- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'udienza pomeridiana

giovedì 23 febbraio 2017

 

Stamattina è stato sentito il teste Alessandro Zeni (commercialista di Luca Rossi

amministratore unico della Serena Real Estate, risultate proprietaria della piastrelle – capo 94)

 

Per maggiore informazioni si rimanda al capo di imputazione capo 94 L'affare delle piastrelle e alla sottostante rassegna stampa.

All'interno dell'udienza sottoriportata:

controesame del maresciallo Guido Costantino, nucleo investigativo di Modena
esame e controesame del commercialista Francesco Mazzoletti, curatore fallimentare della società HEVEA Srl

esame e contoesame di Luca Rossi, amministratore unico della "Serena Real Estate"

​Ore 16.15 in aula.

Da stamane viene sentito il maresciallo Costantino del nucleo investigativo di Modena.

CONTROESAME MARESCIALLO GUIDO COSTANTINO

mar. Costantino: Ci sono diversi contatti, ne ho citati due o tre fra Bolognino, Sandrini Michele e Davide.

AVV Pisanello: ha parlato della telefonata fra Diletto Alfonso e Bolognino del 4 agosto

mar. Costantino: Nella conversazione si inserisce una terza persona indicata come lo zio di Alfonso

AVV: Quindi non è Grande Aracri?

mar. Costantino: Non ho fatto riferimento a Grande Aracri

mar. Costantino: Noi abbiamo rilevato come i trasporti da Asola a Montecchio Emilia e Gualtieri siano stati utilizzati i camion di Giglio, di Muto e talvolta di Vertinelli.

 

AVV: per quanto riguarda i trasporti del consorzio di Cutro sono trattative che Bolognino fa da solo?

mar. Costantino: Noi abbiamo evidenziato che abbia avuto dei contatti con il Consorzio

AVV: si confrontano sulla convenienza del prezzo?

mar. Costantino: No, si confrontano sulla possibilità di accettare o meno “Bolognino se ci conviene lo facciamo”

AVV: le risulta che Bolognino ha venduto le mattonelle a San Mauro, Vibo Valentia o altre zone della Calabria?

mar. Costantino: No, ha venduto a questo Rocca. La prima indicazione su Crotone la fa Buttiglieri

AVV: in riferimento ai costi avete riscontrato il pagamento di fatture da Buttiglieri a Vertinelli, i costi degli altri sono stati pagati da qualcuno?

mar. Costantino: Abbiamo riscontrato l’emissione delle fatture, non il pagamento

AVV: c’è una telefonata dove Bolognino chiede a Buttiglieri di iniziare a pagare, ci sono o no?

mar. Costantino: La 7125 si inserisce nella conversazione ambientale: Bolognino telefona in presenza di Palmo Vertinelli a Buttiglieri.

AVV: Buttiglieri dice “le farò 5 assegni”

mar. Costantino: L’ho detto nell’esame sì

AVV: In riferimento alla giornata del 26 ottobre 2012 le risulta che Bolognino e Giglio fossero insieme in Calabria?

mar. Costantino: Non ricordo, so che era con Richichi, non ricordo Giglio.

ALTRO AVVOCATO DELLA DIFESA

AVV: da quanto ho capito è una delle anime di queste indagini?

mar. Costantino: Sono uno che ha lavorato. Troppo buono, mi lusinga

AVV: questo Luca Rossi aveva queste piastrelle che probabilmente aveva preso da qualche parte, qualcosa a costo zero anche se non sappiamo la provenienza. Il rapporto che c’era fra questo signore Rossi a Rocca Antonio, se lo ricorda? Il PM ha ricordato una telefonata, ha parlato di una telefonata fra Muto Salvatore e Rocca Antonio. Rocca Antonio risponde “ho lavorato un anno e mezzo senza prendere soldi” dal tenore della telefonata dovevano essere dati dei soldi da Rossi a Rocca

mar. Costantino: Non lo so, se sia vero

AVV: questo Rocca Antonio è soggetto vicino a questa compagine emiliana o vicino alla compagine cutrese / emiliana?

mar. Costantino:

AVV: Posto che doveva avere questi soldi “vendi le piastrelle con quanto si guadagna si trattiene i soldi e il resto me lo dai”

mar. Costantino: Ho precisato proprio su questo aspetto una cosa diversa: Rocca da quello che emerge, sperava di riuscire ad entrare in questo credito adoperandosi per la vendita delle piastrelle, che però sia stato Rossi a dire di vendere le piastrelle così appianiamo il debito, non l’ho mai detto.

