- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'udienza pomeridiana

martedì 24 gennaio 2017

 

All'interno dell'udienza sottoriportata:

controesame del maresciallo D'Agostino

esame del maresciallo Pico

dichiarazione spontanea di Bolognino Michele

Ore 16.15 in aula

 

Stiamo assistendo al CONTROESAME DEL MARESCIALLO D’AGOSTINO.

 

“La direttrice delle poste era ben contenta di ricevere Floro Vito come cliente.”.

 

AVV: Altre telefonate che riguardano le mattonelle, 27.10.12 Richichi Giuseppe in merito al sequestro presso la Giglio srl “qua ci sono tutti i sigilli che ci diciamo se arriva qualcuno” Richichi afferma “digli che sono della SECAV”.

MAR. D’AGOSTINO: Non è la Giglio srl, le mattonelle una volta che vengono spostate vengono messe a Gualtieri nel capannone che prima era di società del giro di false fatture. E’ nella disponibilità di Giglio. Nel frattempo la SICE che era fallita, il curatore fallimentare aveva messo i sigilli. Il curatore che abbiamo sentito in una precedente udienza, mostra ai CC le fotografie. La SECAV viene utilizzata all’inizio in relazione alle fatturazioni e poi per far circolare liberamente queste mattonelle. Ci sono una serie di telefonate (ma spiegherà meglio il collega Costantino) per avere elementi giustificativi con i CC. Perché avevano rotto i sigilli! Queste mattonelle vengono acquisite nel mantovano grazie al “gruppo” mantovano, vengono trasportati con i camion di Muto, Giglio li mette nel capannone, i Vertinelli danno disponibilità con la SECAV a giustificare la presenza delle mattonelle con le false fatture e poi provvedono a  trasportarle giù in Calabria.

Ci sono più persone con mezzi diversi ma che si mettono tutte a disposizione per far mandare giù le mattonelle da Nicolino Grande Aracri (che è stato condannato anche per la ricettazione di queste mattonelle).

Avv: Ha citato la riunione che si è tenuta alla Giglio srl sull’affare Sorbolo. A Quella riunione i Vertinelli hanno partecipato?

MAR. D’AGOSTINO: No

Avv: sull’argomento Le Castella ha citato gli accertamenti bancari avete cercato un preciso conto corrente dal quale sarebbero stati tratti due assegni in particolare. L’indicazione da dove viene?

MAR. D’AGOSTINO: La procura di Bologna ci trasmette questa delega di verificare se da questo conto corrente fossero stati emessi i due assegni, noi stavamo già lavorando, avevamo già contattato il curatore fallimentare, da lì derivano i numeri degli assegni. Il numero dell’assegno circolare non corrisponde al numero del conto corrente. Nel giornale di cassa c’è registrato questo numero. Chiediamo alla Bper di poter acquisire copia di questi assegni, ma passati 10 anni le banche non mantengono più la documentazione. Non siamo riusciti ad acquisire la copia degli assegni. La Procura ci segnala che c’è questo conte corrente intestato alla Edilizia Vertinelli.

Ci fa questa delega per andare a verificare che su quel conto ci fosse l’emissione di questi assegni. Facciamo l’accertamento su questo cc accediamo ad una banca dati e acquisiamo l’estratto conto.

Parlando col curatore per capire dove  potessero essere stati emessi questi assegni, abbiamo fatto una ricostruzione e abbiamo acquisito una serie di atti giudiziari. Sui Vertinelli una informativa del 2000 dove c’era una richiesta di misura di prevenzione a carico di Grande Aracri Nicolino conseguente all’indagine Scacco Matto, si fa riferimento a tutta una serie di personaggi vicini a Grande Aracri Nicolino. La posizione di Vertinelli emerge dagli accertamenti bancari che vengono fatti. In relazione a Scacco Matto la GdF rileva i conti dai quali sono tratti questi assegni e parla anche degli assegni della Cariparma, intestati alla moglie...

