- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'intera udienza

giovedì 22 giugno 2017

Riporto la trascrizione presa in diretta e pubblicata su Facebook.

WORK IN PROGRESS: provvederò prima possibile a "sbobinare" la trascrizione dell'udienza.

​All'interno dell'udienza:

ESAME DELL’IMPUTATO GIANLUIGI SARCONE a cura del PM Mescolini

ESAME DI FLORO VITO GIANNI a cura degli avvocati della difesa

ESAME DI FLORO VITO GIANNI a cura dell’avvocato Mancino in difesa di Brescia

ESAME DI FLORO VITO GIANNI a cura dell’avvocato Granato in difesa di Baachaoui Moncef

ESAME DI FLORO VITO GIANNI a cura dell’avvocato Filocamo in difesa di Aiello Giuseppe e Lerose Salvatore

RINUNCIA dell’avvocato Facente alla difesa di RIILLO PASQUALE

ESAME DELL’IMPUTATO ZAPPIA GIUSEPPE da parte dell’avvocato Filocamo

ESAME DI BARILLARI ANTONINO da parte degli avvocati della difesa

ESAME DELL’IMPUTATO GIGLIO GIULIO a cura dell’avvocato della difesa Filocamo per BOLOGNINO SERGIO

ESAME DELL’ISPETTORE CAPO CARBONI FABRIZIO operante presso la squadra mobile di Genova

ESAME DELL’ISPETTORE CAPO CARBONI FABRIZIO operante presso la squadra mobile di Genova a cura dell’avvocato della difesa FILOCAMO per Bolognino Sergio

 

 

Ore 9.40 entra la Corte e inizia il lungo elenco degli imputati.

 

Presente dall’Aquila in videoconferenza Bolognino Michele.

Presente da Ascoli Piceno in videoconferenza di Ursini Mario.

Presente da Parma in videoconferenza Floro Vito Antonio classe 80.

 

Presenti alcuni testi per SARCONE NICOLINO.

Riprende l’esame di SARCONE GIANLUIGI.

 

AVV Pancari in sostituzione dell’avv. Facente per la posizione di Blasco vorrebbe fare alcune domande.

PM Mescolini: è un po’ singolare processualmente, ma non c’è opposizione.

 

AVV Pancari: quando lei ha parlato delle quote delle società Ambiente Design, le quattro quote al 25% parlava di Euro Grande o Euro Costruzioni

SARCONE G:Euro Costruzioni

AVV: poi ha detto che Blasco metteva le garanzie per le persone da lui portate in che senso?

SARCONE G:Era colui che appaltava a queste persone e io mi sentivo garantito da questo fatto perché era anche socio, se le persone non pagavano potevo rivolgermi a lui. E’ capitato qualche volta.

AVV: grazie ho terminato

 

PM Mescolini: le chiedo di tornare al 1990, leggere la sentenza è una fatica perché scritta a penna.

SARCONE G:Quale sentenza quella del tentato omicidio?

PM: esatto… se ci riesce a spiegare cosa accadde

AVV: c’è opposizione, sono fatti dei primi anni 90 c’è una sentenza. Abbiamo chiesto solo la cronologia degli avvenimenti…

CARUSO: può avvalersi della facoltà di non rispondere

SARCONE G:voglio rispondere

PM: cosa successe e perché

SARCONE G:c’era questa convivente di mio fratello Nicolino che è stata trovata in quell’occasione della morte di Villirillo, vicino a questo. Da lì è partita l’indagine che ha portato i CC a interrogare questa signora.

PM: le chiedo di parlare di quello che riguarda lei, suo fratello è stato peraltro assolto. Qualche anno prima un tentato omicidio per cui venite condannati insieme agli altri

SARCONE G:sono innocente di quel fatto

PM: vuole rendere dichiarazioni?

SARCONE G:del fatto che sono innocente lo so, altro non so

PM: li conosceva questi personaggi?

SARCONE G:Bevilacqua sì, Sorrentino di vista

PM: Lamanna Francesco lo conosceva in quel periodo?

SARCONE G:Non che avessi frequentazioni, avevo 18 anni… Diletto abitavamo vicino lo conoscevo da bambino. Macrì Antonio l’ho conosciuto in carcere… a Cutro ci conosciamo tutti.

PM: per conoscersi intendo avere rapporti

SARCONE G:Non c’ho rapporto

PM: facciamo un salto, per quanto riguarda il suo secondo episodio che l’ha visto coinvolto con la giustizia avviene in materia di stupefacenti

SARCONE G:Il primo episodio è dell’89. Eravamo qui a Parma facevamo lo spinellino, la cosa, nel giretto dei nostri amici avevo comprato questa droga e la vendevo…

PM: perché stava a Parma?

SARCONE G:Io mi sono emigrato a Madonna di Campiglio con mio cugino Bonifazio e mi sono fatto male al cantiere e sono venuto qui a RE, mi hanno arrestato a Parma ma stavo a RE

PM: l’appartamento che ha citato, quando mio fratello Nicolino ha dato un indirizzo che è quello di dove abitavamo noi fratelli, lui stava in via Pistelli a Parma, ho capito bene? A Reggio… ha mai abitato a Parma?

SARCONE G:No

PM: intrattenne relazione con una persona proveniente dall’est da cui nacque in figlio che ebbe poca vita

SARCONE G:A Parma no, sì ricordo del figlio. Aveva questa convivente, lui è uscito più volte dal carcere… quando è andato in via Pistelli è l’uscita del carcere… non so in quel periodo bene la sua collocazione con la famiglia. So che prese questo appartamento…

PM: la perquisizione le venne fatta quando fu arrestato Nicolino per Edilpiovra

SARCONE G:No, nel 2004 , 14/15 di maggio trovarono questa arma, Nicolino non era uscito.. trovarono la patente contraffatta.  Interviene questa legge, perché avevo preso una condanna che superava un certo numero di anni, mi ritirarono la patente e io stavo lavorando, così ho falsificato la patente

PM:torno alla vicenda di Parma e della sostanza stupefacente, chi erano gli amici?

SARCONE G:Tutti di Parma, di RE, erano di qua non meridionali. Noi ce la facevamo in un bar vicino ai portici e stavamo dalla mattina alla sera in questo bar… era eroina

PM: parlando della Salerno costruzioni ha detto di una società Azzurra Costuzionipercui non ho ben compreso

SARCONE G:glielo spiego

PM: quale rapporto c’è stata fra lei e questa società

SARCONE G:Salerno, il papà di quello che è venuto qua a testimoniare è una persona che da 40 anni è a RE, mio zio che mi diede da lavorare, suo figlio e sua figlia si sono sposati. Ho conosciuto Salerno. Mi ha venduto il lotto di terra nel 2005. Mi sono conosciuto col papà, ho comprato il terreno da lui e in cambio mi ha dato del lavoro, nel centro direzionale dove c’era il negozio… può darsi che erano ESSE 3 e poi la Sarcia… erano i miei due bracci armati delle società

PM: lei sa sparare con la pistola?

SARCONE G:Con quella del luna park sì

 

SARCONE G:Giovanardi fece un intervento in occasione dell’interdittiva dei f.lli Baraldi dove il senatore diceva le stesse cose che dicevo io, alle cooperative non capitava nulla, mentre ai Baraldi sì, per stare tranquillo non bisogna lavorare con dei calabresi

PM: mi riferisco all’intervista resa dal fratello dopo la condanna

SARCONE G:Io ero all’estero all’epoca non l’avevo letta, Nicolino dalle intercettazioni che ho prodotto, era il periodo in cui era stato cacciato e discutevano dove fare questa intervista…

PM: quello che dice suo fratello corrisponde alla verità ho aggiunto del suo, a un certo punto invitiamo Pagliani… il fratello nel rispondere a domande precise dice quanto avvenuto nella sera, gli viene fatta una domanda in relazione a quanto avvenuto

SARCONE G:Abbiamo parlato a livello locale di giornali, nazionale… non era nel giornale nazionale

PM: ha detto mi pare che ha conosciuto Giglio come nome per il fatto che vi fu una fornitura di piastrelle cui precedette direttamente Nicolino … lui si firma come Nicola?

SARCONE G:Nicola… dipende dove… mia mamma ci teneva che si firmasse Nicolino… quando firma un documento ufficiale si firma Nicolino

PM: siamo nel 2008 e sente parlare di Giglio, qualche tempo dopo 3 anni dopo, lei è al colloquio con Falbo e apprende di un problema con Giglio e a gennaio dice “ti ricordi di quello a cui portammo le piastrelle? Ce l’hai il numero”? C’è qualcosa che le rimase impresso di quella consegna?

SARCONE G:Che tardava a pagare… io avrei dovuto in assenza di Nicolino, farmelo dare,presentarmi da Giglio… mi è sembrato più normale che lo chiamasse mio fratello. Se ci fate caso tutte le intercettazioni in un anno e mezzo di litigi non c’è mai la parola denunciare. Alla riunione quando c’ero io, l’ha detta, in mia presenza

PM: c’è un periodo non molto lungo in cui parla dei conti. C’è stato qualcun altro con cui ha parlato?

