- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'intera udienza

giovedì 19 gennaio 2017

 

All'interno dell'udienza sottoriportata:

documento: l'istanza del tribunale - pdf scaricabile

esame del maresciallo D'Agostino - prima parte

esame e controesame di De Leonardis Antonio

controesame di Simonelli Piergiorgio

esame del maresciallo D'Agostino - seconda parte

Trascrizione dell’udienza del mattino:

Il presidente Maria Francesco Caruso legge le sette pagine d’ordinanza.

La Corte ha dichiarato inammissibile l’istanza «per carenza dei presupposti normativi», il che significa che i giornalisti continueranno a rimanere nell’aula-bunker per raccontare quanto avviene nel maxi processo, comunque nell’ordinanza non mancano richiami alla stampa sul principio della presunzione d’innocenza e sull’uso di un linguaggio appropriato nelle cronache giudiziarie che diano spazio ad accusa e difesa. Dopo il “no” dei giudici nessuna reazione dalle “gabbie” dei detenuti.

SCARICA L'ISTANZA DEL TRIBUNALE - 19 GENNAIO 2017 - L'ORDINANZA LETTA DAL PRESIDENTE CARUSO

Gazzetta di Reggio: La stampa resta in aula «No alle porte chiuse»

 

In mattinata è stato sentito il maresciallo D’Agostino, uno degli incaricati ad accertare le informazioni del pentito Giglio. Il maresciallo ha inoltre parlato dei beni dei Vertinelli che secondo le indagini li avrebbero distribuiti a prestanomi per evitare i sequestri.

Il maresciallo ha parlato del capo 85 Le false vendite degli appartamenti (Affare Sorbolo) in particolare del ruolo di Oppido Raffaele (condannato nell’abbreviato a due anni e 9 mesi), cugino dei Vertinelli. Riferisce sulla vendita di appartamenti da parte di Giglio, Cappa e Pallone a personaggi compiacenti. Le vendite non sono reali. Oppido in  una telefonata chiede informazioni a Giglio sull’acquisto degli appartamenti dove emerge che Oppido non sa bene cosa stia facendo.

 

In seguito ha ripercorso le vicende del capo 89 Gli affari del ristorante “Il Cenacolo del Pescatore”. Ha riferito su Ruggiero Alessandro figlio di Grande Aracri Agata (sorella di Nicolino Grande Aracri) e del padre di Alessandro, Ruggiero Salvatore. Di Oliverio Antonio, cognato di Vertinelli. Alcuni imputati hanno legami famigliari. Abbiamo Salvati Luigi e Valerio Gaetano rispettivamente fratello di Antonio Oliverio e cognato di Vertinelli (avendo sposato Antonietta Vertinelli).

 

Intercettazioni telefoniche: Vertinelli informa Giglio sulle assoluzione e condanne della indagine “PANDORA” leggendo un articolo del crotonese. Poi racconta a Giglio una questione tra Oppido e Cappa, il quale vuole soldi da Oppido minacciandolo. Oppido chiede l’intervento di Vertinelli. I carabinieri di Modena in effetti riscontrano una telefonata in cui Cappa chiede ad Oppido un incontro. Vertinelli avrebbe detto ad Oppido, di sentire da Cappa cosa vuole da lui e che Oppido sa che dietro a Cappa c'è Giglio.

 

Giglio, Oppido e Vertinelli Giuseppe vengono intercettati. Giglio spiega che hanno dei soldi che le banche  sbloccano ogni qualvolta si vende un appartamento, Per quello vengono fatte le vendite fittizie. 

 

Oppido vuole un compenso di 25.000 euro per ogni appartamento. Giglio non intende dargli soddisfazione, e insiste perchè gli accordi erano meno onerosi, e che erano stati fatti con Serio Luigi. Giglio insiste a dire che gli accordi deve farli lui per non litigare dopo. I mutui vengono erogati per l'80% . A Oppido vien detto che le cose e i patti devono essere chiariti prima di fare i rogiti.

Cercano di convincerlo a fare lo stesso la trattativa, ma nè Oppido nè Giglio vogliono cambiare posizione. Alla fine l'operazione si fa lo stesso.

 

Il maresciallo ha inoltre riferito sul capo 89 bis sulla Millefiori. Riferisce della SECAV srl di Oppido Raffaele, imputato per essere il prestanome di Palmo e Giuseppe Vertinelli. Durante le indagini sono state acquisite operazioni sospette effettuate dalla SECAV.

BPER filiale di Montecchio EMILIA, per Trento Carlo ( COOPSERVICE ) 

La Secav dal 02/2008 titolare del conto corrente Bper di Montecchio aveva fatto movimenti anomali.

Stessa cosa nel 2009 e nel 2010, grosse cifre movimentate per oltre 400.000.

Prelievi, assegni circolari, assegni per Secav, e per Trento Carlo, sempre a cifra tonda.

Ore 16.15: in aula

 

Un avvocato della difesa interviene per contestare la lettura dei movimenti ma Caruso, vuole capire cosa dice il maresciallo, percio'  chiede di procedere. 

 

Le segnalazioni riguardano i numerosi prelievi di contanti della SECAV, movimenti anomali. Oppido viene chiamato in filiale ma si presenta con Vertinelli Giuseppe ( era il 2012 ) percio' anche in banca capiscono che Oppido è probabilmente un prestanome, e danno un'occhiata nel web trovando la relazione del prefetto De Miro del 2010 che parlava di varie inchieste incrociate.

