- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'intera udienza

giovedì 23 giugno 2016

 

Esame sostituto commissario Caione Maria

Esame Surace Lucia Olivia - divisione PASI

Esame Giacomini Orietta - divisione PASI

Esame Conti Luigi - imprenditore vittima di usura

Controesame Conti Luigi

Controesame maresciallo Cotza

Petrozzo Stella, moglie di Cavedo Maurizio, si avvale della facoltà di non rispondere

Esame di Maffioletti Fabrizio

Controesame di Maffioletti Fabrizio

Esame Pincolini Marco

Esame Scarpino Serafino

ore 10.00: In aula.

Inizia l’udienza.
 

Entra in aula il teste sostituto Commissario CAIONE MARIA

La Dottoressa Caione si occupa delle licenze, come quelle riguardanti il porto d’armi. Il dottor GALLO fu Questore dal 2004 al 2008. Il modello 6G è una classificazione che si da alle pratiche che riguardano rilasci e rinnovi del porto d’armi.

 In merito ai rilasci delle licenze di porto d’armi.

MARIA CAIONE si occupa del settore licenze presso la Questura di Reggio Emilia. avvocato difensore: L’esigenza di informare il superiore era dovuta al fatto che vedesse anomali e o perché è obbligata a relazionare al suo superiore?
CAIONE: Io avevo sempre riferimento al mio dirigente, vedevamo anche insieme determinate situazioni, il fatto che alcune pratiche venivano trattate dal questore non ho mai visto nulla di male?
CARUSO: Senza un CRITERIO?
CAIONE: Il criterio l’avrà valutato lui Ne ho trattati pochi, 3,4,5. Mediamente ogni anno ne trattavano all’epoca un centinaio di rilasci di licenza di porto d’armi.
PM MESCOLINI: Il fatto che dipendenti della Questura potessero prelevare i fascicoli: ci spiega le modalità con cui avveniva?
CAIONE: I fascicoli sono nell’archivio generale, che non dipende dal mio ufficio, ma da un’altra divisione. Se il fascicolo in trattazione era nel mio ufficio, una persona di un altro ufficio aveva bisogno, poteva chiedere e, date le spiegazioni, glielo avrei dato, ma poteva anche accedere dall’archivio.
PM MESCOLINI: che tracce venivano lasciate?
CAIONE: Era prevista una segnalazione sulla persona che preleva il fascicolo e la data.
PM MESCOLINI: Mesiano che titoli aveva per prelevare i fascicoli?
CAIONE: Per quelle pratiche davo informazioni direttamente alla prefettura, per quanto riguarda il fatto che potesse chiedere fascicoli, essendo un collega della Questura poteva essere normale, a maggior ragione essendo autista del questore, non era visto come un’anomalia.
PM MESCOLINI: Lei ricorda di essersi occupata del fascicolo di MUTO ANTONIO classe 55?
CAIONE: Si, su quella pratica ci furono vari scambi tra Prefetto e Questore. Il Prefetto voleva che il Questore scrivesse parere contrario al rinnovo, ci furono scambi di note facendo supplementi istruttori più approfonditi della norma, scrivendo anche alla questa di Crotone, ai carabinieri di Cutro, e chiedendo valutazioni presso la Squadra Mobile per raccogliere ulteriori elementi.
CAIONE: La prefettura aveva chiesto se MUTO ANTONIO aveva legami con un’altra famiglia di Cutro omonima, abbiamo mandato per competenza alla squadra mobile per fare questi accertamenti. Quindi non avevo più questo fascicolo, allora chiamai per sapere quali erano i riscontri.
PM MESCOLINI: Ricorda la posizione di Paolini Alfonso?
CAIONE: Per Paolini sinceramente ricordo poco di come fu quella trattazione di documenti.
PM MESCOLINI: Lei ha detto ai carabinieri “Ricordo che in quel periodo c’era una specie di braccio di ferro tra Questura e Prefettura. In merito ai fascicoli di Paolini Alfonso e Muto Antonio”.
CAIONE: Si, quello di Muto Antonio lo ricordo perché lo trattai personalmente. Di Paolini sinceramente non ricordo, se ho fatto queste dichiarazione probabilmente ho visto, ma al momento non ricordo nulla al riguardo. Ricordo che c’era questa situazione per Muto Antonio, ricordo che ci fu questa diversità di vedute anche per altri soggetti. Ricordo che si trattava di cittadini calabresi.

 Terminano le domande del PM Mescolini.

 Termina l’esame della teste Maria Caione.
 

Esame Surace Lucia Olivia - divisione PASI

Viene sentita ora il teste LUCIA OLIVIA SURACE in forze presso la divisione della Polizia Amministrativa. Lavora da 13 anni presso la divisione PASI.

SURACE: dal 2012 le istruttorie per le pratiche si differenziarono in quanto si aggiunsero le pratiche sulla frequentazione del richiedente.
AVVOCATO (in difesa di Paolini: La sua collega prima ci ha parlato di una frizione tra Questura e prefettura in relazione al rilascio di alcune licenze. Se lo ricorda?
 SURACE: Io mi occupo di una piccola fascia dell’istruttoria. Tutte le altre cose competono ad altri colleghi.
 Prende la parola il PM Mescolini.
 SURACE: Mesiano portava una pratica e noi scrivevamo chi ce la portava o a chi interessava quella partita.
 Termina l’esame della teste Lucia Olivia Surace.

 

 

Esame Giacomini Orietta - divisione PASI

Funzionario amministrativo, collega della Surace GIACOMINI ORIETTA
Entra in aula il teste
L’avvocato non ha nessuna domanda.
 

Prende la parola il PM Mescolini.
GIACOMINI: Mi occupavo di armi, contenzioso e di istruttoria per i porti di fucile per uso caccia e lavoro. Adesso lavoro all’ufficio immigrazione.
PM MESCOLINI: Ricorda di essersi occupata della pratica di Muto Antonio del 55?
GIACOMINI: Si


Viene mostrata in aula il documento inerente al fascicolo di ANTONIO MUTO, dove compare la scritta “Non ha nulla di nuovo rispetto al precedente rinnovo”.