 

Avvocato della difesa per VERTINELLI

Avv: Vorrei ritornare sulla questione dell’utilizzo della società SECAV per le mattonelle. Dice che la SECAV viene utilizzata per l’acquisto di questo materiale, con assegni scoperti, riferisce che la SECAV nella gestione occulta dei Vertinelli. Ma lei richiama anche altri personaggi nella precedente udienza. Parla di Bolognino Michele che si rivolge a Vertinelli Antonio cl. 85 , c’è uno scambio di mail i quali poi si accordano per vedersi e incontrarsi rispetto a questo affare da Giglio Giuseppe. La SECAV in realtà è stata utilizzata da Giglio per l’affare mattonelle?

MAR. D’AGOSTINO: No, la SECAV è strumentale a certi affari, uno di questi affari è stato l’affare delle mattonelle, gestito da Bolognino. Dopo rileviamo tutta una serie di situazioni. La chiave di lettura ce la da’ Giglio perché quello è un affare che stava facendo Bolognino, che a un certo punto Ursini Mario si rivolge a Grande Aracri Nicolino e dice, guarda che Giglio deve dei soldi al cinese. Subito dopo l’arresto di Pelaggi Paolo c’è una conversazione telefonica nella quale si parla di questo cinese. Vi avevo citato altre intercettazioni nelle quali questo cinese forniva televisioni a Giglio. Bolognino si mette in mezzo e dice “ho queste mattonelle e le diamo a un soggetto incaricato da Ursini Mario di indicare qual è la società a cui vendere queste mattonelle”. E’ una società di Gioiosa Ionica. Non ne avevamo ancora parlato… a un certo punto ci sono una serie di telefonate di Giglio: “ho dovuto dare un camion a Ursini a una società che ci hanno indicato”. Questo camion della Trasmoter è andato a una società di Gioiosa Ionica. E’ Ursini Mario referente della cosca gioiosana, uno tosto. Chiamato “Torino” perché è a capo di una cosca che opera a Torino.

Arrestiamo Pelaggi e così non possono pagare questo cinese. Questo cinese è a contatto con i Belfiore e gli Ursini. Queste cose ce le dice Giglio, ma noi abbiamo riscontrato. Ursini prende la difesa del cinese e interviene su Grande Aracri Nicolino. Giglio deve per forza restituire. Ursini lo impone tramite Grande Aracri. Quindi organizzano queste mattonelle. In parte finiscono a GA e in parte a una ditta indicata da Ursini.

AVV: in merito alla richiesta di assunzione di Bolognino da parte di Palmo Vertinelli, dove lo deduce

MAR. D’AGOSTINO: perché ce lo dice Bolognino quando viene interrogato, ma ci dice anche che non viene assunto perché Vertinelli aveva avuto il problema di Scacco Matto. Viene poi richiamato dalla interdittiva nella quale si parla di queste assunzioni di Bolognino, Pecoraro Giorgio e Blasco Gaetano. Abbiamo fatto gli accertamenti. Bolognino non risulta assunto. Viene assunto da un’altra società.

AVV: questa proposta di assunzione voi lo sapete attraverso Bolognino?

MAR. D’AGOSTINO: Su due motivi, uno Bolognino e uno perché lo troviamo nella interdittiva.

 

Altro avvocato per VERTINELLI

AVV:  ha individuato una data per il primo incontra fra Palmo Vertinelli, Giglio Giuseppe e Grande Aracri Nicolino?

MAR. D’AGOSTINO: il primo incontro 19.8.11

AVV: come avete fatto ad avere questa data?

MAR. D’AGOSTINO: Tutto quello che ho detto stamattina, le  celle che venivano agganciate e tutto quello che ne consegue dalle intercettazioni

AVV: il telefono di Giglio aggancia una cella diversa da quella di Palmo Vertinelli

C’è da capire se Wind, o Telecom… Giglio aggancia la cella di Cutro, Palmo di un paese di fronte

AVV: località valle San Mauro Marchesato, presumo Crotone

MAR. D’AGOSTINO: Ma lì è tutto Crotone, è il paese a fianco.

AVV; due celle diverse.

MAR. D’AGOSTINO: Non possiamo dire se i telefoni li avevano con sé, li avevano lasciati in macchina. Loro non rispondono al telefono, Giglio ci dice che erano arrivati lì e avevano lasciato la macchina ed erano stati presi da un soggetto. Non glielo so dire se hanno lasciato i telefoni in macchina.