Anche tra i documenti di Bianchini viene ritrovata la relazione del prefetto De Miro, ormai pubblica sul web ed è per questo motivo che Bolognino non viene assunto alla Bianchini.

 

 

Entra in aula De Leonardis Antonio - Capo 95 estorsione in danno di Marcello Dall'Argine.

Di questo capo di imputazione ha parlato il maresciallo Veroni nell’udienza del 30 settembre 2016.

 

Si parla dell’incendio doloso avvenuto nel cantiere di Taneto il 5 agosto 2012:

Torna l’ombra del racket - Incendio doloso in un cantiere di Taneto, bruciate 3 villette. Il rogo è stato appiccato verso le 3.30 di domemica mattina in via Manfredi. Sequestrate due taniche di benzina. Il costruttore: «Mai ricevuto minacce»

 

DE LEONARDIS: per il cantiere avevo indivuato le ditte reggiane per effettuare i lavori: Sestito salvatore per la carpenteria, Silipo antonio di Cadelbosco per gli inerti, Falsetti Rosario per impalcature, Muto Antonio classe 71, con i camion, portava 3 camion.

 

DE LEONARDIS: sono stato commissionato per venire a vedere il lavoro, stavo facendo dei lavori al nord

PM: come ha fatto ad avere il lavoro?

DE LEONARDIS: ero in Piemonte e sono stato contattato da Esposito Rocco, abbiamo fatto un preventivo a Dall'Argine e ci hanno commissionato il lavoro.

PM: Esposito non le dice da chi ha avuto l'occasione per avere il lavoro? Lei non si è incontrato con altri isoggetti calabresi nel 2012 ? Lei conosce Muto Salvatore ?

DE LEONARDIS: si lo conosco ma lo abbiamo conosciuto.. sul cantiere.

PM: Cosa ci faceva sul cantiere ?

DE LEONARDIS: Non lo so, non ricordo, è passato tempo.

CARUSO: lei non è convincente, deve dire tutto quello che sa, i non ricordo significano reticenza e falsa testimonianza son cose che lei deve sapere. Non ci faccia perdere tempo, dia la collaborazione che deve dare un cittadino onesto.

DE LEONARDIS: Muto salvatore credo conoscesse Rocco Esposito, son venuti insieme sul cantiere. Io stavo sul cantiere. 

PM: Ha capito la ragione della visita di Muto sul cantiere?

DE LEONARDIS: No, la verita' , no.

CARUSO: Se lei non parla, e non collabora, fa pensare di essere omertoso.

PM: come le ha prese in subappalto queste persone ?

DE LEONARDIS: abbiamo parlato con Silipo Antonio che stava facendo un altro lavoro. 

abbiamo chiesto a Silipo di portarci qualcuno per impalcatura e ha portato Falsetti, poi hanno portato Sestito.

PM: ma Silipo, come ha fatto a contattarlo?

DE LEONARDIS: lavorando in cantiere, non avevamo escavatore, ci serviva in zona, e abbiamo chiesto, Silipo ci ha fatto il preventivo, l'ha girato a Rocco, e io seguivo il lavoro

PM: Floro Vito Antonio c'era tra chi faceva i  lavori?

DE LEONARDIS: mai sentito.

PM: Signifredi Paolo lo conosce ?

DE LEONARDIS: si, fa il commercialista. Ci siamo visti prima nel cantiere di Taneto. In un altro lavoro.

Io gli ho fatto la chiusura. Con Rocco ci conoscevamo da tanto tempo. Dovevo chiudergli un altro cantiere e nel frattempo è nato questo cantiere.

PM: Signifredi ha fatto le presentazioni ?

DE LEONARDIS: mai visto sul cantiere.

PM: Rocco esposito le ha mai detto di aver preso il lavoro tramite il commercialista? Muto e Signifredi si conoscevano?

DE LEONARDIS: non lo so.

DE LEONARDIS: Io andavo da Dall’Argine, gli dicevo che il lavoro era fatto, e Impredil veniva pagata da Vesta (di Dall’Argine)

PM: Impredil di chi era?

DE LEONARDIS: di Faggiano Vincenzo 

PM: o era di Esposito Rocco?

DE LEONARDIS: non lo so. Io ero una persona di fiducia di Esposito Rocchino.

PM: I pagamenti? ci sono stati dei problemi e delle lamentele da parte dei subapplattori ?

DE LEONARDIS: Silipo è stato pagato. Sestito è stato pagato. Son stati pagati tutti quanti.

PM: Subito? non ci sono stati dei problemi?

DE LEONARDIS: No, io davo la comanda, dicevo quanti metri erano fatti, a Rocchino che doveva pagare i subapplatori

PM: ci son state pretese particolari? La invito a dire la verità, lei non lo sta facendo. Nella denuncia le contesto che questi quattro subappaltatori recriminavo antipaticamente alcune opere individualmente perchè le avevano terminate prima 

DE LEONARDIS: ma si pagava in base al SAL. Col SAL la ditta pagava i fornitori.

PM: Queste difficolta' hanno creato alcuni dissapori sul cantiere?

DE LEONARDIS: C'è stato qualche cosa.... Un incendio, qualcosa c'è stato in quel cantiere. 

PM: Io non le sto chiedendo chi è stato a dare fuoco al cantiere. Lei conferma la denuncia fatta ad agosto del 2012? E’ stato coinvolto Dall'Argine per i pagamenti ai subappaltatori ?

DE LEONARDIS: penso nell'ultima parte del cantiere. Sì è intervenuto per salvare il cantiere. Le case erano vendute.... io non sapevo cosa rispondere alle persone che avevano preso le case.

