- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'intera udienza

mercoledì 22 giugno 2016

 

Esame del maresciallo Dubrovich Marco

Controesame del maresciallo Dubrovich Marco

Esame Galvani Vittorio

Esame di Battisti Guglielmo dirigente della squadra mobile di Reggio Emilia

Esame di Faccioli Claudio

ore 10: In aula.

Inizia l’udienza.

 

Previsti per l’udienza di oggi: fine dell’esame del teste, il Maresciallo Dubrovich, già ascoltato durante la scorsa udienza. Poi si procederà con l’audizione del dottor Guglielmo Battisti (attuale Dirigente della Squadra Mobile di Reggio Emilia). In seguito si ascolteranno le testimonianze di quattro vittime di estorsioni e/o intimidazioni: Rigolli, Neffandi, Faccioli, Galvani (delle cui storie hanno parlato il Maggiore Leo e il Maresciallo Calì durante le loro deposizioni).
 

Entra in aula il Maresciallo Marco Dubrovich.

Durante la scorsa udienza il Maresciallo Dubrovich stava relazionando sulla vicenda del “fallimento Rizzi”. Tentativo di acquisizione dei beni in seguito al fallimento Rizzi. Grazie al rapporto di reciproca fiducia tra Gualtieri e l’industriale di alto livello Nicolis Moreno che è il soggetto che ha permesso al sodalizio emiliano di avvicinarsi alla zona veronese per fare affari e si insedia nelle trattiene per le operazioni finanziarie inerenti all’acquisizione di beni in seguito al fallimento Rizzi. La controparte nell’affare, come detto, è la famiglia Galasso. Per Nicolis aver fatto entrare nell’affare Gualtieri per relazionarsi con la famiglia veronese, Galasso, ha comportato la conoscenza de l’evolversi delle trattative per acquisire questi beni.
 

Breve riepilogo: durante la scorsa udienza il Maresciallo Dubrovich ha parlato del fallimento di un’azienda, la Rizzi Costruzioni. In seguito al fallimento di questa azienda, la cosca emiliana si muove per arrivare all’acquisizione dei beni mobili e immobili messi all’asta in seguito al fallimento dell’azienda. Si mette in atto una trattativa che vede da un lato la “famiglia” emiliana, e da un lato la “famiglia” veronese, rappresentata dai Galasso. Il “ponte” in questa trattativa è l’imprenditore Nicolis Moreno.
 

Conversazione tra Gualtieri e Lamanna si fa riferimento a Nicolis Moreno. Si preoccupano di trovare un alloggio a Nicolis che arriverà a Cutro. Si fa riferimento anche al fatto che Gualtieri manifesta a Lamanna di avere problemi a Reggio Emilia a contattarlo tramite Floro Vito Antonio e Muto Salvatore perché loro non rispondono al telefono e così Gualtieri non riesce a mettersi in contatto con Lamanna.

Incontro tra Nicolis e Grande Aracri Nicolino emerge da intercettazioni ambientali. In una di queste si sente una conversazione tra Gualtieri, Grande Aracri e Nicolis. Cercano di capire come fare una società per il ferro. Si parla anche di pale eoliche. Emerge come in passato ci sia stato il tentativo da parte di Gualtieri di costituire una cooperativa reggiana per poi fare lavori anche in Calabria.

Altra conversazione tra Gualtieri e Nicolis. Gualtieri chiede a Nicolis chi sia , secondo lui, più ndranghetista tra lui e Grande Aracri Nicolino. “Morè, dimmi la verità, tu mi fai più ndranghetista a me che a lui”.

Da gennaio 2012 Nicolis torna a Verona e invia documenti relativi al fallimento, che vengono portati a Cutro. Viene attivata la Tattini per gestire l’affare, subentra anche il commercialista Sgarzi. La consulente inizia a interessarsi della vicenda. La Tattini informa Sgarzi su chi sia Gualtieri e sul valore aggiunto che può dare all’affare. Il 30 gennaio 2012 Gualtieri torna da Lamanna per parlare dell’affare. Vanno a Verona prima per incontrare Nicolis e poi Galasso. Sull’auto di Gualtieri si captano varie ambientali. Dialogo tra Lamanna e Gualtieri che parlano di fare “affari puliti”. Gualtieri parla anche degli affari emiliani: “Io me ne frego di Cutro, però qualcosa gli tocca Francù, un terzo glielo devi dare”.

