giovedì 28 settembre 2017

 

Riporto la trascrizione presa in diretta e pubblicata su Facebook.

WORK IN PROGRESS: provvederò prima possibile a "sbobinare" la trascrizione dell'udienza.

All'interno dell'udienza:

Esame dell’imputato/collaboratore di giustizia Valerio Antonio

 

​Ore 16.15 in aula

Stiamo ascoltando la seconda udienza fiume di Valerio Antonio

 

VALERIO: Palmo Vertinelli si espande, cresce e ha disponibilità.

Talone fa arrivare Palmo a Le Castelle e poi non ha rispettato i patti, cercava di tenersi una parte perché appoggiato dagli isolitani. Gli Arena cercavano di predominare su Vertinelli, forzavano anche Talone, tant’è che Vertinelli fece rimbalzo perché non credeva alla capacità di Grande Aracri.

All’Asta, che riguarda il villaggio turistico, c’erano i Grande Aracri, ma vince Vertinelli davanti ai fratelli di Grande Aracri

CARUSO: partecipano una cordata Vertinelli/Talone ma anche i fratelli di Grande Aracri e si battono a forza di rilanci. Si contendono il bene all’asta aumentando l’offerta. Vertinelli partecipa senza preoccuparsi troppo e si aggiudica il bene con una serie di rialzi?

VALERIO: Sì con riserva… è vero che si combattevano nel fare l’asta, ma Vertinelli si sentiva forte che non credeva, di fronte agli Arena, non credeva potesse… perché il Talone gli rappresentava Arena

CARUSO: è il bene era sul territorio degli Arena, e quindi se ne poteva infischiare di avere i Grande Aracri come oppositori?

VALERIO: All’asta c’erano Francesco, Rosario e Domenico Grande Aracri, i fratelli di Nicolino che era in galera.

Questo è successo poco prima che ci dessero la carica di quartino

Il Vertinelli la prima cosa che gli fa pesare quando andando da Grande Aracri…. Mio fratello va a trovare Grande Aracri Nicolino per avere mie notizie, mio fratello Gaetano, e Grande Aracri Nicolino gli dice dì a tuo suocero Tommaso Vertinelli di ricordarsi i momenti in cui con un giovane Nicolino facevano abigeato. Invece mio fratello è andato da Palmo Vertinelli. L’episodio risale a quando ero latitante fra il maggio 91 all’ottobre 91.

CARUSO: sintetizziamo, gli ricorda un episodio in cui ….

VALERIO: I Vertinelli dovevano mettere a disposizione come base logistica come appoggio perché c’era il 3dita che andava a trovare Raffaele Riillo perché erano consuoceri di conseguenza c’era la conseguenza di prendere Ruggiero, figlio di 3dita.

PM RONCHI: cosa vuol dire prendere?

VALERIO: Vuol dire uccidere, in gergo ‘ndranghetistico

CARUSO: la contestazione è che Palmo Vertinelli non ha dato appoggio logistico in occasione di prendere Ruggiero… era presente davanti a questo rimprovero?

VALERIO: Certo. Questa cosa la riferisco poi… mio fratello mi mette in contrapposizione… non di buon occhio con Grande Aracri Nicolino. Questo si propone di uccidere chi ha ucciso mio padre e mio fratello in tutta risposta… si ricorda la scorsa udienza? Dobbiamo ripartire da lì? Anche gli avvocati devono capirlo

CARUSO: no no no.. a questo punto come prosegue?

VALERIO: Gli mette soggezione, lo mette in posizione di inferiorità e gli fa capire che non c’era bisogno, visto che lui ancora non credeva sentendosi forte dell’appoggio degli Arena, mette ancora sul piatto il fatto che ci sono… all’Isola possiamo usare l’Isola… Nicola gli ha detto non hai capito, qua sono io, sto facendo io, si sono presentati i miei fratelli e rincarava la dose, a maggior ragione sui suoi fratelli e a questo punto Vertinelli nonostante c’erano i suoi parenti pure che sono Truzzo De Luca Pino Sciampio, Valerio, Abramo, Liperoti… la questione gliel’aveva intostata, messa giù dura, qua Arena o non Arena, siccome c’erano i miei fratelli l’operazione era mia. E si fa come dico io. E si è andato avanti così, ma Palmo giocava a fare il traggiro fra gli uni (Arena) e gli altri (Grande Aracri).

Truzzo Blasco e Salvatore Nicosia vanno a sparare al bar dove muore lo scerbo e Franco Arena le cose si rompono ma qua si cominciano a capire che esistono due famiglie Arena, quando si diceva Arena si diceva tutta una razza unica, ponciuta, invece c’erano cicale e chitarra. Per entrare in testa questo ragionamento, pure io non lo capivo…

CARUSO: in conseguenza di questo conflitto….

VALERIO: Non è diretto a solo questo di Le Castelle, le tensioni c’erano già belle cariche

CARUSO: fra Grande Aracri Nicolino e uno dei due gruppi Arena… quale?