GIACOMINI: Il dirigente aveva messo “si rifiuti”, poi invece tornò con questa nuova decretazione una volta sentito il questore, con la scritta “si rinnovi”.
GIACOMINI: “si rifiuti” fu cancellato e venne sostituto con “sentito il questore si rinnovi”, immotivandolo. Gli elementi del fascicolo spinsero il dirigente a mettere si rifiuti, poi sentito il questore, mise si rinnovi.
CARUSO: Fece commenti?
GIACOMINI: No.
Termina l’esame della teste Giacomini Orietta.
 

Esame Conti Luigi - imprenditore vittima di usura

Viene sentito ora il teste LUIGI CONTI

 PM MESCOLINI: Lei conosce Vetere Pierino?
 CONTI: Si Da anni. Ho conosciuto lui e il fratello. Abbiamo fatto lavori a Brescia per diverse società.
 PM MESCOLINI: Che ruolo svolgeva nell’azienda?
 CONTI: Mi occupavo dei vari cantieri e delle piastrelle. La ditta individuata i subappaltatori e poi si intratteneva rapporti con le aziende. Successivamente ho lavorato per un’altra azienda e ho proposto per fare altri lavori. Dovevo fare un immobile in provincia di Mantova e avevo chiesto a VETERE PIERINO se poteva collaborare per i pavimenti per l’immobile e avrebbe preso in permuta un immobile. Avrebbe dovuto prendere come contropartita questo immobile. Avevo chiesto a Vetere di fare questi lavori jnsieme per questi pavimenti. Il pagamento di questi lavori non sarebbe arrivato in denaro ma con un appartmaneto. Vetere mi disse si, ci informammo per fare questi lavori. Avevamo trovato un accordo non scritto ma verbale. In un secondo momento mi disse che non poteva più fare la permuta. Ho cercato di fare un finanziamento in banca ma non ci sono riuscito. Vetere allora mi fece conoscere un suo amico, diciamo così. Siamo nel 2012. Mi ha presentato SALVATORE COLACINO per un prestito. Ci sono stati più prestiti. Il primo di 20.000 e io ne ho restituito 30.000. Il secondo di 90.000 euro e dovevo darne 120.0000. Dovevo restituire inizialmente i 90.000 euro i primi 15 giorni e poi altri 30.000 euro. Poi la cifra arrivò a 180.000.
 Il primo debito riesco a restituirlo. Il secondo no.
 

CONTI: Gli assegni circolari erano stati emessi da una banca di Cutro. I soldi che mi hanno dato loro erano una parte in contanti e una parte in assegni. Poi furono incassati dalla Cassa padana. Io avevo un termine di circa 5 giorni per la restituzione del denaro. Poi ci furono tentativi da parte di Colacino affinché io restituissi questi soldi ma non ci sono riuscito. Quando presi 90.000 euro da Colacino i soldi mi servivano per pagare operai e materiale.
 

CONTI: Colacino mi diceva che dovevo restituire questo denaro. In una circostanza Colacino e salito sulla mia macchina, dietro c’era una macchina con un amico di Colacino, mi ha minacciato “ se non mi porti i soldi la cosa non finisce bene. Vado da tuo padre, dalla tua famiglia”
 

CONTI: Io ho parlato con i carabinieri di Desenzano. Lì non ho sporto denuncia sulle pressioni ma ho fatto una denuncia per un’aggressione a seguito della quale andai anche in ospedale. Quando non sono più riuscito a restituire il denaro ho denunciato l’usura. CONTI: Arriva una moto con due persone e mi aggrediscono. Erano a viso coperto. Mentre vanno via mi dicono “devi restituire i soldi a chi te li ha prestati”.

Usura ed estorsione 5 anni a Colacino Vittima un imprenditore - Cremona Oggi 7 aprile 2015


PM MESCOLINI: Lei ha mai visto un’arma in possesso del Colacino?
CONTI: Si. Ha estratto la pistola dal portaoggetti dell’auto e facendo la battuta sulla possibilità che i carabinieri potessero fermarlo.
PM MESCOLINI: Ha mai incontrato quello che Vetere e Colacino chiamavano il loro capo?
CONTI: Una volta in auto. Eravamo fermi io, Vetere, Colacino. È passata una macchina con delle persone. Colacino è andato verso questa persona salutandola e quando è tornato indietro ha detto che era il loro capo.
 

Vengono mostrate delle foto al teste, che riconosce un operaio dell’azienda di Vetere di cui non sa il nome, riconosce Colacino Salvatore, riconosce un piastrellista di Reggio Emilia e cugino di Vetere di cui non ricorda il nome, riconosce Vetere Pasquale, riconosce Vetere Pierino, riconosce il fratello di Vetere ma non ricorda il nome.
L’uomo nella foto 12 non viene riconosciuta in aula dal teste. Quando parlò con i carabinieri, però, il teste aveva riconosciuto l’uomo ritratto nella foto come l’uomo che in macchina venne ritenuto da Colacino e Vetere come loro capo.
 

Termina l’esame del PM MESCOLINI. Inizia il controesame l’avvocato Cataliotti difensore di Vetere Pierino (attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Bologna).
 

Controesame da parte dell'avvocato della difesa di Vetere Pierino
AVV.: Lei ebbe modo di dire a Vetere Pierino, dopo l’accordo con Colacino, quali interessi fossero stati trattati?
CONTI: Si. Il primo finanziamento di 20.000 euro l’ho restituito a Colacino per una cifra di 30.000 euro. Il secondo finanziamento che mi diede Colacino, quello di 90.000 euro, non l’ho restituito. Me li diede con una prima rata da 40.000 e una seconda rata da 50.000. Io con Vetere ho parlato della seconda operazione, non della prima.
AVV.: Vetere aveva qualche interesse economico in questa vicenda?
CONTI: Secondo me no.
AVV.: Colacino disse è “il nostro “ capo o il “mio” CAPO?
CONTI: Forse disse il “mio” capo.

 

Dalla sentenza di rito abbreviato di Colacino Salvatore e Vetere Pierino (riportata a piè di nota):
“Inoltre nel verbale di sommarie informazioni reso in data 21 settembre 2011 Conti ha dichiarato di aver ricevuto la confidenza di Vetere che questi 10 giorni prima era stato prelevato da due uomini e portato a casa di Colacino dove era presente anche il suo superiore. In tale occasione a Vetere era stata in sostanza prospettata una sua corresponsabilità qualora il debito di Conti non fosse stato pagato in quanto era stato lui a presentarlo a Colacino, minaccia che comunque mal si concilia con un suo concorso nel reato di usura.”
 