3 febbraio 2012, la Tattini evidenzia problematiche a Gualtieri. Dice che non porterà a termine l’affare se non viene pagata da Crivaro Antonio. Gualtieri si reca con Floro Vito Antonio a Cremona dove incontra Lamanna per risolvere la questione tra Crivaro e la Tattini.

Argomento dell’incontro a Cremona è lo scontro tra Crivaro e la Tattini. Floro Vito, durante il viaggio, parla dell’affare del fallimento Rizzi, e si mostra a conoscenza di tutti i particolari. Gualtieri chiede l’intervento del suocero di Floro Vito, che è Lamanna Francesco. Gualtieri non comunica direttamente con Lamanna, ma tramite il genero di Lamanna, Floro Vito appunto che si dimostra molto informato sulle dinamiche del gruppo.

4 febbraio 2012, si svolge a Bologna una riunione tra i tecnici bolognesi e Gualtieri, si parla nuovamente dell’affare del fallimento Rizzi. Una volta terminato l’incontro, Gualtieri informa Lamanna e Nicolis, chiedendo un incontro con Floro Vito Antonio, per aggiornarlo degli sviluppi. Gualtieri fa anche una chiamata per tranquillizzare i Galasso sull’andamento dell’affare. Conversazione intercettata nell’auto della Tattini, tra la donna e il marito, nella parte finale la dottoressa riferisce al marito della questione di Crivaro, che le deve dei soldi, e sull’atteggiamento di Gualtieri, che era stato proprio lui a metterlo in contatto con Crivaro.

6 febbraio 2012, Gualtieri va a Cutro, fino al 9 febbraio. Proseguono intanto le conversazioni per organizzare il sopralluogo per valutare i beni da acquisire. Vengono mostrate in aula delle foto sequestrate dal PC della Tattini. Fotografie che mostrano, appunto, i beni che dovevano essere acquisiti in seguito all’affare del fallimento Rizzi.

Gualtieri contatta la Tattini chiedendole una riunione a cui partecipano anche Summo e Sgarzi, che coadiuvano la Tattini. Gualtieri chiama Floro Vito Antonio lamentandosi del fatto che non riesce a contattare il suocero, Lamanna. Una volta tornato da Cutro, dunque, Gualtieri sente l’esigenza di incontrare subito Lamanna Francesco.

Telefonata tra Gualtieri e Nicolis. Nicolis è con il vicesindaco di Verona Tosi (all’epoca leghista, espulso dalla Lega Nord nel 2015). Gualtieri dice a Nicolis di mandare un “bacino” al vicesindaco.

Gualtieri si vanta del rapporto con i politici “non è facile chiudere una trattativa là, c’è la politica in mezzo. Tosi là...”

Marzo 2012. Grande Aracri Nicolino va con Gualtieri nello studio della Tattini. Dalle intercettazioni si nota come Grande Aracri abbia dato l’ok per proseguire l’affare. Nei giorni successivi la Tattini parlerà di questo incontro con il collega Sgarzi, a cui dirà, riferendosi all’affare, : “tutto è positivo”. Entra in scena Minervino Salvatore, commercialista, che viene chiamato dalla Tattini. Nel mese di marzo vengono fissati incontri tra la Tattini, Gualtieri e Summo per parlare sempre dell’affare. Si parla di circa 100 milioni di euro.

3 marzo 2012 Summo e la Tattini sono in viaggio per incontrare gli altri attori dell’affare. Intercettazione ambientale tra la Tattini e Summo. La donna parla dell’incontro con Nicolino Grande Aracri, la Tattini lo definisce “sanguinario”. Considera l’incontro, testualmente, : “ un grande onore, quelli di sù sono andati a chiedere a lui e lui gli ha detto cosa devono fare”

Intercettazione della Tattini che chiama la madre e le racconta della riunione appena avvenuta a Verona, parla di un pranzo con Nicolis Moreno a cui era presente anche il sindaco di Verona, Tosi, e dice :”a questi bisogna portare rispetto”.