PM: C'erano problemi con questi subappaltori ?

DE LEONARDIS: ma due/tre giorni prima della fine prevista del cantiere, loro volevano soldi in anticipo, perchè i lavori erano finiti prima. Io non li ho pagati.
Sempre nel giugno 2012,  grazie a Dall'Argine con l'intervento di Vinci Marco vennero saldate: Silipo, 11.000, Sestito 10.000, Falsetti Rosario 4000, restando in sospeso per il ristorante Gabbiamo 3/4000 euro, e 2000 Muto Antonio.

PM: Quindi ad agosto erano rimasti solo da pagare al Gabbiano e Muto, conferma ? 

DE LEONARDIS: si, quello che è scritto.

PM: Quindi Impredil non ha pagato, ma la ditta VESTA ha saldato. Chi teneva i contatti coi subappaltatori ? DE LEONARDIS: io

PM: a livello amministrativo?

DE LEONARDIS: L'Impredil, il commerciale, Rocco, Esposito Rocco

PM: ma Blasco Gaetano ha fatto lavori per questo cantiere ? Ci sono delle intercettazioni.

DE LEONARDIS: Blasco non mi ricordo.

PM: Lei ha avuto a che fare nel cantiere con materiale di legno?

interviene CARUSO con tono arrabbiato: si sforzi!

DE LEONARDIS: No lavori di legno non ne ha fatti, li ha fatti una ditta di Potenza.

PM: Lei lo conosce Blasco? Lei si è recato nell'ufficio di Blasco, dove c'era una persona che si chiama Karima? 

DE LEONARDIS: non mi ricordo, ho girato tanti uffici.

CARUSO: Guardi che ci sono conseguenze. Lei sta mentendo

PM: ci sono iIntercettazioni: lei chiama BLASCO 

DE LEONARDIS: Io non mi ricordo, ho incontrato tanta gente.

PM: Ci sono state delle trattative dei preventivi con BLASCO? lei com'è che telefona a BLASCO ? 

DE LEONARDIS: Non so, chiedevo a gente in zona.

PM: Gliel'ha presentato Sestito Salvatore?

DE LEONARDIS: puo' darsi di sì, non conoscevamo nessuno. E' la verita'.

PM: C'è stato un controllo sul cantiere e lei era presente ? 

DE LEONARDIS: si ispettorato del lavoro ed ero presente.

PM: Prima o dopo incendio ? 

DE LEONARDIS: prima.

PM: Che succede nel cantiere ?

DE LEONARDIS: C'è stato un controllo dei CC di GATTATICO

PM: Lei con chi stava nel cantiere ? badi che ce lo diranno i carabinieri.

DE LEONARDIS: non mi ricordo. Era con Bolognino Sergio, Romano Gerardo, Singh, Bolognino Michele. Richichi Giuseppe detto Andrea.

PM: Chi era  questa gente sul cantiere?
DE LEONARDIS: quasi tutta calabrese. Sicuramente c'erano persone che lavoravano sul cantiere. 

PM: LAMANNA Francesco lo conosce? Lo collega a Muto Salvatore ?

DE LEONARDIS: Non ricordo.

 

CONTROESAME da parte di un avvocato della difesa

AVV: faccio una premessa. Con riferimento all'episodio dei CC, a noi risulta che ci fossero anche altre persone non calabresi sul cantiere. Sul cantiere venivano solo persone che lavoravano o anche gente che passava per salutare?

DE LEONARDIS: Puo' darsi che in quel momento ci fossero amici o parenti sul cantiere

 

Avvocato Nicola RANIERI per SESTITO SALVATORE e FLORO VITO ANTONIO

AVV: lei è sicuro di non conoscere Floro Vito Antonio ?

DE LEONARDIS: c'era Salvatore e un altro, puo' essere Antonio , non mi ricordo , se lo vedo...

AVV: Possiamo mostrare le foto...  Lei lavorava per Impredil, committente la VESTA. Ci ha spiegato come ha fatto a trovare i subappaltatori?

DE LEONARDIS: I preventivi li giravo a Rocchino.

AVV: Si ricorda se è stato tale Antonio a portare i preventivi?

DE LEONARDIS: io non ricordo, prendevo misure, e i preventivi li portavo a ROCCO.

AVV: Le risulta una parentela tra i due carpentieri?

DE LEONARDIS: Non lo so. I lavori erano stati fatti bene

AVV: Il suo rapporto con i carpentieri ?

DE LEONARDIS: è stato bello

AVV: Ci son stati dei ritardi nei pagamenti?

DE LEONARDIS: no , solo sull'ultima parte, non erano stati commissionati i soldi.

AVV: E' per questo mancato pagamento che è stata fatta una cessione di credito?

DE LEONARDIS: credo di sì. Io non sono andato con loro, è andato ROCCO.

AVV: I carpentieri hanno avanzato pretese dopo ? 

DE LEONARDIS: No, no no.

AVV: Vi è stato qualcun altro dopo che ha richiesto delle somme ?

DE LEONARDIS: no.

AVV: Lei conosce Gerardo Romano?

DE LEONARDIS: si, un muratore. Zona nostra, in Basilicata.

AVV: Le risulta che un Gerardo abbia reclamato il pagamento alla Vesta perchè Impredil non lo pagava?

DE LEONARDIS: No non lo so. Gerardo lo conosco da tanti anni.

AVV: Chi chiedeva il SAL alla VESTA?

DE LEONARDIS: io andavo a vedere i lavori.

AVV: E' stato anticipato qualche SAL?