Controesame da parte dell'avvocato della difesa Colacino Luigi di Colacino Salvatore
 AVV.: Contesto quello che sta dichiarando perché lei disse ai carabinieri, testualmente, “lo avevano indicato come loro capo”. Non è così?
 CONTI: Sicuramente fu Colacino che andò verso la macchina di questa persona. La persona che mi riferì che era il loro capo era Colacino.
 AVV.: Lei dice tre volte “loro” capo. Lei ora sta parlando solo di Colacino. Perché?
 CONTI: Io sto parlando di quello che mi ricordo.
 AVV.: Con i soldi che ha avuto da Colacino ha pagato Vetere?
 CONTI: Ho pagato il cugino di Vetere, non la ditta di Vetere perché non ha fatto materialmente i lavori.
 AVV.: Per quanto tempo ha visto la pistola di COLACINO?
 CONTI: Me la fatta per circa un minuto e mezzo. Poi ho tolto i proiettili e li ha messi in tasca. Secondo me, me l’ha fatta vedere per farmi paura.
 CONTI: Io credo nella buonafede di Vetere, credo che quando mi ha presentato Colacino fosse in buona fede.
 CARUSO: lei ha detto ai carabinieri che era “una cosa normale” CONTI: Si l’ho detto
 Avv.: Come li giustifica i 30.000 euro? I soldi di Colacino come li giustifica lei?
 CONTI: Li ho fatto figurare come versamento socio. Basta fare un verbale di assemblea che questa persona mi ha prestato i soldi. C’è un verbale di assemblea che dice questo.
 AVV.: È un verbale falso?
 CONTI: Assolutamente no. I soldi non li ho presi io. Sono due cose.. secondo me sta facendo un po’ di confusione… Colacino mi ha fatto una fattura di 30000 euro e la fattura me l’ha fatta questa società. In un secondo momento il secondo prestito di Colacino li ho fatti figurare come finanziamento soci.

 Termina l’esame del teste LUIGI CONTI.

La sentenza a carico di Colacino Salatore e Vetere Pierino in merito all’usura nei confronti di Luigi Conti

 