SARCONE G:Sempre e solo con Falbo finchè non ci siamo incontrati il 28, con suo padre e suo fratello. I conti non si potevano guardare… se c’è un fallimento, ho guardato dei compromessi a cui Giglio non dava seguito. Al GIP dal primo giorno… Falbo dice che ha subito una estorsione…. Falbo mente, c’erano le carte che l’aveva ceduto lui. Poi mi sono incontrato in carcere con il commercialista Clausi..

PM: con Diletto ne parlò?

SARCONE G:Era lì

PM: l’interessamento di Diletto di entrare nel fallimento

SARCONE G:Falbo mi disse questi qua sono una combriccola e io gli davo del deficiente, Falbo è parente con Diletto, il fratello di Falbo ha sposto una Diletto, poi hanno divorziato, c’è una lite… Diletto lo incontro lì, per me è una sorpresa…

PM: il 28 rinnovò la sua attenzione?

SARCONE G:Diletto era convinto che Falbo… aveva sempre sentito la campana più di Giglio, era convinto che era lui che aveva fatto il fallimento, non credeva a Falbo. Io ero totalmente schierato, come se fossi un Falbo. Solo nell’interesse di Falbo

PM: suo fratello aveva saputo qualcosa?

SARCONE G:Col fatto dell’Ambiente Design, del fallimento lo sapeva, del bordello… le voci dicevano che Giglio avesse fregato lui…

PM: di Bolognino comprese perché era presente?

SARCONE G:No, non c’era un perché … era lì passivamente,non ha interagito

PM: quelli coinvolti erano Giglio,Cappa, Pallone e Falbo

SARCONE G:E io ogni tanto intervenivo…

PM: conferma che non ricorda di altre riunioni?

SARCONE G:Me ne ricordo due, l’avvocato Pisanello parla di 3 ma io sinceramente non ricordo.  Scavalcammo Cappa che a detta di Falbo è legno duro, tentiamo da Pino… sperando che lui…Pino era quello che tutto sommato voleva pure ridare le quote

PM: parlò mai con Brescia Pasquale prima delle riunioni?

SARCONE G:Mai

 

PM: molti degli attuali imputati li ha conosciuti in carcere, può dire quelli che già conosceva?

SARCONE G:Sono 250…

PM: non le chiedo i prestanome

SARCONE G:Belfiore Carmine, Sestito Salvatore…

PM: il posto dove lei lavorava durante gli anni, alla fine fisicamente il suo posto di lavoro dove andava era il Wardhouse (verificare) prima era altrove?

SARCONE G:La mia sede è a Bibbiano. Poi ci siamo divisi con Carmine. Dal 2012 in poi non ho più seguito la Sarcia.

PM: lei non compare nella Sarcia

SARCONE G:Perché compaio in Esse 3 all’epoca, la concorrenza Zaccarelli, reggiani, nella zona mirandolese aveva gelosie… facemmo la sede giù per non farli scoprire…

 

AVV difesa: il presidente in riferimento alla vicenda Sorbolo ha parlato di mediazione. Si è trattata di una mediazione da parte sua?

SARCONE G:Voi date una importanza ai termini particolare. Ero la spalla di Franco, lui si sentiva meglio che c’ero io, l’ho supportato, lui non riusciva a parlare.

AVV: si faceva forte perché?

SARCONE G:Perché questo è stato in carcere… io so parlare…

AVV: Falbo sapeva delle sue competenze? Del lavoro di cui si occupava

SARCONE G:Quando mi ha sentito parlare, dove sei stato… gli ho spiegato le leggi, le procedure, perché questi sbagliano per ignoranza… tanti errori aveva fatto lui, per un certo punto di vista aveva ragione Giglio, aveva combinato un patatrack…

 

SARCONE G:Falbo si era messo in testa di recuperare i soldi dal fondo delle vittime delle estorsioni… tu hai firmato carte, con Falbo abbiamo parlato a cuore aperto di tutto… lui parlava solo con me, mi spiegò dei prioiettili… e dissi fai quello che devi fare, se mi avesse ascoltato… sapeva pure di qualche casino fatto da lui a livello amministrativo… lui avrebbe preferito trovare un accordo, ma non si trovava

 

TERMINA IL CONTROESAME DI GIANLUIGI SARCONE

 

NDR: Viene proposto di ascoltare come teste una signora in merito a un processo di omicidio … la signora che fornì l’alibi che evitò l’indagine a Gianluigi Sarcone.

CARUSO: la sentiamo.

 

Entra in aula l’imputato FLORO VITO GIANNI detto Giuseppe

 

Gli avvocati chiedono qualche secondo per parlare con Floro Vito Gianni.

 

ESAME DI FLORO VITO GIANNI A CURA DEGLI AVVOCATI DELLA DIFESA

AVV: quando arriva in Romagna?

FLORO VITO G.:Ho finito la licenza media e nel marzo del 93 compio i 15 anni e faccio il libretto del lavoro e il 24 marzo parto per RE. Avevo 15 anni. C’era mio fratello Floro vito Servino e Giuliano e sono andto ad abitare con loro. Nel 96 con l’aiuto di mio padre a 18 anni ho comprato il mio primo appartamento, un mutuo di 100 milioni. Fine anni 90 inizio duemila, prima lavoravo con i miei cugini, faccio la mia società avevo tra dipendenti e artigiani 35/40 persone. Nel 2001 vendo questo appartamento pagato a 175 milioni a 200 milioni e passa, e compro una villetta, 330 milioni. Nel 2003 mentre facevo lavori di carpenteria con i miei soci, costituiamo la FGC dove costruiamo 16 appartamenti.

AVV: gli affari vanno bene?

FLORO VITO G.: sì sono stato sempre bene economicamente. Dopo aver venduto tutto costituisco la Floro Costruzioni, mio padre e mia madre avevano un negozio di scarpe e abbigliamento. Mia madre non stava bene e mi sono portato su mio padre e mia madre a RE. Gli ho affittato un appartamento. Nel 2005 mi sono diviso con i misi soci Caraglia Giuseppe e Floro Vito Giuliano e ho acquistato a Ca’ del bosco. Avevo venduto la villetta a 250mila euro a un maresciallo della finanza di RE. Con Gentile Domenico abbiamo investito per la costruzioni di altri appartamenti con anche Caccia Salvatore. Abbiamo acquistato il terreno. Poi creiamo la Immobiliare 3 con Caccia e Domenico. Lavoravo in modo regolare. Mentre costruivo questi appartamenti, facevo altri investimenti per mio conto. Lotti di terreno in una frazione di Vezzano sul Crostolo. I proprietari mi compravano due appartamenti. Ce ne venivano 8. Do la caparra e il lotto lo vendo a mio cugino, mi sono rogitato il terreno della villetta e poi man mano che mio cugino costruiva per portar dentro acqua, luce eccetera ho iniziato a urbanizzare il lotto di questa villetta. Ci avevo guadagnato sul lotto di mio cugino, avevo avuto un mutuo… non ho tirato fuori niente.Mi arriva l’acquirente.Lo vendo per 216 mila euro, guadagno questa cifra senza sborsare niente. Viene Burani Corrado della Vilma ascensori (verificare). Ho comprato 6 lotti…. Era un po’ troppo, vorrei vendere e Gentile disse che li avrebbe presi lui. Facciamo il rogito e nel momento in cui io compro questi lotti, Giorgio Cristoforo mi paga il lotto che aveva comprto per 200mila euro… siamo nel 2008/2009… novembre 2009. Dopo l’atto glieli cedo a Gentile alla sua società. Nel 2010 a marzo compro un altro lotto di terreno pagato tutto con i miei soldi, su quella costruzione che avevo venduto restituisco alla banca 120mila euro… e avevo ancora un debito… siamo nel 2010 con Riillo Francesco e Gentile man mano che andavamo avanti loro avevano sempre bisogno, non avevano soldi… non è come riferisce Giglio. E’ vero che mi dovevano dare dei soldi… alla banca risultavano ancora le mie firme a garanzia. Infatti io in una intercettazione ne parlo dove sono sempre al telefono con Gentile… non ti faccio più assegni. Nel 2012 non volevo più pagare. Nel momento in cui fai un assegno a chi l’hai fatto devi pagare… E dico se non mi pagano l’assegno vado dall’avvocato e mi riprendo tutto indietro. Io mi rivolgo all’avvocato non alla ‘ndrangheta.

 

FLORO VITO G.:Il direttore della Banca mi avvisa che mi deve mettere in segnalazione perché non riceveva i pagamenti. Per non andare in sofferenza ho svincolato 50mila euro e ho pagato io la rata di 44mila euro. Giglio lo conosco nel 2011, nel 2010 non lo conoscevo

 

FLORO VITO G.:allora si pagava indagine capitano… Giuseppe Vertinelli lo chiamiamo capitano. La guardia di finanza fa l’indagine e dice che i soldi sono di Giglio Giuseppe…

AVV: ci arriviamo, un attimo. Lei è ammissivo sulle società con cui venivano fatte fatture per operazioni inesistenti

FLORO VITO G.:Ferrarini… altre aziende, anche aziende dove ho lavorato regolarmente

AVV: che origine aveva questo denaro?

