- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'udienza pomeridiana

mercoledì 2 novembre 2016



ore 16.15 in aula

Da stamane viene audito il maresciallo D’Agostino.

Sono state ascoltate una serie di intercettazioni in dialetto cutrese con sottotitoli in italiano.

Il teste maresciallo D’Agostino riferisce in merito ai capi 106-107 Usura e false fatturazioni riferibili a Giglio Giuseppe e ai capi 119-120 Movimento di denaro e false fatturazioni riferibili a CAPPA Salvatore e Mancuso Vincenzo

presidente CARUSO: Procederemo con gli esami e controesami per blocchi d’imputazioni

mar. D’Agostino:

Le vicende dei capi 119-120 (Cappa Salvatore e Mancuso Vincenzo si intrecciano con il capo 106-107 di cui sopra.

Il 19.1.2012, dopo il viaggio in Germania, CAPPA riceve 25.000 € fatti pervenire da MANCUSO tramite CARDELLA

I passaggi sono tutti concatenati fra di loro, le conversazioni sono tantissime.

L’attività di indagine ha consentito di ricostuire alcuni spostamenti in Germania.Alle ore 09:59 del 18.01.2012, su richiesta della P.G. operante, i militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Vipiteno eseguivano il controllo, al casello “Lato uscita” di Vipiteno (BZ) – barriera A/22, dell’autovettura targata CD088BH, procedendo all’identificazione di CAPPA Salvatore, BIGHIGNOLI Andrea e GULLÀ Francesco , il che confermava quanto appreso dalle intercettazioni. Il secondo viaggio segue di una settimana. Questa volta, il 26.1.2012 presso la barriera autostradale A22 di Vipiteno (BZ), insieme a CAPPA vengono identificati AIELLO Giuseppe , LEROSE Salvatore ed i già citati GULLÀ Francesco, e BIGHIGNOLI Andrea, tutti a bordo dell’autovettura FIAT Doblò, targata DK935KR, in uso allo stesso CAPPA.Altri viaggi sono documentati il 12.4.2012 e il 3.5.2012.

 

Il c/c è stato aperto in data 16.04.2012, ovvero in concomitanza del viaggio effettuato in Germania dopo l’esecuzione di un bonifico in favore di un conto corrente tedesco, evidentemente per prelevare in contanti la somma accreditata (“…AIELLO: Quelle carte che ti ho dato io no, che c'è l'Iban tuo di sopra […] Bene, dammi quella di là, quella di (inc.) che intanto faccio quella (intende un bonifico ndr) Al min. 01:37 Cappa detta il seguente codice IBAN Tedesco: "DE701500001002164323"(si rileva dalle conversazioni successive il medesimo codice iban è errato. Tel. n. 1439 ndr) e lo swift:" SSKMDEMM" […] Si, no, ma che quell'altro, quella di Ciccio, la faccio io l'operazione, porta la "fatica" la faccio io...tanto non cambia niente, tanto ci interessa per lunedì, arrivare il risultato, giusto?...”).

 

Cappa, Bighignoli, Aiello e LeRose sono coinvolti in diversi viaggi in Germania per la finalità di false fatturazioni.

 

“Mi porti proprio là? Alla tana del lupo?”
Cappa riferisce che la pizzeria DRAGONE ad Augsburg in Germania è la “tana del lupo” pieno di cutresi.

 