13 marzo 2012. Incontro tra Gualtieri e il cognato di Grande Aracri Nicolino, Mauro Francesco. Mauro fa da tramite tra il sodalizio emiliano e il boss. Gualtieri parla dietro problemi con la “famiglia” veronese, i Galasso e i Larosa. Innanzitutto, emergono i problemi dei costi della bonifica ambientale dei beni da acquisire. Informazioni che Gualtieri fornisce a Grande Aracri paventano questo problema. Gualtieri parla a Mauro e si vanta dei suoi agganci politici su Verona che sono tenuti grazie a Nicolis: “ancora non l’hanno capito, hai voglia dirglielo compà, vedete che noi.. al sindaco.. bisogna darglielo sennò quello ci mette i bastoni tra le ruote”. Gualtieri fa anche riferimento a una lettera di aggiornamento sull’affare, lettera diretta a Grande Aracri Nicolino che sarà sequestrata il 29 giugno 2012 nella casa di Nicolino Grande Aracri.

Piccola aggiunta a ciò di cui sta parlando il Maresciallo Dubrovich in aula: un articolo de L’Espresso in cui si parla del sindaco di Verona, Tosi, e alcuni imputati del processo Aemilia:

L'Espresso: 'Ndrangheta, quella maxi speculazione edilizia e i rapporti tra Flavio Tosi e l'amico del clan - 4 fennraio 2015

Ancora in aggiunta a ciò di cui sta parlando adesso il Maresciallo Dubrovich in aula:

L'Espresso: Ora in Emilia la 'ndrangheta punta ai politici - 28 gennaio 2015

22 marzo 2012 Gualtieri va a Cutro. Anche Minervino sta scendendo verso la Calabria da Milano Linate . Nei pressi del terminal dell’aeroporto ci sono anche Grande Aracri Domenico e altri soggetti. Viene accertata dagli investigatori l’effettiva partenza di Grande Aracri Domenico e Minervino Salvatore.

26 marzo 2012 Gualtieri torna a Reggio Emilia e manifesta a Summo dei dubbi sull’affidabilità della Tattini.

27 marzo 2012. Incontro tra Galasso Antonino e Gualtieri Antonio nei pressi del cantiere dell’Ediltetti.

28 marzo 2012. Gualtieri va a Parma per incontrare Ferrari Aldo Pietro e poi prosegue verso Cremona dove incontra Lamanna.

Fine marzo. Gualtieri dice alla Tattini che Minervino non risponde più al telefono e dunque non gli deve più passare alcun documento.

Gualtieri si incontra nello studio della Tattini con Summo e spiega come devono essere le suddivisioni delle somme ricavate dall’affare. 11 milioni alla famiglia 1, 11 milioni alla famiglia 2 e 11 milioni in un suo conto estero.

 

5 aprile 2012. Ambientale intercettata tra la Tattini e Summo in cui si parla di una terza famiglia nell’affare del fallimento Rizzi, che sarebbe Gualtieri. Piccola nota sugli attori coinvolti dell’affare del fallimento Rizzi: la prima famiglia sarebbe quella veronese (Galasso e Larosa), la seconda famiglia è quella cutrese (Grande Aracri), la terza famiglia è Antonio Gualtieri.

Ci sono più interlocutori che interagiscono nell’affare del fallimento Rizzi. L’affare, ad un certo punto, si trova in grande difficoltà. Il punto focale della situazione è che ci sono scontri tra Gualtieri e Minervino. Importante è l’incontro del 23 aprile 2012: giungono, all’insaputa di Gualtieri, a Verona per una riunione, Minervino e Grande Aracri Domenico. Lo capiamo da una conversazione intercettata tra la Tattini e il marito “ mi mandano su il fratello e il contabile”. Si capisce che si sta mobilitando direttamente Nicolino Grande Aracri. Di questo incontro a Verona Gualtieri non sa nulla. Cutro sta dunque trattando direttamente con i Galasso, estromettendo Gualtieri dall’affare. Il 23 aprile 2012 incontro dunque tra gli emissari della famiglia cutrese, la Tattini e il marito, e la famiglia veronese. Il fatto che si stiano muovendo Grande Aracri Domenico e Minervino Salvatore è dunque segno che si sta mobilitando direttamente il boss Nicolino Grande Aracri.

