiali ma in teoria risultava che lavoravano con Bianchini. C’era una doppia contabilità.
avv: Da chi veniva tenuta?
Giglio: Non lo so chi la teneva questa contabilità.

Avv: Lei sa se Bianchini avesse già usato questa modalità di assunzione di dipendenti? Questo fatto di camuffare un sub appalto con l’assunzione di dipendenti in quanto Bianchini lavorava con il pubblico e che i sub appalti con il pubblico hanno forti limitazioni?
Giglio: Questo non lo so se l’ha fatto altre volte. Io so quello che ha fatto con Bolognino.
avv: Lei operando in questo settore è a conoscenza che questa è una modalità usuale?
Giglio: Si, si usa molto.
avv: Lei ha usato delle sue società per fare fatture per operazioni inesistenti. E’ emerso che la Transmoter abbia emesso alcune fatture per retribuire gli operai di Bolognino. Mi conferma?
Giglio: Si confermo
avv: Quante sono state le fatture emesse dalla TRANSMOTER in relazione a questa vicenda?
Giglio: Io ne ricordo un paio
avv: Mi sa dire quanti dipendenti sono stati assunti dalla Bianchini in questo modo?
Giglio: So che Bolognino mi parlava di 7 o 8 persone.
avv: Le risulta che Bianchini pagasse la cassa edile e i buoni pasto ai dipendenti?
Giglio: Versava i contributi, i buoni pasti e la cassa edile.
avv: Che lavoro facevano questi dipendenti?
Giglio: Muratori, carpentieri, manovalanza.
avv: Lei ha affermato che queste fatture includevano una componente di super fatturazione e che il ricavato andava da Bolognino a Bianchini. Come fa a sapere questo?
Giglio: Io non ho riscontri perché non li ho mai contati io quei soldi. Le posso dire ciò che mi fu riferito da Bolognino
avv: Non ha altro riscontro?
Giglio: Certo che no, le cose erano gestite da Bolognino.
avv: Lei quindi non aveva nessun interesse a questa vicenda?
Giglio: si

Avv: Il dipendente Belfiore Gaetano. Lei ha detto che Belfiore Gaetano, fidanzato della figlia di Grande Araci, era stato assunto dalla Bianchini. Che mansione aveva nella Bianchini?
Giglio: Non lo so
avv: Sa se percepiva uno stipendio più elevato?
Giglio: Non abbiamo mai parlato di questo con Bolognino
avv: Sa quando è stato assunto?
Giglio: Non ricordo
avv: Può essere stato assunto il 19 settembre 2012?
Giglio: Non le so rispondere
avv: Ha contezza di quanto tempo ha lavorato Belfiore Gaetano per la Bianchini?
Giglio: Non lo so
avv: E’ scaduto il contratto il 31 ottobre 2012. Un mese e dieci giorni dopo. Le chiedo un’altra cosa. Sa se è stato rinnovato il contratto dalla Bianchini a Belfiore Gaetano?
Giglio: Non lo so.
avv: Non è stato rinnovato. Le chiedo se sa che durante o dopo la Bianchini abbia assunto altri dipendenti?
Giglio: Non lo so
avv: Le contesto ciò che ha detto. Lei ha detto “Bianchini non aveva bisogno di altri dipendenti, quindi era stata fatta una forzatura per assumere Belfiore”. In quel periodo le dico che sono stati assunti altri 13 o 14 dipendenti.

Giglio: Bianchini ha avuto l’interdittiva e ha dovuto spostare alcuni dipendenti in altre aziende. Quindi non so se Belfiore è stato spostato in un’altra azienda.

 

Avv: Inceneritore di Parma. Le vorrei chiedere l’inceneritore di Parma era un lavoro che la Bianchini aveva già acquisito quando Bianchini gliene parlò?
Giglio: Non ricordo se l’aveva acquisito o lo stava acquisendo.
avv: Le chiedo questo: dalle sue parole sembra di capire che Bianchini si fosse rivolto per questo lavoro sia a Bolognino sia a Diletto. Conferma?
Giglio: Bianchini si è rivolto a Bolognino. Diletto è stato chiamato da Bolognino in un secondo momento.
avv: Bianchini avrebbe contattato Bolognino per i dipendenti e Diletto per la parte riguardante il ferro?
Giglio: Si
avv: Questo lavoro l’ha preso o no, Bianchini?
Giglio: Io c’ho lavorato in quel lavoro con un’altra azienda. Ricordo che Bianchini ebbe una interdittiva. Bianchini faceva anche lavori in sub appalto, anche insieme con Baraldi.
avv: Quindi Bianchini questo lavoro l’ha preso?
Giglio: Non ricordo se l’ha preso o lo stava prendendo. Io so che sono andati sul cantiere con Bolognino per una presa visione.
avv: Bolognino e Diletto hanno lavorato per questo cantiere?
Giglio: Penso di no
avv: Mi riservo di depositare una serie di documentazione da cui emerge che carpentieri, ferro e altro materiali sono arrivati da altre società rispetto a quelle di Bolognino e Diletto. Dunque, dato che Bianchini non ha fatto questo lavoro con Bolognino e Diletto, andiamo al tema della Salerno-Reggio Calabria. Nel suo interrogatorio del 16 febbraio 2016 dice che Bianchini l’avrebbe contattata per la Salerno Reggio Calabria, conferma?
Giglio: Mi aveva offerto qualche chilometro sulla Salerno Reggio Calabria.
avv: Lei dice che Bianchini aveva avuto questo appalto. Da chi lo aveva ottenuto questo lavoro? Me lo sa dire?
Giglio: Non me lo ricordo.
avv: Quale tratto di autostrada era?
Giglio: Era più verso Salerno che verso Reggio Calabria.
avv: Bianchini l’ha fatto questo lavoro?
Giglio: Io mi sono disinteressato a questo lavoro. Io mi sono tirato indietro quindi non so cosa ha fatto dopo
avv: Bianchini cosa le aveva proposto?
Giglio: Il trasposto su gomma.
avv: Bianchini se non lavorava con lei non lavorava con nessun’altra ditta che lavorasse su trasporto su gomma?
Giglio: Certo che si
avv: Le dico, signor Giglio, che Bianchini non ha mai effettuato nessun appalto sulla Salerno Reggio Calabria. Parliamo ora dei lavori in Albania. Che lavoro era?
Giglio: Era un appalto di diversi milioni di euro.
avv: Le chiedo, secondo la sua ricostruzione, a Bianchini sarebbe stata affidata una parte importante dei lavori, giusto?
Giglio: Se il lavoro fosse andato in porto, Bianchini sarebbe subentrato.
avv: Alcuni suoi soci hanno fatto un sopralluogo tecnico in Albania, Bianchini c’è andato?
Giglio: No
avv: La parte di Bianchini non era secondaria in base a ciò che dice lei. Un sopralluogo tecnico sarebbe stato necessario, no?
Giglio: No, Bianchini doveva mettere le macchine per fare il lavoro. Il problema principale era nostro. Bianchini doveva fare il lavoro per la Italcantieri, non con la Italcantieri.
avv: E’ stato fatto il lavoro in Albania?
Giglio: No