La società “K1 s.r.l. fa parte delle società immobiliari coinvolte nel c.d. “affare Sorbolo”; i soci sono PALLONE Giuseppe e GIGLIO Giuseppe, mentre CAPPA Salvatore è l’amministratore unico; la società “SECAV UNIPERSONALE s.r.l.1440” risulta attualmente oggetto di procedura fallimentare ed ha come unico socio OPPIDO Raffaele. Questo dato rimanda alle conversazioni telefoniche in cui CAPPA aveva fatto riferimento proprio ad un certo “Raffaele” (“…Raffaele dice sto arrivando a... (Trento?) (inc.)... sto venendo, ci vediamo 10 minuti fuori dal casello... sono arrivato lì, gli ho dato tutti i documenti e tutte le cose... gli ho spiegato il discorso della Germania... però al nuovo modo della Germania...”), che si era anche inserito nel giro delle false fatturazioni in cui era coinvolto MANCUSO Vincenzo (“…Già ho parlato, tutto a posto (intende con Mancuso Vincenzo ndr), gli servirebbero..[…] I cosi...di Raffaele (probabilmente Oppido ndr) […] Gli devi dare le date...gli devi mandare diverse e-mail...le fotocopie come le hai fatte tu, del coso suo...[…] CAPPA: Che così facciamo sia...Raffaele (inc.) sia lui che (inc.) AIELLO: Ma devo fare tutte le fotocopie di quello che ho fatto oggi? CAPPA: Si, le cose di Raffaele, si, di quei buoni di Raffaele che dici tu…”). Essa, inoltre è di fatto riconducibile a VERTINELLI Palmo (cr. capo 87). Infine, la “A.L. COSTRUZIONI s.a.s. di AIELLO GIUSEPPE & C. ” fa capo AIELLO Giuseppe e LEROSE Salvatore, ovvero i soggetti coi quali CAPPA si recò più volte in Germania. AIELLO risulta infatti titolare del c/c tedesco 153082300 aperto presso la Deutsche Bank di Francoforte.

Oltre all’erogazione in contanti, sarebbero stati eseguiti due bonifici di 5.000 Euro ciascuno a favore di GULLÀ, residente c/o Mader & Stadler a Monaco, Konrad-Celtis-Strasse 83, con causale: “donato”.

 

Le frodi fiscali – Le società coinvolte:

MAGNOLIA s.r.l. UNIPERSONALE

Si tratta di una società cartiera.

Sebbene l’impresa non sia formalmente riconducibile a MANCUSO Vincenzo, le numerose conversazioni intercettate avevano dato piena contezza di come la società, reperita per il tramite di QUILICI Sergio, fosse materialmente gestita dall’indagato, che ne curava personalmente anche l’operatività bancaria.

Gli accertamenti esperiti sul conto della MAGNOLIA, hanno permesso di appurare come la stessa non presenti dichiarazioni fiscali dall’anno 2009 e che, gli unici versamenti effettuati, sono relativi al pagamento di modelli F24 che risalgono agli anni 2007 (€. 456.27) e 2008 (€. 549.87).

Per gli anni di imposta 2010, 2011 e 2012, l’impresa è risultata evasore totale non presentando alcuna dichiarazione dei redditi e dell’Iva. La stessa ha omesso altresì di eseguire le comunicazioni annuali dei dati Iva.

Tali riscontri vanno a rafforzare gli elementi affiorati dalle risultanze investigative, secondo le quali la MAGNOLIA è una società puramente funzionale alle transazioni riconducibili al giro delle fase fatture, La rilevanza di tale struttura nell’economia dell’azione criminosa è tale che MANCUSO, che corso di una perquisizione subìta il 9.5.2012, si attiverà con la moglie affinchè fossero sottratte ai militari della Guardia di Finanza le chiavi dell’appartamento dove era custodita documentazione inerente tale società.

 

EDIL BUILDING S.r.l.

L’impresa con sede legale a Soliera disponeva di un capitale sociale di 10.400 euro è suddiviso tra i soci MANGIACOTTI Matteo (520 euro) e CARDELLA Vincenzo (9.880 euro), che ricopre anche l’incarico di amministratore unico ( CARDELLA Vincenzo, deceduto nel marzo del 2012, non è stato ancora sostituito).

Nell’anno di imposta 2011, la EDIL BUILDING ha dichiaro un reddito imponibile ai fini dell’IRES di 18.886 euro (nella dichiarazione non sono presenti i dati IVA), mentre dal Modello Iva risulta beneficiaria di una imposta in detrazione di oltre 60.000 euro.

Per l’anno di imposta 2012 non risulta la presentazione di alcuna dichiarazione.

Il dato di assoluto interesse è costituito dalla presenza di CARDELLA Vincenzo come amministratore unico della EDIL BUILDING s.r.l. il quale, come si è visto in precedenza, è stato una sorta di factotum per conto di MANCUSO Vincenzo, che più volte lo ha inviato ad effettuare lo scambio contante - assegni con CAPPA Salvatore.

Le risultanze emerse nel corso delle indagini, hanno però chiaramente evidenziato come la società sia di fatto gestita direttamente da MANCUSO Vincenzo, sebbene non ne sia formalmente titolare o amministratore.

 

A.L. COSTRUZIONI S.A.S. DI AIELLO GIUSEPPE & C.