AVV: ci sono queste piastrelle, si vendono, tu rientri.

mar. Costantino: Nei termini in cui li ho spiegati io, è un passaggio sottile ma fondamentale

AVV: la prima cosa che fa Rocca quando c’è questo accordo, parla con il cognato.

mar. Costantino: Non posso rispondere, non so se è la prima cosa che fa

AVV: telefonata con il cognato per l’acquisto delle piastrelle… La prima o la seconda con Brescia e sfuma l’affare. Ha parlato del cognato e poi di questi acquirenti di Brescia, prima Brescia e poi il cognato, ma perché non si conclude col cognato perchè una parte deve essere fatturata?

mar. Costantino: Non l’ho specificato

AVV: l’impresa di Brescia non sappiamo perché sfuma, come terzo interlocutore Rocca Antono e Loprete contattatano i fratelli Bolognino?

mar. Costantino:

AVV: una parte dell’indagine l’ha fatta lei, sa che Bolognino ha fra i capi di imputazione un ruolo all’interno di questa società. In ragione della sua conoscenza di tecnico dall’intreccio delle telefonate, si evince il perché Bolognino Michele sia stato semplicemente chiamato come terzo, medaglia di bronzo!

mar. Costantino: Non lo posso sapere

AVV: queste mattonelle alla fine dove sono andate?

mar. Costantino: Stando a quello che è la nostra ricostruzione una parte sono state acquistate da questo Rocca di Cutro e la stragrande maggioranza fra Grande Aracri e Buttiglieri Salvatore, questo soggetto di Gioiosa

AVV: di tutti questi viaggi, per spostare le mattonelle da Mantova in Emilia e poi in Calabria, di tutti questi trasporti .... i pagamenti?

mar. Costantino: Per quanto riguarda da Mantova all’Emilia ho spiegato che non ci risultano nessun tipo di pagamento o richieste, i viaggi in Calabria abbiamo evidenza della prima fase della trattativa con il Consorzio di Cutro fino a che arriviamo alla conversazione dove si fanno riferimento a questi assegni, ma non troviamo le fatture

AVV: Buttiglieri paga Vertinelli tramite Bolognino?

mar. Costantino: Bolognino telefona a Buttiglieri e concordano la questione dei 5 assegni da dare a Vertinelli. Buttiglieri non paga le ceramiche a Vertinelli. Bolognino interviene nei confronti di Buttiglieri per il costo del viaggio.

 

mar. Costantino: La vicenda delle piastrelle non nasce per risolvere il problema di Giglio, si innesta all’interno delle problematiche di Giglio, è diverso.

Nasce in maniera autonoma e si sviluppa e viene gestito dal sodalizio emiliano.

 

mar. Costantino: Anche attraverso tutte quelle società di cui avevano disponibilità dei soggetti che avevano i mezzi che poi Bolognino decida di intervenire in favore di Giglio e di mettere su un tappeto verde queste piastrelle per sanare questo debito è un fatto diverso. Questo in riscontro alle dichiarazioni di Giglio.

AVV: fra questi riscontri c’è questa ambientale a casa di Grande Aracri. Viene mandato un certo Turrà e un’altra persona a chiedere soldi a Giglio?

mar. Costantino: Questo lo dice Giglio

PM: non lo manda Grande Aracri?

AVV: chi lo manda?.. mi spiega questi viaggi di Bolognino a casa di Grande Aracri? In sintesi

mar. Costantino: Sono state oggetto di altre due udienze, registriamo in estrema sintesi una serie di viaggi in Calabria che in talune circostanze coincidevano in talune circostanze con le visite a Grande Aracri

AVV: Grande Aracri è sostanzialmente il capo di tutti?

mar. Costantino: In Calabria

AVV: qui no?

mar. Costantino: Secondo la nostra ricostruzione no, altrimenti non celebreremmo il processo qui.

AVV: mi può spiegare questa cosa?

CARUSO: avvocato ricominciamo il processo?

AVV: tutto è in relazione a questo GA, ma non mi pare che sia tutto intorno a questo processo

Mar. Costantino: presidente, faccio fatica a capire l’intervento dell’avvocato!