AVV: Il dato reale è che una cella ha il telefono di Giglio Giuseppe e una cella ha il telefono di Palmo Vertinelli, il resto è una sua deduzione investigativa

PM RONCHI: il maresciallo ha fatto tutta una serie di ricostruzioni e quando suonano i due risultano insieme

MAR. D’AGOSTINO: sono tutti sms non raggiungibili, quello che squilla alle 15.59 ma non risponde. Vertinelli è spento. Alle 16.46 uno squillo, Giglio Giuseppe non risponde…. Ho l’elenco del periodo. Facendo la ricostruzione Vertinelli Palmo ce l’ha spento secondo la mia esperienza. Giglio… ci sono telefonate con squilli, ma lui non risponde. Hanno lasciato il telefono da qualche parte.

AVV: due celle diverse

CARUSO: cosa significa?

MAR. D’AGOSTINO: all’inizio sono insieme a pranzo, nel mezzo c’è questa situazione e quando riattaccano Vertinelli chiama la moglie e dice sono con Giglio e con Gregorio

Lasciano la macchina e vengono presi, bisognerebbe chiedergli “dove avete lasciato la macchina”? La zona di Cutro è rarefatta (come celle) ci può essere che venga agganciata la cella di Cutro. Noi ci basiamo su tutta una serie di considerazioni.

 

AVVOCATO PISANELLO:

AVV: ha parlato del ristorante Millefiori, che Bolognino Francesco avesse preso la gestione del bar, e del ristorante. Avevate fatti accertamenti su Bolognino Francesco?

MAR. D’AGOSTINO: Viene arrestato, ci sono periodi di scarcerazione che coincidono con….

AVV:non avevo sentito

MAR. D’AGOSTINO: ho spiegato quali erano stati i periodi di carcerazione. Quando viene scarcerato in quell’arco di tempo si verifica l’acquisizione del bar

AVV: in merito al Millefiori nel 2009 Eva cede le quote, dal 2009 al 2012 quando sappiamo che il ristorante prende il nome del Cenacolo, quante gestioni si sono avvicendate

MAR. D’AGOSTINO: verrà il mio collega per parlarne più nel dettaglio. In quel periodo c’è Eva e Bolognino Francesco.

AVV: ha parlato di un assegno trovato durante una perquisizione, quale?

MAR. D’AGOSTINO: Il 28 gennaio 2017 un assegno trovato a casa di Bolognino, che verrà arrestato in un albergo di Roma. L’ho detto solamente a testimonianza di un rapporto che è continuato anche in quel periodo.

AVV: il beneficiario chi è?

MAR. D’AGOSTINO: Un assegno intestato all’impresa Vertinelli, un assegno circolare. Accertiamo che avevano anche sbagliato il nome dell’impresa, era stato ridepositato ed emesso un nuovo assegno. 15 gennaio 2014.

AVV: avete fatto un riscontro nella contabilità della Vertinelli?

MAR. D’AGOSTINO: No non abbiamo riscontrato.

AVV: non sapete se ci sono stati lavori fatti?

MAR. D’AGOSTINO: Non ho detto che era per lavoro o altro, ho parlato di questo per dire che il rapporto di Bolognino è andato avanti negli anni. Da quando era in carcere, rileviamo in ultimo come una continuazione del rapporto. Non che dovesse per forza essere illecito. Per dire che il rapporto è andato oltre fino a un certo punto

AVV: in merito a Marino, al collaboratore, lui era nella cosca Vrenna  Bonaventura?

MAR. D’AGOSTINO: Nella cosca Bonaventura, il luogotenente

AVV:  era alleata con i Vrenna all’epoca?

MAR. D’AGOSTINO: Com’erano disposti non glielo so dire

AVV: Ha mai parlato dei rapporti fra Bolognino e Vertinelli?

MAR. D’AGOSTINO: Che io sappia a noi no. L’unico accenno che Marino ci fa in relazione al ristorante è quando ho chiesto a Grande Aracri Nicolino se volevamo fare affari su a Reggio lui ha risposto sono già in affari con i Vertinelli

AVV: sa se Bolognino era stato invitato al matrimonio di Sarcone Nicola?