In serata la Tattini cerca di avvisare a suo modo Gualtieri di quello che è successo. La dottoressa falsamente informa l’interlocutore che si sono presentati nel suo studio Domenico Grande Aracri e Minervino Salvatore per parlare dell’affare e lei avrebbe detto loro di parlarne con Gualtieri. Gualtieri è però risentito e chiede a che punto sia l’affare. Viene intercettata una conversazione in auto tra la Tattini e il marito. Prima parla di Domenico Grande Aracri, definendolo il fratello del “grande capo”. Poi dice che cutresi si erano accorti che Gualtieri faceva il “birichino”. Parla quindi di Gualtieri che non è più affidabile per l’affare

La situazione per Gualtieri dunque sta precipitando in quanto viene mano a mano estromesso dall’affare. Intercettato lui dirà “i soldi a casa sua se li gestisce lui”. Emerge il distacco tra la cosca emiliana e la cosca cutrese.

La Tattini, in una intercettazione, dice che per questo affare “i problemi sono tra il nord e il sud”.

Rottura dei rapporti tra la Tattini e Galasso Antonino. 25 maggio 2012, telefonata in cui Galasso informa Gualtieri che sarebbe venuto qualcuno da giù per spiegargli gli ultimi risvolti dell’affare. Gualtieri capisce di essere stato fatto fuori.

Mormorio in aula.
 

PRESIDENTE CARUSO: avvocato Migale, non è che siamo in una piazza a fare conversazione. Siamo in tribunale.
 

Presidente Caruso: Voi sapete perché anche i cutresi alla fine si tirano fuori dall’affare?

 Dubrovich: Non abbiamo contezza. Nessuno ne parlerà più.

 PM Mescolini: Quando chiameremo i due marescialli del reparto operativo di Crotone possiamo chiedere a loro, anche se pare che tutto si sia concluso in un nulla di fatto.

Presidente Caruso: Sarebbe interessante capire come si conclude la vicenda del fallimento Rizzi.

Termina l’esame del Maresciallo Marco Dubrovich.

 

CONTROESAME DEL TESTE, IL MARESCIALLO MARCO DUBROVICH, DA PARTE DELL’AVVOCATO COMBERIATI, DIFENSORE DI MUTO SALVATORE, BRESCIA PASQUALE E ALTRI.

 avv.: Interferenze nell’affare Rizzi di altri soggetti imputati in questo processo?

 mar. Dubrovich: Lamanna, Gualtieri. Comunicazioni tra di loro con Muto Salvatore e Floro Vito Antonio.

 avv.: Sotto che aspetti Muto Salvatore?

 mar. Dubrovich: Comunicazioni relativi a incontri.

 avv.: Ha captato se Muto Salvatore fa capire che era a conoscenza del fallimento Rizzi?

 mar. Dubrovich: Fallimento Rizzi no, parlano solo di incontri.

 avv.: Ha parlato delle lamentele di Gualtieri che non riesce a mettersi in contatto con Lamanna. Con chi si lamenta?

 mar. Dubrovich: Gualtieri si lamenta con Lamanna in un’ambientale sull’auto di Gualtieri.

 avv.: Che rilievo ha questo fatto?

 mar. Dubrovich: Ha rilevanza nel momento in cui Gualtieri si lamenta che Muto Salvatore non gli risponde al telefono.

 avv.: Nicolis Moreno. Lei ha detto che si è recato a Cutro. Avete riscontri di altri viaggi di Nicolis a Cutro?

 mar. Dubrovich: No

 avv.: Era intercettato?

 mar. Dubrovich: No

 avv.: Gualtieri, in una captazione, lei ha detto che fa riferimento al fatto che ha a disposizione 150 uomini. Di questa sua disponibilità avete riscontri?

 mar. Dubrovich: Lo dice lui.

 avv.: Può essere una sua asserzione?

 mar. Dubrovich: Questo non glielo so dire.

 avv.: Avete riscontrato i suoi contatti?

 mar. Dubrovich: Si, con innumerevoli persone.

 avv.: È stato intercettato e seguito. Emerge un riscontro a questa sua asserzione?

 mar. Dubrovich: Aveva a disposizione alcuni uomini.

 avv.: E chi?

