- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'udienza pomeridiana

martedì 14 marzo 2017

 

In mattinata è stato sentito
il maresciallo Guido Costantino del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Modena

All'interno dell'udienza sottoriportata:

Esame Rossella Pasetti, tecnico di Arpa  /  Controesame Rossella Pasetti - ARPA

Esame Zanini Annalisa - ARPA  Controesame Zanini Annalisa - ARPA

Esame Marchi Marcello, maresciallo - arma dei carabinieri - gruppo forestale

Controesame di Marchi Marcello, maresciallo - arma dei carabinieri - gruppo forestale

Dichiarazione spontanea di Lauro Alleluia

Ore 16.15 in aula

E' in fase finale l'esame della dott.ssa Pasetti, tecnico dell'Arpa che ha effettuato il campionamento nei siti segnalati

ESAME DELLA DOTT.SSA Pasetti - tecnico Arpa

Dott.ssa Pasetti (Arpa): Bianchini ha portato del materiale riciclato, ma sopra ci hanno costruito le scuole provvisorie quindi non è stato possibile effettuare il campionamento. Solo quando verranno demolite si potrà verificare.

 

Avvocato Fabrizio Canuri parte civile consorzio "Ricommerciamo" San Felice

AVV.: Si è occupata lei della zona dove doveva nascere la zona dei commercianti dopo il sisma?

Pasetti: Sì. Il 5 di ottobre il comune di S. Felice s/p avendo avuto notizia dell’amianto nel campo Trento a S. Biagio ha chiesto all’Arpa di effettuare dei campionamenti e analisi sui riciclati che erano stati portati dalla Bianchini nell’area che ha descritto, via Milano e piazza Italia, dove è nato il centro commerciale "Ri-commerciamo". Di fatto abbiamo fatto due campionamenti nella stessa modalità sulla superficie, i campionamenti sono stati effettuati alla presenza del consulente tecnico, sig. Pradella, il consulente del laboratorio dell’Ital Lab per la Bianchini e una dipendente, Pederzoli Giuliana. C’erano due tipologie di materiale, uno grossolano e uno più fine. Nel grossolano è risultata la presenza di amianto, nel fine no. Quando abbiamo avuto gli esiti di questi campionamenti il sindaco ha fatto un’ordinanza alla Bianchini per rimuovere i riciclati. Per rimuovere il materiale occorreva un piano per la rimozione. Il piano di rimozione va presentato all’USL e la USL ha espresso il suo parere: ha rimandato il suo parere a una conferenza dei servizi che si è tenuta in comune alla presenza appunto del comune, della provincia, dell’Arpa e dell’Usl. Il sindaco con questa conferenza ha autorizzato la Bianchini a portare via tutti i materiali depositati contenenti amianto presso il proprio impianto in via dell’Industria in deposito permanente D-15. Autorizzandolo allo stoccaggio, ma in realtà non poteva, solo la provincia poteva. L’ha usata come misura urgente per 180 giorni prorogabile per 3 volte.  Sono state date deroghe normative.

AVV: il mar. Costantino ha affermato che uno dei pareri era negativo per lo smaltimento da parte della Bianchini

Pasetti: Il piano prevedeva la rimozione di questi materiali allo stato sfuso e la consegna presso l’impianto che non era autorizzato, Arpa ha dato parere contrario formalmente, gli altri enti erano d’accordo. Si va a maggioranza e quindi è stato approvato il piano. Preciso un particolare: che i rifiuti contenti amianto per essere conferiti in centro autorizzato allo smaltimento devono essere incapsulati tramite un incapsulante costituito da colla e anche un colore, ma devono essere in big bag, o se non sono pezzi, lastre integre, vanno tutte incelofanate perché in discarica devono arrivare in modo sicuro affinchè non vi sia dispersione di fibre.Quando è stato portato via il materiale da Via Milano è stato solo incapsulato ma non insacchettato e non è stato consegnato in un centro autorizzato.

AVV: com’è stato possibile che sia stata autorizzata la Bianchini?

Pasetti: I lavori non sono stati fatti dalla Bianchini, credo che siano stati fatti dai F.lli Baraldi, loro possono sono iscritti all’albo. La deroga è stata sull’impacchettamento e sull’area di destino. L’Arpa non era assolutamente d’accordo. Il sindaco ha dato questa deroga per questa cosa, noi non eravamo d’accordo.