 

Dichiarazione spontanea di Muto Salvatore: per il debito se veniva pagato o no con le mattonelle, ore 11.12 la telefonata che è l’inizio di tutta la vicenda

CARUSO: lei non è neanche imputato per questo capo di imputazione

Muto Salvatore: ma è stato fatto il mio nome

CARUSO: mi spiace

Muto Salvatore: Volevo fare chiarezza

CARUSO: ha diritto a parlare a sua difesa quando è imputato

Muto Salvatore: Dobbiamo fare chiarezza e salvare la verità, non si fa chiarezza… vi chiedo scusa, vi ringrazio e buonasera.

CONTINUA IL CONTROESAME DEL MARESCIALLO COSTANTINO

AVV: Quanti viaggi sono  stati fatti per queste mattonelle?

Mar. Costantino: non glielo so dire

AVV: se dico una settantina?

Mar. Costantino: Può essere, sono valutazioni che non ho citato di proposito.

CARUSO: Sono 60mila m2 di piastrelle

AVV: di quanti viaggi si sarebbe occupato Muto Antonio cl 61?

CARUSO: lei non ha dato la sua presenza chi difende?
(rivolto all'avvocato)

AVV: Muto Antonio cl 61

CARUSO: il cancelliere mi dice che non si è registrato

Mar. Costantino: Non siamo a conoscenza del numero esatto dei viaggi

CARUSO: le piastrelle sono arrivate tutte?

Mar. Costantino:

AVV: ci sono contatti diversi oltre quelli che ha citato fra Muto e Bolognino?

Mar. Costantino: Emersi in generale?

AVV: ne ha parlato nell’esame

Mar. Costantino: Ne ho citate diverse, in relazione all’episodio delle piastrelle

AVV: oltre a quelle di quella giornata, ce ne sono altre?

Mar. Costantino: Non ricordo

AVV: del prezzo del trasporto ne avete ascoltate? Che riguardano l’apporto della Muto srl?

Mar. Costantino: Non mi risulta

 

AVVOCATO FORNACIARI difesa Vertinelli

AVV: in relazione alle piastrelle, dove vengono stoccate, in quali società?

Mar. Costantino: Parzialmente presso il capannone della Giglio srl, il capannone della Sice srl e presso il magazzino di Montecchio Emilia di proprietà di Bolognino.

AVV: quali società, quali degli imputati hanno eseguito i trasporti?

Mar. Costantino: Attraverso i camion di Muto, parzialmente di Vertinelli, dall’Emilia alla Calabria, impresa Vertinelli, anche dai camion di Giglio. Emilia-Calabria il consorzio di Cutro, impresa Vertinelli e i camion di Buttiglieri

AVV: la società di Vertinelli viene coinvolta subito o in un secondo momento?

Mar. Costantino: Per quanto riguarda i viaggi Emilia/Calabria entra successivamente alla Sice. Bolognino chiede a Vertinelli di intervenire perché Buttiglieri non aveva la disponibilità dei camion

AVV: questi viaggi sono stati pagati?

Mar. Costantino: Abbiamo provato a verificare ma non abbiamo trovati i pagamenti

AVV: in relazione ai pagamenti c’è stato uno screzio fra Bolognino e Vertinelli? 18 dicembre 2012?

Mar. Costantino: Non ricordo nel dettaglio la vicenda, ricordo che Bolognino aveva fatto riferimento ad un disguido che aveva avuto con Vertinelli se non ricordo male aveva fatto cenno a non aver consegnato gli assegni

AVV:  Bolognino “tanto da minacciare di non avere gli assegni e noi i conti non li possiamo fare, ti faccio vedere io” quella intercettazione?

Mar. Costantino: Si era questa

 

AVV: in relazione alla violazione dei sigilli chi è che la esegue materialmente? I soggetti?

Mar. Costantino: Alleluia Lauro, Florio Francesco e l’autista di Buttiglieri. Richichi è il punto di riferimento per Florio e Alleluia.

AVV: loro agivano per mandato di chi?

Mar. Costantino: Che loro si trovassero lì e abbiano preso parte alla violazione ci risulta che fosse stato Bolognino Michele a dare loro l’incarico, per la violazione dei sigilli Bolognino era irraggiungibile perché impegnato, era in Calabria secondo noi con Grande Aracri Nicolino, è Richichi che smista i contatti e parla con Alleluia e Florio.