FLORO VITO G.:I miei risparmi che utilizzavo

AVV: le somme di cui ci ha riferito prima

FLORO VITO G.:Il mio livello di vita è sempre stato medio alto

AVV: ci spieghi il meccanismo delle fatture per operazioni inesistenti

FLORO VITO G.:Variava il vantaggio, quando facevo le fatture con Ganci, dividevamo. Bonaccini mi dava tutta l’Iva… Giglio il 5/6%. Giglio l’ho conosciuto a marzo aprile 2011, ci sono le intercettazioni. Mi aveva chiesto se gli portavo dei soldi in contanti e lui mi avrebbe fatto il bonifico dopo qualche giorno. Lui comprava il materiale inerte, il gasolio, vi racconto tutta la storia di Giglio. E io gli ho detto che non avrei pagato. Le condizioni non mi stavano bene. Se ti porto il contante  mi fai il bonifico, non mi fidavo.

AVV: il vantaggio di Giglio?

FLORO VITO G.:Inizio dal 2011 qual’era il vantaggio di Giglio. Lui ha iniziato nel 2011, settembre/ottobre/novembre gli potavo i soldi… poi è iniziato l’amicizia. Mi sono sentito sfruttato da lui sentendo le intercettazioni.

FLORO VITO G.:Il 9 settembre io i Vertinelli neanche li conosco. Giglio parla con Giuseppe Vertinelli, io gli stavo portando dei soldi. Giglio questi bonifici li fa per coprirsi con la Secav… non sapevo dove li faceva transitare lui. Sulle ultime 40 operazioni si vedono solo i numeri non chi ti ha fatto il bonifico… io l’estratto conto l’ho chiesto dopo l’arresto… ascoltando le intercettazioni ho capito che i soldi che transitavano sulla Secav

CARUSO: li faceva sul suo conto a sua insaputa?

FLORO VITO G.:Questa non è falsa fatturazione è tutta supportata alla Giglio srl, liquidità che andava per acquistare materiale inerte e gasolio per acquistare in nero. Giglio ha sempre cercato di avere una fideiussione per comprare il gasolio, ma non gliel’hanno mai fatta.

Gli unici timbri che troviamo sono quelli che dava agli autotrasportatori. Era tutto supportato alla Giglio. Si comprava il materiale inerte in nero, lo rivendeva. Giglio nel 2011 è in difficoltà. Quando arriva novembre 2011 i fratelli Ottombrini (…) gli fanno dell’insoluto, poi c’è la questione Pelaggi, gli vengono a mancare i soldi. Quando i pagamenti arrivavano regolarmente ce la faceva. Allora cosa ha pensato?  L’utile dell’autotrasportatore è dopo 90 giorni… quando a Giglio mancano i soldi per non far andare in difficoltà la Giglio crea il sistema di comprare il gasolio in nero. Si compra tutto in nero. Una società andava a supporto della Giglio, l’altra era in stand by pronta se fosse servita. Paga tutto in nero, pezzi da ricambio, gomme, tutto quello che fa.  Giglio nelle conversazioni (l’imputato cita tutte le intercettazioni), si prende i soldi di Blasco. Falsa fatturazione la faceva con la Trasmoter. Trovo solo un bonifico di Aversa nel 2012 sul conto della Trasmoter di 33mila euro…

AVV: ma queste cose le ha imparate dalle intercettazioni?

FLORO VITO G.:Sì dagli estratti conto e dalle intercettazioni

AVV: avevate un rapporto di amicizia?

FLORO VITO G.:Sì, con Giglio a fine 2011 eravamo in buoni rapporti, uscivamo insieme… vorrei far capire che mente diabolica è questo personaggio. Lui va giù in Calabria perché c’era la sua amante che doveva prendere la patente della moto. Mi chiama e mi dice, “tu lo sai che mia moglie non sente la tua voce sospetta qualcosa… io chiamo mia moglie così sente la tua voce e si rassegna” e io va bene. Chiama sua moglie e avvia l’altra telefonata. E io dico fai attenzione che c’è una macchina li davanti. Sua moglie questa cosa non se l’è ingoiata. Mi richiama il giorno dopo e mi dice vai in ufficio ti ho fatto un biglietto aereo che mia moglie vuole sentire la tua voce. Io prendo l’aereo e vado giù e lui chiama sua moglie per far sentire la mia voce. Un’altra volta per portarmi con lui… “Giuseppe mi chiamano così, anche i miei genitori, devo andare a Termoli vieni con me” cosa faccio vengo a tenere la candela, se vai con lei… E mi richiama. E mi dice vai a casa, fatti un bagaglio e vieni in ufficio e vieni con me a Termoli che ho chiamato una escort… per portarmi con lui, faceva di tutto…..

CARUSO: mi pare che lei ci andava…

FLORO VITO G.:E presidente se mi invitano “a pasta e carne” lei che fa?

AVV: lei non era accompagnato da nessuno, quindi non faceva nessun torto

FLORO VITO G.:Il 17 agosto 2014 Giglio fa il 25esimo anniversario di matrimonio degli imputati non c’era nessuno, solo io.

AVV: vista l’amicizia le questioni sul gasolio… gliele ha raccontate Giglio o le ha lette dalle intercettazioni?

FLORO VITO G.:Qualcosa lo vedevo, qualche volta mi chiamava, c’è una intercettazione quando Blasco esce dall’ufficio di Giglio, entro io. Se io avevo i soldi di Blasco, Giglio non mi faceva aspettare fuori.

AVV: c’erano altre persone coinvolte?

FLORO VITO G.:Giglio quando prendeva contanti lo prendeva da tutti, anche persone che non sono indagate… scrivono soggetti calabresi…

AVV: ognuno operava per conto suo o c’era un gruppo?

FLORO VITO G.:Ognuno operava per conto suo, io operavo per la mia tasca, uscivo solo con Giglio, andavamo a pranzo con le famiglie insieme.

AVV: ci può spiegare i rapporti con le altre persone, come Vulcano Mario, Belfiore Carmine, Bolognino, Blasco…

FLORO VITO G.:Possiamo rimanere su quello che dice Giglio della falsa fatturazione? Visto che siamo sul tema…

AVV: sì prego

FLORO VITO G.:La falsa fatturazione la faceva con Mauro Prospero, poi ha menzionato Bianchini e Aversa. Mi sono segnato tutti gli estratti conto. La Giglio era la società madre a tutto. Sulla Trasmoter c’è solo un bonifico di Aversa Antonio, altri bonifici non ce ne sono, questo conto rimane aperto fino al 2013. Dice che a Bianchini ha fatto la falsa fatturazione,ma mi risultano due bonifici relativi ai lavori del terremoto. Delle società di Mauro Prospero…

AVV : che lavori?

FLORO VITO G.:I lavori fatti da Bolognino a Bianchini, lo spiego più avanti.

Ho chiesto tramite i miei avvocati gli estratti conti.

 

NDR: Floro Vito Gianni (detto Giuseppe) cita velocemente tutta una serie di aziende che avrebbero fatto fatturazione falsa (riporteremo l’elenco nella fase di sbobinatura).

 

FLORO VITO G.:Giglio dice che si vedono 3 volte alla settimana con Sarcone Gianluigi… ma non ci sono intercettazioni, come si vedono con i segnali di fumo?

CARUSO: andiamo avanti

 

FLORO VITO G.:Giglio dice che l’ha conosciuto nel 2010, la pace.. il giorno prima che si sposa Sarcone Gianluigi, Vertinelli si sente al telefono con Giglio e dice “te l’hanno lasciata la partecipazione” questo dice che ha invitato i più intimi, ma se questo l’ha visto due o tre volte?  Ancora in un’altra intercettazione Sarcone Gianluigi dice che non aveva confidenza con Giglio…

 

NDR: Floro Vito Gianni (detto Giuseppe) cita società, date, bonifici, facendo tutto un giro di calcoli per far intendere che i soldi servivano solo per la Giglio srl, per renderla immacolata. Per non farsi protestare.

 

Siamo al 4 febbraio, Blasco porta i soldi a Giglio, io gli porto la rimanente parte, lui si incontra con un tale Roberto e si paga il gasolio… 30mila euro gli servivano solo per il gasolio… ho fatto qualche esempio, potevo metterli anche tutto.

 

NDR: Floro Vito Gianni (detto Giuseppe) elenca tutte le spese che Giglio aveva in una sola settimana:

a Giglio servivano quasi un milione di euro al mese…! Tutto girava per la Giglio srl.