AVV: la bonifica dell’area quanto è durata?

Pasetti: Un paio di giorni credo. L’Arpa avendo dato parere contrario non ha seguito questa operazione.

AVV: quali erano le procedure da rispettare per la raccolta delle macerie?

Pasetti: C’era un‘ordinanza di Errani

AVV: ha fatto riferimento alla necessità di tracciare il rifiuto in ingresso e soprattutto all’impossibilità di trattare e stoccare rifiuti pericolosi. Cosa sarebbe successo se l’azienda avesse raccolto i cumuli delle macerie laterizi contenenti… quali erano le procedure?

Pasetti: Non conosco le procedure. I rifiuti urbani potevano essere solo portati in discarica. Diverso se un’azienda privata si rivolgeva non ad Aimag. Potevo rivolgermi a qualsiasi ditta, che però non erano rifiuti urbani ma speciali. Non so di questi rapporti fra Aimag e Bianchini. L’ordinanza di Errani incaricava gli enti gestori allo smaltimento normale dei rifiuti a farsi carico di gestire anche i rifiuti da sisma che però dovevano essere conferiti in discarica. Arpa è stata coinvolta nell’ispezione in discarica per verificare l’arrivo.

AVV: non vennero segnalati rifiuti provenienti da sisma alla Bianchini?

Pasetti: Quando siamo andati abbiamo chiesto i documenti dei rifiuti di ingresso dopo il 20 di maggio dei cantieri gestiti dalla Bianchini, ci sono stati consegnati questi. La Bianchini ha operato su dei cantieri propri, non abbiamo notizie di materiali consegnati in discarica. Abbiamo controllato i registri e le dichiarazioni al catasto 2010/2011 abbiamo fatto un controllo limitato dal 20 di maggio al 8 ottobre quando siamo andati. Numericamente non la ricordo più.

AVV: nel caso mi accorgessi di avere un rifiuto pericoloso pure a fronte di una certificazione che mi documenta il contrario cosa dovrei fare?

Pasetti: Un’analisi

AVV: se avessi la conferma cosa devo fare?

Pasetti: Dovrebbe rimandarlo al mittente, dovrebbe fare un reso. Bisogna verificare che i materiali siano idonei e che tutto sia rispettato e allora dopo si può mettere in lavorazione.

AVV: vi sono state segnalati contenziosi?

Pasetti: Assolutamente no.

 

CONTROESAME in difesa di Bianchini

AVV: ha esordito parlando di segnalazioni. Dopo la prima segnalazione della protezione civile del campo Trento, da lì nasce tutto.

Pasetti: Sì dal 26 di settembre 2012.

AVV: da quel momento inizia a spargersi il panico?

Pasetti: Ci arrivavano diverse notizie

AVV: dove aveva lavorato la Bianchini?

Pasetti: La provincia di Modena aveva scritto a tutti i comuni dell’area del cratere chiedendo di comunicare alla comuni e all’Arpa dove aveva lavorato la Bianchini per controllare le aree.

AVV: tutto nasce per un contenzioso. Con che modalità veniva richiesto alla Bianchini questo tipo di materiale…

Pasetti: Da quanto c’è stato dichiarato da Alessandro Bianchini …

AVV: con che tempistica li richiedeva?

Pasetti: Non lo so, c’erano dei buoni d’ordine, cose del genere, ma non li ho mai visti

AVV: il comune di Finale Emilia deve gestire un campo immagino lo chiede immediatamente

Pasetti: Ho solo visto 3/4 documenti che riguardano San Felice s/p della Bianchini che scrive al Comune, questo è il materiale che ho portato, ma non so come li chiedevano. Parlavano di buoni di ordine.

AVV: i rifiuti avevano due tipi di provenienza: o da terzi o rifiuti che provenivano da cantieri della Bianchini, il produttore del rifiuto era la stessa Bianchini. Per quello che riguarda i rifiuti prodotti dalla Bianchini era tutto in regola?

Pasetti: Aspetti! C’erano i certificati di analisi fatti da un laboratorio che attestavano l’assenza di amianto ma in un laboratorio non accreditato. L’iscrizione esclude l’impossibilità di utilizzare l’amianto.

AVV: i rifiuti provenienti da terzi con che codici rientravano?

Pasetti: rifiuti misti da demolizione di costruzione oppure cemento

AVV: questi rifiuti avevano anche allegata documentazione che “tranquillizzava” il ricettore?