AVV: dalle vostre indagini i soggetti che erano stati in qualche modo interpellati da Bolognino per prendere le mattonelle avevano avuto disposizioni nel caso fossero stati colti nell’atto di rompere i sigilli?

Mar. Costantino: Non mi risulta, ci sono contatti successivi dove Bolognino da indicazioni su cosa dire ai Carabinieri.

 

AVV: in relazione a queste mattonelle e SECAV se non ho capito male si parlava di un fax di Bolognino. 3.10.2012 Bolognino contatta Buttiglieri per avere il fax, ha riferito che poteva trattarsi di fatture?

Mar. Costantino: Si trattava di fatture, abbiamo intercettato 4 pagine di fax

AVV:  SECAV come società è mai entrata in possesso di queste mattonelle?

Mar. Costantino: Non ci risulta

CARUSO: SECAV dove ha la sede?

Mar. Costantino: In provincia di Verona

AVV: ha riferito di quella ambientale fra Palmo Vertinelli e Bolognino in cui ci sarebbe stata questa richiesta da parte di Grande Aracri, lei riferisce che Palmo non è mai andato…

Mar. Costantino: No, nel corso di quella intercettazione Palmo dice che non vorrebbe andarci ma che vorrebbe mandare suo fratello

AVV: ci sono mai andati?

Mar. Costantino: Non lo sappiamo. Abbiamo l’ambientale della tavernetta dove Grande Arari dice: ho chiamato Giglio e Vertinelli e li ho fatti venire qua.

 

AVVOCATO IN DIFESA DI PALMO VERTINELLI

AVV: Antonio Vertinelli oltre ad essere il figlio di Palmo Vertinelli con chi è sposato, di chi è genero?

Mar. Costantino: Di Giglio Giuseppe

 

AVV: ha affermato, maggio 2012, Valerio si reca da Grande Aracri, nell’udienza del 5 ottobre del 2016 io feci questa domanda al suo collega Veroni circa i riscontri oggettivi, lui disse abbiamo contezza di un viaggio a Cutro, come fa a dire che si è recato da Grande Aracri?

Mar. Costantino: Allo stato attuale non ho queste conversazioni, posso dirle in questo momento, che denunciamo queste cose attraverso le intercettazioni oltre al filmato che inquadra il veicolo di Blasco Gaetano che si reca da Grande Aracri

AVV: da cosa deducete della presenza di Valerio nell’auto condotta da Blasco? Il suo collega ha detto abbiamo contezza di un viaggio a Cutro.

Mar. Costantino: Abbiamo dedotto questa situazione dalle intercettazioni telefoniche dell’epoca di cui adesso non ho contezza perché adesso non ho…

AVV: una sua deduzione?

Mar. Costantino: Investigativa, ci riserviamo di risponderle

AVV: sarei contento

 

AVV. Pisanello: Bolognino dice che sono di pessima qualità queste mattonelle, afferma che le butteranno via!

 

AVV: l’acquirente di questo mattonelle è sempre stato SECAV?

Mar. Costantino: Sì, assegni della SECAV a firma di Oppido Orfei

AVV: in che data sono stati consegnati gli assegni?

Mar. Costantino: Mi sembra di ricordare verso la fine del 2012, così dice Rossi

AVV: ha un dato oggettivo per dire che la SECAV era in difficoltà?

Mar. Costantino: Lo abbiamo accertato, era già in pignorazione, fallisce il 6 dicembre del 2012, non troppo tempo dopo l’acquisizione delle piastrelle

 

ALTRO AVVOCATO DELLA DIFESA

Mar. Costantino: Bonaccini della Stargres. Era emerso nelle investigazioni della Guardia di Finanza di Verona perché in contatto con Floro Vito Gianni e Giglio per le fatturazioni inesistenti, che fosse socio di una azienda nel settore ceramico e quando Floro Vito parla di andare a parlare a Sassuolo, la Stargres aveva una filiale a Sassuolo.

AVV: sono le stesse piastrelle? O si tratta di altre?

Mar. Costantino: Le piastrelle che Floro Vito avrebbe dovuto proporre a Bonaccini? Riteniamo siano le stesse. In quel fatto specifico in relazione alla questione temporale.