Si torna in aula per il CONTROESAME del Maresciallo Cotza da parte dell’avvocato Taormina, difensore di Giuseppe Iaquinta.
 TAORMINA: Con riferimento agli accordi presi per vedersi il 9 giugno 2011 presso la casa della Tattini, avete individuato contatti telefonici con Iaquinta?
 COTZA: No
 TAORMINA: Per quanto riguarda l’incontro che effettivamente si sarebbe dovuto svolgere presso l’abitazione della Tattini, che tipo di accertamenti avete fatto?
 COTZA: Servizi di osservazione dove vediamo Villirillo, Gualtieri e Battaglia andare presso quell’abitazione.
 TAORMINA: All’uscita dall’abitazione avete fatto rilevazioni?
 COTZA: Il servizio termina alle 23.30
 TAORMINA: Il giorno successivo, il 10 giugno 2011, intercettate una conversazione tra la Tattini e Villirillo, poi si arriva alla fissazione di un incontro per l’11 giugno 2011. Come fu fissato questo incontro?
 COTZA: Telefonicamente.
 TAORMINA: Tra il 10 e L’11 giugno 2011 risultano contatti telefonici che interessano Giuseppe Iaquinta con riferimento alla possibilità di collocarsi rispetto a questo appuntamento dell’11 giugno?
 COTZA: No
 TAORMINA: Viene fissato un altro incontro per il 16 giugno 2012 presso il ristorante Antichi Sapori di Pasquale Brescia. Avete accertato chi abbia partecipato a questo incontro? L’incontro si verificò? Per la fissazione di questo incontro le risultano intercettazioni da cui emerga il coinvolgimento di Iaquinta?
 COTZA: No, l’incontro non è avvenuto e non ci sono intercettazioni che riguardano Iaquinta.
 TAORMINA: Incontro del 29 giugno 2011. Rispetto a questo incontro che si verificò effettivamente. Risultano contati telefonici da cui emerga il coinvolgimento di Iaquinta Giuseppe o Vincenzo?
 COTZA: No
 TAORMINA: Nella telefonata intercettata il 19 giugno 2011, la Tattini dice “visto chi io ho di fronte, c’è Iaquinta qui” voi avete accertato se Iaquinta in quel momento fosse veramente con la Tattini? Che accertamenti avete fatto in merito alla presenza o meno di Iaquinta in quel momento?
 COTZA: No, non abbiamo fatto accertamenti in questo senso,
 TAORMINA: Rispetto alle dichiarazioni poi rese dalla Tattini secondo le quali invece non sarebbe stata quella l’ora della presenza di Iaquinta, ma sarebbe stata un’altra situazione, di questo non può Riferire?
 COTZA: No
 TAORMINA: Anche rispetto al complesso delle dichiarazioni di questa intercettazione sa se la Tattini ha negato di aver avuto quegli incontri dei quali si parla sempre in riferimento al 29 giugno?
 COTZA: Non so riferire
 TAORMINA: Sempre nell’interpretazione di ci stiamo parlando, la Tattini parla di un capannone e di uno scatolone. Avete fatto accertamenti?
 COTZA: No
 TAORMINA: C’è una telefonata tra Villirillo e Gualtieri che si sentono per fare un incontro preso l’abitazione di Gualtieri. Che accertamenti avete fatto sull’incontro, sulle persone? Avete fatto accertamenti?
 COTZA: No, non abbiamo fatto accertamenti
 TAORMINA: Quindi ci sono intercettazioni su Iaquinta in questo consenso?
 COTZA: No
 TAORMINA: In base a quale accertamenti dite che l’incontro si è concluso a mezzanotte?
 Perché la Tattini contatta il marito a quell’orario.
 TAORMINA: Da questo avete desunto la fine dell’incontro? Non ci sono stati accertamenti ulteriori?
 COTZA: No
 TAORMINA: Veniamo all’intercettazione del 20 giugno 2011 tra la Tattini e il marito. Si fa riferimento al fatto che avrebbe avuto incontri per runa collaborazione di tipo professionale di “tipo normale”? Che intende?
 TAORMINA: Fa riferimento a un lavoro di natura bancaria che è la sua regolare attività lavorativa
 Non sono stati fatti altri accertamenti su questa attività?
 COTZA: No
 TAORMINA: La signora fa riferimento al fatto che ha conosciuto Vincenzo Iaquinta. Dice che avrebbe conosciuto il calciatore e marito era interessato. Dove e quando dice di averlo incontrato?
 COTZA: Durante un aperitivo
 TAORMINA: Dice “la sera”. Io le chiedo da questa intercettazioni risulta il luogo in cui si verifica questo incontro?
 COTZA: Il luogo esatto non glielo posso dire. Ho fatto un accertamento su base del phone position del telefono della donna e sugli accertamenti sugli spostamenti fatti dalla Tattini. Dalle 17.31 alle 19.15 di quel giorno il telefono aggancia la cella di Reggiolo (luogo in cui abita Iaquinta ndr.)
 TAORMINA: La Tattini parla di una foto fatte durante l’aperitivo. Avete fatto approfondimenti su questa foto?
 COTZA: No
 TAORMINA: Le dico io che l’accertamento fatto ha portato all’individuazione sul telefono della Tattini una foto trasmessa dal cellulare di Villirillo in cui si ritrae la Tattini con Vincenzo Iaquinta
 MESCOLINI: questo non è corretto mi oppongo, si sta citando una perizia
 TAORMINA: Nelle intercettazioni di cui stiamo parlando, lei ha detto che la Tattini fa riferimento al Procuratore Danese. Sa chi è?