 

CONTROESAME AVVOCATO BONFANTE, anch’egli difensore della famiglia Bianchini.

Avv: Le chiedo, tornando al capo 53, vicenda Soda. Vi era già capitato di presentare Bolognino a terzi per un recupero credito?
Giglio: No, perché sono situazioni che non ho usato per recuperare i miei crediti.
avv: Questa è stata la prima volta che le è capitata?
Giglio: E’ successo di presentare Bolognino a altre persone per dei lavori. E poi in un secondo momento Bolognino ha fatto dei recuperi. Ma la mia presentazione non era per il recupero credito. L’unica volta che l’ho fatto è stato con Bianchini.
avv: A livello di lavori veri, di cosa si occupava Bolognino?
Giglio: Ha fatto sempre edilizia, ha creato società con altri soci di Montecchio.
avv: Quindi aveva competenze in materia di edilizia, giusto?
Giglio: Ce l’aveva perché il fratello Sergio era diplomato come geometra.
avv: Lei dice che dopo la presentazione di Bolognino a Bianchini, Bianchini affida lavori a Bolognino, giusto?
Giglio: Si
avv: Lei sa questi lavori che sviluppi hanno avuto e se Bolognino avesse dei guadagni o vantaggi?
Giglio: Ricordo che i rapporti non sono andati avanti tanto perché Bianchini per colpa di Bolognino aveva avuto l’interdittiva.
avv:  Bolognino, parlando con lei, è capitato che le dicesse che gli affari con Bianchini stavano andando bene?
Giglio: All’epoca ricordo che mi ha detto che stava guadagnando bene, non si siamo entrati nei particolari.
avv: Serio Luigi chi è?
Giglio: Un mio geometra.
avv: Dove abita?
Giglio: A Viadana
avv: Originario di?
Giglio: Isola Capo Rizzuto
avv: Bianchini aveva rapporti con Serio?
Giglio: Hanno parlato di alcuni lavori
avv: Nel 2011-2012 è possibile che in quegli anni voi avete fatto un preventivo, attraverso Serio, a Bianchini per un lavoro?
Giglio: Può darsi, può essere.
avv: Riguardo al cimitero di Finale Emilia, le risultano?
Giglio: Non me lo ricordo.
avv: Serio andava spesso in Calabria?
Giglio: Solo quando c’erano le ferie, periodo di Natale, agosto, come facciamo tutti.

NDR: l'udienza termina per la pausa pranzo

 

Riprende l'udienza dopo la pausa

 

CONTROESAME dall’AVVOCATO PISANELLO in difesa di BOLOGNINO MICHELE

Avv: Pisanello: Lei conosceva la proprietà dei muri del bar?

Giglio: No. Conoscevo quelli che avevano la gestione, era di un amico di Loris, quello che aveva il night club, fra l’altro aveva un processo.

Avv: Chi fece la trattativa per la gestione del bar?

Giglio: Quando Bolognino mi ha portato al bar per la prima volta, mi ha detto “questo bar l’ho preso ai miei figli”. Chi ha fatto la trattativa non lo so

Avv: quindi non sa se i figli di Bolognino hanno fatto la trattativa?

Giglio: No

Avv: questa attività era redditizia?

Giglio: Mi aggiornava Bolognino, l’attività andava bene, i figli facevano delle serate, musica dal vivo, e stavano lavorando.

avv: vivevano di questa attività?

Giglio: Bolognino aveva preso l’attività per permettere ai figli di mantenersi

Avv: sa se i figli hanno dato dei soldi a Bolognino?

Giglio: Non lo so

Avv: c’era da pagare un canone?

Giglio: Un canone mensile

Avv: riuscivano a pagarlo i figli di Bolognino?

Giglio: Non ne abbiamo mai parlato

Avv: le contesto che lei il 16 novembre disse: “Michele si lamentava del fatto che non riuscivano a pagare il canone con le entrate del bar”

Giglio: Questo prima di chiuderlo.

Avv: quindi dopo che cosa è successo? C’è stato un periodo che andava bene?

Giglio: Dopo il figlio ha trovato una ragazza e aveva abbandonato un po’ l’attività e le cose hanno cominciato ad andare male. L’attività è durata circa 9 mesi, un annetto.