 Caruso: il testimone ha detto questo, se l’avessero riscontrato lo avrebbe detto.

 avv.: Lettera rinvenuta il 29 giugno 2012. Avete riscontrato che la lettera è stata realmente scritta da Gualtieri per Nicolino Grande Aracri ?

 mar. Dubrovich: Ha firmato lui.

 avv.: Ha riferito di un pranzo tenuto a Antichi Sapori, per il fallimento Rizzi, tra Gualtieri, Tattini, Domenico Grande Aracri, e Domenico Minervino. Avete predisposto un servizio di OCP fuori dal ristorante ?

 mar. Dubrovich: Abbiamo il GPS dell’auto della Tattini.

 avv.: Brescia era presente?

 mar. Dubrovich: Questo non lo sappiamo.

 avv.: Ha fatto riferimento al fatto che Gualtieri non aveva i soldi per depositarli in un conto corrente. Avete seguito i flussi economici inerenti a questo affare?

 mar. Dubrovich: Non sono state svolte indagini patrimoniali.

 avv.: Gualtieri ha mai fatto riferimento dove sarebbero arrivati i soldi di questo affare?

 mar. Dubrovich: Su un conto corrente che doveva essere attivato.

 avv.: Da chi?

 mar. Dubrovich: Dal parmense Ferrari Aldo Pietro.

 avv.: Quando Gualtieri sceglie di lasciare l’affare, avete riscontrato ritorsioni nei suoi confronti?

 mar. Dubrovich: No

 avv.: Altre domande sulla questione del nido di Castelvetro Piacentino. Ha parlato di una occupazione della scuola. Lamanna Benito ha detto che era presente. È un soggetto segnalato per fatti di mafia?

 mar. Dubrovich: In questa indagine no. In Grande Drago non ricordo.

 avv.: Passiamo a questa occupazione. In cosa si è concretizzata?

 Riscontrabile dalla relazione di servizio dei carabinieri.

 avv.: Può riferire altri elementi? Uso di Violenza?

 mar. Dubrovich: C’è una relazione dove viene citato che sono entrati nell’androne della scuole e venivano invitati a uscire. Respingendo l’accusa di aver occupato la scuola perché le porte erano aperte. Chiedono di usufruire alla mensa perché erano affamati.

CONTROESAME DEL TESTE, IL MARESCIALLO MARCO DUBROVICH, DA PARTE DELL’AVVOCATO DIFENSORE DI FLORO VITO ANTONIO

 avv.: Avete riscontri del fatto che Floro Vito sia a conoscenza dell’affare Rizzi?

 mar. Dubrovich: Si, ne parla lui.

 avv.: L’origine del fallimento Rizzi da chi vi viene riferito?

 mar. Dubrovich: Da Nicolis Moreno che entra nella trattativa a inizio dicembre 2011.

 avv.: Da questo inizio, vi sono intercettazioni tra Gualtieri e Floro Vito dove Gualtieri fa presente questa operazione a Floro Vito?

 mar. Dubrovich: Ci sono contatti telefonici tra loro

 avv.: E a cosa erano dovuti?

 mar. Dubrovich: Gualtieri chiamava Floro Vito per incontrarsi con Lamanna Francesco. Floro Vito faceva da tramite perché Gualtieri sta su Reggio Emilia e Lamanna su Cremona.

 avv.: Floro Vito INTERCETTATO?

 mar. Dubrovich: No

 avv.: Lei si è occupato anche di altri affari?

 mar. Dubrovich: No, solo il fallimento Rizzi.

 avv.: Oltre a contatti con Gualtieri, ci sono contatti tra Floro Vito e altri?

 mar. Dubrovich: Lamanna

 avv.: Parlano di questo affare?

 mar. Dubrovich: Parlando degli incontri con Gualtieri.

 avv.: Contatto tra Floro Vito e Tattini?

 mar. Dubrovich: Per questo affare no.

 avv.: Con Muto Salvatore?