DE LEONARDIS: Si

AVV: Ha mai ricevuto minacce da Floro Vito e o da Sestito?

DE LEONARDIS: No, mai

AVV: Lei ha parlato di Scozzafava ? Si ricorda di Richichi andrea ? Non si ricorda di un pranzo...

DE LEONARDIS: non mi ricordo, ho visto tanta gente...

AVV: Migale Ranieri? Ci fu controllo ASL su cantiere?

DE LEONARDIS: si

AVV: Chi c'era?

DE LEONARDIS: la squadra dei carpentieri... non mi ricordo i nomi, stavamo facendo la scala, non si trovava la misura.

AVV: Lei si ricorda dei 12.000 euro trattenuti dalla banca ?

DE LEONARDIS: non lo so.

 

TERMINA L’ESAME E IL CONTROESAME DI DE LEONARDIS ANTONIO

 

Entra SIMONELLI PIERGIORGIO del Monte dei Paschi di Siena.

Solo per avvocato della difesa perchè il PM rinuncia a interrogarlo  in quanto tiene buona la SOS.

 

AVVOCATO BATTAGLINI

AVV: la segnalazione riguarda se capisco bene operazioni relative a un c/c. Io leggo che il numero di c/c è attivo.

SIMONELLI: Io ho preso possesso della filiale di Cavriago come direttore, la segnalazione l'ho fatta il 20/6, all'epoca ero direttore della Monte dei Paschi di Siena  di Cavriago. Siamo 9 dipendenti, le aziende vengono gestite da un gestore, io ero appena arrivato, e mi è stato segnalato questo conto.

AVV: La segnalazione ha comportato dopo una riduzione della movimentazione del conto?

SIMONELLI: Venivano chieste 8 carte ricaribili massimo di 10.000 euro ciascuna, per un totale di 80.000 euro di contanti prelevabili. Da li', abbiamo chiesto un incontro col legale rappresentante. C'ero io il legale rappresentante e una seconda persona che non era socio.  C'era Oppido Raffaele e Vertinelli Giuseppe nella mia segnalazione ufficiale.

Simonelli legge la SOS. 

SIMONELLI: su mia richiesta si son presentati Oppido Raffaele e Vertinelli. Oppido non ha mai risposto alle mie domande. Ho chiesto a Vertinelli in che qualita' era li, e non ha risposto, si son alzati e son andati via.

AVV: nel documento lei pero' identifica Vertinelli Giuseppe. con data di nascita.

SIMONELLI: Io non so se gli uffici superiori al mio hanno fatto altri controlli. Molte volte dopo la la segnalazione, l'ufficio superiore fa altri controlli, altri incroci. Uno scambio di dati. Io ho fatto domande sull'esigenza di quelle carte ricaricabili e loro non hanno risposto, Vertinelli si è inalberato un pò, sono usciti dall'ufficio.

AVV: nella SOS ci sono anche Giuseppe Giglio e Trento Carlo. Dopo il confronto tra le SOS della banca e il direttore, si evince che il Simonelli ha semplicemente segnalato la richiesta delle carte di credito ricaricabili e la mancanza di risposte in merito di Oppido e di questo Vertinelli, di cui non sapeva il nome. Ma è probabile che ci siano altre operazioni antecedenti al 06/2012 segnalate dai colleghi del Simonelli, o dal direttore precedente.

 

TERMINE IL CONTROESAME DI SIMONELLI PIERGIORGIO

 
 
 
 
 

Trascrizione dell'udienza del pomeriggio.

ENTRA IL MARESCIALLO D’AGOSTINO

PM: Maresciallo, stavamo parlando delle SOS. Ci spiega come funziona ?

Mar. D’AGOSTINO: La banca d’Italia ci trasmette un'elaborazione delle segnalazioni che riceve, le trasmette anche alla Guardia di Finanza, raggruppa tutte le segnalazioni relative a un dato personaggio che magari gli chiediamo.

 

Si parla con il Maresciallo di altre intercettazioni telefoniche nelle quali i Vertinelli e Bolognino Sergio si confrontano sulle attivita' della SECAV, movimenti e finanziamenti.

Il maresciallo D’Agostino parla di Ruggiero Alessandro, figlio di Ruggiero Salvatore e Grande Aracri Agata, cugina di Nicolino Grande Aracri (i loro padri erano fratelli).

Ruggiero Alessandro lavorava presso una impresa edile di Vertinelli. Alessandro Ruggiero passa dalla SECAV alla Sorbolo costruzioni, la società di Falbo, all’impresa di Vertinelli. Facendo la spola fra una azienda e l’altra. Ruggiero lavorerà poi per Opera srl, e presso la Top Service.

Ruggiero sa di agire per Vertinelli Giuseppe e Vertinelli Palmo.

Il maresciallo D’Agostino parla della perquisizione della casa di Palmo Vertinelli eseguita personalmente. Trovano degli elementi che riconducono alla ditta Opera dei Vertinelli. Trovano una effige funebre di Megna Luca deceduto nel 2008, il figlio di Domenico Megna, il capo della cosca di Papanice. Venne ammazzato a Crotone nel 2008, furono feriti la figlioletta Gaia e la moglie.
Questo è indicativo del legame che evidentemente c’era stato fra i due.

Clan in guerra, assassinato Luca Megna


Troviamo la copia dell’ingiunzione con la quale la ditta fratelli Quartaroli di Parma ingiunge il pagamento a Opera srl di una somma di denaro di 43mila euro circa.