 

Avv: parliamo del ristorante Millefiori negli anni 2008/2009 proprietà dei Vertinelli. Lei dovrebbe dirmi chi ha cominciato a lavorare nel ristorante fra i vari soggetti:  Eva e Francesco Bolognino? Chi lavorava concretamente nel ristorante?

http://www.dire.it/03-09-2015/16399-bar-e-pasticcerie-in-centro-cosi-la-ndrangheta-lavorava-in-romagna/

 

Giglio: Se non ricordo male la ragazza, Eva, che è diventata la moglie di Francesco Bolognino. Era al bar, prendeva le ordinazioni, serviva a tavola, era anche alla cassa.

Avv: Eva prima di lavorare al ristorante lavorava al bar dei Vertinelli?

Giglio: quando andavo al ristorante l’ho incontrata la’, prima non ricordo, al bar ci sarò stato una volta o due

Avv: quando è stato in quel bar?

Giglio: quel bar ha cambiato diversi gestori, da quando lo aveva Palmo Vertinelli, poi è passato a Bolognino Michele, poi a delle ragazze di Pagliarelle, poi non ricordo, forse è stato chiuso

Avv: mah, magari il discorso del bar lo affontiamo più tardi, finiamo il discorso del ristorante. A un certo punto arriva a lavorare anche Francesco Bolognino

Giglio: per quello che so io entra in società con Vertinelli

Avv: entra subito in società con Vertinelli?

Giglio: prima diventa dipendente e poi socio

Avv: esatto, prima ha detto che lavora come cuoco

Giglio: a Vertinelli serviva un cuoco. Bolognino Michele, lavorando già con Vertinelli per i lavori edili ha parlato del fratello parlandone bene. Lui ha detto “portalo che lo proviamo”.

Avv: mentre faceva il cuoco era già in relazione con Eva o ancora no?

Giglio: non ricordo, diciamo che è successo tutto in quegli anni fra il 2008 e penso si siano sposati nel 2009 non ricordo bene.

Avv: Francesco fa il cuoco, poi diventa socio, mi spiega come mai?

Giglio: per quello che ricordo Vertinelli cercava qualcuno che gestiva la proprietà coinvolgendolo nella società così avrebbe potuto svincolarsi un attimino

Avv: in che senso svincolare?

Giglio: prima che Francesco entrasse come cuoco aveva trovato una famiglia di Le Castelle e l’aveva coinvolta nella gestione, questi dopo qualche mese hanno trovato un ristorante a Montecchio e se lo sono gestiti da soli. Era un lavoro che lo impiegava tantissimo, non riusciva a gestirlo, cercava di coinvolgere qualcuno a gestire insieme a lui il locale. Per essere più libero

Avv: poi racconta che c’è un episodio che raffredda i rapporti fra Vertinelli e Bolognino Francesco

Giglio: mentre era li che lavorava Franco Bolognino fu arrestato al ristorante e quindi Vertinelli riprende in mano il locale al 100%

Avv: e si ritrova senza il cuoco

Giglio: e la gestione al 100%

Avv: Francesco Bolognino l’ha conosciuto?

Giglio: sì certo

Avv: prima o dopo Michele?

Giglio: prima Michele e poi gli altri parenti

Avv: l’ha conosciuto in relazione al bar, al ristorante o in altra occasione?

Giglio: nel ristorante e poi ci incontravamo al Gatto Azzurro il night club

Avv: in relazione al periodo in cui ha gestito il ristorante, c’entrava qualcosa Michele Bolognino in quella gestione?

Giglio: per quello che so io no, era un’attività che Michele in quel momento aveva fatto prendere al fratello per sistemarlo

Avv: Michele aveva una sua attività lavorativa?

Giglio: di edilizia, lavorava già con i Vertinelli

Avv: Eva e Francesco non hanno mai dato soldo a Michele Bolognino?

Giglio: no

Avv: in merito al bar, ci troviamo nel 2007, precedente al ristorante, in quel periodo non frequentava il bar di Montecchio?

Giglio:  non l’ho mai frequentato, ci sarò stato due/tre volte in tutto

Avv: nel 2007/2008 chi c’era dietro il bancone?

Giglio: c’era una certa Simona, amica di Bolognino

Avv: nel 2007 c’era Eva?

Giglio: sì in una occasione c’era Cristina, Eva, ma in quel periodo era di Vertinelli

Avv: poi Francesco era entrato anche nel bar?

Giglio: no mi sembra che Francesco, non ricordo di averne mai parlato

Avv: non lo associa al bar di Montecchio?

Giglio:  non le so dire

Avv: parliamo del famoso bar di Riccione, volevo sapere se fu Marzano Stefano a proporre a Bolognino Michele la gestione del locale

Giglio: ancora non era di proprietà di Stefano, dovevano acquistarlo quando lo propose a Bolognino, hanno comprato il bar al 50% le quote non erano intestate a Bolognino. Ci sono stato al bar, invitato da Michele. Gli accordi che avevano con Stefano non lo so

Avv: non sa se era un progetto che Bolognino acquistasse il 50% delle quote?

Giglio: Bolognino l’ha acquistato per tanti mesi ne parlavamo: “nel periodo estivo il locale va,  in inverno si abbassa”. Poi Michele ha rilevato le quote di Stefano.

Avv: non sa se dopo un periodo di monitoraggio Bolognino avesse lasciato l’attività?

Giglio: ha acquistato l’altro 50% e poi l’ha ceduto al fratello Francesco Bolognino, insieme alla moglie. Al 100%

Avv: questo lo vedremo perché a noi non risulta. Sa chi è Poggioli Simone?