VALERIO: In tutta verità ancora non ho capito qual è chitarra e quale cicala, erano dinamiche a me lontani… soprattutto in quel periodo che avevo i neuroni che viaggiavano per i fatti propri… c’è voluto tanto che mi riprendessi, ero lì per quel momento poi mi hanno coinvolto nel modo di fare che era stabilito che Nicolino Grande Aracri doveva fare quei lavori lì. Negli scontri/incontri succede questo, io con Sciampio, lui voleva farmi vedere Nino Greco… si fa una riunione al Corsaro dove c’erano altri soggetti e doveva venire anche Nino Greco, ma non venne… doveva rappresentare San Mauro in forza di Grande Aracri Nicolino anche se eravamo nel territorio di Le Castelle, doveva essere in mano a loro… più volte Palmo gioca sull’asse Isola e Cutro e più volte li fa scontrare, tanto che GAN voleva a un certo punto ammazzare Vertinelli, ma avrebbe mandato a monte tutta l’operazione.

In questo senso cercavano di dare un colpo alla botte e uno al cerchio

PM RONCHI: dopo questi due momenti che ha descritto, questo primo incontro e quello successivo presso il Corsaro, ha poi saputo altro?

VALERIO: Certo, ne ricavo che con Palmo mi fa guadagnare 3milioni di lire al mese finchè non lo arrestano per Scacco Matto.

E’ una linea, poi sull’altra linea c’era… successivo a questo, su una disquisizione fra Blasco e Vertinelli… qua viene ucciso anche Blasco Salvatore e Gaetano Blasco successivamente alla morte del fratello quando ebbero a litigare Pino Vertinelli e Blasco Gaetano, ebbero uno scontro forte e Blasco gli ha fatto pesare il fatto che per Le Castelle gli hanno ammazzato il fratello

PM: lei ci ha raccontato che questa discussione per Le Castelle è stato uno dei motivi che ha portato all’uccisione di Scerbo e di Arena Franco, poi ci dice che la risposta a questi due omicidi?

VALERIO: Non prettamente per questo motivo fu la morte di Blasco Salvatore… per più motivi

PM: è uno dei motivi?

VALERIO: Sì

CARUSO: chi ha ucciso Franco Arena?

VALERIO: Da Salvatore Blasco, Nicoscia Salvatore e come scappotto c’era Vito Martino

CARUSO: saputo da chi?

VALERIO: Da Vito Martino, Salvatore Peta, Blasco Salvatore, nel periodo del 2000 prima di Scacco Matto

CARUSO: su mandato di chi?

VALERIO: Di Nicolino Grande Arari

CARUSO: gli Arena reagiscono e succede l’omicidio di Blasco Salvatore?... chi lo uccide?

VALERIO: Viene ucciso dal gruppo Dragone, ci sono anche delle condanne… dai nipoti di Totò Dragone

CARUSO: perché mette in collegamento l’uccisione di Arena e dell’altro e la morte di Blasco Salvatore?

VALERIO: Perché Salvatore Blasco si fa carico di altri omicidi è un braccio armato, più motivi, era quello che sparava, Ernesto era quello che sparava nel secondo periodo, siamo nel secondo momento di gruppo di fuoco, Salvatore Peta, Blasco Salvatore, Vito Martino, Ernesto Grande Aracri e altri… unitamente a un gruppo di isolitano Nicoscia Trentino (Riillo Domenico e figli) questi erano il gruppo di fuoco del secondo periodo

CARUSO: avevamo inteso male quando abbiamo pensato che l’uccisione di Franco Arena viene compensata come causa/effetto con l’uccisione di Blasco?

VALERIO: Diretto solo per quello no, ma Salvatore poi uccide altre persone e quindi il più pericoloso è lui, non so se sapevano che fu Salvatore a uccide Arena e Scerbo, ma penso di sì, come dato di fatto questo è, il primo che ammazzano quando si esce nel 2003 è proprio Salvatore Blasco

CARUSO: questo omicidio degli Arena è del?

VALERIO: 1999/2000

Palmo è tornato dalla parte dei Grande Aracri Nicolino, Grande Aracri Nicolino gli ha imposto quanti appartamenti dovevano andare uno a Lino Greco, uno a Gaetano Blasco… ognuno voleva la sua parte e poi Vertinelli si diede da fare, scese Totò Oliverio suo cognato a finire gli appartamenti che in parte furono finiti.

PM: è stata fatta una società, Grande Aracri Nicolino ha sborsato dei soldi? Cosa è stato dato e a chi? E’ stato più coinvolto?