 

AVV: ci racconti i rapporti con Belfiore, Colacino, Vertinelli

FLORO VITO G.:Con Belfiore, ha il vizio del gioco, lo avevo anche io, giocavo forte anche 10mila euro alla settimana. Non dovevo neppure muovermi di casa, avevo rapporti buoni con una agenzia di scommesse. Io chiamavo e mi dicevo, giocami questa schedina… Avevo lasciato un “fido” da 10mila euro. Ci siamo conosciuti, ho incominciato a fargli fare qualche falsa fatturazione quando ci trovavamo lì per le scommesse. I soldi non mi bastavano, mi servivano tutti i giorni, avevo bisogno di liquidità. Belfiore aveva 30/40mila euro da parte e se avevo bisogno gli dicevo, ce l’hai 20mila euro disponibili, devo fare questa fattura, ti faccio guadagnare… questo era il rapporto con Belfiore. Ci facevamo dei favori a vicenda.

 

Colacino l’ho conosciuto poco prima che gli bruciassero la macchina…. Per un annetto poi è finita lì.Riferisco di Giglio che ha parlato di Colacino… nell’udienza dell’11/11/16 Giglio riferisce (in questo periodo io, Giglio e Colacino uscivamo insieme) che io gli avrei fatto consocere Colacino e Muto Antonio e Colacino quando non poteva prendere i soldi li avrebbe pretesi prima andando lì con Lamanna. A marzo 2011 c’è l’intercettazione di Colacino da Giglio dove dice Pino mi fai lavorare un camion e Pino dice no, camion se gli devi tirare via un camion a Muto no, c’è una amicizia. Giglio gli spiega tutto il giro del gasolio in nero…. Colacino non pretende i soldi prima di essere pagato da Muto. Colacino i soldi inizia a prenderli a novembre 2012. Giglio con la Giglio srl carica il materiale da Morselli a nome di Muto Antonio, lo rivende con la Giglio…

 

Con Vulcano Mario abbiamo fatto operazioni insieme… di falsa fatturazione, ma non c’era Giglio. Mi chiamava, come sei messo… Vulcano finchè non gli ho insegnato il meccanismo della posta non prelevava lì.

 

Palmo Vertinelli l’ho visto forse una volta. Giuseppe Vertinelli uscivamo insieme. Ha spiegato benissimo D’Agostino nell’udienza del 24 gennaio. I soldi transitavano sul conto della Secav per poi arrivare a Giglio.

 

Bonazzi Andrea era preposto della Trasmoter, gestiva sul pc i conti correnti della Trasmoter, su direttiva di Giglio. Al mattino lo chiamava e gli diceva è arrivato un bonifico e Giglio gli diceva a chi fare il bonifico...

 

AVV: riceveva degli ordini da lei?

FLORO VITO G.:No solo da Giglio che gli dava l’OK. Giglio dei miei soldi aveva sempre 40/50mila euro, perché io mi fidavo e capivo che lui era in difficoltà.

 

AVV: ci può parlare di Giangi Giovanni

Aveva diverse società di metalmeccanica

AVV: chi gliel’ha presentato?

 

NDR: L’imputato chiede qualche minuto di pausa

NDR: Riprendiamo dopo qualche minuto.

 

FLORO VITO G.:conosco Gangi il 15/12/2011 quella mattina ero con Colacino Michele, ci siamo lasciati e parlando con Colacino gli dico che ci vediamo alle 15.30. Ci sono tutta una serie di conversazioni fra Gangi e Colacino. Poi mi chiama per andare al suo capannone nel pomeriggio verso le 15 e conosco Gangi. In questo giorno si trova una fattura fatta a Gangi. Io le faccio in bianco. Neanche le conoscevo. Prima di Natale faccio la prima fattura di Gangi, non posso riferire su questa prima operazione perché non ho il rit 2740, ma ricordo che è stato al bar dopo Sant’Ilario d’Enza. A gennaio 2013 Gangi mi dice che aveva disponibilità di soldi, mi fa un prestito a usura. Questi soldi dal 13 al 31 gennaio. Il 19 gennaio avevo aperto un conto corrente in Austria perché all’inizio del 2012 doveva uscire la legge dell’antiriciclaggio così vado in Austria per aprire dei conti correnti. Dal 13 gennaio al 31 gennaio Gangi mi manda 100mila euro su diversi conti correnti. Il 16 gli ho fatto il bonifico a Belfiore, Belfiore gliel’ha fatto girare sul conto corrente di sua moglie e poi sono stati mandati 60mila euro sul conto austriaco. Gangi mi disse ti mando un mio dipendente con un’altra macchina che ti fa da staffetta e le spese le pago io. Mi diede 800 euro per le spese. Lo chiamavo Slava… è moldavo… ci sono i messaggi di quella mattina. Vado e prelevo 60mila euro,mando la mail in Austria dicendo che mi servivano e li prelevo. Poi il resto lo prelevavo dalle poste. Dopo i rapporti con Gangi, da gennaio fino a ottobre/novembre sempre con la falsa fatturazione. Quando Monica Gherardi dice che mi ha riconosciuto due punti in più…. Io non ne facevo usura a Gangi. Siamo rimasti che ogni 24 gli portoi i soldi a Gangi. E i pagamenti a lui arrivano ogni primo due del mese… Gangi conosce Giuseppe Costanzo tramite Clausi, i fratelli Rovatti (padre e figlio) che lo denunciano... la Gherardi dice che la Tecnotrasporti è mia, ma era anche di Gangi! Le chiavi le hanno trovate nell’ufficio di Gangi.

 

AVV: che tenore di vita aveva in quel periodo Gangi

FLORO VITO G.:Quando conosce Rovatti, lo dice lui stesso nell’interrogatorio… ha investito 150mila euro, come poteva essere in difficoltà? Gangi aveva un maesrati Cabrio, un porche, una 500 Abbarth, la sua ex moglie gli dava 3mila euro al mese, era tutti i giorni in palastra

CARUSO: la palestra non è tenore di vita…

 

AVV: Gangi le prestò del denaro

FLORO VITO G.:Sì 100mila euro. I conteggi li faceva Monica Gherardi. Io le elenco tutte le intercettazioni della restituzione dei 100mila euro

AVV: ci sono appunti che voleva commentare?

FLORO VITO G.:Ci sono tutti i fogli dell’agenda di Monica Gherardi, c’è tutto. L’usura l’ho subita io.

 

NDR: Sentiamo in aula una intercettazione telefonica fra Monica Gherardi e Floro Vito Gianni (detto Giuseppe), dove si evince del debito che Floro Vito aveva nei confronti di Gangi.

Di seguito Floro Vito Gianni legge gli appunti dell’agenda affermando che ha subito usura.

Floro Vito Gianni fa ascoltare in aula una seconda e una terza intercettazione.

214/12 15210 16/11/12 – le altre RIT Floro Vito le farà avere. Sono comunque state depositate.

Floro Vito chiede di fare una lista di tutte le intercettazioni.

 

AVV: quali erano i vantaggi suoi e di Gangi per le false fatturazioni

FLORO VITO G.:Un mese l’11% e lui il 10% e ci scambiavamo.

AVV: facciamo un esempio di 20mila euro

FLORO VITO G.:Portavo 10mila euro a Gangi. Più iva. Dovevo portare 11mila euro e Gangi bonificava gli 11mila euro. Gangi si versava i contributi dei dipendenti…

AVV: tutto un discorso di IVA non altre somme

FLORO VITO G.:Io usura non ne ho fatta a nessuno, solo falsa fatturazione

AVV: con somme contanti, bonifici, assegni

FLORO VITO G.:A volte era lui che mi mandava il bonifico io prelevava e gli portavo il contante e viceversa

 

Giglio riferisce che ci incontravamo… io andavo al bar di fronte alla latteria, mi frequentavo con una ragazza e quando la ragazza di Giglio veniva da Rimini, lei veniva al bar e si appoggiava alla ragazza che frequentavo io. Giglio alla sera era nel bar con questa ragazza ma erano solo loro due, l’altra che frequentavo io era lì al bar che lavorava.

Quando uno ascolta le telefonate segue il processo gli vengono in mente tante cose, io stimavo Giglio come un fratello, se gli dovevo lasciare 100mila euro me li poteva dare dopo due mesi, non chiedevo niente. Rimango stupito che il giorno del compleanno di qusta ragazza gli va a comprare un brillante e in quel giorno Serio lo chiama e gli dice che devono rateizzare le bollette della telecom e lui va a spendere i soldi, ci sono le fotografie di Facebook …

CARUSO: in sostanza i soldi Giglio li aveva

FLORO VITO G.:Con i soldi di Blasco! Aveva attestato del centro estetico, patente della moto, la moto, un appartamento, l’arredamento, ci sono tutte le intercettazioni… con i soldi degli altri si fa presto ad andare a spendere

CARUSO: Va bene…

 

AVV difesa: come avvenivano i rapporti di tipo economico con Gangi, prima la consegna del contante e poi il bonifico o viceversa, non ha chiarito bene

All’inizio Gangi faceva il bonifico, io prelevavo i soldi e glieli restituivo e qualche mese il contrario.

 

AVV: chi è Francesco Bonaccini

FLORO VITO G.:Proprietario della Stargres, conosciuto tramite Giorgio Cristofori. Gli ho fatto qualche lavoro per la pulizia delle fogne,  gli ho fatto qualche fattura. Mi faceva degli assegni, restituivo una parte e me ne tenevo un’altra.