MAR. D’AGOSTINO: Non glielo so dire

AVV: visto che ha dato risalto al matrimonio di Nicola, il fatto che non ci sono evidenze che Bolognino sia stato invitato ha una qualche rilevanza?

MAR. D’AGOSTINO: Non so se effettivamente è stato invitato, le posso dire che Bolognino invita Sarcone per l’inaugurazione. Posso verificare la prossima volta che vengo se andò al matrimonio.

AVV: le risulta che Sarcone sia andato?

MAR. D’AGOSTINO: Non glielo so dire perché volevamo fare un servizio di osservazione, purtroppo non siamo riusciti perché è una zona che non si presta a fare servizio.

AVV: per ora non abbiamo prove che Sarcone sia andato

MAR. D’AGOSTINO: C’è l’invito

AVV: per una attività commerciale… avete rilevato rapporti di lavoro con Loprete e Frontera?

MAR. D’AGOSTINO: Si sentivano, Frontera viene invitato al matrimonio.

AVV: che lavoro faceva Frontera

MAR. D’AGOSTINO: Lavori edili

AVV: cemento alleggerito?

MAR. D’AGOSTINO: Su due piedi non ricordo

AVV: Loprete Giuseppe era un fabbro

MAR. D’AGOSTINO: Fa parte della cellula mantovana

AVV: c’è il processo non possiamo sapere se fa parte

MAR. D’AGOSTINO: Chi ha indagato su Loprete? I CC di Mantova

AVV: ha fatto riferimento a Belfiore Gaetano, quanto tempo ha lavorato da Bianchini?

MAR. D’AGOSTINO: Ci lavora poco, forse nel mese di ottobre, gliene parlerà meglio il mio collega. Viene lasciato a casa, arriva l’ambasciata che deve essere riassunto. Ma nel frattempo lui aveva già iniziato a lavorare da un’altra parte quindi non c’era più bisogno

AVV: avete trovato l’atto di vendita del camion della Trasmoter che veniva ceduto. Atto di vendita agenzia Papazzoni. La data della vendita?

MAR. D’AGOSTINO: Non ho quel dato di vendita al momento, poi le saprò dire.

 

DIFESA BIANCHINI E BRAGA

AVV: le chiedo qualche precisazione in relazione caserma di Vicenza, le risulta che Bianchini sia stato contattato direttamente?

MAR. D’AGOSTINO: Anche qua… queste domande riguardano… c’è un capitolo, il maresciallo Costantino vi parlerà proprio di questo, della gestione del terremoto e di Bianchini. Non ricordo questo elemento. C’è una telefonata di Giglio che parla di utilizzare la Bianchini come società da mettere come capofila.

 

TERMINA IL CONTROESAME DEL MARESCIALLO D’AGOSTINO

 

Dall’Aquila Bolognino Michele vuole rendere dichiarazioni spontanee.

CARUSO: ora vediamo...

 

ENTRA IL MARESCIALLO EMANUELE PICO del ROS di Roma

 

PM RONCHI: se si vuole attrezzare con il computer, deve discutere sui capi da 85 85 bis 88 88bis a 89bis, ter e così via, tutte le fittizie intestazioni fino al capo 90 escluso. Il reparto del ROS è stato delegato a indagini Aemilia estremamente avanzato, accertamenti patrimoniali nei confronti del gruppo Vertinelli. Rispetto a queste schede patrimoniali (Palmo e Giuseppe) abbiamo raggiunto l’accordo per l’acquisizione di alcune parti di queste note che sono parti documentali e quindi sostanzialmente non soggette a valutazione. Da questo punto di vista le farei acquisire.