 

AVV: non conoscete nessun Bonaccini che ha uno show room vicino all’ospedale di Reggio Emilia?

Mar. Costantino: Non mi risulta

AVV: Bonaccini aveva rapporti con Giglio, Floro Vito Gianni, ecc…?

Mar. Costantino: Giglio Giuseppe era già apparso nella vicenda delle piastrelle

AVV: consapevolezza da parte di Gualtieri Antonio della provenienza delle piastrelle?

Mar. Costantino: No

 

TERMINA IL CONTROESAME DEL MARESCIALLO COSTANTINO

 

Entra in aula il teste FRANCESCO MAZZOLETTI, commercialista e curatore fallimentare della società HEVEA Srl

Mazzoletti: 28.11.2011. Nel corso degli accertamenti come curatore fallimentare sono venuto a conoscenza fra Hevea srl e Serena Real Estate attraverso l’avvocato Sigotti.

Tutto verteva intorno a una compravendita, oggetto un capannone industriale di Asola.

L’avvocato Silotti dell Serena Real Estate diceva che le piastrelle erano di questa Hevea srl

L’immobile era chiuso con dei lucchetti, e le chiavi non erano in possesso dell’amministratore, a me sembrava strano questo. Lui diceva di non ricordarsi di averle date ad altri.

Mi sono presentato davanti al capannone e c’era Luca Rossi, l’avv. Silotti e un fabbro chiamato da loro. "Se mi dite che aprite quel capannone io entro e vedo se ci sono oggetti di provenienza della Hevea srl. Prima di valutare la presa in possesso volevo essere certo che il capannone fosse riconducibile alla Hevea srl.

Fino al 2009 trovai contabilità, dopo no.

Avevamo colloqui che non portavano a nulla, mi disse alcuni nominativi che potessero essere riconducibili al materiale delle piastrelle, motivo in cui mi sentivo di pretendere il possesso di quel materiale. Citava un certo Cetti di Milano, una immobiliare,

PM: quando andò a fare il sopralluogo?

Mazzoletti: Marzo 2012

PM: 7 marzo 2012.

Vengono acquisite le fotografie scattate al momento dell’apertura del capannone.

Mazzoletti: Una volta aperto il capannone, Luca Rossi quel giorno mi è parso di capire che anche lui fosse sorpreso dal materiale, dalla riconducibilità non sapeva a chi appartenessero, cercava le stesse informazioni.

PM: lei ricevette delle mail da parte di Luca Rossi?

Mazzoletti: Esatto, qui ho capito che avevo ragione della non presa in possesso del materiale, Luca Rossi mi mandò per conoscenza delle mail “ho trovato un vigilantes che pattugliava il capannone gli ho chiesto chi lo mandasse e ha risposto Tempini  il produttore delle piastrelle" per me la questione era fra Tempini e Rossi, esterna al fallimento.

PM: in quel momento il capannone doveva rientrare in possesso sommario, quei beni da chi potevano essere rivendicati?

Mazzoletti: Poteva essere anche di questo Tempini, quel Cetti della immobiliare di Milano

PM: Di tutti quelli che vi furono indicati come potenziali possessori, nessuno di loro avanzò richiesta di restituzione del materiale?

Mazzoletti: Nessuno

TERMINA L'ESAME DEL DOTT. MAZZOLETTI

CONTROESAME DEL DOTT. MAZZOLETTI

AVV: aveva quantificato il valore della merce presente nel magazzino?

Mazzoletti: Ho fatto fare una stima non ufficiale, mi dissero che c’era da una parte una quantità ingente di merce, ma che si trattava di fondi di magazzino perché sparsa, dall’altra a catalogo potevano valere un centinaio di migliaia di euro.

AVV: mi può confermare che Luca Rossi non ha mai reclamato la proprietà delle piastrelle?

Mazzoletti: No, voleva anche che li prendessi in carico

AVV: è stato sentito in fase di indagini?

Mazzoletti:

AVV: questi nomi Cetti e Tempini li fece anche all’epoca?

Mazzoletti:

AVV: Sandrini Davide le dice qualcosa?