Facciamo le perquisizioni nel gennaio 2015, nel frangente entrambi i Vertinelli furono colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare ed eseguimmo le perquisizioni. Ritenemmo che erano soci occulti nella Opera srl e Top Service. In particolare da Giuseppe Vertinelli trovammo, 2 timbri della ditta Opera, una fattura dell’impresa Top Service. Un blocchetto di assegni della Banca Popolare di Vicenza sul conto corrente all’interno del quale c’erano gli assegni firmati in bianco con timbro Top Service. Un altro blocchetto del Banco Posta entrambi firmati in bianco con timbro Top Service.

Intercettazione telefonica fra Vertinelli Palmo e Foggia Domenico: “Vai da Vasapollo che mi hanno chiamato per i voti”…. Vertinelli chiede di fare una lista per questo Vasapollo che deve fare le elezioni a Cutro.
Foggia: Ancora liste ma quante liste volete da me?
Vertinelli: Chi la vuole la lista?
Foggia: E poi te lo dico chi l’ha voluta….

Nella Lista Uniti per Cutro – candidato sindaco MIGALE Salvatore - viene eletto VASAPOLLO SAVERIO, questa cosa emerge in Kyterion II.

Questa la lista del 2011 per le elezioni amministrative a Cutro: Uniti per Cutro
Salvatore Migale
Barberio Sabrina - Colosimo Domenico - Della Rovere Salvatore - Diletto Michele - Di Vuono Salvatore
Gaetano Antonio - Galdy Armando Bruno - Liperoti Gaetano - Lorenzano Antonio - Lorenzano Maria Grazia
Mesoraca Gennaro - Salerno Salvatore - Squillace Gaetano - VASAPOLLO SAVERIO - Vetere Elisabetta - Voce Domenico

http://www.calabriaonline.com/articoli/cutro-i-nomi-dei-candidati-alle-elezioni-comunali_8415.htm

 

I due Vertinelli e Foggia, parlano di appalti a cui partecipare.

CARUSO: questo cosiddetto prestanome è anche titolare di quote?

Mar. D’Agostino: Una fittizia intestazione di quota.

Il maresciallo legge una intercettazione fra Vertinelli e Foggia, dove Vertinelli propone un lavoro a Foggia senza che lui, Vertinelli, debba figurare. Foggia deve mettersi davanti. E’ sintomatico del ruolo di Foggia. Vertinelli dice “io voglio che il lavoro lo prendi tu, così quelli non rompono le scatole a me”. Siamo nell’agosto del 2011 quando cominciano ad esserci problemi per le interdittive in Calabria.

Foggia Domenico è sposato con Vertinelli Elena, una delle sorelle dei Vertinelli.

Il maresciallo legge una lunga serie di telfonate fra Vertinelli e Foggia.

In una telefonata Foggia avvisa Vertinelli che sono uscite gare a Crotone di cui una di 500mila euro, una gara a Le Castella. “Stai tranquillo che la stiamo facendo”

E ancora Foggia tranquillizza Vertinelli “qua è tutto a posto, non ci sono problemi per quello che mi hai dato a me” parlano di un lavoro nel comune di Carfizi per un appalto vinto dall’impresa Vertinelli. Un intervento di sistemazione idrologica per 572mila euro.

E ancora Vertinelli riferisce a Foggia che un lavoro deve essere fatturato a SECAV. Si parla di “recuperare l’IVA” e di false fatture. Argomento che il maresciallo tratterà in seguito.
mar D’Agostino: il mio reparto aveva fra gli obiettivi Vertinelli Palmo che si sottrae alla cattura perché era sceso a Crotone, facendo perdere completamente le proprie tracce, evidentemente avvisato di quello che stava accadendo in Aemilia. Rimanendo latitante per due settimane. Fino a quando decide lui di costituirsi e lo fa tramite il suo avvocato, il 14 febbraio 2015 alla DDA di Bologna, quando si presenta presso gli uffici del nucleo investigativo a Bologna, fra l’altro c’ero anche io quella mattina. Il giorno prima dell’esecuzione delle catture, noi abbiamo interessato i CC di Crotone che erano interessati ai provvedimenti di cattura. Eseguiamo 117 catture in Emilia, contemporaneamente erano aperti altri due fascicoli, DDA di Brescia, dai CC di Mantova su un gruppo di soggetti considerati appartenenti alla ‘ndrangheta e i CC di Crotone che seguono un bel numero di provvedimenti di cattura a Crotone in relazione alla locale madre di Cutro. Quindi la cosa più facile è stata segnalare ai CC di Crotone che Palmo stava scendendo giù. L’operazione è scattata per tutti a un certo orario per ovvi motivi. Fu fatta in un orario convenuto.

 

I CC di Crotone effettuano vari servizi e si appostano in località presso le residenze di Vertinelli Elena e Antonio, imparentati con il ricercato. Fu notata l’autovettura AUDI intestata all’impresa Opera Edili srl con sede a Roma e una unità ad Aosta, era in uso a Vertinelli Palmo.

 

La Opera Edili, società diversa da Opera, è amministrata da Curcio Luca che unitamente a Curcio Francesco cl. 1972 sono collegati al Consorzio Stabile Gecoval, la CNT trivellazioni e trasporti  è riconducibile a Curcio Francesco, la stessa Opera Edili di Curcio Luca aveva avuto sino al febbraio 2016 una quota di 3000 euro nella Gecoval poi rivenduta alla CNT. Lo stesso consiglio di Consorzio Stabile è costituito da Curcio Luca, Foggia Domenico, Ruggiero Alessandro di cui abbiamo parlato prima, e Curcio Francesco.