Pasetti: Sì, aveva una analisi in alcuni casi c’erano delle dichiarazioni del produttore, non analisi, la maggior parte delle analisi erano di laboratori non accreditati.

AVV: laboratori del produttore?

Pasetti: Sì, ma l’azienda avrebbe dovuto fare… proprio perché venivano da altri, doveva accertarsi con una sua analisi che non c’era l’amianto, anche all’ingresso per ogni cantiere perché è un luogo di produzione diverso.

AVV: il fibrocemento e l’amianto come sono distinguibili?

Pasetti: Fibrocemento ecologico? Sono distinguibili con una analisi di presenza/assenza con stereoscopio. Visivamente è difficile. Visivamente si può distinguere quello blu. Un occhio molto esperto può riconoscere anche quello bianco, però deve trovare un fascio di 3 micron come diametro e di lunghezza di 6 micron. In genere la fibra dell’amianto non si presenta da sola ma si presenta in fascio. Dopo si sfalda, un po’ come una cordicella. La fibra da sola si può liberare se è in fascio si riesce a vederla bene se è da sola no. Ma occorre una analisi.

AVV: dopo il terremoto avete intensificato i controlli?

Pasetti: Dopo il sisma c’è stata l’ordinanza che ha conferito dei compiti ben precisi, noi non abbiamo intensificato i controlli. C’era un sisma in atto figuriamoci se andiamo a fare una visita ispettiva…. Nel tempo, la regione ci ha incaricato di andare a fare sopralluoghi nelle discariche… siamo stati molto impegnati con queste indagini, ci hanno fagocitato il lavoro per molti mesi, soprattutto sui Bianchini. Abbiamo impiegato parecchie forze.

AVV: per ritornare a quello che era l’attività del recupero della Bianchini, li riceve e li trasforma in materie prime secondarie. Nel momento in cui vende si fa pagare, al comune o a un terzo, deve corredare la materia prima secondaria con i certificati?

Pasetti:

AVV: quali ha trovato?

Pasetti: Il materiale deve essere consegnato insieme a una certificazione che attesta la rispondenza alle caratteristiche degli aggregati riciclati, del Ministero dell'Ambiente dove vengono descritte le caratteristiche. Quanto vetro, quanta plastica, e in più il test di eco-compatibilità, il test di cessione. Ogni 3mila metri cubi prodotti in azienda ci deve essere questo certificato o comunque che corrisponde alla produzione di una settimana. Ci sono stati consegnati due certificazioni uno per un riciclato misto con una pezzatura che  va da 0 a 100 millimetri che non è ammessa dalla circolare e un’altra 0,40 ammessa, ma queste certificazioni non dicevano a quali tipologia di riciclato si riferiva la certificazione. In questa circolare vengono definite le caratteristiche di 5 tipologie di aggregati riciclati per i fondi e i sottofondi se ne possono usare due tipologie che si chiamano C2 e C3. Il riciclato di cui ci è stato fornito il certificato non è contemplata dalla circolare. La massima dimensione è 63 millimetri. Erano troppo grossi.

AVV: poteva essere considerato un rapporto di prova?

Pasetti: E’ un rapporto di prova ma nei documenti che ci sono stati consegnati oltre a non esserci il riferimento mancava anche tutta l’analisi che fissa dei limiti sulla quantità di plastica, vetro, conglomerato bituminoso, quelle che si chiamano impurezze. Non esisteva.

AVV: erano volti a evidenziare la presenza di amianto?

Pasetti: L’amianto si evidenzia nel test di eco-compatibilità

AVV: era possibile eseguire questo test su quel tipo di fibra?

Pasetti: No

AVV: non ho altre domande

Pasetti: Posso specificare perché no?

CARUSO:

Pasetti: Perché non ha senso, perché è effettuato su un eluato filtrato. Eluato vuol dire una soluzione acquosa che viene filtrata. Il materiale riciclato viene messo a bagno e si verifica la cessione. L’amianto non è solubile, le fibre rimangono sopra il filtro le analisi non avrebbero avuto senso. Si fa presenza assenza sull’ingresso.

 

AVV: dall’inizio ci dice che i produttori che conferiscono il materiale alla Bianchini dovevano presentare un certificato. E la Bianchini doveva fare una verifica consistente in una analisi. Dov’è la normativa che impone ciò?