 COTZA: No, penso che si tratti del procuratore di Iaquinta
 TAORMINA: Poi fa riferimento a un incontro anche con Giuseppe Iaquinta. Avete accertato dove? Quale sia stata la ragione dell’incontro? DOVE?
 COTZA: No
 TAORMINA: Lei riporta un particolare, le ragioni per cui la Tattini si interessò alla famiglia Iaquinta, non solo perché il padre fosse molto danarosa ma anche per problematiche bancarie che lei spererebbe di risolvere. Avete fatto accertamenti?
 COTZA: No
 TAORMINA: Risulta un passaggio nelle intercettazioni in cui emerga un confronto con Giuseppe o Vincenzo Iaquinta relativamente all’affare Blindo?
 COTZA: No, in quelle che ho citato no
 TAORMINA: Quando la Tattini riferisce al marito di essere stata interessata ad aver conosciuto Iaquinta ha riscontrato riferimenti a interessi di Iaquinta in merito all’affare Blindo?
 COTZA: No
 TAORMINA: Ha detto di aver fatto indagini sul matrimonio del calciatore Bonucci. Avete fatto accertamenti? In effetti il 18 giugno 2011 Bonucci si sposa. ESATTO?
 COTZA: Si
 TAORMINA: Avete accertato se era presente Giuseppe Iaquinta?
 COTZA: No
 TAORMINA: PERCHÉ?
 COTZA: Non era nostro interesse andare a vedere il matrimonio di Bonucci.
 TAORMINA: Data la convergenza della data del matrimonio con l’intercettazione e la dichiarazione fatta dalla Tattini in merito alla presenza dei Iaquinta, le chiedo se avete fatto accertamenti.
 COTZA: No
 TAORMINA: Il matrimonio di Bonucci di cui la Tattini dice di essere stata informata da Vincenzo Iaquinta, ricorda se era una cosa di cui anche la stampa di età Interessata?
 COTZA: Non ricordo, ma credo di sì.
 TAORMINA: Anche a questo riguardo, la Tattini parla con il marito, in merito alle località, alle ore, allo svolgimento di questo presunto incontro avete fatto accertamenti?
 COTZA: No
 TAORMINA: Nell’intercettazione in cui si parla del cartone e del capannone, sapete dove si trovava questo cartone?
 COTZA: No, non abbiamo fatto accertamenti in merito
 TAORMINA: “li aveva dati Iaquinta i soldi, c’erano nel capannone, li ho visti io, c’ero io”. Avete fatto accertamenti?
 COTZA: No
 TAORMINA: Sa che questa parte è stato oggetto di dichiarazioni da parte della Tattini?
 COTZA: No
 TAORMINA: Intercettazione tra Paolini e Tattini. Chi ha chiamato chi e come è uscito il nome di Iaquinta?
 COTZA: La Tattini chiama Paolini. Gualtieri parla di un amico che ha problemi, “ieri eravamo insieme da Iaquinta”.
 TAORMINA: Avete accertato di un incontro tra Iaquinta, Alfonso e Tattini?
 COTZA: No
 TAORMINA: A proposito di Alberico, avete fatto accertamenti?
 COTZA: Si. Credo lui fosse domiciliato in svizzera. Dal tono delle intercettazioni si comprende che fosse un promotore finanziario su operazioni di natura bancaria.
 TAORMINA: Avete accertato quali di queste attività abbiano interessato Iaquinta?
 COTZA: No
 TAORMINA: Avete accertato se vi fosse un collegamento tra Giulio Alberico e l’affare Blindo?
 COTZA: No, non è mai emerso.
 TAORMINA: Le faccio due nomi, non so se le dicono qualcosa. Cesare Rotelli? Dei rapporti con questo Alberico?
 COTZA: No
 TAORMINA: Nessun collegamento con l’affare Blindo dunque. Lei ha fatto riferimento a due fogli reperiti il 2 febbraio 2015 durante la perquisizione da Iaquinta, avete fatto accertamenti su questi fogli?
 COTZA: No, abbiamo segnalato l’esistenza di questi due documenti che riguardano una operazione di cambio euro dollaro su cui a mano c’era l’email di Giulio Alberico
 TAORMINA: Conversazione 11 aprile 2013, intercettazione relativa a un colloquio tra Iaquinta Giuseppe e Giulio Alberico. Dalle intercettazioni risulta che ci sarebbe un interesse per un importante affare. A questa data l’operazione Blindo non era più di interesse, o sbaglio?
 COTZA: Non era di interesse, ma il 5 luglio 2012 la Tattini parla con il marito di cosa avviene il 19 giugno 2012. Ma questa telefonata di cui parla lei non è correlata
 TAORMINA: Si parla di un avvocato e un commercialista. Avete fatto accertamenti?
 COTZA: Si, si parla di un avvocato di giù, Domenico Grande Aracri
 TAORMINA: Dove risulta? Le chiedo come fa a dire che è Domenico Grande Aracri?
 COTZA: A livello investigativo. Non è stato fatto un servizio per verificare se fossero Grande Aracri Domenico e Minervino Salvatore. Lo abbiamo collegato al fatto che si stavano occupando in quel periodo di ulteriori progetti.
 TAORMINA: Ha trovato un momento in cui Iaquinta Giuseppe sia in contatto per affari con altri imputati?
 COTZA: A parte la questione collegata all’affare Blindo, no
 TAORMINA: Il dato di fatto in base al quale lei può dire che l’avvocato sia Domenico Grande Aracri e il commercialista sia Minervino Salvatore?
 COTZA: Non c’è l’ho il dato di fatto.
 