VALERIO: A mia conoscenza Grande Aracri Nicolino non ha dato danari

PM: in quel periodo è stato più coinvolto, ha partecipato ad altre riunioni oltre alle due che ha detto

VALERIO: Al momento non ricordo, mi riservo di riferire

PM: ha detto che non ha saputo più niente nel corso dell’interrogatorio

VALERIO: Allora dico quanto riferito nell’interrogatorio

PM: quindi nonne ha saputo più niente

VALERIO: Poi ci furono gli arresti di Scacco Matto

PM: è mai stato più interpellato come parente dei Vertinelli in qualche summit per questa vicenda

VALERIO: No… ci furono altri momenti, hanno litigato ancora, ci furono altre discussioni, ma non ne volli più sapere, perché giù non era di mia competenza… Palmo una bella figura non me l’ha fatta fare, davanti a me ha fatto belle promesse che non ha mantenuto… che vado dietro a uno che non mantiene le cose? Mi ammazzano a me

PM: quando uscite dalla riunione con Grande Aracri Nicolino, Vertinelli cosa fa?

VALERIO: Accetta quello che dice Grande Aracri Nicolino. Palmo non mi dice più nulla e si fida di Salvatore De Luca che era un altro mentalista… poi c’era Abramo Giovanni che era nipote di questo De Luca…

PM: non ha altre informazioni…  di questa riunione con Grande Aracri Nicolino Vertinelli ne ha parlato con Talone e con gli Arena

VALERIO: Non lo ricordo, ci furono attività, ma di preciso non so

CARUSO: alla fine si prese un accordo fra Grande Aracri Nicolino e Vertinelli, i lavori li fece costruì alcune cose, diede gli appartamenti… se Grande Aracri Nicolino imposte qualche linea di condotta a Vertinelli?

VALERIO: Ci sono degli appartamenti di Grande Aracri Nicolino… a Le Castella, andavano dati a Lino a questi… sono stati dati, sono certi, a chi vanno intestati…

CARUSO: in sostanza gli chiese una parte…

VALERIO: Oltre una parte, gli appartamenti li ha finiti solo perché ha voluto Grande Aracri Nicolino, altrimenti non li finiva, se ancora sono in piedi è perché lo voleva Grande Aracri Nicolino, altrimenti erano tutte macerie da recupero

 

PM: una contestazione rispetto alla domanda di prima, il 5 luglio dice che Palmo esce da lì e corre da Talone e lo porta da Isola.

VALERIO: Anche Talone ci tiene a quel fabbricato perché ce l’ha di fronte al suo albergo, se ci è arrivato ad avere quello con il benestare di Grande Aracri Nicolino… so che ci sono state altre discussioni che non volli mai… non c’era fermezza nel Palmo, veniva soggiogato dal De Luca e dal Pino Sciampo, poi se lo sono messi in mezzo, una volta andava da Talone… gli facevano pesare la parentela…

 

Ore 16.55 pausa di 10 minuti

 

Ore 17.05 riprendiamo

 

PM: in quel periodo Angelo Salvatore Cortese si recava da Grande Aracri Nicolino?

VALERIO: In quel periodo non ci sono mai andato, se lo incontrava non lo so

 

PM: vogliamo tornare alle sue vicende che lo riguardano direttamente, come dire all’attentato che ha subito?

VALERIO: Accade nel 1999 fra il 30 aprile e il 1 maggio

PM: prima o dopo il suo viaggio a Le Castelle con Palmo?

VALERIO: Prima

PM RONCHI: racconti

VALERIO: Il 30 aprile avevo chiuso la contabilità delle mie cose e facevo un giro per vedere cosa succede, nel giro che faccio io avevo il rientro alle 10 precise, vado per via Fratelli Cervi, all’altezza di un Bar… Silvano, mi fermo e incontro Mercadante e scambiamo 4 parole… non c’era nessuno al bar, decisi di rientrare, al rientro arrivo sotto casa di solito parcheggio con la retromarcia nei miei parcheggi che sono lì in via Samoggia 91, in uno ci tenevo il camioncino quello verso il fabbricato lo tenevo per la macchina, stavo rientrando erano le 10-10 circa nel rientro che faccio com’era mio solito vado avanti e dove abito io c’è via Samoggia poi c’è una via privata interna che fa il giro del condominio e si inserisce di nuovo, forma una U. Dall’entrata della parte secondaria, faccio la parte primaria, arrivo… faccio per andare verso la seconda uscita, rifaccio la marcia indietro per parcheggiare di fianco al camioncino, Martino Rosario che abitava a piano terra di solito sfaccendava sempre, davanti al suo box in legno, amava fare un po’ di manutenzione… a questo io arrivo… vado avanti, con i fari da via Samoggia entro dentro illumino verso il camioncino, vado avanti, torno indietro chi c’era dietro il camioncino ha creduto che io avessi visto qualcuno dietro al camioncino puntando con i fari e credeva che io stessi scappando, invece volevo fare una manovra, spunta una sagoma spara e io sento sparare il primo colpo penso che ha preso al braccio ed è andato a finire nel collo, io sgaso e accelero con la macchina tento di buttarla addosso allo sparatore per schiacciarlo contro il muro in verità la macchina parte per conto suo, sgomma e parte in velocità, lo sparatore spara ancora, mi prende da dietro sulla nuca, si vede ancora il buco (indica il punto), l’altro nella portiere e gli altri due a vuoto. Lui scarica tutta la pistola, io perdo i sensi, la macchina va contro una piccola sporgenza e si inchioda, sgomma… e poi scoppia la gomma…. Arriva un poliziotto che abita di fronte a casa mia, il primo soccorso, c’era un ristorante e per conto loro c’erano persone che erano della croce rossa, quindi ebbi soccorsi immediati. Il poliziotto spegne la macchina e quelli mi prestano il primo soccorso e poi è successo quello che è successo

PM: è rimasto gravemente ferito?