Mazzoletti: No

CARUSO: ci scusi per averla chiamata a quest’ora, abbiamo dei ritmi che ci impongono …

 

TERMINA L'ESAME E IL CONTROESAME DEL DOTT. MAZZOLETTI

 

Entra in aula Luca Rossi amministratore unico della Serena Real Estate

ESAME DI LUCA ROSSI

CARUSO: il sig Rossi viene sentito nella qualità di persona indagata nel procedimento connesso

PM: è stata stralciata la posizione sostanzialmente

CARUSO: è un indagato formale, di fatto non archiviato, se intende rispondere

ROSSI: Sì.

Sono libero professionista. Ho gestito la Serena dal 2011 sino al marzo del 2016 e poi è stata dichiarata fallita.

CARUSO: conosce tale Zamboni?

Rossi: Nicola. Zamboni doveva procedere con i lavori, si era avvicinato ad Antonio Rocca per chiedere se poteva fare questi lavori. Gli suggerii io Rocca per il rapporto qualità/prezzo. Ho lavorato attraverso la società, ho iniziato a lavorare dal dicembre del 2009 sino al 2010 con Antonio Rocca. Rapporti regolari, senza problemi particolari. A un certo punto abbiamo avuto dei problemi con una società per la mancanza di liquidità e lui si era un po’ agitato ed andava a interferire. Era un po’ violento più dal punto di vista verbale che fisico, a volte si lasciava andare a frasi del tipo “io ti ammazzo, ti spacco la faccia”.

CARUSO: si è mai informato di eventuali collegamenti di questa persona con la ’ndrangheta?

Rossi: No, non l’ho mai pensato

CARUSO: veniamo al problema specifico, a un certo punto nel 2010 stipula un contratto di compravendita con la società "Evea" (…)

Rossi: Il contratto è stato stipulato attraverso Maurizio …. Presentato da una persona che faceva l’immobiliare a Mantova. Serena aveva immobili nella provincia di Mantova, questa società li aveva nella provincia di Mantova. Ho promesso un capannone e degli appartamenti. Gli appartamenti sono stati venduti, il capannone era in promessa di vendita, hanno tergiversato, non siamo andati a rogito. Loro non avevano più soldi e le banche non facevano più credito. 

CARUSO: ha consegnato il capannone a EVEA?

Rossi: Ci avevano chiesto di avere le chiavi per farlo vedere a dei potenziali clienti. Ho dato le chiavi. C’è stato uno scambio importante e contrastante. Non sapevo cosa veniva fatto dentro il capannone. Una persona che viveva lì vicino mi ha detto che c’erano dei camion, ho chiamato Maurizio e gli ho detto quello che mi avevano riferito. Mandai un mio professionista di Mantova, fammi una verifica dentro al capannone. Questo signore ha fatto delle foto attraverso gli oblò. Vedeva dei bancali e dentro probabilmente c’erano delle ceramiche.

CARUSO: ha chiesto conto all’amminsitratore di Evea?

Rossi: Sì, ha risposto che quel capannone era nella loro disponibilità e ci facevano quello che volevano. Io ho attivato altre corrispondenze formali legali sostenendo che non avevano questo diritto.

CARUSO: le disse cosa c’era dentro?

Rossi: No

CARUSO: la società fallisce, lei fa entrare il curatore nel capannone?

Rossi: Io non avevo le chiavi, ci siamo messi d’accordo col curatore e abbiamo convocato un fabbro. Abbiamo trovato una serie di bancali immagazzinati in maniera ordinata e occupavano un bel po’ di superfice

CARUSO: alla fine i bancali sono rimasti in carico a lei, perché non li voleva?

Rossi: Perché non era mio ed era in fallimento.

CARUSO: il materiale lo possedeva, lei cosa pensa di fare?

Rossi: Dovevamo tornare in possesso del capannone per poterne usufruire, una volta liberato è stato affidato a una società lì di fronte. Ho pensato di trovare qualcuno che fosse interessato a rilevare parte di questo materiale. Prima a dei rappresentanti che giravano per la Marazzi, ma non interessava, e molto più avanti, sono state vendute delle piccole porzioni, e a un certo punto Antonio Rocca viene a sapere che esistevano, mi pare che glielo avessi detto io, gli dissi che volevo venderle. Antonio disse che aveva trovato un acquirente, io dissi va bene basta che facciamo le cose in maniera regolare. Arrivò un giorno e mi presentò Stefano Sartori un geometra che lavorava per una azienda interessato all’acquista. Parlammo. Lui mi ha detto "ti lascio questi 4 assegni del MPS in bianco e tu ti informi sulla società SECAV. Mi disse "prendi informazioni e ci ritroviamo fra una settimana e vediamo se è fattibile". Mi informai presso la MPS e attraverso un canale istituzionale: il comandante della caserma dei Carabinieri di Crotone, ho chiesto informazioni su questo soggetto. Ho ricevuto cose positive e quindi gli assegni sono buoni, non ci sono problemi.