CARUSO: quanto ne ha?

Mar. D’Agostino: Ancora un paio di imputazioni.

I Vertinelli si sono messi a disposizione diventando il tramite dell’organizzazione mafiosa, in forme del tutto simili a quello che ha fatto Giglio Giuseppe. Per quanto riguarda il rapporto fra Nicolino Grande Aracri e Vertinelli Palmo è un fatto storico risalente al 1998 per Scacco Matto (anche se Palmo viene assolto). Palmo diventa socio occulto del Cenacolo del Pescatore. Siamo nel 2012 qualche mese più tardi viene registrato un ambientale nella tavernetta di Grande Aracri Nicolino dove si discute di affari. Si parla di Vertinelli.

Si parla anche di Sarcone Nicolino, Gualtieri Antonio, per un intervento da fare nei confronti di Vertinelli Palmo.

Si parla di appalti presi giù. Lui partecipava molto agli appalti nel crotonese. Nel sito della provincia di Crotone dove ci sono tutti gli appalti è stato possibile vedere chi partecipava e chi vinceva le gare. In quel periodo i Vertinelli con proprie società o società a loro vicini avevano vinto degli appalti. C’è un appalto di 67mila euro in provincia di Crotone pubblicato il 10.1.11 vinto dalla ILTA Cantieri (…), che è uno dei prestanomi. Un appalto di 500mila euro nel comune di Carfizi del 2010, vince impresa Vertinelli, sistemazione idrologica. Un bando del 22 marzo 2010 per 62mila euro impresa Vertinelli gara provvisoriamente aggiudicata. Realizzazione di un centro polivalente per gli anziani. Un appalto di 900mila euro del 26.10.09 aggiudicata da impresa Vertinelli, lavori e recupero di 24 alloggi a Isola Capo Rizzuto.

Fanno riferimento ad appalti alla restituzione di soldi a Grande Aracri, “sono arrivati più di 200mila euro…”

Ambientale: lavori da spartire, Grande Aracri Nicolino dice che non è un imprenditore, “ma se ho del pane lo deve dividere” e si parla di Vertinelli. Grande Aracri parla di lui, di pavimenti che gli devono arrivare, in relazione a Vertinelli gli viene detto che arrivano i parlamenti, quando alcune persone escono fuori dalla tavernetta si ritorna a parlare di Vertinelli. E si parla di appartamenti che potrebbero essere anche quelli di Le Castella. Grande Aracri chiede “Quelli di Vertinelli quanti sono? Sono 12”. Un soggetto di nome Franco dice “10 sono”. E si capisce che c’è un lavoro da fare a Crotone, di costruzioni da fare.

Inizio 2013, tavernetta di Grande Aracri, ambientale: Si parla di affari, delle mattonelle, Grande Aracri è intervenuto a sistemare la questione con Ursini, della storia del cinese, ne ho parlato nei capi 96-97-98. Quando Pelaggi viene arrestato uno di queste fatture non erano state pagate e il cinese si rivolge a Ursini. Grande Aracri dice in quel momento che abbiamo cacciato i cinesi… con Vertinelli un giorno prendo e lo faccio venire qua. Grande Aracri dice quindi che ha convocato insieme Vertinelli e Giglio Giuseppe. Viene quindi convocato come tutti gli altri, Bolognino,Villirillo, Diletto… quando c’erano gli affari di mezzo.

 

La SECAV viene utilizzata all’inizio per legittimare la circolazione di queste piastrelle di dubbia provenienza. Vi è una fattura della SERENA (società proprietaria) che fattura alla SECAV la vendita. La SECAV viene utilizzata per far figurare il pagamento delle mattonelle. Tutti questi assegni risultati protestati, scoperti. In virtù di questo credito, Rossi che farà denuncia, avanzerà una istanza nella procedura di fallimento della SECAV, dichiarata fallita nel dicembre del 2012.

Nicolino Grande Aracri dice “li abbiamo dai pavimenti a Ursini”

 

Andiamo a vedere il rapporto con Bolognino Michele, risalente nel tempo, la messa a disposizione del ristorante Il Cenacolo a favore di Grande Aracri e Bolognino. Già prima Vertinelli Palmo si era messo a disposizione di Bolognino.

Si parla di episodi richiamati nell’interdittiva del 4.8.2010 nei confronti dei Vertinelli.

 

Sul conto di Pecoraro Giorgio si legge nella interdittiva , un palermitano pluripregiudicato,

 

Continuando su Bolognino parliamo dell’immobile del bar in via Vittorio Veneto a Montecchio Emilia. Bolognino aveva riferito che dopo il 2006 avevano preso in gestione questo bar insieme a quella che diventerà la moglie di Francesco, il fratello di Michele, appena uscito dal carcere.

Il bar è a Montecchio in via Vittorio veneto 13/a, Francesco e la moglie sono risultati titolari di quote societarie. Francesco Bolognino aveva una impresa individuale omonima iniziata nel 2007 di costruzioni edili, con la moglie è stato socio in una società con sede a Montecchio Emilia in via Vittorio Veneto. Questa ditta aveva assunto vari nomi. Svolgeva attività di bar… si trattava proprio del bar di cui sopra. La società si chiamava “Eva e Cristina”. La società viene rinominata in Franco ed Eva di Bolognino Francesco snc. Poi Bolognino Francesco, viene sostituito dal padre Domenico che acquista una percentuale del valore del 10%. La società rimane “Franco ed Eva”. Ci sono svariati passaggi di società. Infine ne entrerà in possesso Bolognino Domenico, figlio di Bolognino Michele.