VALERIO: Rimasi per 15 giorni in ospedale mi notificarono l’arresto e uscii dopo un mese

PM: un particolare sulla falsa fatturazione…

VALERIO: Immediatamente dopo avvenuto questo fatto fanno la perquisizione a casa mia alla ricerca di qualche cosa che potessero risalire per quello che mi era capitato. Trovano in una intercapedine di una sottofinestra una busta con quelle fatture che io usavo per fare la falsa fatturazione con Palmo Vertinelli

PM: com’era il meccanismo?

VALERIO: Erano fatture timbrate, firmate, io al momento opportuno che Palmo doveva scaricare due miliardi, andavo a Montecchio, parlavo con Claudio, mi riempiva il post-it con i lavori eseguiti presso quale cantiere, con le maestranze, importo, fattura e IVA, andavo nella banca vicino al tribunale, era BPER, e cambiavo l’assegno, quando mi veniva bancato prendevo i soldi e tornavo da Palmo e rifacevamo l’operazione da capo. Sempre cifre basse, per stare sempre sotto i 10milioni di lire per stare sotto la soglia di attenzione.

Qualche impresa, Mendincino Alfonso, Pasquale, Altilia Paolo (…), un tale Gerace… ne avevo di ogni, ricordarsele tutti a distanza di 20 anni, le hanno trovate le fatture, dovrebbe risultare tutto oppure nella banca risultano tutti i passaggi, erano tante le persone

PM: ha dato una indicazione di questo momento facendo riferimento a questo sacco… il 24 settembre ha fatto riferimento all’epoca del suo attentato… quando le è stato chiesto di collocare nel tempo il sequestro di questa busta piena di fatture lei ha ricordato di aver visto le immagini in televisione dei servizi registrati del suo agguato e si vedeva un poliziotto che usciva dalla sua abitazione con un sacchetto pieno delle sue fatture

VALERIO: Sì, posso dire anche chi era il poliziotto… si videro ancora quando ero a RE….

PM: mi interessava l’esattezza del periodo temporale, immagino che lei era all’ospedale quando le fecero il sequestro

VALERIO: La dott.ssa De Simone mi convocò a Bologna per sentire perché avevo le fatture e spiegai che facevo fattura… non dissi proprio falsa fattura e dissi che gli operai non sapevano scrivere… accampai delle scuse che non reggevano

PM: lei viene ferito, non viene ucciso fortunatamente, vede il suo aggressore?

VALERIO: Bellini, Paolo Bellini

PM: cosa ha fatto una volta che è stato dimesso? Lo ha detto alle forze dell’ordine?

VALERIO: Praticamente no… con loro non parlai, dissi a quelli dello SCO chi era

PM: dopo cosa è successo?

VALERIO: Cerco di capire… incontro Topino, Floro Vito Giuliano, Caiazzo Giovanni, Macrì… cerco di capire cosa mi era capitato, alla fine capii che era una attività dei Vasapollo, Bonaccio e Ruggiero, quello era

PM: siamo praticamente arrivati a fine 99, dopo l’episodio che ci ha raccontato della discesa a Cutro con Vertinelli

VALERIO: Siamo nel 2000, no nel 1999, perché vengo riarrestato e vado dentro ancora, fino al gennaio 2000

14/16 gennaio 2000 mi venne a prendere mio fratello, Muto Luigi, mio cugino e iniziai a prendere le cose in mano insieme a mio cugino, poi andai giù Grande Aracri Nicolino mi disse di avvicinarmi a Blasco Gaetano che è dei nostri, lo incontrai e mi disse se mi era arrivato quel pensiero, una fattura che poi si era tenuto mio cugino… da lì iniziarono i rapporti con Gaetano Blasco, con il beneplacido di Grande Aracri Nicolino e iniziò un rapporto molto intenso sia a livello come persone sia per darsi sostegno… abbiamo preso lavori insieme, abbiamo fatto dei lavori insieme a Rolo, Reggioli, tramite Guerriero Antonio che avevo conosciuto prima…

PM: il 2000 è un anno importante perché lei è in questo anno che colloca un fatto specifico che la riguarda, ha detto che fino a quel momento non era stato battezzato