VENGONO CITATE ALCUNE INTERCETTAZIONI

SI PARLA DEGLI INCONTRI CONVIVIALI PRESSO IL RISTORANTE ANTICHI SAPORI DI PASQUALE BRESCIA

SI PARLA DELLE FOTO MOSTRATE IN AULA IN RIFERIMENTO AGLI INCONTRI A PORTO KALEO

SI PARLA DELLA PERQUISIZIONE DEL 2 FEBBRAIO 2015 E DELLA FOTO CHE RITRAE GIUSEPPE IAQUINTA CON UN LINGOTTO D’ORO

SI PARLA DELLA QUESTIONE DEL FURTO DEGLI OMBRELLONI AI DANNI DI IAQUINTA A PORTO KALEO.
 

 Ore 15.15 riprende l’udienza.
 

Entra in aula PETROZZA STELLA, moglie di Cavedo Maurizio.
Petrozza Stella si avvale della facoltà di non rispondere.

 

Entra in aula il teste, MAFFIOLETTI FABRIZIO (titolare della Metalma spa)
MESCOLINI: Rapporti Tattini Roberta e Gualtieri Antonio?
MAFFIOLETTI: Ho conosciuto la Tattini nel 2010, me l’avevano presentata perché avevo in ballo questione bancaria e mi era stata presentata come consulente bancaria. Mi aveva fatto varie consulenze. Gualtieri me l’ha presentato la Tattini. Mi aveva detto che c’era un tipo di lavoro che doveva fare la mia società e c’era questa opportunità di iniziare una nuova attività di lavoro, ma era del tutto diverso dal mio tipo di attività. Non era fattibile perché si parlava di un’attività d’abbigliamento, totalmente distante dal tipo di attività che svolgevo. Da lì sono iniziati rapporti non di lavoro, ma io stavo iniziando anche un tipo di lavoro legato al fotovoltaico. La Tattini mi disse tramite Gualtieri che c’era la possibilità di avere capannoni dove mettere questi pannelli.
MESCOLINI: Partiamo dall’inizio.
MAFFIOLETTI: La mia impresa era di commercio di metallo, METALMA. La mia società aveva problemi e dunque mi hanno proposto di continuare con questa cacciata ma in un altro ambito.
MESCOLINI: Ha conosciuto Crivaro Antonio?
MAFFIOLETTI: Si, tramite Gualtieri e la Tattini. Mi hanno detto che potevo avere fideiussioni bancarie. Lho viste tre o quattro volte. Il discorso della fideiussione la portava avanti il Rodella Alessandro. Con Alessandro Rodella mi sottopose una fideiussione per un importo di 500 mila euro e mi chiesero se avevo fornitori con cui portare avanti la mia attività. Da lì è iniziato il rapporto con la banca nazionale del lavoro per questa fideiussione.
 

Si parla di fotovoltaico.
MAFFIOLETI: Mi dissero che a Reggio Emilia la Tattini aveva contatti con imprenditori per installare fotovoltaici su capannoni.
MESCOLINI: Rapporto con Gualtieri.
MAFFIOLETI: Lui mi diceva che mi avrebbe proposto queste opportunità per sistemare il fotovoltaico sui tetti. Poi da lì iniziò a chiedermi come mai la mia azienda era in difficoltà. Dissi che non avevo incassato dei crediti. Io conosco Gualtieri tramite la Tattini. Collaboro con lui nel mondo del fotovoltaico. Gualtieri e Tattini sanno che la mia ditta è in difficoltà, vogliono la lista dei miei creditori e Gualtieri mi dice che ci pensa lui. Io gli ho detto che non mi interessa e che i crediti me li sarei gestiti io.
MESCOLINI: Si qualifica Gualtieri? In che termini portava garantire queste attività di recupero crediti?
MAFFIOLETTI: No, mi dice solo che ci avrebbe pensato lui.
MESCOLINI: Lei ha detto, in riferimento a Gualtieri, “…asserendo di essere il numero due di una potente famiglia mafiosa”. Lo dice il 3 dicembre 2012 ai carabinieri.
MESCOLINI: Le dico cosa riferì in relazione a Crivaro: “Antonio Gualtieri fece riferimento a Crivaro Antonio affermando che io avevo fatto un errore parlando davanti a lui dei miei crediti. Credito del quale lo stesso Crivaro a detta di Gualtieri aveva informato la famiglia calabrese che aveva disposto che il credito…”
MAFFIOLETTI: Penso di aver detto che doveva essere gestito da loro
MESCOLINI: le risulta che qualcuno dei suoi debitori fu minacciato?
MAFFIOLETTI: il signor Prior, me lo disse lui stesso.
MESCOLINI: Lei ha fatto un accordo con Gualtieri?
MAFFIOLETTI: No, nessun accordo.
MESCOLINI: Allora come è SUCCESSO? Lei capisce che questa persona le entra in azienda, va a recuperare i crediti ma non direttamente. Fa in modo che venga pagato lei con obbligo di retrocessione sua a questo Gualtieri.
MAFFIOLETTI: Si
MESCOLINI: È perché gliela dati?
MAFFIOLETTI: Perché aveva fatto da tramite lui e per me è una estorsione.
MESCOLINI: E stato minacciato?
MAFFIOLETTI: No ma mi ha detto guarda che il credito che recuperi, in teoria dovevamo fare 50 e 50 ma è andato tutto a lui. Poi si è interrotto il rapporto.
MESCOLINI: Una persona che a un certo punto è in mano a qualcun altro, lei ci sta dicendo questo, come hanno potuto ottenere questo? Lei come ha potuto subire questo?
MAFFIOLETTI: Non mi hanno fatto minacce dirette ma mi hanno fatto capire. Mi hanno detto che avevo una bella famiglia, una bella moglie.
MESCOLINI: Come hanno fatto a tenerseli loro i soldi?
MAFFIOLETTI: Perché altrimenti le ripercussioni potevano andare sulla mia famiglia.
MESCOLINI: La Tattini le presenta un imprenditore, Gualtieri, che secondo le modalità che lei ci ha descritto, inizialmente le propone un investimento. Su questo non si fa nulla. Poi le chiede la lista dei suoi crediti e si incarica di recuperarli. C’era un accordo iniziale?
MAFFIOLETTI: No, non avevo mai pensato a questo tipo di discorso.
MESCOLINI: Queste minacce da chi le ha Ricevute?
MAFFIOLETTI: da Gualtieri
MESCOLINI: Lei ha detto che si è qualificato come numero due di una famiglia mafiosa, le hanno parlato della sua famiglia. Le vengono in mente altre cose?
MAFFIOLETTI: No
MESCOLINI: Sinteticamente. La dimensione dei crediti di cui si è occupato Gualtieri.
MAFFIOLETTI: La tiptronik era un milione di euro.
MESCOLINI: A lei quanto è rimasto?
MAFFIOLETTI: Niente, a me non è rimasto assolutamente niente.
CARUSO: quindi il suo guadagno è andato a Gualtieri?
MAFFIOLETTI: si
Terminano le domande del PM Mescolini.
 