Giglio: so chi è. Se vuole le dico perché gli ha dato il bar al fratello. Dopo aver acquisito le quote, Bolognino ha allontanato Francesco dall’Emilia e l’ha mandato in Romagna

CARUSO: non ci tenga in sospeso qual è il motivo?

Giglio: frequentando il locale il night, aveva perso la testa per una rumena che conoscevo. Francesco si stava lasciando con la moglie. E’ intervenuto Michele dandogli il bar e allontanandolo da Parma. Per questo gli ha dato il bar. Francesco ha venduto il bar senza dare un centesimo a Michele che gliel’aveva ceduto.

Avv: sa quanto è durata la presunta gestione di Michele Bolognino?

Giglio: quando ha avuto le quote al 100%, non parlo di quote intestate, parlo di aver le quote, essere proprietario. La licenza e la società può essere intestata a chiunque

Avv: a chi erano intestate le quote?

Giglio: a una terza persona ma non so a chi, non l’ho mai chiesto, altrimenti Michele me lo avrebbe detto.

Avv: conosceva la persona?

Caruso: ha detto che non sapeva

Avv: perfetto.  Michele Bolognino ha messo dei capitali nel bar?

Giglio: ha messo dei capitali, il suo 50% gli era costato oltre 100.000 euro, ha dato una tranche di anticipo non so quanto, la restante parte avrebbe avuto 6/7 mesi di tempo per pagare

 

Avv:  parliamo del  GATTO AZZURRO, dove si trova?

Giglio: sulla tangenziale di Parma, andando verso Langhirano, verso il centro.  Si trova attaccata alla costruzione che ha costruito Diletto sotto il nome del nipote Francesco Spagnolo

Avv: quando è stato chiuso il night?

Giglio: 2012 non ricordo esattamente

Avv: per gestire il night Bolognino avrebbe dovuto andare di notte, è corretto?

Giglio: Michele non gestiva, lì c’erano già le figure per gestire il locale, Michele andava la sera sul tardi verso le 23/24 e andava via  alla mattina quando chiudeva per le 3, 4 del mattino. A volte andavo anche io con me, c’era anche Giuseppe Vertinelli

Avv: lo frequentavate tutti quanti?

Giglio: non so cosa vuol dire tutti quanti. Io e Pino Vertinelli e c’era Michele Bolognino e Andrea Richichi

 

Avv: in merito al DUPLEX, lei ha parlato di questa discoteca in che periodo la collochiamo?

Giglio: potremmo essere nel 2013 o fine 2012

Avv: ricorda che Bolognino Michele doveva fare una ristrutturazione insieme a Loris Tonelli?

Giglio: doveva ristrutturare sia il locale di Baganzola, un altro night club, e sia la discoteca che ha preso insieme con Tonelli

Avv: ricorda se Michele aveva il denaro per comprare semplicemente il materiale per ristrutturare la discoteca?

Giglio: non so cosa voglia dire

Avv: ricorda che Bolognino per ristrutturare doveva comprare della pittura e chiese a lei la garanzia?

Giglio: gli serviva un fornitore che gli facesse credito che avrebbe pagato a fine mese

Avv: chi era il fornitore? Era Gualtieri vicino al suo capannone?

Giglio: sì e anche da Lanzani srl a Montecchio

Avv: la ristrutturazione in che periodo la collochiamo?

Giglio: non ricordo, ci sono le quote

Avv: cercheremo nelle intercettazioni… troveremo altri elementi. Il “Duplex” c’era stato anche il “Free” in precedenza?

http://www.parmatoday.it/cronaca/aemilia-loris-tonelli-prestanome-ndrangheta-free-duplex.html

 

Giglio: sì avvocato

Avv: ricorda inizialmente cosa faceva Bolognino nelle discoteche, il buttafuori?

Giglio: inizialmente anche al Gatto Azzurro… prima era come cliente poi conoscendo Loris, era come un mezzo buttafuori

Avv: per la sua stazza, per la sua prestanza fisica?

Giglio: non solo

CARUSO: specifichi

Giglio: perché non aveva paura di affrontare qualsiasi tipo di situazione

CARUSO: spendeva la sua appartenenza?

Avv: è una domanda suggestiva!

Giglio: questo l’ho già detto negli altri interrogatori, diciamo che sì…. Dell’associazione Megna di Papanice

Avv: ha avuto delle quote della discoteca Habana, ha qualche riscontro?

Giglio: riscontro… più di quello che mi diceva Michele,… parlando con Diletto che aveva gestito le quote non formali, che aveva ceduto le quote al Bolognino, mi fu confermato dallo stesso Michele, aveva preso un ufficio attaccato all’Habana, per un noleggio di autovetture. Mi fece vedere l’ufficio sia per dirmi che aveva assorbito le quote dell’Habana. Fra l’altro sono arrivate un paio di ragazze dopo. Poi… c’è stata la conferma di quello che mi aveva detto…

Avv: Bolognino Michele frequentava l’Habana?

Giglio: qualche volta

Avv: anche Domenico e Catianna Bolognino?

Giglio: Domenico, il figlio di Michele, ha iniziato a frequentare l’Habana, quando aveva il bar

Avv: le risulta che era gestito da Bruno Belli?

Giglio: non so conoscevo, quello che batteva la cassa e quello che faceva il buttafuori

http://parma.repubblica.it/cronaca/2010/04/30/news/escort_per_i_festini_di_bormioli_a_processo_i_presunti_sfruttatori-3728027/

 

Avv: passiamo al “CENACOLO DEL PESCATORE”, di Macrì Francesco. Chi era?

http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2016/08/12/news/aemilia-fallita-l-azienda-di-francesco-macri-1.13957138

 

Giglio: Dal primo giorno che è entrato Loris nella gestione del ristorante, non lo conoscevo, mi sono ritrovato questo Macrì, andando a mangiare.