 

Evidenziamo le formali proprietà dell’immobile: Immobiliare Domino srl con sede a Montecchio Emilia, nel 89 azienda Agricola Val d’Enza, 2005 Vertinelli Giuseppe figlio di Palmo, 2009 Pilastri Francesco e Pilastri Raniero classe 1945. Su questi dati sarà più preciso il ROS.

 

Ristorante Millefiori, accertamenti in merito a ciò che era stato detto da Bolognino.
Rimanendo sui passaggi di quote che saranno meglio illustrati dal ROS, evidenzio il dato che ci interessa, il rapporto con i Vertinelli è proseguito anche nel ristorante fra il 2008/2009. Barnat nel 2008 diviene socia comandataria per effetto di tre vendite di quote effettuate a suo favore, Vertinelli Giuseppe cl 62, Bramante Antonietta, moglie di Palmo esce, e Schettini vende la sua quota. Determinando un nuovo assetto societario. Il 13 febbraio 2009 Barnat cede la sua quota a Vertinelli Giuseppe. Il ristorante viene rinominato Cenacolo del Pescatore (capo 88 bis). A conferma dell’attualità del rapporto fra Bolognino e Vertinelli, durante una perquisizione avvenuta a casa di Bolognino Michele a Gattatico, quella notte verrà arrestato in un albergo di Roma. C’era Vrabie Carmen presso l’abitazione, la sua convivente. Trovammo la matrice di un assegno circolare di 1500 euro tratto sul conto corrente della Banca Cariparma intestata alla societ CT Vrabie srl con sede a Parma le cui quote sono riconducibili a Carmene e alla figlia di Bolognino, Catianna.

 

Torniamo al capo 1.

Piccola premessa nel corso della nostra indagine veniamo incaricati di sentire alcuni collaboratori di giustizia. Un po’ tutti ci parlano di Vertinelli. Fra l’altro li sentiamo alla fine quando avevamo già il quadro completo. Anche per non cadere sulla strada facile di “quello lo dice il collaboratore”.

Intercettiamo tutta una serie di conversazioni che ci fanno meglio comprendere i Vertinelli, come sono sempre presenti al fianco di Giglio Giuseppe (sono uguali a lui) nei momenti salienti. Come quelli relativi alle false fatturazioni.

 

Avevo parlato di Oppido, non a caso la presenza di Vertinelli Giuseppe nella mediazione, quando ho parlato di Sorbolo ho rammentato una conversazione ambientale.

 

A Gualtieri si tiene la prima riunione di ‘ndrangheta in cui partecipano i soci delle società immobiliari – AFFARE SORBOLO - per il contrasto con Falbo Francesco. Giglio racconta ai Vertinelli cosa era successo con Falbo. E gli aveva confidato che avevano costretto Falbo a sottoscrivere una dichiarazione a loro favore. “Quando si è rotto il gioco ci siamo fermati lo abbiamo forzato a una dichiarazione, lui ha rinunciato, allora giustamente queste forzature che noi abbiamo fatto a Falbo erano da denunciare”. Questa affermazione la fa davanti a Bolognino e Vertinelli Giuseppe.

 

Il maresciallo D’Agostino elenca una serie di intercettazioni

 

Blasco dice a Sarcone: vai giù a parlare.

Identifichiamo Abramo Giovanni, genero di Grande Aracri Nicolino e Maria, moglie di Nicolino. In quel momento Nicolino dicembre 2009 era in carcere, ecco perché Sarcone doveva parlare o con Giovanni o con Maria. Una diatriba derivata dai Vertinelli deve essere discussa giù, evidentemente per i legami con i Grande Aracri.

 

Il 28 maggio 2012 quando abbiamo sentito Marino Vincenzo, collaboratore di giustizia, ci racconta che Vertinelli Palmo non doveva assolutamente essere toccato sennò Grande Aracri Ernesto dice “Nicola scanna prima me”. Dichiarazione resa alla procura di Bologna.

 

Marino Vincenzo fa parte della consorteria di Crotone i Vrenna. A proposito di Vertinelli Palmo ci dice queste cose. Per una discussione che riguardava Vertinelli Palmo doveva essere informato Giovanni o Maria. Marino ci dice anche che aveva chiesto a Grande Aracri Nicolino di fare qualcosa insieme e lui e Nicolino gli avrebbe detto che già era in affari nella ristorazione con Vertinelli Palmo.

 

Blasco vanta un credito di 60mila euro nei confronti di una persona, Sarcone Nicolino in una telefonata del 2010 riferisce di aver parlato a Cutro di questa cosa, a breve sarebbe stato convocato giù.

 

Dall’8 marzo 2011 registriamo la vicenda di Oliverio Salvatore.

Viene effettuata una perquisizione alla Giglio srl. Viene trovato oltre ai famosi contratti di cui ho parlato le volte precedenti, aveva vari appunti manoscritti riportati conteggi relativi a una sorta di contabilità non ufficiale, riconducibile alle false fatturazioni riferibili al capo 106. Fra questi fogli, il terzo foglio sono riportati gli accordi presi con Oliverio Salvatore intesta alla moglie Spagnolo Domenico, si parla di una fittizia vendita di appartamenti, connesse all’affare Sorbolo, come avvenuto con Oppido Raffaele. Si legge Oliverio Salvatore 4.12.11 accordi presi.