Inizia il CONTROESAME da parte dell’avvocato Pisanello nell’interesse di BOLOGNINO MICHELE e altri
avv. PISANELLO: Lei ha detto che Gualtieri si era presentato come il numero due della ndrangheta calabrese, non emiliana?
MAFFIOLETTI: Esatto
avv. PISANELLO: Lei ha detto che Gualtieri si era presentato come il numero due della ndrangheta calabrese, non emiliana?
MAFFIOLETTI: Esatto
avv. PISANELLO: Lei ha detto che da poster ha recuperato 300 000 euro e a Gualtieri ne ha dati 20 000. Esatto?
MAFFIOLETTI: Si, con la poster avrei recuperato i soldi anche senza aiuto di Gualtieri
 

CONTROESAME del teste da parte dell’avvocato di CRIVARO ANTONIO:
avv.: Lei ha detto che ha conosciuto Crivaro tramite la Tattini in merito a impianti fotovoltaici. Quando avvenne il primo incontro con Gualtieri e la Tattini?
MAFFIOLETTI: Non me lo ricordo, penso 2011
avv.: Posso aiutarla leggendo ciò che il 3 dicembre 2012 dichiaro aiutarli carabinieri “Gualtieri lo conosco, mi è stato presentato a giugno 2011 da Tattini, la mia consulente per uno sviluppo nel settore del fotovoltaico”. A questo primo incontro chi partecipò?
MAFFIOLETTI: Io, Tattini, il mio commercialista e Gualtieri appunto.
avv.: Quante volte si è incontrato con Gualtieri Antonio?
MAFFIOLETTI: Una decina di volte penso, grossomodo. I miei rapporti erano soprattutto con la Tattini
avv.: Contatti telefonici?
MAFFIOLETTI: Quelli sì, un po rispetto a Crivaro, quante volte lo ha incontrato? 4 volte massimo, sempre in presenza di Gualtieri
avv.: Lei ha detto che nel corso di un incontro Gualtieri le disse di essere il numero due di una potente famiglia calabrese. C’era anche crivaro Antonio?
MAFFIOLETTI: No, non penso
avv.: Quando le disse anche di non fidarsi di Crivaro e che aveva fatto male a riferirgli del credito?
MAFFIOLETTI: Questo me lo disse, ma non mi ero posto questo problema
avv.: Gualtieri le dice di essere il numero due di una potente famiglia calabrese, poi ha timore che Crivaro venga a conoscenza di un credito che vuole gestire. Le disse a chi poteva riferirlo crivaro?
MAFFIOLETTI: No, io non sapevo chi fosse il numero uno. L’ho saputo tramite i giornali e le notizie
avv.: Lei ha detto che l’interesse di Gualtieri per la sua società, Metalma, fu triplice. Prima, pannelli fotovoltaici. Poi, recupero crediti e dilazioni di pagamento perché lei aveva debiti e lui si era prestato anche a intervenire presso i suoi creditori.
MAFFIOLETTI: Si, presso la CAROLUTI. Lui andò autonomamente da CAROLUTI e io gli dissi di fare riferimento a me
avv.: Conosce Palermo Alessandro?
MAFFIOLETTI: Si, persona che si è recata presso POSTEL.
avv.: I soldi presi ai suoi creditori a chi furono consegnati?
MAFFIOLETTI: Il credito con Tiptronik. Avevo fatto assegni alla Edil Tetti
avv.: Lei vantava un credito e questi personaggi si sarebbero arrivati. I suoi debitori a chi pagavano?
MAFFIOLETTI: Pagavano la mia società
avv.: Non a GUALTIERI?
MAFFIOLETTI: No
avv.: e lei ha detto che parte di questo denaro lo diede solo a Gualtieri?
MAFFIOLETTI: Si, poi feci un bonifico a Palermo. L’importo non me lo ricordo, tra i 4000 e i 5000 euro. Pagai altri fornitori, dipendenti, avvocati, consulenze della Tattini.
avv.: Chi era Alessandro Rodella?
MAFFIOLETTI: Consulente finanziario che insieme a Crivaro si prestava a farmi ottenere questa fideiussione
avv.: Crivaro ha mai avuto un ruolo nell’attività di recupero crediti?
MAFFIOLETTI: A me non ha mai chiesto nulla
avv.: Ha avuto un ruolo nel chiedere dilazioni di pagamento ai suoi debitori?
MAFFIOLETTI: No
avv.: Se lei dovesse definire il ruolo di Crivaro in qeusta vicenda?
MAFFIOLETTI: Per quanto mi riguarda in merito alla fideiussione. Altre cose no. Non ho avuto minacce, nulla, da lui.
CARUSO: Lei parte per un’attività imprenditoriale, conosce Gualtieri, subito di cosa Parlate?
MAFFIOLETTI: Fotovoltaico.
CARUSO: Che sviluppi ha?
MAFFIOLETTI: Nessuno perché per quella offerta che feci in Calabria non andò in porto. Altre offerte non ne feci.
CARUSO: Come entra in campo Crivaro?
MAFFIOLETTI: La Tattini voleva che la mia società iniziasse a produrre e mi disse che potevo avere una fideiussione
CARUSO: La conoscenza di Crivaro in che contesto avviene?
MAFFIOLETTI: Contesto separato rispetto a Gualtieri
CARUSO: Poi Crivaro e Gualtieri sono compresenti?
MAFFIOLETTI: Si quando Gualtieri mi ha detto che non dovevo parlare dei miei crediti a Crivaro.
CARUSO: In che contesto li ha conosciuti? insieme o operano nello stesso contesto Gualtieri e Crivaro?
MAFFIOLETTI: Prima conosco Gualtieri. Poi tramite la Tattini, per rilanciare la mia società, si fa un incontro tra me, Crivaro, Rodella, Gualtieri e la Tattini per parlare della fideiussione e dei miei crediti. Poi Gualtieri mi disse che avevo fatto male a parlare di questi crediti a Crivaro. Mi disse che Crivaro era una persona che parlava con altre persone.
CARUSO: Quale è il motivo se lei l’ha percepito della contestazione di Gualtieri?
MAFFIOLETTI: Probabilmente aveva paura che il Crivaro dicesse a qualcun altro dei miei crediti in modo tale che i crediti che io vantavo poteva prenderli solo lui
CARUSO: Gualtieri le disse che era il numero due di una potente famiglia mafiosa calabrese o della ndrangheta?
MESCOLINI: Letteralmente “asserendo testualmente di essere il numero due di una potente famiglia mafiosa calabrese. Quale fu il pretesto per dirle questo?
MAFFIOLETTI: Mah, l’occasione era del progetto del fotovoltaico.
CARUSO: Io vorrei sapere perche Gualtieri fa questa affermazione sul suo essere il numero due di una famiglia mafiosa?
MAFFIOLETTI: Forse per mettermi paura.
CARUSO: prima di questo aveva sospettato che potesse essere qualcosa del genere?
MAFFIOLETTI: No
CARUSO: Per lei è stato un imprevisto?
MAFFIOLETTI: Si
CARUSO: Allora se per lei è un imprevisto, perché ha continuato a collaborare con Gualtieri? MAFFIOLETTI: Perché prima aveva iniziato a chiedere recupero crediti
CARUSO: Senza nessun mandato?
MAFFIOLETTI: Io non gli ho dato nessun mandato
CARUSO: Allora non è normale che uno sconosciuto gestisce i suoi crediti
MAFFIOLETTI: Io ingenuamente non pensavo a cosa poteva essere
CARUSO: Quando entra a casa sua e le dice che avrebbe gestito i suoi crediti
MAFFIOLETTI: Lui mi ha detto che avremmo fatto 50 e 50
CARUSO: Da quanto tempo da Prior cercava di farsi pagare?
MAFFIOLETTI: 7-8 mesi
CARUSO: Le disse Gualtieri come avrebbe fatto a recuperare crediti?
MAFFIOLETTI: No, Prior è venuto presso l’ufficio di Gualtieri
CARUSO: Cera anche lei?
MAFFIOLETTI: No
CARUSO: Glielo disse?
MAFFIOLETTI: Si, Prior me lo disse
CARUSO: Le disse perché?
MAFFIOLETTI: Probabilmente era stato minacciato. Non me lo disse ma me lo fece capire, poi me lo disse che era stato minacciato
MESCOLINI: Gualtieri le disse come lo avrebbe inserito nel mondo del fotovoltaico in Calabria? MAFFIOLETTI: No
AVVOCATO DI CRIVARO: Gualtieri le chiese di entrare come socio nella sua società Metalma? MAFFIOLETTI: Si, ma dissi di no
CARUSO: Ha scritto ai suoi creditori di non cedere a Gualtieri?
MAFFIOLETTI: No
CARUSO:  Però sapeva che Gualtieri andava?
MAFFIOLETTI: Si Il mio debito principale era con Tiptronik e Postel e mi chiese di dargli i nomi
CARUSO: E lei perché gliel’ha dati?
MAFFIOLETTI: Non potevo più dire di no.
CARUSO: Lei ha detto che non è stato minacciato in maniera esplicita? Mi faccia capire lei non è minacciato, non è costretto ma lascia carta bianca a Gualtieri? Queste cose le ha fatte in piena e consapevole volontà o no? Era condizionato dal comportamento di Gualtieri? È stato costretto?
MAFFIOLETTI: In un certo senso si perché se non davo quello che mi aveva chiesto si ripercuoteva sulla sua famiglia
MESCOLINI: Gualtieri gliel’ha detto (di essere il numero due di una famiglia mafiosa calabrese) per intimorirla?
MAFFIOLETTI: Penso di sì
MESCOLINI: Lei si è sentito intimorito?
MAFFIOLETTI: Un po di paura c’è l’avevo
 

MESCOLINI legge uno stralcio delle dichiarazioni di MAFFIOLETTI ai CC:
“Nelle conversazioni telefoniche Gualtieri Antonio non usava un linguaggio verbale tale da evidenziare minacce dirette ma richiedeva solo denaro. Lo stesso era conscio che avrei pagato perché ero assoggettato al suo volere perché dietro di lui cera una certa famiglia calabrese, inconsciamente questo tipo di minaccia mi ha terrorizzato e spinto a pagare.”
 Termine del controesame di MAFFIOLETTI FABRIZIO.
 