AVV: monetizzava il contante dopo aver ricevuto il bonifico. E’ mai capitato che lei abbia effettuato dei bonifici?

FLORO VITO G.:No, sulla Stargres no, parliamo del 2012

AVV: anche in questo caso qual’era l’origine del denaro… c’era un’altra origine?

FLORO VITO G.:Erano sempre soldi miei, lavoravo per la mia tasca, che sia ben chiaro questo, non avevo bisogno di nessuno. Il vantaggio di Bonaccini, pagava i dipendenti, si teneva qualcosa lui

 

A settembre ottobre 2012 avevo appuntamento con Bonaccini e Cristofori…. Belfiore non c’entra niente, viene e rimane fuori nell’altra sala, non è mai entrato. Bonaccini era in difficoltà per quanto riguarda le tasse verso l’erario e Giorgio mi spiegò la situazione. Bonaccini mi propose se io ti cedo questa società, visto che c’è solo il debito verso l’erario, se te la prendi ti do 60mila euro. L’ho già dichiarato nel 415 bis. Quel giorno ho detto vediamo… un secondo incontro nella sede della Stargres dove Bonaccini trattammo di nuovo e chiesi 80mila euro per prendere la società. Abbiamo chiuso a 73mila euro. Lui mi stava pagando per prendere la sua società. Gli accordi erano che dovevo pagare solo il debito dell’erario con false fatturazioni. Creevamo un credito iva sulla Trasmoter e coprivamo tutto. Lo facevamo non per far fallire la Stargres ma per creare liquidità.

 

AVV: parliamo dei capi 90/92 che rapporti aveva con Alleluia Lauro?

FLORO VITO G.:Dei dipendenti di Bolognino non conosco nessuno. Di vista Richichi e Alleluia. Bianchini e tutti gli altri non li conosco, non so neanche dov’erano i cantieri! Io dico a Bolognino se ha qualche lavoro in più di darmelo. Non gli chiedo di darmi della droga! Io avevo 10/12 dipendenti lavoravo a Modena.

AVV: i dipendenti di Bianchini?

FLORO VITO G.:Nessuno tranne Curcio il cognato di Giglio, Richichi e Alleluia. Curcio veniva nel piazzale di Giglio per chiedere dei soldi. Era un alcolizzato. Dopo che l’ha sfruttato non gli dava più niente, neanche per fare la spesa a casa e glieli davo io.

 

AVV: il PM dice a Giglio vi è un bonifico di Bianchini alla Trasmoter, Giglio dice, sì ricordo, ci può raccontar e lo sviluppo del bonifico. Dopo aver pagato i dipendenti era una parte mancante e c’era una superfatturazione che doveva tornare a Bianchini. PM: quanto è stato restituito a Bianchini. Giglio: 20mila euro all’incirca. PM: cosa troveremmo in questo estratto conto. Giglio: in quel bonifico  è stata girata una parte a Floro Vito, subito la parte che doveva ritornare a Bianchini. PM: quindi un flusso fra Trasmoter a una delle società di Floro Vito Gianni, intorno a 20mila euro. Giglio dice sì. La restante parte li ho girata in un secondo momento a Bolognino.

FLORO VITO G.:su questo pizzino sequestrato a Giglio dai ROS di Padova il 23/10/12, c’è scritto 04/10/12 Carmine 32mila. Il primo ottobre 2012 chiamo Belfiore e passo a prenderlo da casa sua. Mentre sono in macchina chiamo Giglio e gli dico, Carmine mi sta facendo cosa fare con quel conto. E Giglio dice non versarlo subito. Il 4 ottobre vengono girati tutti quel giorno. Giglio dice non preoccuparsi.

Bolognino chiama Giglio per passare da Montecchio che ha quelle cose per Bianchini. E si vedono. Il 4 ottobre chiamo di nuovo Belfiore e gli dico che passo a prenderlo. Alle 9.13 chiamo Giglio e gli dico che sono con Carmine e lui dice: avevamo detto domani ? e lui dice che deve andare a guardare se aveva dei soldi.

CARUSO: sta diventando lungo come il maresciallo…. Il fatto che si legge le intercettazioni e se le interpreti

FLORO VITO G.:I soldi non sono andati né a Bianchini né a Bolognino…. Lei mi crede?

CARUSO: io ascolto

FLORO VITO G.:Bolognino dice a Giglio che ha bisogno di qualcosa, anche la prossima settimana.. e dice io non sono come il tuo compare e nella telefonata successiva Giglio chiama Bolognino (in sottofondo c’eravamo anche io e Belfiore) e Giglio vuole conferma da Bolognino se mi vuoi girare quelle cose. Io giro 27mila euro a Belfiore. Il secondo giorno io chiamo Bonazzi Andrea e gli dico se si è sentito con Pino. Con Pino sono rimasto che mi dovevi fare 17+11 perché quella mattina Giglio va a Brescia e si deve pagare il gasolio con quegli 11mila. Io non ho restituito niente a Bolognino, io dovevo restituire a Giglio.

Bolognino chiama sempre Giglio se gli da quelle cose di Bianchini.

 

AVV: vorrei andare al capo 113, chi ha costituito la società Tecnotrasporti?

FLORO VITO G.:Da me e Gangi

AVV: Scordo Giuseppe chi era?

FLORO VITO G.:Un paesano di Gangi, era residente a Catania. Monica Gherardi gli faceva i biglietti aerei con la carta di credito di Gangi.

 

AVV: capo 120 conosceva qualcuno all’epoca?

FLORO VITO G.:Del capo 120 conoscevo Cappa perché lavoravo con lui nel 92/93, l’ho incontrato nel 2012 dove gli avrò fatto qualche fattura, degli altri non conosco nessuno.

 

AVV: con Belfiore fino a quando ha avuto rapporti di falsa fattura?

FLORO VITO G.:Dopo la perquisizione della GdF non ho avuto più rapporti. E’ stato breve con Belfiore, 7/8 mesi.

 

AVV: ha partecipato alla cena del 21 marzo 2012?

FLORO VITO G.:In parte mi devo riservare perché non ho il rit 2740. Quella sera ero a casa di Colacino a cena. Gli arriva un messaggio alle 21 che deve andare alla cena, e lui risponde che ha un appuntamento. Io arrivo con Colacino alle 22. Quella sera c’erano le partite di Champion e io le guardavo al telefono. Io non sono un pregiudicato…

 

AVV: ha partecipato al matrimonio di Abramo con GA Elisabetta?

FLORO VITO G.:No anche se la mia macchina si trovava la’. Ci sono le intercettazioni e io quel giorno ero a RE, sono in banca che prelevo. La macchina l’ho prestata a Costanzo. Lascia la mia macchina a Colacino che ha confermato che è stato al matrimonio di Giovanni Abramo, ma non ha detto che ci è andato con la mia macchina. A quell’epoca non conoscevo Colacino. Quello si sposa alle 10 del mattino io alle 10 ero in banca, sui miei cc non poteva operare nessuno

 

AVV: ha fatto lavori presso la caserma di Vicenza

FLORO VITO G.:No, c’è una telefonata ripetuta, del 30/9 dove dicono che io avrei conosciuto questo Longo Gennaro. Conosco Giuseppe Costanzo e mi dice che c’è un lavoro. Ho fatto il preventivo per la carpenteria e ho visto i prezzi bassi e non l’ho fatto. Io non conosco nessun Gennaro.

 

AVV: lei ha partecipato a qualche riunione presso gli uffici di Giglio relativa alla vicenda Sorbolo

FLORO VITO G.:Veroni ha riferito che avrei partecipato, nella nota finale dei CC di Modena dicono che sopraggiungo ed esco dopo due minuti. Non c’è neanche Giglio, era a Parma, aveva un appuntamento con un’agenzia immobiliare perché cercava l’appartamento per la sua amante. Io non c’ero.

 

AVV: quando parla di rapporti di false fatture, erano rapporti individuali o di gruppo che necessariamente prevedevano la partecipazione di altri soggetti

FLORO VITO G.:Erano individuali

 

Giglio ha riferito che Colacino avrebbe assunto la figlia di Francesco Lamanna, mia cognata. Viene assunta nel febbraio  e licenziata nell’aprile .

 

AVV: è sposato?

FLORO VITO G.:Sono stato sposato e sono separato. Ho una compagna Ciampà Giuseppina

 

AVV: ha parlato di pizzini prima impropriamente

FLORO VITO G.:Così li ha chiamati la PM Ronchi

AVV: pizzini non sono, sono documenti

FLORO VITO G.:Sono relativi a tutti i soldi miei che aveva in mano Giglio che si vede dalla prima all’ultima pagina, ha sempre in mano 50/60/70mila euro. Su domanda della PM Ronchi 28mila fra parentesi Gaetano significa che dovevano passare dal conto di Floro Vito per restituirli a Blasco. In realtà io li facevo a favore e non so come sono andati nelle mani di Blasco…

AVV: perché faceva questi assegni?