Avv: l’ha trovato al ristorante?

Giglio: L’ho conosciuto la’

Avv: qual’era il rapporto fra Loris Tonelli e Macrì Francesco?

Giglio: francamente non l’ho mai saputo e non sono mai stato lì a chiederlo, non so neanche come l’abbia conosciuto

Avv: le contesto che il 10 marzo 2016 riconobbe Macrì Francesco e disse “è quello che aveva il ristorante di Vertinelli e doveva prendere il ristorante con Loris, poi Loris si ritirò e lo prese lui”

Giglio: forse non ci siamo spiegati, stiamo dicendo la stessa cosa. Io ho detto che Loris doveva prendere il ristorante con Macrì ma ne sono venuto a conoscenza quando hanno fatto gli accordi. E’ entrato con Loris, per un certo periodo c’è stata la moglie, poi è uscito.

Avv: esatto, le quote le ha cedute al Macrì?

Giglio: Non lo so

Avv: quando è uscito Tonelli è entrato Bolognino Michele?

Giglio: Dopo Loris è entrato Michele. Avevano un accordo fra loro cosa che ho saputo dopo.

Avv:  di questo accordo fra Loris e Bolognino, i Vertinelli, Palmo e Giuseppe ne sapevano qualcosa?

Giglio: Inizialmente no

Avv: sono venuti a saperlo dopo?

Giglio: Sì

Avv: in un passaggio parla di un inganno dei Vertinelli da parte di Loris?

Giglio: quando Vertinelli Giuseppe ha offerto il locale a Loris, voleva la figura di Loris perché sapeva che era in grado di gestire, fra l’altro aveva un altro locale, a Sant’Ilario, era già nei locali di questo tipo, ristorazioni/night/discoteche. Quando è venuto a saperlo.. E’ uscito dopo la cosa, non in quel momento

Avv: lei aveva spiegato che Vertinelli non gliel’avrebbe dato volentieri a Bolognino il ristorante per dei rapporti pregressi non andati bene

Giglio: esattamente. La Moschetta. Michele lavorava ancora con Vertinelli, arrivati alla fine del mese chiudono la contabilità. Bolognino porta la fattura in banca se la fa anticipare, ma la banca dice “te la anticipo se c’è cessione di credito”. Manda la lettera a Vertinelli, Vertinelli non la voleva firmare. Bolognino… sa com’è… riesce a convincerlo e Vertinelli firma la fattura. Al momento della scadenza, invece che dare il bonifico, Bolognino porta su un’altra banca… così Vertinelli paga due volte la fattura. 40/50.000 euro.

Avv: lei ha affermato che nel ristorante è socio anche Grande Aracri Nicolino, ci può dire in quale occasione apprese la notizia?

Giglio: direttamente da Bolognino Michele e in un paio di occasioni, in mia presenza, Grande Aracri chiese come andava il ristorante

Avv: può collocare nel tempo l’episodio in cui parlò del ristorante con Grande Aracri Nicolino?

Giglio: nell’ultimo incontro che abbiamo avuto, quando abbiamo chiuso il discorso delle mattonelle

Avv: quando?

Giglio: 2012

Avv: quando?

Giglio: non lo ricordo, circa metà 2012

Avv: maggio/giugno

Giglio: ho già risposto eravamo a metà, non glielo so dire.

Avv: in passato fu più preciso e disse “non ricordo se era maggio o giugno…” Lei cosa dice ora?

Giglio: se le dico maggio era il quinto mese se le dico giugno era il sesto, quindi siamo a metà, mi scusi! Ricordo vagamente che siamo andati da Grande Aracri Nicolino dopo l’acquisto delle mattonelle, siamo ad agosto/settembre, non ricordo.

Avv: le contesto che quando ha parlato dell’acquisto delle mattonelle ha detto che era maggio o giugno 2012

PM Ronchi: a un certo punto parla anche di novembre 2012, se fa una contestazione su un periodo specifico deve parlare di tutti gli interrogatori essendosi svolti fino a luglio.

Giglio: posso dire? Ho ricordato. Francamente abbiamo iniziato il ritiro delle mattonelle dopo agosto. Da Grande Aracri… man mano ho focalizzato, ci siamo andati dopo aver ritirato le mattonelle, ritirate, portate nei vari punti di scarico e da lì siamo partiti per il sud. Sarà stato ottobre/novembre.

 

IL COLLABORATORE GIUSEPPE GIGLIO CHIEDE UNA PAUSA

Caruso: ultima pausa e poi ultima tranche di controesame di oggi.

 

RIPRENDE L’UDIENZA

Avv Pisanello: torniamo al primo incontro che ha avuto con Nicolino Grande Aracri nel 2012, aveva detto i primi mesi dell’anno, ricorda qualcosa in più?

PM Ronchi: il primo incontro l’ha collocato nel 2011

Avv: con Bolognino e Grande Aracri Nicolino

CARUSO: cosa deve dire in più?

Avv: può essere il 7 febbraio 2012?

PM Ronchi: ha detto che hanno preso il volo… sarà cura di chi deve fare i riscontri trovare la data compatibile

Avv: ricorda che ricevette una telefonata da Bolognino Sergio e gli passò Michele?

Giglio: se mi da qualche particolare in più… stiamo parlando di 5 anni fa

Avv: esatto!

CARUSO: dove ha trovato questi dati?

Avv: dall’informativa dei carabinieri di Modena

CARUSO: se gli da qualche dato in più

Avv: era partito all’alba?