Già iscritta nella Camera di commercio di Verona, l’impresa ha oggi sede a Crotone (KR) Via Lichino nr. 18 .

Il socio accomandatario si identifica in AIELLO Giuseppe , titolare del valore nominale dei conferimenti ammontante a 15.000 euro. Nell’atto costitutivo figurava anche LEROSE Salvatore in qualità di Socio accomandante. L’impresa è attualmente inattiva.

Pur risultando inattiva, per l’anno di imposta 2011 la A.L. COSTRUZIONI ha presentato una dichiarazione dei redditi per società di persone dalla quale risulta beneficiaria di un credito IVA di 42.004 euro.

Dalla stessa dichiarazione, se si considera il riporto dell’anno precedente, si evince che l’ammontare complessivo del credito IVA goduto dall’impresa è pari a 144.009 euro.

Per il 2012, allo stato, non risulta la presentazione di alcuna dichiarazione.

 

INNOVAZIONI S.r.l.

Sede legale ad Oppeano (VR), Via Croce nr. 21, frazione Ca' degli Oppi.

Il capitale sociale di 20.000 euro è suddiviso tra i soci AIELLO Antonio e LEROSE Francesco.

L’incarico di Amministratore unico è ricoperto da LEROSE Salvatore.

Per l’anno di imposta 2011, la INNOVAZIONI S.r.l. ha presentato una dichiarazione dei redditi dalla quale risulta beneficiaria un credito Iva di €. 62.582.

Per l’anno di imposta 2012 risulta la sola comunicazione del modello IVA

 

F.D.G. SERVICE S.r.l.

L’impresa ha sede legale ad Orgiano (VI), ed il capitale sociale di 10.000 euro è interamente detenuto da GULLÀ Francesco che ricopre anche l’incarico di Amministratore Unico. Costituita il 31.05.2011, per lo stesso anno d’imposta l’impresa ha presentato una dichiarazione dalla quale risulta un reddito imponibile di 2.319 euro e un credito Iva di 6.259 euro.

Nel 2012, allo stato, non risulta presentata alcuna dichiarazione o comunicazione IVA.

Com’è stato dettagliatamente illustrato in precedenza, GULLÀ Francesco opera con la società in esame su disposizione di CAPPA Salvatore che, insieme a FRONTERA Francesco, gestisce il circuito delle false fatturazioni in cui è inserita la FDG s.r.l.

Del resto, le indagini hanno messo in evidenza come l’acquisizione della ditta da parte di GULLÀ, fosse stata preordinata e pianificata strumentalmente da parte di CAPPA e FRONTERA.

 

A.Z. SERVICE S.r.l.

L’impresa ha sede legale a Lendinara (RO), Il Capitale sociale di 10.000 euro è suddiviso tra i soci FACCIO Luciano (6.000 euro) e PIZZO Fabio (4.000 euro). L’amministrazione è demandata a BUSINARO Terenzio.

La società A.Z. SERVICE S.r.l., per l’anno di imposta 2011 ha presentato una dichiarazione dei redditi dalla quale risulta beneficiaria di un credito Iva di 80.943 euro, derivante dalla differenza tra il debito maturato nell’anno di imposta 2011 (4.484 euro) ed il credito riportato dall’anno d’imposta 2010 (per 85.427 euro).

Nel 2012 non risulta la presentazione di alcuna dichiarazione.

L’A.Z. ha avuto un ruolo funzionale al meccanismo delle false fatturazioni attraverso lo scambio assegni – contante. In effetti, in più di un’occasione sono state registrate conversazioni telefoniche dalle quali traspare chiaramente l’esistenza del seguente meccanismo:

- CAPPA Salvatore incontra tale VINCENZO dell’A.Z. SERVICE, dal quale riceve il titolo;

- una volta ricevuto il benestare, MANCUSO Vincenzo invia CARDELLA Vincenzo da CAPPA

Salvatore, per effettuare lo scambio assegno – contante;

- la transazione viene regolata da apposita fattura.

 

La AZ SERVICE non è una cartiera ma la società beneficiaria.

 

Il sistema di fatturazione, dianzi già sommariamente delineato può ulteriormente spcificarsi sulla scorta di alcune significative ed inequivocabili conversazioni telefoniche, che concorrono ulterioremente a squarciare il velo formale apposto su transazioni illecite e criminogene.