VALERIO: Scendo giù in Calabria e incontro Nicolino Grande Aracri, a un pranzo iniziano, si inizia a parlare di come sono andate le cose di come stanno andando le cose su a RE e in una occasione mi infilai… siccome avevo nella mia attività avevo visto sia il Floro Vito Giulio, Giovanni Caiazzo e Topino, qualcosa che non funzionava, che a me non tornavano i conti, non mi si chiudeva il cerchio. Siccome amo fare il cerchio non a 360, ma a 380, non mi tornava. A quel punto... successero due cose prima. Quando fui sparato, faccio un passo indietro, o meglio prima, in un mio flash vidi il Bellini vicino al… ma era un mio… pensavo … di fronte all’Equitalia c’è il consorzio Agrario, andando forte con la macchina era un mio flash, vidi quella figura, Bellini, ma sapendo che era pentito non diedi importanza a quella mia… ho visto una persona che caricava un sacchetto ma non diedi importanza all’immagine. Nel periodo che ero in ospedale, perché ero microfonato, venne Floro Vito Giulio, e mi dice se ho visto se era Bellini, anche se ero rimbambito con due proiettili in testa e nel collo io ci ho parlato e ricordo. Hai visto se era Bellini? Con tante persone mi richiamò quel passaggio che avevo visto dai fratelli Manfredi e allora dissi caspita è lui. Lui mi mandò i saluti del suo amico Tonino che era il compare di Topino e lì c’era qualcosa che non mi tornava… c’era una pistola tedesca una mano tedesca non Bellini secondo le detrologie che costruiva Topino… Topino a quel punto cosa fa, Giulio Floro Vito mi manda questi saluti e mi dice se avevo visto Bellini ….

CARUSO: se era Bellini a sparare o se l’aveva visto sulla strada?

VALERIO: Io ho richiamato il passaggio della strada e ho premesso che avevo visto sta figura che mi sembrava Bellini, ma io sapevo che non poteva essere a RE, perché si era dato pentito… a me per Nino D’Angelo non mi ha mai chiamato nessuno, nel periodo che era collaboratore. Invece lui era uscito dal programma ed era rientrato a RE.

CARUSO: quando Floro dice questa cosa, si riferiva a Bellini come colui che aveva sparato?

VALERIO: Se mi ha sparato Bellini… hai visto se era Bellini? Perché doveva essere Bellini… ma non dissi nulla a Floro Vito.

CARUSO: ma lei non aveva visto chi le aveva sparato?

VALERIO: Sì che l’ho visto, il colpo l’ho preso da vicino non da lontano, ho visto chi era, per questo ho tentato di schiacciarlo, sapevo che tirava bene, la mira ce l’ha buona e ha sbagliato di poco ma nel bersaglio mobile, m’ha c’entrato bene.

Io non dico niente a nessuno tengo tutto per me, cerco di capire cosa c’era attorno. Vengo a capire che ci doveva essere una pistola tedesca, così mi dice Topino, perché aveva dato l’incarico a Bonaccio, perché dovevano fare attività di destabilizzazione, perché loro, i Dragone, dovevano creare un problema, lo risolvevano… questo nell’ndrangheta si fa: si crea il problema, si risolve e poi si crea il credito criminale.

Si doveva creare un momento.. Abramo, Truzzi, la bomba al bar Pendolino, i fatti succedevano mala pistola doveva essere tedesca perché era stato avvicinato Giulio Bonaccio che aveva avvicinato Vasapollo e avevano fatto questa dietrologia. E ci cascai anche io… ci fu un momento che non capii bene e lo tenni per me.

Al momento che mi trovo davanti al Grande Aracri Nicolino, eravamo io Topino, la moglie e i figli, siamo dopo il 2000 dopo la mia scarcerazione. Incasso tutto quello che posso incassare me ne faccio una mia ragione prima di esporre le mie considerazioni. Quando arrivo lì, si fa questo pranzo in un momento che c’è anche Topino, ma poi va via, e Grande Aracri Nicolino mi fa presente cosa sta succedendo a RE? Io gli dico che non si capiva cosa succedeva. Avevo capito che c’era Topino e Floro Vito, io non dissi nulla ancora a Nicolino e infilai un ragionamento a Nicolino, siccome aveva intenzione di finire il suo percorso con Topino e altri, cosa fa?... Grande Aracri Nicolino chiede qual’era la mia risposta su Topini e io gli dissi, prima gli avrei dato i carichi… questo mi spare, quello si salva per miracolo, buttano bombe e lui capisce che a me Topino non mi interessa e da quel momento Topino… comincia l’intenzione e la programmazione… c’era già l’idea al tavolo, ma non al pranzo, mentre se ne andava…

PM: Topino si stava allargando troppo a RE, ma lei dice a Grande Aracri Nicolino gliel’hai dato tu il potere. Da lì cosa accade?

VALERIO: Siamo circa a marzo 2000, una ventina di giorni prima che lui sparisce, in effetti rientra in quel momento… perché c’era pure Giovanni Abramo al pranzo con noi… siccome Liperoti Giuseppe, genero di Grande Aracri Nicolino, ho visto anche lui… furono due i pranzi… in una occasione si assenta l’Abramo e per un po’ restiamo noi tre, Grande Aracri Nicolino, Valerio e Topino.