Giglio: non lo so

Avv: c’è una telefonata del 7 febbraio 2012 dove Bolognino Sergio chiama il suo numero e poi parla con Bolognino Michele, ricorda di aver passato il telefono perché aveva telefonato Sergio e quindi lo può collocare all’incontro a Cutro con Grande Aracri Nicoino?

CARUSO: se abbiamo questo dato oggettivo, non c’è discussione, se non ricorda il dato, è quello. Può dire che c’è questa intercettazione e basta. Abbiamo un dato oggettivo che nessuno contesta.

Giglio: la data è certa ci sono i voli

Avv: aveva dichiarato che Bolognino, che i canoni di locazione del Cenacolo non venivano pagati, ha riferito questa circostanza?

Giglio: erano in ritardo con i canoni nell’ultimo periodo, non so quanti canoni. So che Bolognino prima di lasciare il ristorante aveva detto a Macrì di fare un assegno a Vertinelli Palmo di 5.000 euro …

Avv: Macrì fece l’assegno?

Giglio: l’ha portato, ma era datato e non so se è stato pagato

 

Avv: lei ha parlato del ristorante “ARIETE”, chi aveva finanziato l’acquisto del ristorante Ariete?

Giglio: è un bar/pizzeria/ristorante di Diletto Alfonso che ha ceduto al Bolognino, la cifra non gliela so dire

Avv: chi aveva pagato la cifra che Diletto aveva chiesto per gestione delle quote?

Giglio: le quote erano intestate a una terza persona, ha assorbito la gestione senza il passaggio di quote

Avv: si chiamava, era un egiziano, Abdelga Wad Ibrahim Ahmed

http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2015/07/26/news/revocato-l-arresto-a-abdelgawad-1.11842109

 

Giglio: sì

Avv: chi aveva fatto la trattativa?

Giglio: Bolognino con Diletto, avevano diversi affari fra di loro.. nello stesso periodo gli ha ceduto l’”Ariete” e subito dopo anche l’”Habana”.

Avv: quando Bolognino le presentò l’egiziano, cosa le disse di questa persona?

Giglio: che era una persona che stava bene, ma non l’ho mai appurato, aveva le quote intestate ed era sempre lì, perché da quando aveva conosciuto Bolognino erano entrati in simpatia, erano sempre insieme.

Avv: la gestione è stata pagata da questo egiziano?

Giglio: il locale non era dell’egiziano, lui era solo l’intestatario. I soldi non li ha messi sicuramente l’egiziano, altrimenti avrebbe tenuto la proprietà.

Avv: l’egiziano non ha messo i soldi per l’acquisto della gestione del locale?

Giglio: da pagare a Diletto?

Avv: sì

Giglio: i soldi li ha messo Bolognino. Che c’entra l’egiziano…

Avv: ah,  i soldi li ha messi Bolognino, ho capito. In questo ristorante ci lavoravano i figli di Michele Bolognino?

Giglio: quando ci sono andato io ho trovato sia Domenico che gestiva la cucina, sia Catianna che gestiva il bar

Avv: facevano tardi la sera?

Giglio: fino a tardi

Avv: lei ha detto che Diletto avrebbe ceduto sia l’Habana che l’Ariete perché si voleva spogliare della proprietà perché aveva scoperto della microspia. Questo vuol dire che Bolognino considerava Diletto estraneo al gruppo associativo?

Giglio: allora non mi sono spiegato bene, Diletto aveva intenzione di spostarsi nella zona di Massa Carrara e non riusciva più a gestire queste proprietà.

Avv: Diletto non aveva paura della confisca?

Giglio: Diletto ha detto che voleva allontanarsi per un periodo visto le indagini in corso e non voleva frequentare le persone appartenenti al sodalizio.

Avv: va bene.

 

Avv: Bolognino lavorava con “LA MOSCHETTA”, ricorda perché venne chiusa?

Giglio: si è indebitata a tal punto da portarla al fallimento.

Avv: “La Moschetta” aveva dell’attrezzatura?

Giglio: poteva avere dei mezzi, non ho l’elenco

Avv: magari ha visto passando

Giglio: so che era attrezzato , ricordo il quattro assi…

Avv: materiale edilizio, ponteggi?

Giglio: diversi ponteggi

Avv: poi La Moschetta viene chiusa. Successivamente vedremo Bolognino operare con la CT srl. Quando Bolognino lavora per Prospero Mauro, con quale società lavora?

Giglio: non gliel’ho mai chiesto

Avv: i lavori che fece per Prospero Mauro nel villaggio turistico, in che periodo li fece?

Giglio: non me lo ricordo se era 2011 o 2012, non ricordo so che era periodo invernale, di questo sono sicuro.

Avv: i lavori erano lavori veri, reali?

Giglio: sì era la realizzazione di alcuni bungalow e ristrutturazioni, i preventivi erano gonfiati perché Prospero non è titolare unico della società, c’è anche la sorella e il nipote. Lui gestisce la società e ha dato dei prezzi maggiorati per avere il ritorno e poterci guadagnare.

Avv: questa informazione da dove…

Giglio: conosco Prospero, sono quindici anni che lo conosco dal 1998, andavamo a cena nei locali. Mi metteva a conoscenza. C’era una certa amicizia.

Avv: per quanto riguarda questa richiesta che Prospero fece a Bolognino, la richiesta del recupero, perché non la fece a lei?

Giglio: non ne avevamo mai parlato, lui cercava di recuperare i soldi, tramite Muto Antonio, il cugino di Muto Salvatore.

Avv: quando Bolognino si trovò di fronte al no di Ernesto Grande Aracri portò avanti il recupero?