 

Oliverio Salatore già dal marzo 2011 era emerso nelle intercettazioni per un finanziamento che stava chiedendo presso la CREDEM e la BNL. Parla con Vertinelli Giuseppe si stava occupando di fargli ottenere un mutuo. Oliverio viene indicato come un cugino, non sappiamo se è vero. E’ stato un dipendente di Vertinelli, impiegato nell’impresa Vertinelli e nella SECAV.

 

Oliverio chiede di un contratto di affitto intestato a Giglio, lui si arrabbia perché con lui non voleva avere nulla a che fare. “Volevo darvi una mano e ora mi prendete tutto il braccio, da quando abbiamo cominciato è stato sempre così.” Vertinelli cerca di rabbonirlo, la segretaria aveva fatto un errore. Che vi fosse un accordo fra le parti si capisce anche da un’altra intercettazione quando Vertinelli sollecita a Oliverio il pagamento dell’affitto e questi si rifiuta. “Eravamo rimasti con Pino che facevamo quelle cose la’”. Vertinelli dice: “eravamo rimasti che per comune interessi un po’ ciascuno avremmo versato”.

 

Un altro episodio da ricordare è il matrimonio di Sarcone Nicolino avvenuto nel 2011. I Vertinelli si sono rapportati in maniera diretta e paritaria con gli altri componenti della compagine emiliana.. Non a caso sono stati invitati da Sarcone Nicolino considerato ai vertici. Invita anche Giglio Giuseppe. Giglio è risultato più attento a certe manifestazioni, ricordo che non parteciperà con i politici reggiani presso il ristorante di Brescia nella famosa cena. Non partecipa neppure a questa cerimonia. Vertinelli Giuseppe invece partecipa e consegna la busta con il regalo. Partecipa Muto Antonio cl 71 e Floro Vito, era stato invitato anche Vertinelli Palmo.

I CC di Fiorenzuola rivelano anche la presenza fra gli altri di Villirillo Romolo, Abramo, Diletto, Blasco, Battaglia Pasquale, Colacino Michele.

 

All’inaugurazione del Cenacolo, ex millefiori da parte di Bolognino Michele vengono fatti degli inviti. Per una “questione di rispetto” invita Frontera Francesco, Loprete Giuseppe, Blasco, Valerio Antonio e Sarcone Nicolino.

 

A bordo dell’auto di Giglio: Giglio propone a Vertinelli Giuseppe una operazione che poteva fruttare consistenti entrate da realizzare mediante una illecita acquisizione di 20/30 camion da espatriare all’estero. Vertinelli si rende subito disponibile. L’operazione gliela spiega Giglio.

Il maresciallo D’Agostino legge l’intercettazione in merito dove i due si mettono d’accordo per l’affare. Vertinelli chiede solo il tempo per fare la fatturazione.

PM Ronchi:  Il 22 novembre Giglio ha riferito questa parte

 

Oppido Raffaele, per SECAV, denuncia un furto inverosimile di 11 rimorchi in un piazzale di Bonifacio. La mattina del 31 luglio tutti i rimorchi sono scomparsi con un danno di 490mila euro coperti da assicurazione da un’agenzia di Castellarano.

Scopriamo che Oppido viene denunciato alla procura di Verona per una simulazione di reato e truffa ai danni dell’assicurazione. Noi la riconduciamo alla proposta fatta da Giglio.

 

Colacino Michele, appalto per i rifiuti. Su questo episodio intercettiamo una telefonata in cui Colacino dice a Floro Vito Gianni di aver parlato con un avvocato di Roma che aveva fatto notare gli errori commessi dall’avvocato di Reggio Emilia, subito dopo gli articoli della Transcoop. Floro Vito precisa che l’interdittiva stava accadendo a Vertinelli Palmo. Colacino cerca di prendere le distanze da Vertinelli. “E va bene, però la’ magari hanno più cose capisci cosa voglio dire, la’ ci sono altre cose sotto,  più fondamentali, capisci cosa ti voglio dire” come viene considerato Vertinelli Palmo da Colacino. Lui pensa quindi che Palmo sia più centrale per le vicende di mafia.

 

Il 6.11.12 a proposito delle forniture di Gasolio gestite da Bolognino Michele già riferite dal maresciallo Costantino. Bolognino incontra chi gli fornisce il gasolio e contatta Giglio Giuseppe. Bolognino riferisce a Giglio di essere col rappresentante del gasolio 13.500 litri di carburante. Giglio sembra titubante non ha il contante per pagare. Bolognino rivolgendosi al fornitore chiede le modalità di pagamento. Chiedono i contanti o quanto meno una parte. Giglio ha qualche problema di tipo economico e non può pagare. Qualche minuto più tardi Bolognino chiama Vertinelli Palmo e propone lo stesso affare. 7/8mila litri. Vertinelli si mostra interessato e gli dice di passare da lui. Bolognino però lo esorta a raggiungerlo presso il suo capannone. Se ti interessa gli dico di aspettare. Il discorso lo hai capito che vogliono? Vertinelli che sa non ha bisogno di spiegazioni e dice adesso arrivo.

Non sappiamo se è andata a buon porto.

 

Altra telefonata: probabilmente Vertinelli non si era messo d’accordo sul prezzo. Vertinelli Palmo fa parte di questa struttura criminale. Tant’è che prima Bolognino chiama uno e poi l’altro.

 

Mar. D’Agostino: vado avanti?

CARUSO: quanto ne ha?

Mar. D’Agostino: una 70ina di pagine

PM Ronchi: siamo in anticipo rispetto al programma….

CARUSO: sospendiamo qui?

 

Ore 19.00 termina l’udienza.

Prossima udienza martedì 24 gennaio.

a cura di: S.N.

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