CARUSO: il sig Sartori le disse in che funzione agiva?

Rossi: "Sono quello che fa questi tipi di acquisti per la SECAV". Con Rocca Antonio ho avuto rapporti amichevoli buoni.

CARUSO: riceve gli assegni, 5 per la verità. Assume le informazioni, ottiene le informazioni e quindi decide di vendere, cosa succede?

Rossi: La fase di vendita è stata articolata nella gestione tecnica, perché per evitare problemi perché l’importo era importante, chiesi al geometra Stefano Sartori (che poi scoprii essere un’altra persona). Voglio avere le carte dei camionisti che vengono a ritirare la roba, chi sono e quando vengono. Mi mandò il fax con la carta d’identità, Rizzo Pasquale, un foglio excell con tutte le targhe dei camion segnando quando venivano e cosa portavano via. Il materiale è stato smaltito a cavallo di ferragosto nel 2012. In quel periodo loro avevano gli stessi autisti mi dissero che avevano avuto difficoltà con il carico dei pomodori... il primo assegno aveva una data anticipata rispetto al completamento del carico. Loro portavano il materiale e contestualmente effettuavo il pagamento. Gli assegni erano post-datati. Gli altri rispetto al ritiro di 30-60 giorni. Questo assegno doveva scadere alla fine di questo ritiro. Me lo portavano avanti di 8 giorni e portano via il materiale, poi mi arriva l’esito del primo assegno versato.

CARUSO: avevano portato via tutto?

Rossi: Sì. L’importo era di 250mila euro.

CARUSO: ha cercato di recuperare il denaro?

Rossi: Il numero di telefono di Sartori non era più reperibile, sono andato a fare la denuncia. Non ne ho più saputo niente.

CARUSO: al suo amico Rocca ha chiesto?

Rossi: Sì e lui mi ha detto “non è mica colpa mia”. Lui me lo presentò lui come Stefano Sartori.

CARUSO: ha avuto conversazioni telefoniche?

Rossi: Della Secav sì. E’ stata mandata una raccomandata alla Secav e sia delle email poi ho chiamato una signora, segretaria della Secav, che ha detto di aver ricevuto la documentazione. Ho scritto alla signora Marianna Pataccini.

CARUSO: non ha parlato con nessun altro?

Rossi: Col geometra Sartori

CARUSO: ha conosciuto Rizzo Pasquale?

Rossi: No mi ha mandato la sua carta d’identità. Per ragioni di lavoro ho chiesto a Sandrini Davide la disponibilità se poteva dare una mano prendendo nota dei carichi.

C’è un processo per truffa dove ho testimoniato nel 2016.

All’interno di questa vicenda ho conosciuto questo Sartori e Salvatore di Cremona.

 

Viene mostrata una foto: “è somigliante al geometra Sartori”

CARUSO: è lui o no?

Rossi: A distanza di tanto tempo è difficile dare una certezza

 

CARUSO: dopo ha saputo che non era Sartori, quando?

Rossi: Nel febbraio del 2015 quando sono stato coinvolto in questa vicenda e un indagato faceva riferimento a questo soggetto. Io non l’ho più rivisto.

CONTROESAME DI LUCA ROSSI

AVV: nel 2012 di quante società era titolare?

Rossi: Nel 2012 non ero titolare ma amministratore di 4 società

AVV: aveva dato le chiavi a qualcuno a chi?

Rossi: Al geometra Rei che agiva per conto del suo datore di lavoro, era architetto all’interno di questo studio. Eravamo dal notaio.

AVV: ah ok ho capito. Che tipo di lavori ha svolto, che rapporto aveva avuto con Rocca?

Rossi: Era operatore di una società, la DEMA srl e Piramide SRL. Compravamo dei terreni, facevamo dei lavori di edilizia attraverso regolari appalti, gli commissionavo determinati tipi di lavoro, dal 2009 al 2010.