PM: poi si assenta Topino e ha spiegato, dopo cosa succede?

VALERIO: Arriva successivamente Vito Martino affannato, perché Topino mentre si assenta Abramo va a prendere Vito Martino e questi arriva affannato… doveva essere pronto per uccidere fuori il Topino… il Topino non so se ha capito qualcosa, decide di andarsene e se ne va… non viene ucciso perché Abramo non trova immediatamente Vito Martino, arriva Martino e dice ‘sto cornuto… ci è sfuggito e li capii che era già pronta la sua fine

PM: dopo quanto tempo rispetto alla riunione?

VALERIO: Una ventina di giorni. Capisco l’andazzo e me ne vado in Polonia, perché avevo la moglie polacca e mi faccio la Pasqua lì. Da una cabina chiamo Luigi Muto lui era a Cutro e mi ha detto “hanno passato l’ufo” avevo capito che non si trovava Tonino Macrì… era passato l’extraterrestre che se l’era acchiappato.

PM: cosa ha saputo della scomparsa di Macrì?

VALERIO: Eravamo a RE io e Abramo, vicino a un pub e mi disse zio Ernesto (Grande Aracri) lo ha aspettato dietro a un mobile, perché Macrì era solito a lasciare la macchina a un suo zio Talarico, e poi con lo scooter… da dove abita Talarico a dove abita GAN ci saranno 300 metri

PM: Macrì si recava a trovare chi?

VALERIO: Nicolino Grande Aracri invece giù nel capannone dove nascondeva lo scooter l’attendeva l’Ernesto, scese per andare in una sorta di capannone, come Macrì si è abbassato per prendere qualcosa, con un fuciletto a silenziatore gli ha scaricato … gli è partito una parte del cervello… tant’è che Nicolino GAN mi raccontò come fare sparire le tracce ematiche nell’eventualità. Fu caricato su un carrello e buttato del letame sopra e poi portato a Mario Donato Ferrazzo e lo seppellì sotto 17 metri di profondità

PM: perché 17?

VALERIO: Questo mi ha raccontato Abramo Giovanni… perché sappiamo che nell’ndrangheta siccome ci sono macchinini di resti umani che fino a 15 metri riuscivano a rintracciare eventuali corpi almeno all’epoca

PM: Ferrazzo di dov’è?

VALERIO: Di Mesoraco, un capo, pari alla stregua di Genna Arena, cugino di Felice Ferrazzo

 

CARUSO: un piccolo passo indietro, ha detto che ha chiuso il cerchio, io non l’ho percepito. Mi spara Bellini e capisco che Floro Vito Giuliano, Topino e non ricordo chi, stanno facendo qualcosa per tramare alle mie spalle… non ho capito bene… chi spara è Bellino che finora abbiamo capito che è alle dipendenze del gruppo Vasapollo e Bonaccio. Lei chiude il cerchio indicando questi tre soggetti tra cui Topino come coloro che c’entrano?

VALERIO: Posso rispondere?

CARUSO: come no!

VALERIO: Nella mia attività di indagine sento il Topino, dice che c’era una pistola che doveva sparare tedesca in verità il Bonaccio non usa pistola tedesca, usa persone che Bellini… l’attività che fanno la fanno contro i suoi sodali di Topino, non azioni… anche lui viene boicottato dal Bonaccio, perché…. Ha imposto al Bonaccio di fare questa attività, perché loro volevano vendere queste informazioni, dovevano creare un problema a RE e lo potevano risolvere e da lì doveva scaturire la scarcerazione di Totò Dragone, siccome c’era anche Raffaele in carcere, si cercava di creare… ma questi erano pensieri di Topino se erano fattibili non lo so…

Era Bellini invece non era tedesco, non l’attività che credeva di poter fare il Bonaccio

CARUSO: mi spiace ma non mi è chiaro. Sono rimasto che fra il gruppo Bonaccio/Vasapollo e il gruppo Topino c’è una minaccia…

VALERIO: Nel 1999 sempre il Floro Vito Giulio viene sparato dal Bellini, lo prende in un braccio… lui ha un tatuaggio… era una scheggia impazziata questo… un passaggio contorto ma questo era… si faceva l’attività di infilare una cosa ma poi se ne sono trovata un’altra

 

PM: rispetto alla domanda del presidente che ha descritto questi due fronti, Vasapollo/Ruggieri e Bellini e Grande Aracri Nicolino/Ciampà… quando viene attinto dai colpi da Bellini, questo atto contro di lei a cosa è dovuto e poi quando muore Macrì, perché muore, perché  Grande Aracri Nicolino decide che venga ucciso?

VALERIO: Il Topino faceva attività che voleva scavalcare Grande Aracri Nicolino, doveva essere ucciso, tant’è che poi Totò Dragone insiste su Raffaele Dragone che lo doveva ammazzare… diverse motivazioni, GAN aveva capito che, siccome a livello criminale GAN capiva le dinamiche e cercava di sopprimere Topino, di finire i suoi passaggi, ce n’erano altri che dovevano morire

PM: a che schieramento appartiene in quel momento?