Pasetti: Decreto ministeriale 5 febbraio 1998 ed è citata anche nell’iscrizione che gli ha dato la provincia di Modena. Ha in mano l’iscrizione?

AVV: no

Pasetti: Iscrizione al registro delle imprese della provincia di Modena per l’attività di recupero dei rifiuti. Comma 5 riprende il DM del 5 febbraio 1998: il titolare è tenuto a verificare il materiale di arrivo. All’attività svolta 7.1 c’è una dicitura lunga.

AVV: dove c’è scritto che deve effettuare un controllo?

Pasetti: Articolo 8 del DM 5/2/98. La commercializzazione dell’amianto è vietata dal 1992. Con questa autorizzazione l’impresa può commercializzare materiali che non contengano amianto. Nel DM del 98 c’è scritto che questa attività di recupero può essere esercitata purchè privi di amianto.

AVV: ci mancherebbe altro che l’amianto possa essere utilizzato così… dove c’è scritto che colui che le riceve deve effettuare una analisi?

Pasetti: Sempre nell’iscrizione c’è scritto, dopo le attività e i codici e le quantità, la ditta Bianchini è tenuta a rispettare la normativa tecnica del DM 98, articolo 8 campionamento e analisi.

AVV: dove sta scritto che colui che riceve i rifiuti con una certificazione debba effettuare a sua volta una verifica da parte di un laboratorio certificato?

Pasetti: Proprio perché può ritirare rifiuti esenti da amianto dev’essere certo

AVV: lo desume?

Pasetti: No, il comma 5! Articolo 8 campionamenti e analisi, il titolare è tenuto a verificare la qualità del rifiuto conferito.

AVV: non vedo dove sia scritto

Pasetti: Mi spiace che non capisca ma per me è chiarissimo.

 

AVV: questo regolamento fa una distinzione fra l’area di conferimento e di lavorazione, è scritto che nell’area di conferimento debba essere effettuata questa analisi?

Pasetti: L’accettatore deve fare queste tipi di verifiche è previsto dal DM. L’area di accettazione serve per questa cosa, dove va verificato se i rifiuti corrispondono alle condizioni dell’iscrizione. Allegato 5.

AVV: mi sta dicendo che c’è scritto che nell’area di conferimento deve essere effettuata questa verifica?

Pasetti: Sì è fatta per questa ragione. Devono essere verificate le condizioni del rifiuto. Se il rifiuto non rispetta le condizioni deve essere rispedito al mittente con lo stesso formulario e scrivendo NON ACCETTATO. Rispedire al mittente, rifiutare. Questa è una possibilità che deve essere esercitata dal centro recupero al ritiro prima della lavorazione.

AVV: non è che la disciplina di cui parla sia quella utilizzata per la discarica?

Pasetti: E’ prevista anche per le discariche

AVV: espressamente?

Pasetti: No, ANCHE per le discariche. C’è un decreto del 27/9/2010 che disciplina le verifiche per la discarica. C’è la sua normativa, per i centri di recupero è questo. Per i centri di recupero vale il DM 5/2/98 e le condizioni sono queste.

AVV: va bene grazie

 

PM: abbiamo prodotto questo documento?

Pasetti: Assolutamente, vi dico quale informativa?

CARUSO: facciamo una copia

PM: Dopo abbiamo la dott.ssa Zanini, dott. Scialoia che hanno fatto gli accertamenti, il maresciallo Marchi della forestale e due dell’Arpa di Novellara che hanno fatto altri accertamenti

CARUSO: 5 minuti di pausa

PM: consenso degli atti degli accertamenti dell’Arpa di Novellara e della guardia forestale, salvo il fatto dell’esame della dott.ssa Zanini e del maresciallo Marchi, sugli altri, per parte mia data questa produzione non vi è interesse.

CARUSO: intanto sentiamo la dott.ssa Zanini.

Entra in aula la dott.ssa Zanini

 

ESAME della dott.ssa Zanini Annalisa (tecnico Arpa)

PM: chiederei conferma sintetica degli accertamenti. Le aree sono: zona del cimitero di San Felice s/p, in fregio a piazza Italia e in Via Milano, campo di accoglienza a Massa Finalese, caserma dei vigili del fuoco, cantiere edile a San Felice s/p capannone Phoenix, e area destinata a verde della scuola primaria Alighieri a Mirandola.