Giglio: No perché era entrato in carcere Nicolino e davanti al no di Ernesto si è dovuto fermare

Avv: lei ha parlato di Bolognino dicendo che faceva affari con dei pagherò, nel senso che non aveva una lira, lo conferma?

Giglio: non ho detto che non aveva una lira, ma che non navigava nell’oro. Andava avanti così. Ha quasi sempre onorato i suoi debiti, tranne con la Moschetta.

Avv: contesto, lei disse che Bolognino non aveva un centesimo, che andava avanti con un “pagherò”

Giglio: i “pagherò” non esistono, avrebbe pagato successivamente, ma andare a spendere dei soldi per le cambiali…

Avv: lei sta dicendo che ha detto una cavolata?

Giglio: non è una cavolata, “pagherò” significa un pagamento che farò

Avv: perché in questo momento non ho i soldi?

Giglio: esattamente

Avv: lei conferma che non avesse un centesimo da investire, lo conferma?

Giglio: non è che non aveva un centesimo, si muoveva nel piccolo nelle disponibilità di 10/20/30.000 euro

Avv: c’era distinzione fra Bolognino e altre persone… lei non si è mai appoggiato a Michele per la sua liquidità?

Giglio: no, no. In una occasione quando ha mandato il bonifico Bianchini, ho trattenuto una parte della cifra.

Avv: a parte quell’episodio non le ha mai prestato nulla?

Giglio: sì

Avv: Bolognino le chiedeva di farlo lavorare?

Giglio: mi ha chiesto sempre del lavoro, sia se lo avevo io o se conoscevo qualcuno

Avv: Bolognino preferiva lavorare, non faceva false fatture?

Giglio: non era nel giro delle false fatturazioni, tranne l’episodio successo con Bianchini

Avv: Bolognino non ha forza economica, quando parla di dividere gli utili con altri soggetti esclude che Bolognino abbia mai preso utili nelle operazioni di falsa fatturazione o di usura di cui lei ha parlato?

Giglio: per quello che riguarda le false fatturazioni che facevo io, no

Avv: ha parlato del fatto che aveva fatto affari con Falbo Francesco e aveva detto che divideva gli utili: una parte a Falbo, una parte a me, una parte alla ‘ndrangheta, lo ricorda?

Giglio: di che operazioni sta parlando?

Avv: periodo 2005 quando diventa socio con Falbo

Giglio: parla dei materiali per la costruzione di Sorbolo?

Avv: esatto

Giglio: siamo nel 2007/2008 attenzione

Avv: comunque ha detto questa frase?

Giglio: c’è un proseguirsi che poi ho già raccontato nell’interrogatorio del PM

Avv: lei è stato socio di Nicolino Grande Aracri nel 2005 quando con Falbo ha messo in garanzia dei titoli rientrati dalla Germania, per l’acquisto all’asta di un capannone?

Giglio: siamo a 5 anni dopo

Avv: ripercorrevo di quando parlava degli utili di ‘ndrangheta

Giglio: nel 2009 quando abbiamo acquistato il capannone

Avv: con la Tanya Costruzioni… siamo nel 2009?

Giglio: nel 2004/2005 la Tanya Costruzioni non esisteva proprio. E’ nata nel 2008/2009

Avv: perfetto siamo nel 2008/2009 è corretto dire che con la Tanya Costruzioni è socio di Grande Aracri Nicolino?

PM: non ha mai detto che era socio Grande Aracri Nicolino

Avv: allora le contesto..

CARUSO: ma cosa significa contestare. Lei la contestazione la fa a priori!

Avv: allora mi spieghi meglio….

CARUSO: io non le posso spiegare

Avv: Mi può spiegare dell’acquisto del capannone?

Giglio: Ho fatto rientrare dei capitali attraverso un broker di Verona, soldi i cui contanti sono andati all’estero e sono rientrati quando c’è stato il condono. Acquistati dei titoli.

Avv: i soldi da dove provenivano?

Giglio: da quello che disse il Falbo, gli erano arrivati da giù, da Grande Aracri Nicolino

Avv: di che quantità parliamo?

Giglio: 500.000 euro, con lo scudo fiscale ha fatto di più… per un milioni di affidamento

Avv: quando Falbo le disse da dove venivano i soldi cosa rispose?

Giglio: la persona gliel’avrei fatta conoscere lo stesso, ormai ero in società con Falbo e vista l’operazione di Sorbolo com’era… mi sarei offerto lo stesso

Avv: l’affare Sorbolo, è in contemporanea con il capannone?

Giglio: qualche anno prima

Avv: il denaro che era stato messo in nero da Falbo, i 750.000 euro venivano da Nicolino Grande Aracri?

Giglio: sì

Avv: la quota di Nicolino qual’era?

Giglio: tutti i 750.00 euro

Avv: quindi ci fu il problema che quando entraste in società con Vetere dovevate restituire la quota a Nicolino?

Giglio: ho spiegato più volte che ho dovuto pagare… che Vetere era già in società che non ha pagato nulla… Gli assegni sono stati consegnati a Falbo.

Avv: che poi erano scoperti e Villirillo li avrebbe dati in contanti?

Giglio: per una parte, perché sono stati compensati

Avv: i contanti che aveva dato Villirillo da dove provenivano?

Giglio: da Villirillo, in quel momento stava operando con Cappa, provenivano da soldi che sono stati raccolti e non consegnati a Nicolino

Avv: erano soldi di Nicolino?