FLORO VITO G.:Perché le banche non gli danno più assegni. Questi soldi non passano dai miei conti correnti sono soldi che Giglio deve a Blasco…. Poi ci sono due fogli che andrebbero invertiti…. Lui riporta 84500 euro + 61mila euro sospesi. Questi soldi li ha dati a Diletto Alfonso il 14 agosto 2012. Il 12 agosto 2012 Diletto Alfonso chiama Giglio e gli dice, questo assegno era tornato indietro, era già stato versato il 1 agosto ma è tornato indietro perché non c’era data e firma.

 

Non so se posso riferire quello che la dott.ssa Ronchi ha detto all’abbreviato….

PM: lei non c’era

FLORO VITO G.:Ho letto le trascrizioni, dove parlava di mio fratello

CARUSO: vorrebbe riferire su dichiarazioni di Giglio lette su verbale…

FLORO VITO G.:Giglio riferisce che mio fratello quando non c’ero andava mio fratello con Scida Francesco a prelevare soldi  e li consegnava a Giglio.

PM: se facciamo citazioni di un altro procedimento…

FLORO VITO G.:Sto facendo un riassunto

CARUSO: quindi non sappiamo se stia facendo un buon riassunto, dica cosa ne ha ricavato?

FLORO VITO G.:29 giugno 1500 euro fratello, Giglio dice che li avrebbe dati a mio fratello Selvino, in quanto mio fratello sarebbe stato nel suo ufficio e Giglio riferisce che li ha dati perché non c’ero e quando non c’ero i soldi li andavano a prelevare mio fratello e Scida. Io il 29/6/12 siccome sono giù mi sarei avvalso di Innocenti Luigi per prelevare i soldi e consegnarli a Pellizzari Mario. Quindi è impossibile che abbia restituiti i soldi a Giglio. Scida neanche c’era….

PM: tutto questo è atipico non vorrei che quello che viene detto qui venga poi riportato come prova nell’altro procedimento, poi si fanno 7 processi….

AVV: non penso abbia altro da aggiungere

CARUSO: è da un’ora che dice che è l’ultima domanda…

 

AVV PANCARI: ha subito mai una verifica dalla Guardia di Finanza?

FLORO VITO G.:13/2/13 solo quella

AVV: si consultò con un legale?

FLORO VITO G.:Sì con Romano Corsi e gli avevo spiegato questo sistema di fatture e l’avvocato mi riferì se è solo falsa fatturazione stai tranquillo che non succede niente. Zangari quando è venuto la settimana scorsa

CARUSO: non le hanno fatto domande su Zangari?

AVV: avevate società con i suoi fratelli

FLORO VITO G.:No mai, sin da piccolo. Sono due collaboratori che vengono a dire che mio fratello Giuliano faceva usura… avevo bisogno di andare da altre persone? Avevo mio fratello…

AVV: una questione di delicatezza non abbiamo chiesto cosa dice l’avvocato Corsi…

 

ESAME DI FLORO VITO GIANNI a cura dell’avvocato Mancino in difesa di Brescia

AVV: ha citato di una circostanza. Di un bar davanti alla latteria Giglio, se vuole essere più preciso.

FLORO VITO G.:ho capito dove vuole arrivare

CARUSO: io non ho capito

AVV: conosce la signora Stefania Carraffa?

FLORO VITO G.:Lavorava nel bar

AVV: ricorda di una telefonata il 10/2/13

FLORO VITO G.:Il secondo giorno ricevo una telefonata da Stefania dicendomi che la sera prima fino a mezzanotte c’è stato Giglio con la sua ragazza e a un certo punto arriva Brescia e si mette a parlare con questa Carraffa. Nel mentre Brescia esce dal bar e Giglio chiede a questa ragazza chi sarebbe questa ragazza e lei dice Brescia Pasquale e Giglio dice “ah non l’avevo riconosciuto”

 

ESAME DI FLORO VITO GIANNI a cura dell’avvocato Filocamo in difesa di Aiello Giuseppe e Lerose Salvatore

AVV: ha citato A.Z. Service sa chi è?

FLORO VITO G.:Non ho mai conosciuto ma ho letto che è Businaro Terenzio…

CARUSO: allora è inutile

FLORO VITO G.:Pagava il 10% dell’IVA a Cappa e dopodiché quel 10% ce lo dividavamo a metà con Cappa

 

ESAME DI FLORO VITO GIANNI a cura dell’avvocato Granato in difesa di Baachaoui Moncef

AVV: ha mai conosciuto Moncef?

FLORO VITO G.:No, di vista ma neanche una stretta di mano, mai presentato, mai avuto rapporti di lavoro

AVV: nessun’altra domanda

 

NDR: L’avvocato Facente rinuncia alla difesa di Riillo Pasquale. Nell’udienza del 8 giugno 2017 Rillo aveva revocato la difesa da parte dell’avvocato Staiano a favore dell’avvocato Facente.

 

Ore 14.16 l’udienza viene sospesa

Ore 15.42 riprende l’udienza

 

Entra in aula Zappia Giuseppe (teste attualmente detenuto) nato a Taurianova

 
 
 
 
 
 
 

ESAME DELL’IMPUTATO ZAPPIA GIUSEPPE da parte dell’avvocato Filocamo

AVV: lei è detenuto a Bologna

ZAPPIA:3 anni e 4 mesi

AVV: si ricorda se ha fatto periodi di detenzione con Bolognino Sergio

ZAPPIA:Sì, due anni fa mi sembra

AVV: era in cella con Bolognino?

ZAPPIA:Altre persone. Sergio era con Barillaro, con… non mi viene il nome

AVV: i pasti venivano effettuati in comune?

ZAPPIA:Facciamo la socialità di solito fra paesani di provincia… lui è arrivato qualche mese dopo rispetto agli altri arrestati di Aemilia. Io, Barillaro, Vrenna

AVV: ha mai mangiato con voi Giglio Giuseppe

ZAPPIA:No mai

AVV: in quanti eravate a mangiare

ZAPPIA:Dall’8 a scendere, rare volte di più

AVV: chi stava a capotavola e chi no

ZAPPIA:Di solito quello più anziano, se cucinano no, perché si deve sedere con le spalle al blindo. Il capotavolo è di fronte.

AVV: c’erano regole rigide per il capotavola?

ZAPPIA:No no, se uno è pù grosso e non entra si deve sedere per forza dal blindo. A un altro è stato un certo Pellicanò, che non mi veniva il nome. Il più anziano era Barillaro

 

CARUSO: per cosa è detenuto?

ZAPPIA:Per associazione di stampo mafioso, cosca Zappia, i promotori tutti assolti, sono rimasto solo io, sono appellante. Il processo a Reggio Calabria.

CARUSO: altri processi?

ZAPPIA:Due associazioni e sono stato assolto, questa è la terza. Associazione senza altri fini, sempre Zappia

CARUSO: ‘ndrangheta?

ZAPPIA:Come dicono

CARUSO: stupefacenti, estorsioni…

ZAPPIA:No no, estorsione e associazione, quelli che hanno fatto l’ordinario sono stati assolti, semplice affiliato eh?! Ho un altro processo a piede libero a Brescia per una “pistola parlata”… non trovata. Sono incensurato.

CARUSO: va bene si può accomodare

TERMINA L’ESAME DELL’IMPUTATO ZAPPIA GIUSEPPE

 

NDR: Entra Barillari Antonino nato in Anoia (Reggio Calabria)

 

ESAME DI BARILLARI ANTONINO da parte degli avvocati della difesa

AVV: è stato detenuto nel carcere di Bologna

BARILLARI:Dal gennaio 2015 fino a dicembre dello stesso anno, sono stato con parecchie persone, ne arrivano dei nuovi… a fine febbraio ero solo, è arrivato il signor Bolognino Sergio per circa una settimana poi siccome nella cella si faceva da mangiare, lui leggeva studiava, si è trasferito per stare più tranquillo.

AVV: era accanto

BARILLARI:Sì a fianco

AVV: Giglio Giuseppe?

BARILLARI:E’ arrivato dopo che sono arrivato io, non ricordo con chi era, ma nella stessa sezione

AVV: vicino alla sua o più distante?

BARILLARI:Non ricordo se a fianco o quella oltre, forse c’era una cella di mezzo

AVV: la socialità legata ai pasti con chi la faceva?

BARILLARI:Con i paesani, è uso del carcere, i calabresi con i calabresi i siciliani con i siciliani, i napoletano con i napoletani i pugliesi pure… Zappia, Vrenna, un certo Olivieri, una persona anziana che veniva dalla Calabria

AVV: la distribuzione?

BARILLARI:Fino al 12 agosto dello stesso anno ero seduto vicino alla finestra

AVV: capotavola?

BARILLARI:Diciamo, lo spazio era ristretto, dall’altro lato c’era Vrenna che faceva da mangiare. Bolognino Sergio era all’ultimo posto. Poi Vrenna è uscito e facevo io da mangiare e mi sono spostato e Bolognino rimaneva al primo sulla mia destra

AVV: quindi mai al suo posto o quello di Vrenna?