Zanini:

PM: che origine hanno avuto?

Zanini: In merito alla questione... all’indagine sull’attività dell’impresa Bianchini che ha fornito il materiale riciclato, nella cui origine sono stati trovati dei frammenti di fibrocemento contenente amianto.

PM: chi l’ha preceduta è stata molto chiara. Ha fatto altri accertamenti?

Zanini: Ho partecipato al sopralluogo fatto all’impianto.

PM: non ho altre domande, la ringrazio per la pazienza che ha avuto nell’aspettarci.

Avvocato Fabrizio Canuri parte civile consorzio "Ricommerciamo" San Felice

AVV: è a conoscenza di episodi in cui non è stato possibile efettuare il campionamento a seguito della copertura del sito con materiale cementizio?

Zanini: Nel cantiere della Phoenix era stato eseguito un campione conoscitivo che era risultato positivo per la presenza di amianto, successivamente si è visto che tutto il terreno era stato coperto con del materiale fine pressato per cui non si è potuto ripetere il campione in contradditorio con la ditta.

AVV: non ho altre domande

 

CONTROESAME

Avvocato in difesa di Bianchini

AVV: Fate un primo campionamento, cantiere Phoenix in cui lavorava Bianchini a San Felice s/p, 18 ottobre 2012 le torna?

Zanini:

AVV: lo esegue materialmente?

Zanini:

AVV: dove lo esegue? Abbiamo un cantiere con un’area cortiliva esterna e un capannone in costruzione

Zanini: Nell’area cortiliva, ci sono anche le foto

AVV: il successivo campionamento che cercate di fare è sempre nell’area cortiliva?

Zanini:

AVV: il primo com’era composto?

Zanini: C’è l’informativa

AVV: ha prelevato vari pezzi?

Zanini: Sì, verifico il verbale… sul verbale non sono scritti i numeri dei pezzettini

AVV: quanti pezzettini sono risultati positivi all’amianto?

Zanini: In un unico frammento… non ricordo quanti pezzetti sono stati rilevati

AVV: non avrei altre domande

 

Avvocato Pisanello in difesa di Bolognino e Alleluia

AVV: dov’era stato prelevato in che punto del cortile?

Zanini: No, il punto preciso non lo ricordo

AVV: la seconda volta che è tornata in che data è tornata?

Zanini: L’8 di novembre

AVV: era possibile da parte vostra effettuare un carotaggio nell’area ricoperta?

Zanini: Intanto siccome erano stati trovati frammenti contenente amianto questa ricerca più approfondita doveva essere effettuata da una ditta autorizzata a trattare il materiale di amianto per cui sarebbe stato possibile….

AVV: ma non è stato fatto?

Zanini: No

AVV: non ho altre domande

PM: vorrei che fosse chiaro che prima ho mostrato al collegio la struttura ricorrente degli atti che andiamo a riprodurre. Ritengo che da lì in poi siano utilizzati altrimenti dovrei chiedere alla dott.ssa minuto per minuto.

CARUSO: può andare dott.ssa

 

CARUSO: Chiamiamo la signora Scialoia e la congediamo poiché nessuno ha domande da farle

 

CARUSO: teniamo per ultimo Marchi, chiamiamo quelli dell’Arpa di Reggio.

AVV: possiamo rinunciare a tutti e tre

PM: non c’è opposizione. Dell’Arpa produciamo tutti gli atti

CARUSO: Chiamiamo Gianoli e Lazzaretti e li congediamo.

 

Entra in aula l’ispettore Marchi della forestale

 

CARUSO: abbiamo dei capi di imputazione che si riferiscono a questi episodi?

PM: dal punto di visto tipologico

AVV: il sito di Reggiolo è nei capi di imputazione, le scuole di Reggiolo. Area cortiliva della scuola Carducci di Reggiolo

CARUSO: è stata chiesta la riapertura delle indagini?

PM: no…

 

AVV: A Modena era andata a giudizio la contravvenzione

CARUSO: Modena ha deciso in modo diverso da Reggio Emilia

AVV: non voglio anticipare ma si tratta di modus operandi diversi fra la forestale di Reggio e di Modena

ESAME DELL’ISPETTORE MARCHI MARCELLO – arma dei carabinieri – gruppo forestale
(all'epoca dei fatti ispettore della forestale)

 

PM: ha svolto indagini in relazione alla Bianchini, che tipo di indagini?