VALERIO: Io appartengo sempre a Nicolino Grande Aracri. Ci fu un tentativo di omicidio a Todaro Raffaele, genero di Totò Dragone in quel momento, a RE.

PM: come si sono evoluti successivamente i rapporti di Grande Aracri con i Dragone?

Fino a un certo punto GAN manda anche i soldi in carcere a Raffaele Dragone.

PM: dal 2000 in poi

VALERIO: Inizia un’altra attività… dopo o prima Topino?

PM: da Topino in poi

VALERIO: Siamo nell’aprile e poi succede ancora un altro omicidio, una lupara bianca su Rosario Sorrentino, si tenta di uccidere Palumba, vengono fermati dai CC…

PM: come evolve nel tempo?

VALERIO: Grande Aracri Nicolino è quello che cresce… nel 2000 è fuori… devo fare mente locale… sono veramente cotto

VALERIO: Precedentemente nell’agosto che ero in carcere viene ucciso Raffaele Dragone e Antonio Silvari… l’attività di GAN va avanti nel scavargli.. non finisce col 92/93 e gli arresti del 94

PM: iniziano a morire gente del Dragone

VALERIO: Quello è.

PM: chi li ammazza questi dei Dragone?

VALERIO: Grande Aracri Nicolino, Ernesto Grande Aracri… le cose cambiano…

Macrì sparisce nell’aprile del 2000… nel 99 io ero in carcere fu ucciso Simbadi, perché parente di Topino e uomo dei Cassarola, poi settimana dopo uccidono Raffaele Dragone più un altro ragazzo e da lì Grande Aracri Nicolino ha già dichiarato… sparisce Topino, Sorrentino era un uomo dei Dragone e a ‘sto punto finisce l’opera, Nicolino Grande Aracri. Il suo progetto iniziale dal 92 che gli scaldava il terreno, ha fatto andare una parte in galera, si è elevato lui criminalmente… questo era il progetto iniziale e l’ha portato a termine con l’uccisione prima del figlio, poi Topino cercava di fare il giochino delle 3carte, e c’è rimasto pure Topino, ha fato la fine del topo.

 

CARUSO: non riusciamo a costruire una logica,... Topino è il primo degli omicidi? A noi questo conflitto dal gruppo originario a quello Grande Aracri/Dragone ancora non abbiamo capito

PM: Grande Aracri non partecipava per vendetta ma per espansione criminale, aveva anticipato il percorso storico, ora si dedica a quelli che restano, abbiamo anticipato il conflitto con gli Arena e ora con i Dragone

CARUSO: il tentato omicidio di Valerio in questo contesto a chi deve essere attribuito a cosa è dovuto… Valerio se lei è stanco noi chiudiamo, ma il passaggio dev’essere chiaro. Ha subito un attentato da parte di Bellini, l’attentato viene prima degli atti di cui ha parlato? Siamo d’accordo?

VALERIO: Sì

CARUSO: lei subisce un attentato lei uomo di Grande Aracri, lo subisce perché qualcuno le vuole male o per attaccare un uomo dei Grande Aracri

VALERIO: Da una parte vogliono attaccare un uomo dei Grande Aracri/Dragone, ma non sanno Bonaccio, Bellini, Vasapollo e Ruggiero che all’interno di questa fazione ci sono dei conflitti… nemmeno i Dragone sanno cosa c’è nella testa di Grande Aracri

CARUSO: dall’altro lato può servire a creare un… a mettere in risalto una possibile divisione all’interno del gruppo Grande Aracri/Dragone

VALERIO: E’ illogica se la devo rendere cronologica nella fattezza delle questioni… era nell’illogico la possibilità di creare quelle dinamiche che voleva creare Topino, lui voleva creare una destabilizzazione per fare casino intorno a RE e poi ci sono andato di mezzo io… doveva essere una pistola controllata da Bonaccio invece era una scheggia impazzita… Bellini andava dove diceva Vincenzo Vasapollo… una logicità in effetti non ci può essere. Ho fatto i miei ragionamenti da criminale, il cerchio non mi si chiudeva e avevo pensato che c’erano attività non coerenti

CARUSO: lei ha pensato che anche Topino c’entrava con il suo attentato?

VALERIO: Questo era il mio pensiero una attività che gli si è ritorta contro

CARUSO: l’attentato fa emerge l’ipotesi che ci potesse essere una intesa fra il vecchio gruppo rivale con la componente Dragone?

VALERIO: Sì…. Parallela a questa c’è quell’altra di Raffaele Dragone, successivamente al mio. Raffaele Dragone viene ucciso ad agosto

PM MESCOLINI: maggio 99 a Valerio, Pendolino e gli altri sono tutti precedenti al suo fine 98/99 e lui li riunisce… appena mi succede non mi torna, incomincio a ragionare cosa può essere successo. Topino gli parla di Bonaccio e la pistola doveva essere di un tedesco… nell’aprile 2000 c’è l’omicidio Topino.