La prima parte delle schede patrimoniali non sono state acquisite. Le chiedo di riportare gli esiti degli accertamenti prendendo come obiettivo i capi di imputazione

 

MAR. PICO:  partendo dalla ricostruzione del nucleo famigliare e del patrimonio nel corso degli anni del nucleo dei Vertinelli. Sono state individuate le varie società riconducibili o direttamente o sulle quali aveva esercitato un potere da dominus e oltre alle società il compendio riferibile alle persone giuridiche e fisiche. Ricostruito il patrimonio come richiede la norma bisogna dimostrare sperequazione fra l’acquisizione di ogni singola parte del patrimonio e i redditi. In base a questo è emerso che fin dalle origini non c’era una disponibilità economica tale da consentire a procedere. Negli anni successivi si riscontrano redditi compatibili con alcuni acquisizioni. Si tratta di reinvestimenti che provengono da lavoro dipendente da società di origini sconosciute. Quindi vanno sottoposte a sequestro. Abbiamo ricostruito tutto il percorso di Palmo Vertinelli. E’ stato assunto come semplice dipendente poi ha aperto col fratello Giuseppe una sua impresa a Parma. Siamo nel 1982 quando si sono trasferiti in provincia di Parma. Hanno aperto queste aziende, individualmente, ma lo stesso giorno. Non hanno prodotto redditi e questo lascia intuire quali sono state le iniziative imprenditoriali. Acquisizione immobiliare da parte della moglie di Palmo, per 183 milioni di lire. Nel 1986 viene aperta la Vertinelli srl e lui rimane presidente del consiglio di amministrazione.

 

PM: non sono intestate a Palmo ma a un terzo soggetto?

MAR. PICO:  Raramente si è intestato delle quote. Poi c’è stato l’arresto per SCACCO MATTO e lui si dimette da presidente e da amministratore dalla SICE e poi viene scarcerato. Abbiamo redatto una tabella sperequativa rappresentata dai redditi dichiarati dal nucleo famigliare, gli investimenti… nella colonna in fondo la rimanenza con cui lui avrebbe dovuto vivere. Le dichiarazioni partono dal 1997 a seguire. Per i precedenti anni ci siamo rifatti dai volumi di affari presso l’INPS.

 

Ovviamente non si tiene conto delle spese per realizzare il ristorante, tuttavia abbiamo dimostrato ampiamente che anche qua questi beni non avrebbero potuto essere acquisiti dal nucleo famigliare. Ingenti finanziamenti dei soci in assenza di accesso al credito, di mutui. Non abbiamo trovato giustificazioni. Abbiamo redatto tabelle che si basano sulla sperequazione dei redditi dichiarati e l’ISTAT per la regione Emilia Romagna e a seguire un conto a scalare attraverso il quale si comprende. Abbiamo evidenziato l’estrazione della famiglia Vertinelli, gli elementi di continuità che sono emersi nelle indagini di tipo economico finanziario, la parentela per quello che riguarda il padre, la sua vicinanza con i precedenti di polizia, con Valerio Antonio e Valerio Gaetano, SCACCO MATTO,gli  aspetti economici, Ruggiero Salvatore, cugino acquisito di Nicolino Grande Aracri.

Lo stesso Ruggiero è stato assunto nelle varie aziende del gruppo Vertinelli saltando da una impresa all’altra con molta disinvoltura.

 

PM: le chiederei di essere più dettagliato su quest’ultima cosa, sulla disinvoltura con cui i singoli lavoratori saltavano da una impresa all’altra.

MAR. PICO:  Passavano sempre fra una azienda e l’altra sempre riconducibili ai Vertinelli. Ruggiero da maggio a luglio 2008 impresa Vertinelli, 2008/2010 SECAV poi torna alla Vertinelli, poi alla SECAV, dal 2011 Vertinelli, poi TOP SERVICE, 2012/2012 Vertinelli, poi in Opera, poi Vertinelli, Top Service, Opera, Top Service. Questo dato ripetuto per tutti gli operai.

Dati oggettivi presi dall’INPS.

 

CARUSO: acquisiamo questi dati.

