AEmilia

rito ordinario - primo grado

giovedì 25 gennaio 2018

RASSEGNA STAMPA

Aemilia, ultimatum dei giudici su trascrizione intercettazioni - Reggio Sera 25 gennaio 2018

Entro il 25 febbraio tutto il materiale dovra' essere depositato altrimenti si procedera' comunque con la fase successiva del dibattimento, quella finale, delle requisitorie dei pm e delle arringhe difensive

Ultimatum dei giudici di Aemilia ai periti incaricati delle trascrizioni delle intercettazioni. Entro il 25 febbraio tutto il materiale dovra’ essere depositato altrimenti si procedera’ comunque con la fase successiva del dibattimento, quella finale, delle requisitorie dei pm e delle arringhe difensive.

A stabilirlo e’ Francesco Maria Caruso, presidente del collegio dei giudici del maxi processo contro la ‘ndrangheta in corso a Reggio Emilia, che ha chiamato nell’udienza “tecnica” di stamattina i periti incaricati dal tribunale a relazionare sul lavoro sinora svolto. In totale, tra intercettazioni telefoniche, ambientali, in auto e dei colloqui in carcere degli imputati, sono state prodotte circa 51.000 pagine di trascrizioni.

All’appello manca la sbobinatura di 13 ore di conversazioni captate in carcere, in capo ad uno dei periti (oggi assente in aula e che sara’ ascoltato nella prossima udienza), che ha chiesto piu’ tempo per completare l’incarico assegnatogli. Caruso non ha nascosto il disappunto sospirando: “Bisognava arrivare a questo punto con il lavoro gia’ fatto…”.

Le intercettazioni mancanti saranno quindi ora suddivise tra tutti i periti, invitati dalla Corte a fare anche una relazione esplicativa su come l’immensa mole di documenti sia stata catalogata e sui sistemi di ricerca al suo interno. All’inizio dei lavori dell’aula, paradossalmente, gli avvocati della difesa hanno poi chiesto di avere i file audio, e non le trascrizioni, delle deposizioni dei collaboratori di giustizia ascoltati in questi mesi al processo. A giudizio dei difensori, infatti, solo i file audio costituiscono “una prova” e negarli significa “ledere il diritto della difesa di accedervi”.

Processo Aemilia, decine di migliaia di pagine di intercettazioni - Reggio Sera 25 gennaio 2018

Udienza tecnica in Tribunale. Quattro periti incaricati dalla Corte hanno depositato l’enorme mole di trascrizioni

Udienza tecnica questa mattina nella maxi aula del processo Aemilia. Quattro periti incaricati dalla Corte hanno depositato l’enorme mole di trascrizioni di intercettazioni telefoniche e ambientali rientrata nel fascicolo d’indagine. Si parla di decine di migliaia di pagine.

L’udienza di oggi è arrivata a due giorni dal fermo del più giovane dei fratelli Sarcone, Carmine, ritenuto dalla Dda di Bologna il reggente attuale della cosca, con i fratelli Nicolino e Gianluigi in carcere. Per quest’ultimo, Gianluigi, la procura ha chiesto il regime del carcere duro, in conseguenza del fatto che da dietro le sbarre avrebbe continuato a gestire le attività del gruppo tramite, appunto, il fratello Carmine, per il quale da Catanzaro è arrivata la richiesta dell’udienza di convalida del fermo. L’uomo, residente a Bibbiano, è stato bloccato a Cutro mentre si trovava a casa dei suoceri.

Mafie, assegnato appalto demolizione maneggio Brescia - Reggio Sera 25 gennaio 2018

E’ la “Pfc 2000 srl” di Cologno al Serio (Bergamo) la ditta che si e’ aggiudicata – in via provvisoria – l’appalto per la demolizione del maneggio costruito abusivamente a Reggio Emilia (nella frazione di Cella in via Croci) dalla societa’ Brecogen dei fratelli Brescia. Uno dei quali, Pasquale Brescia, ex titolare del ristorante Antichi Sapori, e’ imputato nel processo Aemilia, contro la ‘ndrangheta.

L’azienda l’ha spuntata contro altre 16 candidate presentando un’offerta di 89.903 euro pari ad un ribasso del 31,1% sull’importo a base d’asta (136.964 euro), che sommato agli oneri per la sicurezza porta ad un importo contrattuale dei lavori di 96.300 euro. Come si evince dagli atti della gara, inoltre, 6 aziende partecipanti sono state escluse per aver presentato offerte con ribassi eccedenti la “soglia di anomalia” del 32,7%.

La demolizione del maneggio e’ stata approvata dal Comune l’anno scorso al termine di una lunga battaglia legale iniziata nel 2012. L’amministrazione aveva gia’ accertato l’illecito edilizio 6 anni fa, imponendo l’abbattimento delle opere e il ripristino dello stato dei luoghi. L’ordinanza pero’ non era stata rispettata e di conseguenza- ad aprile del 2016- era stata disposta l’acquisizione dell’area al patrimonio pubblico.

I Brescia si erano opposti con tre ricorsi al Tar, poi passati in appello e alla fine riuniti dal Consiglio di Stato che li ha respinti in blocco. La struttura e’ tornata di recente sotto i riflettori perche’, come emerso dalle carte di Aemilia, un funzionario in servizio al catasto reggiano e’ stato socio del maneggio di proprieta’ di uno degli imputati (fonte Dire).

Processo Aemilia, la moglie di Muto sceglie il silenzio. La Corte intima ai periti di depositare le trascrizioni delle intercettazioni
Rosso Parma 25 gennaio 2018

MARIA AIELLO E' INDAGATA COME PRESTANOME NELL'OPERAZIONE STIGE - Si e' avvalsa della facolta' di non rispondere Maria Aiello, moglie del collaboratore di giustizia di Aemilia Salvatore Muto, chiamata oggi dai giudici nell'aula del maxi processo contro la 'ndrangheta di Reggio Emilia. Aiello, 37enne residente a Corte de' Frati a Cremona, si trova agli arresti domiciliari perche' indagata nell'ambito dell'inchiesta "Stige" della Dda di Catanzaro, che il 9 gennaio scorso ha portato all'arresto di 170 persone. In particolare la donna risulta essere intestataria di societa', ma e' accusata di essere una semplice "testa di legno" di attivita' riconducibili al sodalizio criminale colpito. (Cai/ Dire)

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