CARUSO: concorda?

VALERIO: Può darsi che io nel mio… sì sì certo

 

CARUSO: cosa succede fra il suo attentato e la morte di Topino?

VALERIO: Ognuno cerca di fare mistero delle proprie cose… non erano certezze, era un periodo nebuloso e nella non chiarezza delle cose… ho pensato che Topino era l’artefice di quel ragionamento che mi portava, quando mi parlava mi faceva capire che c’era una attività ma doveva essere una pistola tedesca, alludeva a Tonuzzo Blasco, cercava di proiettarmi verso quel ragionamento, depistava, Tonuzzo Blasco ce lo troviamo da noi…

CARUSO: questi ragionamenti che le fa Topino avvengono prima o dopo l’omicidio di Raffaele Dragone

VALERIO: Nei giorni successivi la mia scarcerazione dopo il mese, ebbi un mese di libertà. Vado in carcere in agosto e viene ucciso prima Silvari (…) e poi Raffaele Dragone

Dopo la mia scarcerazione vengono a lavorare con noi Peta, Blasco, … queste persone vengono su nel periodo che fu fatto sparire prima Topino e poi Sorrentino

CARUSO: io ho chiesto di Dragone

VALERIO: Agosto 99… non so niente mi vengono riferite successivamente

CARUSO: cosa le viene riferito?

VALERIO: Una premessa, io e Blasco abbiamo preso un lavoro a Rolo e vennero a lavorare Peta, Blasco,… con Blasco Gaetano… e lì seppi cosa è successo perché noi stavamo cercando di uccidere Todaro… andiamo avanti… dai 3 vengo a sapere che ad ammazzare Silvari Antonio perché era lì per caso dove aspettavano il passaggio di Dragone, siccome ha conosciuto Vito (che c’era), c’era Sarcone Nicolino, Ernesto GA c’era… e altri… ora non li so. Nicolino non voleva che sparasse Vito a questo ragazzo, Vito siccome sapeva che entrambi erano uomini di Cassarola e quindi fecero 1+1 perché Antonio è parente di Topino ne ha sposato una cugina, sorella di Beppe Pallone e Vito decise di sparare. Dopo 10 giorni nello stesso posto circa viene ammazzato dalle stesse persone il Raffaele Dragone.

CARUSO: ci può dire la decisione di questo schieramento filo Grande Aracri di attaccare i Dragone direttamente da cosa scaturisce?

VALERIO: Alle origini… Grande Aracri nel periodo del 92 non ha nessun motivo lo fa perché vuole prendersi Cutro e Reggio Emilia, negli anni 80 Reggio Emilia era dei Dragone

CARUSO: la logica di espansione criminale

VALERIO: Grande Aracfri è un criminale allo stato puro, da questo momento in poi crescono e nasce la famiglia Grande Aracri. Un giovane Ernesto viene su ma non ha bisogno di arrivare perché già sparava prima, un Tonino Grande Aracri è già Tonino a livello criminale e l’avvocato cresce e comincia  a sviluppare lui queste idee di lupara bianca, di come si può rendere difficile la contestazione di un omicidio su queste file, Domenico Grande Aracri

CARUSO: per finire questa parte, l’omicidio di Raffaele Dragone, ci sono altri omicidi nei mesi successivi ?

VALERIO: Di tirare via anche il braccio economico del gruppo Dragone, Todaro Raffaele che era genero, adesso si sono lasciati, genero di Totò Dragone, era il braccio che gestiva gli affari qua al nord

CARUSO: non è stato ucciso?

VALERIO: No è stato più volte attentato e attenzionato. Abbiamo più volte di aspettarlo… sempre tramite quelle attività di indagine, c’era un tale Cico Tirotta, penso Salvatore… che lo frequentava in quel periodo. C’eravamo, io la scimmia, Beppe Sarcone, Blasco, Vito Martino, Gianluigi Sarcone, facevamo attività di ricerca del Todaro.

PM RONCHI: Raffaele Dragone è  nipote o figlio di Totò?

VALERIO: E’ figlio di Totò.

CARUSO: prima di arrivare, ha raccontato la storia del Topino del maggio del 2000 dopo questi tentativi di decapitare il gruppo Dragone attraverso l’uccisione non realizzata del Todaro ci sono altri delitti? Prima della lupara bianca di Macrì. L’omicidio di Dragone è del 99, poi ha detto Todaro ma non ci siete riusciti, poi la lupara bianca di Macrì. Fra Dragone e Macrì ci sono altri delitti?

VALERIO: Prima cronologicamente detto così, che io ricordi no

 

CARUSO: ci fermiamo qui e riprendiamo da cosa accade dopo la lupara bianca di Topino, ci vediamo martedì mattina alle 9.30. Buonasera a tutti.

 

Ore 18.30: TERMINA L’UDIENZA

a cura di: S.N.

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- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'udienza pomeridiana

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