 

Le aziende utilizzate per questi passaggi sono:

TOP SERVICE, OPERA, IMPRESA VERTINELLI, SECAV

 

MAR. PICO:  Altri elementi di interesse è la società che Ruggiero Alessandro, figlio di Salvatore, ha acquisito Opera srl a condizioni anomale, minimo anomale. Nel 2013 Opera srl acquista da Impresa Vertinelli un ramo di azienda che comprendeva diversi appalti a 240mila euro, una cessione molto anomala perché è stata pagata senza interessi, un po’ un suicidio imprenditoriale. Senza Garanzia, senza patto di retrocessione a un prezzo così elevato salvo che il dominus è sempre Palmo Vertinelli. I commercialisti delle varie imprese sono sempre gli stessi , però questi commercialisti appaiono come professionisti di fiducia anche delle aziende intestate ai prestanomi. I commercialisti sono Villirillo Leonardo e Calabretta Gaetano. A loro volta Leonardo è commercialista di Pugliese Franco, cognato di Nicoscia.

 

PM: noi faremo anche richieste di confisca

MAR. PICO:  La prima impresa è Impresa Vertinelli srl, molto florida, intestata a terze persone da sempre, Palmo è sempre stato presidente del consiglio di amministrazione, tranne nel periodo 2000/2001 che coincide alla detenzione di Palmo Vertinelli.

 

I soci iniziali non disponevano dei capitali iniziali per l’avviamento, Valerio Gaetano e Salvati Luigi, soci fondatori dell’azienda. 10 milioni di lire ciascuno, nel 1999 nessuno dei due ha dichiarato redditi. Soci fino al 2014. Dal 2007 pur essendone soci anziché dichiarare utili da partecipazione dichiarano di essere dipendenti, nei modelli 770 utilizzati per i dipendenti.

CARUSO: percepiscono salari?

MAR. PICO:  Da impresa Vertinelli. Per gli anni 2008/2009 abbiamo acquisito il bilancio pur avendo la società riportati degli utili di esercizio e aver deciso la ripartizione fra i soci, loro dichiarano di non aver avuto gli utili e di essere solo dipendenti.

Vi sono finanziamenti individuali. Possiamo rilevare che i finanziamenti fra il 2005/2011 per poco meno di un milione di euro non risultano nessuna giustificazione da parte dei soci, c’è una notevole sperequazione.

CARUSO: loro dichiarano di avere un reddito da dipendente e a un certo punto accertano un investimento di un milione….

MAR. PICO:  Tra il 2005/2011 Salvati ha dichiarato 70mila euro da lavoro dipendente, Valerio 70mila euro pure lui. Da qui noi vediamo che in realtà i soldi sono arrivati da altrove.

 

Anche Palmo non disponeva di redditi sufficienti, anzi nei vari aspetti riportava uno stato di famiglia, un passivo di 67 milioni e di 650 milioni nel conto a scalare.

 

Gulla’ Antonio dal 2014 è socio di Impresa Vertinelli e anche qui molte conversazioni riportano di come sia un dipendente.

CARUSO: lui è già stato giudicato, ci interessano gli altri

 

MAR. PICO:  Altri elementi che ci fanno ritenere che il dominus sia Palmo è dato dall’utilizzo delle auto aziendali tutte a servizio di Vertinelli e famiglia. Lo rileviamo dai controlli effettuati.

 

Il maresciallo elenca tutta una serie di macchine, fra cui anche una Ferrari.

 

MILLEFIORI

La Millefiori srl è intestata formalmente a BRAMANTE Antonietta e SCHETTINI Giovanna, rispettivamente moglie di VERTINELLI Palmo e GIUSEPPE. E’ stata fatta una richiesta di sequestro per i provvedimenti disciplinari emersi dal procedimento Aemilia. Siamo andati a ricostruire le modalità di ampliamento delle società: Bramante Antonietta, moglie di Palmo, non poteva avere 25mila euro perché nel 2001 aveva dichiarato redditi zero. Questi conti non sono congrui con quanto viene riportato nella contabilità aziendale dove risultano da parte di Bramante e Giovanna Schettini diverse migliaia di mila euro. Per ciascun singolo bene lo specchio sperequativo basandoci anche sulle rimanenze, non ci ritroviamo nei conteggi, nel 2001 abbiamo diversi passivi che aumentano a 800 milioni di lire dell’intero nucleo famigliare.

Per gli investimenti e disinvestimenti, le spese al netto dei ricavi. Se io dichiaro 10mila e compro per 20mila vado sotto per 10mila. Le passività vengono messe a scalare e per ciascun anno, se registro sempre passività aumentano.