 mar. Dubrovich: Per questo affare no
 

CONTROESAME DEL TESTE, MARESCIALLO MARCO DUBROVICH, DA PARTE DELL’AVVOCATO DIFENSORE DI BOLOGNINO MICHELE

 avv.: Avete riscontrato se Bolognino sapesse di questo affare?

 mar. Dubrovich: No

 avv.: Contatti tra Tattini e Bolognino?

 mar. Dubrovich: Per questo affare no

 avv.: Avete riscontrato se Gualtieri abbia presentato Nicolis Moreno a Bolognino Michele?

 mar. Dubrovich: No

 avv.: Diletto, Sarcone e altri capi promotori?

 mar. Dubrovich: In questa vicenda no

 avv.: L’ha presentato a Lamanna e Grande Aracri Nicolino?

 mar. Dubrovich: Si

 avv.: Contatto Bolognino e Aldo Pietro Ferrari, sa se Ferrari si occupasse di noleggio auto?

 mar. Dubrovich: No

 avv.: Sa se Bolognino si occupasse di noleggio auto?

 mar. Dubrovich: No

 Termina il controesame del Maresciallo Dubrovich.

 

Udienza sospesa per pausa pranzo.
 

 Entra in aula il teste Vittorio Galvani.

Vicenda dell’occupazione della mensa del nido di Castelvetro Piacentino.

 

ESAME DEL TESTE VITTORIO GALVANI DA PARTE DEL PM MESCOLINI:

Sono tuttora tecnico del comune di Castelvetro. Entra un gruppo di persone nella mensa scolastica costruita da poco. In precedenza queste persone si erano presentate nel mio ufficio chiedendo la liquidazione del loro lavoro. Ma per noi non avevano lavorato, quindi non potevamo fare nulla. Tutto sfocia nell’occupazione della mensa.

PM: Quindi il vostro interlocutore per l’appalto dei lavori in mensa era un’azienda esterna. Queste persone volevano essere pagate direttamente dal comune?

Noi non abbiamo mai capito per quale lavoro sulla mensa loro volevano esser pagati. Hanno avanzato richiesta di soldi.

PM: Si trattava di persone con cui non avevate avuto rapporti lavorativi?

No. Dopo l’episodio dell’occupazione della mensa, da quel giorno non abbiamo più avuto contatti con queste persone. Io personalmente no.

PM: Ne ha parlato con qualcuno dell’amministrazione nell’immediatezza del fatto?

Il sindaco sapeva benissimo questa situazione. Non ricordo se il sindaco aveva parlato direttamente con loro. In quella circostanza vennero chiamati i carabinieri dal personale della mensa.

PM: Avete avvisato la ditta appaltatrice di queste richieste?

Si. Non ci ha mai dato risposte chiare, ha detto che non ne era al corrente e non li conosceva.

PM: Avevate un contenzioso con questa ditta?

No no abbiamo pagato tutto. Ci interessa chiarire la posizione della ditta.

PM: Questa ditta ha fatto lavorare queste persone?

Non lo so. So che c’è stato un contenzioso tra la ditta e Muto. Ma non so come si è risolto. Mi hanno chiamato a testimoniare.

CONTROESAME DE, Vittorio Galvani, da parte dell’avvocato Comberiati, difensore di Muto Salvatore.

avv.: Nel suo ufficio si sono recati dei personaggi, ha denunciato Muto Salvatore? Era un atteggiamento di protesta o violento?

Galvani: Si era un atteggiamento intimidatorio.. ma per un atteggiamento intimidatorio non è che sia necessario denunciare qualcuno.

avv.: Ha mai chiesto a Muto Salvatore di costruire una rampa che conduceva dall’asilo nido alla SCUOLA? Si ricorda chi ha costruito questa rampa?

Galvani: Ho visto che stavano costruendo ma non mi sono soffermato su chi.

avv.: Ha visto Muto dopo l’occupazione della mensa?

Galvani: Si quando sono andato a testimoniare a Cremona.

avv.: Lei era presente nel momento dell’occupazione?

Galvani: No

avv.: Che elementi può offrire allora?

Galvani: Io ricordo che arrivarono i carabinieri insieme al vigile. Hanno accompagnato queste persone nell’ufficio della polizia municipale e in questo ufficio si è cercato di stemperare la situazione con un po’ di buon senso.
 