AVV: Rocca lavorava per lei?

Rossi: Sì attraverso le società

AVV: l’ha sempre retribuito?

Rossi: Esisteva un accordo per cui lui mi aveva chiesto di lavorare perché era scarico e io gli dissi che non avevo una grossa liquidità, ma ho dei cantieri da portare avanti e lui mi disse che gli interessava mantenere in attività la sua manovalanza. Gli pagai circa 100mila euro e alla data del 2012 quando è nato questo problema delle mattonelle Antonio, anzi DEMA, vantava un credito di 10 o 5mila euro.

AVV: è in grado di produrre documentazione su questo?

Rossi: Bisognerebbe ricostruire i pagamenti fatti alla DEMA, tutti avvenuti attraverso bonifici, assegni e fatture. Non penso sia un problema.

AVV: una persona che conosce la informava che arrivavano dei camion, come si chiama?

Rossi: Si chiama Alessandro Piccolo, faceva l’imprenditore edile aveva gli uffici a 100 mt dal capannone. Un giorno ho incrociato un signore della vigilanza e gli ho chiesto cosa stava facendo e lui mi disse che faceva vigilanza per Evea per controllare il materiale che c’era dentro.

AVV: ha fatto lei questa domanda?

Rossi: Sì. Era Raffaele Caruso, del corpo dei vigili dell’ordine di Mantova.

AVV: ha stimato il valore delle mattonelle?

Rossi: Circa 250mila euro. A Mantova la situazione delle mattonelle era conosciuta molto. Per venderle avevo usato un canale che usa anche il tribunale. Tutti sapevano cosa costava e il valore.

AVV: il soggetto con il quale ha trattato la vendita era sempre e solo la SECAV?

Rossi: Sì, abbiamo stipulato un accordo verbale. Ho mandato una raccomandata per formalizzare la cosa. E’ stata ricevuta. Abbiamo mandato delle comunicazioni mail e ci siamo sentite con questa signora.

AVV: lei riceve gli assegni a fine luglio?

Rossi: Erano in bianco con il timbro di SECAV e me li diede la prima volta a fine luglio, quando abbiamo organizzato tutto Sartori alias mise l’importo e le date e il primo andò all’incasso (24.000 euro). Presi informazioni al Monte dei Paschi di Siena e sono andato a chiedere informazioni al luogotenente Tessa Maurizio comandante dei carabinieri di Crotone, su Oppido e Secav. Era la prima volta che vedevo Sartori.

PM: i suoi rapporti con Rocca.. fino a un certo punto è andata molto bene, poi…

Rossi: Dopo questa vicenda delle mattonelle e di come sono andati gli assegni ho ritenuto di non aver più nulla a che fare con Rocca. Ho chiuso anche per non litigare, c’erano da risolvere fatture per 3500 euro in sospeso, le ho pagate, e non ho voluto più avere nessun rapporto.

PM: ha parlato di un movimento di camion

Rossi: Legato al processo a Mantova.

PM: chiederei se può lasciare le mail inviata alla Secav

Rossi: Posso lasciarle

 

AVV: aveva fatto dei preventivi per lo smaltimento delle mattonelle?

Rossi: Era impossibile perché erano circa 3500 m2 di bancali, sarebbe stato troppo costoso e non sapevo dove metterle. Non era materiale da gettare, erano mattonelle che si usano per fare rivestimenti, non ci eravamo posto questo tipo di problema.

 

TERMINA L’ESAME E IL CONTROESAME di Luca Rossi

 

PROSSIME UDIENZE:

venerdì e sabato 3 e 4 marzo (sabato fino alle 14)

PROSSIMI TESTI per VENERDI’ 3 MARZO:

Bonazzoli Luciano, Signifredi Paolo e Mar. Gostoli nucleo investigativo di Mantova in relazione alla vicenda Pesci.

TESTE PER SABATO 4 MARZO: mar. Veroni sul capo 53.

 

​​​ORE 19.55 TERMINA L’UDIENZA

a cura di: S.N.

RASSEGNA STAMPA

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Sito gestito in forma puramente volontaria a cura di: movimento Agende Rosse di Salvatore Borsellino - gruppo Mauro Rostagno - Modena