Giglio: sì

Avv: Vilirillo consegna denaro contante a Falbo che lui doveva dare a Grande Aracri che però aveva messo in nero. A lui dovevano restituire i soldi. C’è qualcosa di non chiaro

Giglio: io l’ho spiegato abbastanza chiaro, se vuole glielo rispiego

CARUSO: Lo rispieghi

Giglio: dopo che Grande Aracri ha allontanato Villirillo, Villirillo era già in società con Cappa a insaputa di Nicolino Grande Aracri. Villirillo non si ha mai mostrato di essere entrato nelle operazioni. Le figure erano Pallone e Cappa, Villirillo non ha mai figurato.

Avv: mi interessa sapere se Villirillo aveva dato a Cappa e Pallone i soldi di Nicolino

Giglio: ha dato assegni risultati scoperti

Avv: praticamente Grande Aracri diventava socio di se stesso due volte

Giglio: Cappa e Pallone non sono soci di Grande Aracri, attenzione

Avv: va bene mi accontento della domanda

CARUSO: della risposta!

Avv: della risposta, sì…

 

AVV: lei aveva proposto una società a Cortese?

Giglio: mi chiese cosa potevamo fare e gli dissi che potevamo investire sull’edilizia. Ho contro riposto a quello che mi aveva chiesto, “sì possiamo fare qualcosa”, ma investendo dei capitali. Lui si mise a ridere dicendo che guadagnava di più con la droga.

Avv: Cortese rifiutò la sua proposta?

Giglio: sì

 

avv: questi milioni di affidamenti bancari che aveva erano alimentati dalla falsa fatturazione?

Giglio: la Giglio srl era patrimonizzata, a livello patrimoniale era abbastanza

CARUSO: non ha risposto

Giglio: la Giglio srl non faceva parte del giro di false fatturazioni

Avv: quando le hanno sequestrato i suoi beni, aveva più di 400 appartamenti?

Giglio: a me non risulta

Avv: possiamo dire che il suo patrimonio ammonta a 10 milioni di euro?

Giglio: possiamo dire anche 50…

 

Avv: in tutto questo Bolognino Michele non aveva un centesimo?

CARUSO: ha detto che non aveva ingenti capitali

Avv: lei ha detto che Bolognino preferiva lavorare?

Giglio: veniva a chiedere, preferiva chiedere lavoro, piuttosto che altri lavori illeciti

Avv: com’era il rapporto di Bolognino con i cutresi?

CARUSO: cosa vuol dire, che domanda è, faccia una domanda precisa

Avv: è capitato che cercaste dei locali per uscire insieme, dei night?

Giglio: è capitato

Avv: se incontravate macchine di cutresi entravate?

Giglio: Bolognino preferiva non venire, cercava di andarsene

Avv: ha preso le sue difese, spesso?

CARUSO: ma che vuol dire? Dove, come quando?

Avv: va bene indicherò le circostanze… passiamo all’affare delle mattonelle… sono le 18.15

CARUSO: ma quanto ne ha ancora?

Avv: tanto, ha parlato cinque giorni Bolognino… Ho tanti capi di imputazione

CARUSO: lei deve farli sui capi di imputazione di Bolognino, mi pare che tante domande fatte oggi erano del tutto irrilevanti. Se deve andare avanti a questo punto…. Arriviamo alle 18.30

 

Avv: in relazione alle fatture del famoso cinese (capo 94). Bolognino sapeva dell’azione di Turrà e Valerio nei suoi confronti?

Giglio: no, gliel’ho spiegato io

Avv: come mai l’ha spiegata?

CARUSO: questo “come mai”…

Avv: so che questo “come mai” non le piace, ricordo benissimo.

 

Avv: chi avvisa Ursini del fatto che Bolognino si è messo in contrasto con Valerio e Turrà?

Giglio: lo stesso Valerio e Turrà avvisarono Ursini

Avv: a quel punto Ursini contatta Bolognino. E Bolognino cerca di negoziare un rientro rispetto alla fattura e le consiglia di vendere un camion. E’ corretto?

Giglio: sì disse di vendere un camion per fare vedere la buona volontà e abbiamo iniziato a rientrare di qualche cosina

Avv: lei dice che dopo del tempo viene chiamato da Grande Aracri per discutere della fattura, questa vendita del camion quando avviene?

Giglio: penso che siamo nell’anno 2011

Avv: l’incontro con Grande Aracri che le chiede il saldo della fattura quando è?

Giglio: 2012, non un anno dopo, 6/7 mesi dopo

Avv: va bene. In quell’incontro c’è stata la trattativa delle mattonelle?

Giglio:no, nell’ultimo incontro

AVV: da chi erano state acquistate?

Giglio: Bolognino Sergio e Michele. La trattativa l’ha fatta Sergio.

CARUSO: non si può sentire questo controesame con tutti questi dettagli irrilevanti!

Avv: l’operazione va ristretta a questi personaggi, Sergio, Michele e Oppido che dovevano dividere le mattonelle?

Giglio: Oppido doveva prendere un premio di 25.000 euro

Avv: comunque è corretto erano questi tre

CARUSO: due più che tre…

 

Avv: ci vogliamo fermare?

CARUSO: se ha finito….

Avv: direi di sì

 

CARUSO: riprendiamo la prossima udienza, cerchi avvocato Pisanello di fare delle domande non fatte di piccoli dettagli irrilevanti

 

CARUSO: Riprendiamo giovedì 1 dicembre. Udienza dedicata interamente al controesame di Giglio. Poi passiamo a mercoledì 7 dicembre (non più martedì 6 dicembre) per la conclusione del controesame e altre domande del collegio. Se non dovessimo riuscire a rispettare questo programma utilizzeremo un’altra udienza.

 

Ore 18.40 termina l’udienza

a cura di: S.N.

RASSEGNA STAMPA

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