Già a partire dal 10.02.2012, gli indagati avevano discusso in più occasioni su fatture del 2011 che CAPPA aveva verosimilmente consegnato a MANCUSO, il quale aveva affermato che sarebbe stato opportuno emettere un documento fiscale relativo al medesimo anno (“…MANCUSO: stavo guardando i fogli che mi avete dato ieri...ma qua ci sono pure fatture del 2011..[…] qua ne va ha fatta una del 2011...non ci riesce…”). La problematica consisteva quindi nella numerazione progressiva delle fatture già emesse, in quanto la compilazione di un nuovo documento fiscale, riferito ad un periodo precedente, avrebbe comportato delle difficoltà, legate anche al fatto che MANCUSO aveva già ricevuto gli assegni (“…MANCUSO: Va bene...poi l'altre, sto guardando perchè ora siamo andati avanti con i numeri ora; CAPPA: Eh, se riesci a spostarlo quello, se no come facciamo? MANCUSO: Ora vediamo, ora vediamo...; CAPPA: E perchè...ti sei preso i cosi prima pure tu, hai capito?...”).

 

Alcuni giorni dopo (13.02.2012), gli indagati tornano sull’argomento e MANCUSO asserisce di essere riuscito a “sistemarle tutte” (le fatture); lo stesso chiede però a CAPPA di riferire ad una terza persona che la prossima volta non lo avrebbe più fatto, in quanto l’operazione era stata particolarmente problematica (“…Tutte...però glielo dite, che stavolta gliele ho messe a posto, la prossima volta non gliele metto a posto, compare Tù...una guerra ho dovuto fare").

La questione si ripropone in occasione di una conversazione dal sicuro interesse investigativo, registrata il 21.02.20121445 e grazie alla quale vengono definiti con maggiore chiarezza alcuni fondamentali aspetti dell’impianto analizzato, nel quale risultava coinvolta anche la società AZ SERVICE S.r.l.

CAPPA comunica, infatti, di essere stato chiamato da qualcuno dell’A.Z. per problematiche concernenti le fatturazioni emesse da MANCUSO, alludendo chiaramente ai documenti che quest’ultimo aveva riferito di aver “sistemato”

 

Viene ascoltata una intercettazione telefonica in stretto cutreste in aula in (con i sottotitoli in italiano)

 

(“…CAPPA: Sentimi un po’, io sono stato...mi ha mandato chiamando...sono già in ritardo...ma mi ha mandato chiamando...il coso là... ; MANCUSO: Eh; CAPPA: Che ci è arrivato una lettera, gli hai mandato una carta scritta tu? Ma non mi avevi detto che le avevi sistemato quelle cose?...”).

MANCUSO coglie quindi l’occasione per esternare le sue lamentele, proprio in ordine alle richieste avanzate dal medesimo soggetto, il quale aveva preteso l’emissione di fatture retrodatate. Ciò rappresentava certamente un problema, in quanto avrebbe determinato delle discrepanze tra la data di emissione delle fatture e quella degli assegni

 

Ancora l’intercettazione: “…MANCUSO: Ma le avevo sistemate compare Tù, però...questo qua continua di nuovo...ora mi hanno dato le ultime tre, di nuovo Gennaio...io quando sono i primi di febbraio...fatturo, ora stamattina è arrivato di nuovo che mi fa fare di nuovo fatture dentro Gennaio; CAPPA: Allora, ascolta...(inc.) quegli altri assegni dentro...a Gennaio...a Dicembre, non puoi fare le fatture dopo l'assegno…”) ragion per cui sarebbe stato più opportuno pianificare di volta in volta le operazioni da effettuare

MANCUSO: Ho capito, però lui, bisogna che ce le dà mano a mano quelle che dobbiamo fare, perchè se io fatturo e dopo mi fa andare avanti ed indietro non ce la facciamo eh…”).

Lo stesso CAPPA si trova in difficoltà nel far comprendere le sue esigenze “…mi capisci? Allora, se noi giriamo i soldi oggi, eh... che ci pagano oggi, eh... cerchiamo di capirci, va bene che ora vengo qua che parliamo…”) nonostante MANCUSO continui a ribadire le sue problematiche di natura “contabile”  “… MANCUSO: E però, lui è arretrato, ora la settimana scorsa, io sono andato a posta per quello, di nuovo l'ha mandato di nuovo a Gennaio, cioè, non si può, non si può...cioè lui si fa un resoconto di quanto arrivo alla fine di Gennaio, dice vedi che a me a fine Gennaio, mi devi fare questa cosa e io gliela faccio a fine gennaio, se lui dice entro la fine di febbraio, mi devi mettere queste cose...cioè non è che ci vediamo i primi di Gennaio e vuoi il mese di Novembre...”