 Riprende l’udienza.
 

NDR: Richiesta da parte del Resto del Carlino di trasmettere in streaming le udienze sul loro sito. Il Tribunale darebbe l’ok, l’importante è che non vengano ripresi gli imputati. Ai testimoni verrà richiesta di volta in volta l’autorizzazione.
 

Entra in aula il teste Guglielmo Battisti, attuale Dirigente della Squadra Mobile di Reggio Emilia

Mescolini: in riferimento agli elementi su cui il Maresciallo Calì aveva fatto richiamo ad accertamenti effettuati dalla squadra mobile di Reggio Emilia. Ci parli degli accertamenti fatti dal suo ufficio.

Battisti: Detenzione armi, rilascio passaporti, ufficio immigrazione. Oltre a esami documentali, abbiamo cercato di comprendere le prassi dell’ufficio e la figura e le mansioni che Domenico Mesiano ricopriva in Questura, la nota principale a cui farò riferimento è del 27 marzo 2015 dove riassumiamo le risultanze che emergono.

Rinnovo licenza porto armi per difesa personale richiesta da Paolini Alfonso. La firma non è del dirigente PASI dell’epoca (come invece dovrebbe essere) , ma il rilascio della licenza viene firmata direttamente dall’allora Questore Gallo. Nel documento a firma del questore Gallo si legge, in riferimento all’imputato Paolini Alfonso, “ Il medesimo risulta di buona condotta in genere. Si esprime parere favorevole al rinnovo della richiesta autorizzazione”. In aula si sottolinea dunque la peculiarità di questo documento che non porta la firma del Dirigente PASI, come prevede la prassi, ma porta la firma dell’allora Questore Gallo.

Nella dichiarazione di acquisto e detenzione armi datata 2008, in cui si attesta che Paolini Alfonso ha venduto un’arma a Muto Vito, si legge la scritta a mano “urge x Mesiano”. Questa annotazione fa riferimento all’interessamento di Domenico Mesiano a questa documentazione.

Essendo Mesiano l’autista del Questore, il personale addetto poteva pensare che l’interessamento fosse non del Mesiano, ma del Questore stesso.

Stesse peculiarità nel documento della richiesta del rilascio porto armi per difesa personale effettuata dal fratello di Alfonso Paolini, ovvero Gaetano Paolini. Anche qui le stesse peculiarità. Nel documento compare la scritta “Gabinetto” anziché Divisione PASI, e presenta la firma del Questore Gallo, anziché del Dirigente della Divisione PASI, come prevede la prassi. Anche in questo documento, a firma dell’allora Questore Gallo, si legge, in riferimento al fratello di Alfonso Paolini “gode in pubblico normale stima”.

Evento conviviale a cui partecipano alcuni soggetti. Vengono mostrate in aula due foto. Nella prima vengono ritratti, durante un brindisi, gli imputati Iaquinta Giuseppe, Brescia Pasquale, Paolini Alfonso, Mesiano Domenico insieme al Questore Alemma e D’Urzo Domenico. Nell’altra foto sono ritratti D’Urzo Domenico, il Sovrintendente Bellini Claudio, gli imputati Iaquinta Giuseppe, Brescia Pasquale, Paolini Alfonso, Domenico Mesiano, insieme all’allora Questore Gallo.

In seguito al divieto di detenzione armi nei confronti dell’imputato Paolini Alfonso, il 4 luglio 2012 avviene la cessione delle armi di Paolini all’ispettore Francesco Strada.

L’imputato Brescia Pasquale ha effettuato lavori, tramite alcune sue aziende, presso la Questura di Reggio Emilia.

Quando il Questore Gallo si trasferisce da Reggio Emilia a Parma viene organizzata una cena presso il ristorante Antichi Sapori.

Esami fascicoli armi di Brescia Pasquale, stesse peculiarità dei fascicoli di cui abbiamo già parlato, quelli di Paolini Alfonso e Paolini Gaetano. Anche qui compare la scritta “Questura di Reggio Emilia-Gabinetto” anziché, “Divisione PASI”, e anche questo documento viene firmato non dal Dirigente delle Divisione PASI, come prevede la prassi, ma direttamente dall’allora Questore Gallo.