La realizzazione del complesso immobiliare intestato a Millefiori denota anomalie. Certamente questo ristorante è stato acquisito da Millefiori da Bramante Antonietta che aveva acquisito l’ìmmobile nel 92. Si trattava di una stalla e negli anni successivi è stato edificato il ristorante. Nel 92 non dichiarava reddito, quindi l’acquisizione è anomala. Non si capisce con quali utili.

Non è stato acceso alcun mutuo. I due soci sono le cognate, rispettive moglie dei Vertinelli.

 

DA ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE:

Il locale ristorante era stato costruito sul terreno di proprietà della MILLE FIORI S.r.l. (riconducibile a BRAMANTE Antonietta e SCHETTINI Giovanna, rispettivamente moglie di VERTINELLI Palmo e GIUSEPPE) a seguito di concessione edilizia rilasciata il 20.03.2003 dal comune di Montecchio Emilia (il terreno agricolo era stato acquistato il 14.06.1995 da BRAMANTE Antonietta per 12.000.000 di lire e rivenduto all’immobiliare il 30.10.2002 per 110.000.000 di lire).

La MILLE FIORI SERVICE S.a.s. di VERTINELLI Giuseppe & C., aveva quindi gestito l’attività di ristorazione dal 27.02.2006 quando aveva stipulato con la MILLE FIORI S.r.l. un contratto di affitto d’azienda, che prevedeva il pagamento di un canone annuale di 30.000 euro + I.V.A.

La S.a.s., costituita il 27.02.2006, era stata in ultimo cancellata il 12.04.2010 quando il valore dei conferimenti, pari a 40.000 euro, era diviso tra VERTINELLI Giuseppe (socio accomandante con 39.200 euro) e la cognata BRAMANTE Antonietta, (socio accomandante con 800 euro).

 

IMPRESE INDIVIDUALI AGRICOLE

Vertinelli Giuseppe cl 86, figlio di Palmo e il figlio di Giuseppe nel 2007 avviano questa impresa senza aver mai dichiarato redditi dall’attività. Riteniamo che questo avviamento sia stato soltanto utile per poter procedere a una compravendita immobiliare dei terreni giù a Crotone avvenuto 15 giorni dopo l’avviamento dell’impresa ovviamente con le agevolazioni previste per le aziende agricole. Vertinelli non è mai stato dedito all’attività agricola. Non ha mai dichiarato redditi, però hanno realizzato ville su questo enorme appezzamento di terreno. I due cugini hanno proceduto all’acquisto del terreno a 80mila euro senza mutuo. Non si sa da dove sono arrivati i soldi.

I figli non sono mai stati residenti giù fisicamente, sono cresciuti in Emilia. Non hanno mai esercitato attività di una impresa agricola, ma neanche immobiliare. Il fatto che siano famigliari conviventi….

Abbiamo verificato che i redditi di Vertinelli Giuseppe non erano congrui agli investimenti, anche ipotizzando che abbia ricevuto aiuto dai famigliari, è risultato che avevano un passivo tale che sarebbe stato impossibile. In questo non vengono contestate le spese di edificazione.

Riteniamo che questa impresa abbia soltanto un valore cartolare, funzionale all’investimento immobiliare.

 

BAR TANGENZIALE NORD EST (MONTECCHIO EMILIA)

Si tratta di una società di persone fondata da Vertinelli Giuseppe, figlio di Palmo insieme ad altri soci. Al momento della costituzione c’erano state compravendite di quote, Vertinelli Giuseppe rimane poi unico socio. Andiamo a verificare la disponibilità economica e non aveva disponibilità. L’azienda è intestata al 100% al figlio. La società ha avuto vita breve.

 

TOP SERVICE

Questa società è intestata a soggetti esterni al nucleo famigliare, la sede coincide con la sede delle varie aziende dei Vertinelli, elemento sintomatico. La società è passata prima a un nipote di Palmo,Trento Carlo, infine a Riillo Paolo, nipote materno di Palmo Vertinelli. Riillo Paolo non aveva capacità economiche per rilevare le quote dal precedente socio. Aveva dichiarato 30mila euro nel 2011, 12mila euro, non poteva essere stato aiutato dai genitori perché hanno dichiarato: il padre 5mila euro, la madre nulla.