BARILLARI:Mai

AVV: ci sono regole particolari?

BARILLARI:No, era una piccola cella, quello che si muove di meno si siede nella parte più apportata

AVV: Giglio Giuseppe ha mai mangiato con voi?

BARILLARI:No

AVV: per quale reato era detenuto?

BARILLARI:416 bis in primo grado e poi assolto in appello

AVV: non ho altre domande

 

AVV: la sezione dove siete detenuti ha un nome particolare ricorda il nome?

BARILLARI:Terzo A, alta sicurezza

AVV: in quella sezione vanno tutti o solo quelli che vanno per alcuni tipi di reati

BARILLARI:416 bis, articolo 7

AVV: una persona accusata di un furto?

BARILLARI:No

AVV: una persona chiamata Annunziata, anziano

BARILLARI:Una settantina di anni, si sedeva dove mi sedevo io, capotavola, per comodità

 

PM Mescolini: è stato assolto, l’accusa era di essere appartenente a quale organizzazione?

BARILLARI:‘ndrangheta della Liguria, zona di Ventimiglia

PM: alla fine del 2015?

BARILLARI:Sono uscito dal carcere di Bologna per assoluzione

PM: il gruppo che le contestavano aveva legami con la Calabria?

BARILLARI:Non penso non so

PM: come contestazione

BARILLARI:Non lo so, non me ne importava

PM: grazie non ho altre domande

 

CARUSO: ha precedenti penali?

BARILLARI:Qualcosa

CARUSO: cosa?

BARILLARI:Sono passati tanti anni, non so…

CARUSO: estorsione?

BARILLARI:Sì… condanna per 14 mesi per … non mi ricordo

CARUSO: spaccio?

BARILLARI:Mai… ricettazione non mi veniva il nome del reato…di un’auto

CARUSO: altri 416 bis?

BARILLARI:No era il primo

CARUSO: va bene può andare

 

NDR: Entra in aula Giglio Giulio (co-imputato al capo 1)

 

ESAME DELL’IMPUTATO GIGLIO GIULIO a cura dell’avvocato della difesa Filocamo per BOLOGNINO SERGIO

CARUSO: ha facoltà di non rispondere… ci vuole un avvocato, accetta di deporre?

GIGLIO GIULIO: sì

CARUSO: avvocato Ori assume la difesa. E’ imputato in questo procedimento, tutto ciò che dirà può essere utilizzato nei suoi confronti.

 

GIGLIO GIULIO:Giglio Giulio nato a Crotone nel 1974

AVV: sentenza di primo grado?

GIGLIO GIULIO:Condannato per truffa e bancarotta e assolto per associazione mafiosa, appellante

CARUSO: quindi tuttora imputato per associazione di stampo mafioso

AVV: quando è stato arrestato?

GIGLIO GIULIO:Il 28 gennaio 2015 detenuto a Parma per 6 mesi, per 6 mesi a Bologna e poi a Ferrara

AVV: per quanto riguarda la socialità e i pasti c’erano regole particolari, per come sedersi a tavola?

GIGLIO GIULIO:Penso di no, si siede quello più anziano o chi cucina a capotavola

AVV: è mai stato detenuto con Bolognino Sergio?

GIGLIO GIULIO:Sì a Bologna, ma lui era nell’altra sezione

AVV: lo conosceva prima di entrare in carcere?

GIGLIO GIULIO:Sì

AVV: rapporti di amicizia, di lavoro…

GIGLIO GIULIO:Di amicizia più che altro. Se c’era qualche affare da fare lo facevamo, più che altro amicizia. L’ho conosciuto a Montecchio perché abitava vicino a casa mia, aveva un’ufficio vicino a casa mia

AVV: suo fratello Giuseppe Giglio lo conosceva?

GIGLIO GIULIO:Sì, pochissimi rapporti, con mio fratello ci andava poco d’accordo

AVV: ebbero modo di incontrarsi a Montecchio, a Gualtieri…

GIGLIO GIULIO:Non so di preciso, ogni tanto capitava, ma pochissimo perché Sergio quando aveva l’appuntamento l’aveva sempre con me, non c’era feeling, non andava a pelle

AVV: Bolognino abitava vicino al suo ufficio, era l’abitazione di qualcun altro

GIGLIO GIULIO:Forse del fratello non ricordo, dico la verità, abitava a Bassano del Grappa

AVV: Sergio le chiese qualcosa con riferimento a un trasporto di una barca?

GIGLIO GIULIO:Sì, ho letto anche sugli atti, ma ho capito che era stato uno sbaglio. Mi telefonò più volte per un trasporto via terra di una barca per andare, dove abita Sergio, giù in Calabria, una zona di mare. Io ho detto che mi impegnavo, i miei camion non erano adatti, mi impegno a trovarti qualcuno,ma non è mai stato fatto

AVV: chiese a lei perché?

GIGLIO GIULIO:Era il mio lavoro trovare trasporti, gestivo la logistica, lo faccio da quando ero piccolo, conosco tante persone che fanno trasporto

AVV: era un motoscafo?

GIGLIO GIULIO:No non l’ho mai visto

 

PM Mescolini: questo è un teste citato a controprova, ci deve essere attinenza con le dichiarazioni

 

AVV: ha passato un periodo di detenzione con Brescia?

GIGLIO GIULIO:Sì 4 mesi sempre insieme

AVV: in questo periodo di carcerazione, ha avuto uno scambio epistolare con suo fratello Giuseppe

GIGLIO GIULIO:Sì

AVV: avete mai parlato di Brescia?

GIGLIO GIULIO:Sì, i primi due mesi sono stato con Iaquinta e poi con Pasquale, quando sono entrato in cella ho scritto a mio fratello dicendolo.

 

CARUSO: quindi presupponevate che le lettere sarebbero state intercettate e fotocopiate?

GIGLIO GIULIO:Sì ma non ci interessava

CARUSO: probabilmente dovrà tornare perché è nella lista di altri imputati, si può accomodare

 

NDR: da Parma Floro Vito Antonio chiede di intervenire per una dichiarazione spontanea

CARUSO: alla fine sì, ora no

 

ESAME DELL’ISPETTORE CAPO CARBONI FABRIZIO operante presso la squadra mobile di Genova

AVV: dove presta servizio?

Isp. CARBONI: attualmente a Genova, in precedenza delitti contro il patrimonio, nel  presso la quinta sezione

AVV: Riguarda una inchiesta relativa a furti di imbarcazioni, inchiesta tenuta da voi da marzo 2012 fino a ottobre 2012, se può inquadrarla dal punto di vista generale e poi andiamo nel particolare

Isp. CARBONI: era partita da un fatto avvenuto il primo aprile 2012 quando al porto turistico di Genova è stata asportata una nave da diporto, Casioca da 24 metri, leggermente atipica, era un rientro di un leasing non pagato, non aveva un armatore ed era ormeggiata senza equipaggio. Era affidata a un broker della marina e a questo broker si potevano appoggiare altri broker indipendenti. La notte fra il 31 marzo e il primo aprile lascia il porto e per combinazione il broker si reca al porto e si rende conto che è sparita la nave. E lancia l’allarme. La nave viene segnalata in Corsica dove si era accostata per delle riparazioni per un guasto elettrico di bordo, interviene la gendarmeria e vengono trovati a bordo quattro persone di cittadinanza russa, dichiarano di essere noleggiatori turisti con un equipaggio di due italiani che avevano lasciato la nave per acquistare dei pezzi di ricambio. La nave viene riportata in Italia, viene presa per buona la dichiarazione e vengono lasciati andre. I numeri telefonici erano consecutivi tutti acquistati presso una rivendita nella provincia di Vicenza e intestati a persone diverse che non parevano avere riferimento con i soggetti. Iniziamo l’attività di intercettazione, sulle mail.

AVV: ricorda le generalità?

Isp. CARBONI:CiobataruNicolae, Afanasyev Aleksey, Agupov Sergey, Bar Andreas, LebedinetseEvgeny.

… viene segnalato uno dei quattro in un hotel a Bassano del Grappa, chiediamo di rintracciarlo e di sentirlo a verbale su quanto avvenuto in Corsica. Il commissariato lo sente come persona informata sui fatti  e lo rilascia. Rientra in albergo e lo intercettiamo. Da lì è partita l’indagine vera e propria. Intercettando i vari soggetti che a catena sono entrati in contatto. Un gruppo fondamentalmente di origini russe che entravano in possesso di barche di lusso. A volte anche entrando in complicità con lo stesso armatore fingendo il furto.

AVV: che barca è il Casioca?

Isp. CARBONI:Un 35 metri costruita nei cantieri Azimut

AVV: avete accertato altre imbarcazioni?

Isp. CARBONI:Altre due che abbiamo dimostrato, in questo tipo di indagine ci sono stati molti tentativi non andati a buon fine, con entità turche… si è sentito un po’ di tutto, è stato molto complicato, queste sono quelle conclamate. Un’altra imbarcazione era stata sottratta in Croazia, una imbarcazione più piccola, la Yasmin, poi l’episodio del Life, originariamente ormeggiato in Italia, spostato poi in Croazia…

AVV: le modalità di cattura della nave, sono le stesse per la Life?