Sentendo il personale PASI emerge la frequenza con cui Mesiano chiedeva informazioni su personaggi provenienti da Cutro e colpiti da divieto di detenzione armi.

Interessamento di Domenico Mesiano a fascicoli di: Colacino Michele, Muto Antonio, Muto Vito, Vertinelli Giuseppe.

L’Appuntato Salpietro Domenico ha ritirato a nome dell’imputato Gualtieri Antonio il passaporto emesso dalla Questura.
 

Termina l’esame del teste.
 

Inizia il controesame.

 

Controesame di Guglielmo Battisti, attuale Dirigente della Squadra Mobile di Reggio Emilia

Il primo è l’avvocato difensore di Paolini Alfonso.

Prosegue il controesame.

Prende la parola l’avvocato Comberiati, difensore dell’imputato Brescia Pasquale.

Continua il controesame.

Prende la parola l’avvocato di Muto Antonio, classe 55.

Alfonso Paolini, si legge nel rilascio della licenza di porto d’armi, in relazione alla sua attività nel settore immobiliare ha rapporti di lavoro con famiglie e società: Berlusconi, Moratti e con le principali cooperative di rilievo: Coopsette, Unieco e Orion.

Termina il controesame del teste, il dottor Guglielmo Battisti, attuale Dirigente della Squadra Mobile di Reggio Emilia.
 

Entra in aula il teste Faccioli Claudio

Esame di Faccioli Claudio

Mescolini: Lei conosce Villirillo Romolo?

Si. Me l’hanno presentato quando stavo facendo il cantiere. Avevo un credito importante con una persona. Siamo nel 2011. Parlavo con Bonafede che era il capocantiere e aveva una conoscenza con Romolo Villirillo. Stavo finendo un lavoro a Mantova. Bonafede mi presenta questa persona.

(Faccioli è titolare di una ditta ed ha un cantiere a Mantova. Ha un credito con Neffandi Stefano. Tenta di recuperare questi soldi ma non ci riesce).

Ero in difficoltà, il credito era di 150 mila euro, di questa mia difficoltà faccio parola a Bonafede, il capocantiere di Mantova, che mi dice di poterne parlare con Romolo Villirillo. Ci siamo presentati. Gli ho spiegato la situazione.

 

Mescolini: Le furono offerte garanzie. Poteva affidarsi a questa persona?

Faccioli: Ho provato ad affidarmi a questa persona perché le avevo provate tutte per recuperare questi soldi.

Mescolini: 19 ottobre 2011 ha reso informazioni ai Carabinieri. Ha detto che Villirillo gli è stato presentato da Bonafede. Sembra che inizialmente fosse stato Romolo ad avere bisogno di lei. Villirillo si è rivolto a lei?

Faccioli: Si. Gli ho monetizzato un assegno. Poi lui mi ha ridato i soldi.

Mescolini: Perché decise di aiutare questo signore?

Faccioli: Perché me l’aveva chiesto Bonafede.

Mescolini: Bonafede le disse chi era Villirillo?

Faccioli: No. Bonafede mi ha detto “ho bisogno di fare questo tipo di operazione e ho bisogno che tu mi faccia questo favore”. Io l’ho fatto e pensavo di chiudere subito dopo.

Mescolini: Perché non poteva dire di no a Bonafede?

Faccioli: Perché mi ha sempre aiutato nel lavoro.

 

NDR: Il Signor Faccioli si mostra confuso durante la deposizione.

 

Mescolini: Ha qualche timore Signor Faccioli, si sente intimorito?

Faccioli: No, ci sono solo state tante vissitudini. Ho perso 6 milioni di euro, tutto quello che ho fatto in 40 anni. Ho perso tutto per colpa delle cooperative. Questa è la mia verità.

Villirillo a Neffandi gliel’ho presentato io. Villirillo dice a Neffandi “da questo momento in poi non devi avere nulla a che fare con Faccioli. Ti rivolgi a me”.

Termina l'udienza.

Trascrizione a cura di: S.D. - Impaginazione e correzione a cura di S.N.

RASSEGNA STAMPA

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