Al di là del dato numerico le intercettazioni davano atto della titolarità di Palmo Vertinelli per entrambe le gestioni di Trento Carlo e Riillo Paolo.

Ho riportato alcune parti delle conversazioni se servono.

 

PM RONCHI: Non importa

MAR. PICO:  Comunque è agli atti.

Altro elemento della riconducibilità è l’utilizzo delle autovetture aziendali. La fiat Panda è stata rinvenuta all’atto del sequestro a casa di Palmo Vertinelli, la mercedes era dal carrozziere a disponibilità di Palmo Vertinelli.

 

OPERA SRL

Società strumentale alla dismissione dei rami d’azienda dei Vertinelli. Successivamente al periodo in cui è stata destinataria all’interdittiva. Ruggiero Alessandro, nipote di Grande Aracri Nicolino, già dipendente dei Vertinelli, e il nipote di Palmo Vertinelli, Brugnano Giuseppe. Le modalità di cessione dell’azienda: Opera acquista per 240mila euro senza avere garanzia di rientro, non so se sono stati corrisposti, mi pare solo in parte. Senza garanzia. E’ emerso che Alessandro era solo un dipendente e aveva uno stipendio mensile.

CARUSO: è mai stato dipendente in contemporanea?

MAR. PICO:  Mi pare di no, posso verificarlo.

Nel 2010 ha lavorato per SECAV e Impresa Vertinelli , per SECAV, Vertinelli e altra azienda che non ci interessa in questa sede.

CARUSO: veniva retribuito una volta sola?

MAR. PICO:  Da queste due, nel 2010 da SECAV e Impresa Vertinelli

CARUSO: due stipendi in contemporanea

MAR. PICO:  Ruggiero Salvatore, padre di Alessandro ha dichiarato 11mila euro netti. Quindi non può aver aiutato il figlio.

Ci sono numerose conversazioni da cui emerge evidente che Ruggiero riceveva ordini e direttive da Palmo Vertinelli per quello che riguarda l’Opera srl.

Emerge il nome di Frassani Claudio, del Consorzio Gecoval.

Per Brugnano Giuseppe stesso discorso di mancanza di disponibilità economica, stessa cosa per i genitori.

 

Vari dipendenti che sono saltati da una impresa all’altra, nello stesso periodo nelle stesse società

Il mar. Pico inizia un lungo elenco di dipendenti che passano con disinvoltura da un’azienda all’altra quasi sempre nello stesso periodo. Ecco alcuni nomi:

Oppido Palmo (figlio di Raffaele)  Cutro 1960 – Sillani Sergio –  Sillani Marco - Tesner Florentin - Vasapollo Francesco - Vasapollo Vincenzo cl 58 - Mirabelli Agostino - Berna Francesco cl 81 - Vertinelli Giuseppe cl 62 - Greco Antonio cl 73 - Greco Salvatore cl 80 - Ruggiero Alessandro - Ruggiero Salvatore (il padre) - Salvati Luigi - Valerio Gaetano - Oliverio Gianluca, nipote di Palmo
Il maresciallo cita diversi nomi famigliari dei Vertinelli.

 

CARUSO: direi di continuare la prossima volta

PM RONCHI: se facciamo il maresciallo Pico e la dott.ssa Zaniboni, l’udienza è piena.

 

Caruso concede lo spazio a Bolognino Michele per la sua dichiarazione spontanea:

BOLOGNINO MICHELE

“Per il fatto delle intercettazioni: le ascolto neanche un’ora al giorno, io devo parlare con l’avvocatessa, se posso avere un po’ più di tempo, solo questo, grazie”

AVV. PISANELLO:  gli hanno consentito di ascoltare le intercettazioni solamente un’ora contata al giorno.

CARUSO: il tribunale non si può sovrapporre…. Possiamo dire che riteniamo che sia opportuno che abbia tutto il tempo necessario compatibilmente con l’organizzazione carceraria.

 

ORE 19.20 UDIENZA TERMINATA

Prossima udienza giovedì 26 gennaio.

a cura di: S.N.

RASSEGNA STAMPA

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