Entra in aula il teste PINCOLINI MARCO

 

Esame Pincolini Marco
MESCOLINI: Conosce Vetere Pierino?
PINCOLINI: Si
MESCOLINI: Rapporti?
PINCOLINI: Mi ha pavimentato il garage di casa.
MESCOLINI: Ha mai ricevuto delle proposte di collaborazione da Vetere?
PINCOLINI: Proposte di collaborazione si forse in merito a lottizzazione o una proprietà a San Bernardo di Cremona
MESCOLINI: Conosce la General o Global Contractor Group di Vetere Pierino?
PINCOLINI: Si, per un breve periodo nel 2012 ho avuto un rapporto in merito a un lavoro. Poi si è parlato dell’andamento del mercato e del lavoro in genere. Abbiamo parlato di questa proprietà di cui era comproprietario e mi era stato offerto se volevo magari fare una operazione immobiliare.
MESCOLINI: La può spiegare?
PINCOLINI: Complesso di mobili fatiscenti da demolire. Si andava a recuperare l’area e poi si sarebbe proceduto a costruzione di appartamenti. Poi non si è fatto per con il mio architetto è andato un po’ a spulciare. Si sarebbe fatto un finanziamento come in altre occasioni.
MESCOLINI: Valore dell’affare?
PINCOLINI: Qualche centinaia di migliaia di euro
MESCOLINI: Le fu proposto il pagamento in quale modo?
PINCOLINI: Ero io che doveva pagare lui perché la proprietà era la loro.
MESCOLINI: Le è mai stata proposto un pagamento con moneta non Europea?
PINCOLINI: Si, c’era un potenziale acquirente che non credo fosse interessato direttamente per i Vetere. Mi hanno offerto di acquistare delle mie proprietà e mi avrebbero offerto di acquistarle con una moneta estera, una moneta coreana. Direttore della banca di Picena di allora, Mazzoni , chiedo informazioni. Mi disse che lo avrebbero dovuto acquistare in dollari o in altre monete, poi avrebbero potuto fare il cambio di valuta. Poi ha chiamato in direzione e che questa moneta non ha alcun valore se non in Corea.
 

Si legge in aula la dichiarazione di Pincolini resa nel 2012 al maresciallo Calì che è diversa rispetta a quella di oggi:

”Nel marzo 2011 mi recavo in via Bernini su richiesta di Pierino Vetere per discutere delle modalità di acquisto del cantiere predetto… invece di pagarmi in euro mi avrebbero consegnato questo Won (moneta coreana) che se non ricordo male provenivano non da Cutro, ma da Gioia Tauro.”
PINCOLINI: Io le ho viste queste banconote. La transazione non poteva avvenire in moneta contante. Anche volendo non è possibile fare una compravendita di importi simili con due milioni di euro o won in contanti nemmeno se fossero venuti con euro. Non si può fare.
MESCOLINI: La proposta quale fu di farsi dare del denaro in contante?
PINCOLINI: La proposta è che c’erano questi won, ma in ogni caso avrebbero dovuto depositarli prima sul conto corrente e poi farmi un bonifico
MESCOLINI: Io le sto chiedendo quella che fu la proposta. Un conto è che le venga proposto come pagamento in contanti non avendo decorso legale che lei specifica proveniente non da Cutro ma da Gioia Tauro.
PINCOLINI: Mi hanno detto che erano in possesso di questo denaro.
MESCOLINI: Se loro erano in possesso di questo denaro allora perché lei si è informato con il direttore di Banca?
PINCOLINI: Perché io non sapevo se potevano farlo in dollari, o in franchi. Ho chiesto al direttore di banca come si doveva procedere in questo caso.
MESCOLINI: Leone Russo, che rapporto aveva con Vetere?
PINCOLINI: Si conoscevano
MESCOLINI: Cosa c’entra russo in questa questione?
PINCOLINI: Immagino che Russo fosse collegato a questa questione.
MESCOLINI: Dopo la proposta di acquistare dietro pagamento di won cosa succede? Al direttore della banca cosa chiede?
PINCOLINI: Se si poteva fare una transazione con questa moneta, una compravendita con questa valuta
MESCOLINI: Conosce Mauro Sileno?
PINCOLINI: L’ho visto una volta in quanto interessato a un acquisto ma non mi piaceva a pelle e non era il caso di avventurarsi. Mi sembrava un personaggio da evitare.
MESCOLINI: Sapeva che lavoro faceva?
PINCOLINI: Poliziotto
MESCOLINI: Mauro sileno da chi le fu presentato?
PINCOLINI: Non ricordo
MESCOLINI: Ai carabinieri disse “ricordo degli incontri in cui mi presentarono Mauro Sileno e un certo Ruggiero per il reperimento della moneta coreana”
PINCOLINI: Ruggiero l’ho conosciuto in quanto conoscente dei Vetere ed è stato questo Ruggiero a presentarmi Sileno. Un giorno siamo andati a informarci in Svizzera per capire se si poteva convertire la moneta. Forse in Svizzera si poteva convertire questa moneta, invece niente, un’altra giornata di lavoro persa. In Svizzera abbiamo parlato con una persona in stretto contatto con una banca. Eravamo io, Pierino Vetere e due signori siciliani di loro conoscenza ma di cui non ricordo il nome.
Termina l’esame del PM MESCOLINI.
 

Entra in aula il teste SCARPINO SERAFINO
MESCOLINI: Conosce il consorzio General Contractor Group?
SCARPINO: Si ho lavorato presso il consorzio per un annetto tra il 2011 e 2012. Fui assunto da Vetere Pierino, lavoravo in ufficio.
MESCOLINI: Chi c’era oltre a lei?
SCARPINO: C’era Francesco Lerose e Palombella Francesco
MESCOLINI: Conosce Vetere Pasquale?
SCARPINO: Si
MESCOLINI: Vetere Rosario?
SCARPINO: Si
MESCOLINI: Di cosa si occupava il consorzio?
SCARPINO: Lavori edili
MESCOLINI: E altre Ditte? Le persone che ha citato?
SCARPINO: Erano tre o quattro soci
MESCOLINI: In relazione alle emissioni di fatture?
SCARPINO: Me ne occupavo io
MESCOLINI: Modalità con cui le veniva disposto di predisporre la fattura?
SCARPINO: Mi davano l’intestazione e mi davano il timbro. A volte le ho portate in banca, alla direttrice della banca,
MESCOLINI: conosce Lamanna Francesco?
SCARPINO: Si
MESCOLINI: Villirillo Romolo?
SCARPINO: No
MESCOLINI: Cavedo Maurizio?
SCARPINO: Si. Conosco bene Vetere Pierino. Cavedo l’ho visto un paio di volte in divisa. Lamanna Francesco ci salutavamo soltanto.
MESCOLINI: Muto Luigi?
SCARPINO: Non ricordo, non mi viene in mente
 

Il PM Mescolini termina.
 

Ore 17.45 termina l’udienza.

Trascrizione a cura di: S.D. - Impaginazione e correzione a cura di S.N.

RASSEGNA STAMPA

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