 

Principalmente riconducibili ai numeri progressivi delle fatture che avrebbe dovuto modificare (“…E di nuovo a cambiare di nuovo tutti i numeri, di nuovo un bordello…”).

In ogni caso CAPPA ripropone la necessità di far coincidere le date delle fatture e dell’assegno (“…CAPPA: Però tieni presente una cosa...che io l'assegno te l'ho fatto in questa data, nella stessa data tu tieni presente che devi fare queste cose…”).

 

Nel corso dell’attività di indagine sono state acquisite le relazioni tecniche inerenti le segnalazioni di operazioni sospette, di cui all’art. 47 del D. L.vo 231/2007, redatte dagli istituti di credito nei confronti degli indagati e delle imprese ad essi riconducibili.

Il contenuto delle predette segnalazioni, oltre ad essere indicativo del metodo adottato, costituisce conferma dell’ipotesi investigativa.

 

Il maresciallo D’Agostino elenca per esteso le segnalazioni.

Presidente CARUSO: Il maresciallo è disposto ad andare avanti?

PM MESCOLINI: Il maresciallo è disposto a tutto

Presidente CARUSO: avvocati non lasciateci soli!

 

Tra il 20 e il 21.12.2011 si ha riscontro di un’operazione di particolare significato. Nel corso di una telefonata registrata il 20.12, CAPPA chiede esplicitamente a MANCUSO di procurargli una busta chiusa, che in seguito si comprenderà essere destinata con il suo contenuto a Cutro (KR)

“…CAPPA: Fatti dare una busta che mi serve una busta... MANCUSO: Va bene. Della Tercas? CAPPA: Non mi interessa, basta che è una busta chiusa….”.

 

Nell’occasione dell’incontro, CAPPA consegna a MANCUSO una busta contenente 47 mila euro in contanti, che doveva essere recapitata a Cutro (KR) tramite un autista di autobus di linea compiacente (“….CAPPA SALVATORE: 40... contagli quell'altri così glieli mandiamo... dammi qua e sono 30 adesso giusto? MANCUSO VINCENZO:... 40, 45, 46, 47 mila... CAPPA SALVATORE: 47 mila... questi qua glieli devi portare questa sera al pullman...”.

 

La conversazione ambientale registrata a bordo del veicolo di CAPPA Salvatore, si rivela particolarmente interessante tant’è che, dopo aver effettuato il conteggio del denaro, CAPPA esorta MANCUSO a bruciare nella stufa del suo ufficio della documentazione non meglio indicata ma che, con ogni probabilità, era relativa alla contabilità delle fraudolente transazioni effettuate (“…la maggior parte di queste cose devono essere bruciate, quando vai in uffico... nelle stufa...”). CAPPA fornisce a MANCUSO il numero telefonico dell’autista, tale Tonino di Isola Capo Rizzuto, che avrebbe dovuto contattare per la consegna della busta (“…no è un altro questa mattina è uno di "Isola" (Isola Capo Rizzuto) ci portiamo la busta…”)

 

La busta viene consegnata all’autista da Cardella.

 

Il mar D’Agostino riferisce di avere altre conversazioni sempre di questo tenore. Relative a queste false fatture.

 

CARUSO: Se serve una specificazione in più prima del controesame può andare avanti.

PM: Il fatto che la quantità di transazione è incredibile. Noi avevamo sintetizzato in 12 transazioni che hanno aspetti di continuità e similitudine. Il maresciallo ne ha identificati due in particolare. Una segnalazione potrà portare via almeno un quarto d’ora.

CARUSO: Ci fermiamo qui per adesso e riprenderemo alla prima ora della prossima udienza.

 

CARUSO: Dalla prossima udienza partecipo come applicato, perché sono stato assegnato alla presidenza del tribunale di Bologna.

 

ORE 18.30 Termina l’udienza

a cura di: S.N.

RASSEGNA STAMPA

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