Isp. CARBONI:Sono leggermente diverse il Casioca era in una condizione leggermente atipica era una barca in vendita, le chiavi erano in custodia del broker che è lo stesso che si è accorto del furto e ha dato l’allarme, ma venivano fornite ad altri broker che volessero tentare la vendita. Se qualcuno voleva fare una prova in mare, ritirava le chiavi dal broker Daniele Torace (…) se ricordo bene. In quel caso non c’era una complicità dell’armatore, perché l’armatore non c’era, era della banca ed è stata portata via senza il consenso nemmeno del proprietario e nemmeno di chi la gestiva. Il broker ha consentito al recupero della nave. Per le altre due imbarcazioni nel secondo caso c’era dimostrata la complicità dell’armatore… andrebbe fatto un distinguo, la Life era una barca che era stata intestata a una società di leasing, l’imbarcazione era staa data in leasing a una società rilevata, la società non poteva farlo, perché era già morosa di un anno e perché da contratto il locatario non può trasferire il possesso del bene senza il consenso della società di leasing. Dire che c’era la disponibilità dell’armatore in realtà non è corretto. Il Valerio III era un episodio a se stante, realizzato in conto proprio da una parte dei partecipanti alla batteria italiana.

AVV: in questa vicenda Bolognino Sergio non ha preso parte

Isp. CARBONI:Nel Valerio III no. Il defunto Alessandro Scipioni, Alessandro Colangeli e un terzo. Siamo nell’8/5/12.

AVV: torniamo alle indagini del Casioca, quando vi imbattete in Bolognino Sergio

Isp. CARBONI:seguendo LEBEDINETS, BUTTARELLI e CIOBOTARUa un incontro con altre persone a Hotel Villa Cortese a Milano, arriva una macchina targata San Marino. Li abbiamo anche fotografati, Bolognino Sergio e i 3 russi, siamo all’inizio dell’operazione life.  Il Casioca è stata una operazione andata male.

 

NDR: Capo di imputazione 87

https://www.processoaemilia.com/capo-87-imbarcazioni

 

Isp. CARBONI: Buttarelli e Bolognino si recano a Kiev per andare ad incassare il provento della vendita della Life. Quando rientrano a Treviso vengono trovati dalla GdF in possesso di una quantità di contante che viene parzialmente sequestrato.: 81.130mila euro. Ciobataru e suo cognato erano entrati in automobile con altri 200mila euro in contanti.

AVV: dal punto di vista economico avete fatto valutazioni sulle cifre, il profitto,la cifra pagata dai russi?

Isp. CARBONI:Abbiamo fatto una stima

AVV: tutto ricostruito attraverso le intercettazioni

Isp. CARBONI:Sì soprattutto con i russi parlavano molto di soldi, di una cifra totale che sarebbe dovuta passare, ma che era passata in tempi diversi superiore a 800mila euro. Molte cose sono stimate e non possiamo darle per accertate. Alcune cose sono state dichiarate anche dagli indagati. La prima operazione del Casioca era stata pagata in parte in anticipo. Ma poi era andata male, era stata proposta una imbarcazione ma più piccola e quindi… tutta una concatenazione in cui l’acquirente in Ucriaina era Lebedinets e Lalicata in qualità di uomo sul campo. Aveva i contatti, sapeva come muoversi.

AVV: avete ricostruito questo debito/credito fra Bolognino e Lalicata

Isp. CARBONI:In teminiprobabotori devo dire di no, molte cose escono da intercettazioni e non abbiamo certo i libri contabili. In linea generale dalle nostre intercettazioni, è quello di…

PM: io mi opporrei se riferisse qualcosa di ulteriore alle indagini

AVV: torniamo al discorso cifre, Bonalumi quanto prende

Isp. CARBONI:Dovevano arrivare 400mila euro, la fonte sono intercettazioni. I referenti russi in realtà ucraini che a Kiev hanno pagato Buttarelli e Bolognino hanno pagato 50mila euro di meno. 450 dovevano andare a Bonalumi in realtà ne ha avuti 400, gli altri dovevano essere divisi…

AVV: le intercettazioni fra chi intervenivano?

Isp. CARBONI:Tutti… Bolognino aveva come interlocutore diretto Ciobotaru, il rapporto diretto con Lebedinets sempre tramite la mediazione di Ciobotaru anche per motivi di lingua. Buttarelli aveva una figura più nel ruolo dell’organizzazione più tecnico simile a quello di Lalicata. Montello e Colangeli erano i piloti.

AVV: avete registrato interventi diversi di altri soggetti?

Isp. CARBONI:Non abbiamo riscontro di altri soggetti. Riscontro di una intercettazone fra Bolognino e Ciobotaru sulla cifra per il life, in cui Bolognino spiega di essere in difficoltà nei confronti di Bonalumiperché una parte di quei soldi che avrebbe dovuto dare li ha dovuti dare a gente di Torino perché sono venuti davanti di brutto e io quelli glieli dovevo dare. Nella frase dice “questi vengono a casa mia con quelli di Torino eravamo ai ferri corti che ci dovevamo sparare”, e Ciobataru “risponde lo so quelli sono brutti”. Non spiega il perché ma sembra implicito che l’interlocutore lo sappia, comunque non ne parlano.

AVV: Monitorate la situazione?

Isp. CARBONI:Di ampio spettro ma non totale… quasi un centinaio di utenze… ma abbiamo avuto la percezione che fosse solo una parte. “Non mi rispondi? Ti ho chiamato sull’altro” avevano altre utenze che noi non avevamo… Periodo dal 10 aprile circa fino a luglio

AVV:nell’ambito di questa vasta attività l’unico riferimento di quelle persone di Torino è stata quella che ha citato?

Isp. CARBONI:L’unica di cui abbiamo avuto percezione chiara. Il nostro interesse principale di indagine era il contatto con il gruppo russo, non avevamo modo e possibilità di andare a sentire altri rapporti. Alcuni sono stati oggetto di altre segnalazioni. I contatti con un certo Amato Alberto Eros, con Buttarelli e Colangeli.

AVV: Ursini Mario?

Isp. CARBONI: No

AVV: Belfiore Giuseppe

Isp. CARBONI:Direi di no

AVV: Picchierri?

Isp. CARBONI:Potrebbe essere un nome che c’è uscito come intestatario di un contatto,ma non abbiamo approfondito

AVV: Oppedisano

Isp. CARBONI:No

 

PM: mi sembra chiaro dove si volesse arrivare…

AVV: abbiamo precisato il contesto, il Bolognino Sergio era presente quando è stato sentito?

PM: su questo mi oppongono non può riferire su un interrogatorio

AVV: sono le stesse dichiarazioni che ha reso in aula…. In relazione ad altre due imbarcazioni l’Azimut 68 e l’Atlantic

 

ESAME DELL’ISPETTORE CAPO CARBONI FABRIZIO operante presso la squadra mobile di Genova da parte dell’avvocato della difesa FILOCAMO per Bolognino Sergio

AVV: l’utenze di Bolognino Sergio sono state intercettate?

Isp. CARBONI:Alcune

AVV: quali?

NDR: l’ispettore indica le utenze telefoniche

AVV: ha fornito un apporto collaborativo, Bolognino Sergio che lei ricordi?

PM: mi oppongo, è una domanda su una valutazione…

CARUSO: ha omesso qualcosa

Isp. CARBONI:ha fornito una ricostruzione dei fatti quale abbiamo fatto attività di riscontro e su buona parte ha trovato riscontro. Una parte combaciava.

CARUSO: ha detto cose che non sapevate?

Isp. CARBONI:No

CARUSO: o una ricostruzione sistematica di ciò che già sapevate

Isp. CARBONI:Qualche particolare in più ma non particolarmente rilevante. La sostanza era stato tutto ben delineato. Ha colmato alcuni punti in modo coerente

AVV: è nata una segnalazione della procura di Udine da questa indagine?

Isp. CARBONI:Non ricordo, riguardo a cosa?

AVV: fatti simili a questi

Isp. CARBONI: Non ricordo

AVV: non ho altre domande

 

PM Mescolini: lei ha citato per sintesi la telefonata, ha detto la data?

Isp. CARBONI:24 luglio 2012 ore 10.28 del mattino

CARUSO: grazie ispettore si può accomodare, buonasera

 

NDR: Prossimo martedì i testi di Bolognino Michele e Alleluia Lauro.

 

DAL SITO DI PARMA, FLORO VITO ANTONIO: volevo informarmi se è arrivata la mia istanza sulle telefonate per i colloqui oggi è stata spedita con posta prioritaria.

CARUSO: è arrivata l’abbiamo passata al PM, appena avremo il parere

PM: mi rimetto al tribunale

FLORO VITO ANTONIO:la ringrazio, buonasera

 

CARUSO: l’udienza è conclusa, buonasera

 

Ore 17.45 termina l’udienza

a cura di: S.N.

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