Mar. Marchi: Sono state due: una per conto della procura di Modena nel 2012 ad eseguire una ispezione e un sequestro di documentazione presso l’azienda di Bianchini e l’abitazione. Nell’azienda abbiamo sequestrato documentazione valida per una indagine che stava eseguendo l’Arpa.
8 novembre 2012 abbiamo dato esecuzione al provvedimento e abbiamo sequestrato la documentazione. Sulla base di questa documentazione abbiamo redatto una annotazione e abbiamo annotato i risultati su questa annotazione.

Di questi aspetti abbiamo rilevato 3 fattispecie: la prima riguarda i quantitativi di rifiuti che sono stati ritirati dalla Bianchini nel 2012. La Bianchini era in possesso dell’autorizzaizone del trattamento di rifiuti e fuoriuscivano materiale inerte. Abbiamo conteggiato i quantitativi dei materiali ritirati dalla Bianchini: 70mila tonnellate. 30% di media provenienti dai suoi cantieri il restante 70% da ditte terze dove lui li sottoponeva ad attività di selezione. Il primo produttore era sé stesso. Ha ritirato circa 20mila tonnellate.

Abbiamo sequestrato capitolati presso siti ubicati nella provincia di Modena, nell’annotazione abbiamo riportati questi siti, rotatoria di Vignola, S. Felice s/p, il campo tenda a Finale Emilia e a San Biagio, abbiamo elencati questi siti, non c’erano documenti di trasporto, abbiamo verificato il quantitativo. Non abbiamo trovato i documenti per verificare con esattezza quando riciclato inerte andava conferito dove si doveva realizzare il nuovo comune di S.Felice. Abbiamo verificato quanti rifiuti sono stati rilevati per essere portati in ditta. Circa 1400 tonnellate di rifiuti tolti dal sito e riportati in ditta perché contaminati da amianto.

Negli altri casi dai documenti che abbiamo ottenuto, fatture, capitolati, abbiamo verificato quanto riciclato della ditta che era andata nei siti detti sopra. Per il sito del comune i documenti non c’erano. C’erano i formulai che permettono di verificare il trasporto di rifiuti che dal piazzale del Comune erano stati tolti perché contaminati per essere riportati in ditta perché contaminati. Abbiamo fatto il conto opposto, quanto portato via circa 1400 tonnellate di rifiuti.

 

PM: questo conto induttivo ha un fondamento sul fatto che solo la Bianchini facesse quel lavoro e si può desumere che fosse tutto della Bianchini o ci lavoravano altri?

Mar. Marchi: Dalla Procura di Modena sapevamo che presso piazza Italia erano stati portati dei quantitativi dei materiali da parte della ditta oggetti di contaminazione.

L’altro aspetto rilevante è stato che nell’ufficio di Bianchini Augusto, premessa quando abbiamo eseguito la perquisizione Augusto non c’era, c’era la signora Braga che poi si è allontanata per seguire la perquisizione presso l’abitazione. Erano rimasti la Pederzoli e Vignali.

Abbiamo rinvenuto sul pianale della sedia della poltrona di Augusto un documento che era intestato dalla regione Emilia Romagna dal commissario Vasco Errani, documento dall’Arpa di Modena e Reggio Emilia e mandato per conoscenza ai sindaci di 5 comuni. In questa nota Vasco Errani diceva di seguire dei controlli presso i siti indicati, dei plessi scolastici a Reggiolo, San Felice, Mirandola, Concordia, Finale Emilia. Perché era stato rinvenuto presso il piazzale Italia di S. Felice del riciclato portato da Bianchini dell’amianto. Errani aveva richiesto di eseguire questi controlli.

La lettera era datata 31 ottobre 2012, 8 giorni prima del nostro ingresso.

La lettera indirizzata agli organi di vigilanza era sulla sedia della persona che doveva subire questi accertamenti.

CONTROESAME del maresciallo Marchi

 

Avvocato in difesa di Bianchini

AVV: ha svolto tutte queste indagini, ed è arrivato a delle conclusioni, contenute all’interno di questa informativa, ce le può riassumere?

Mar. Marchi: Ci sono vari aspetti

AVV: l’ultima pagina

Mar. Marchi: L’osservazione finale era sul discorso del cemento amianto, abbiamo indicato dall’annotazione un aspetto di vuoto normativo, il cemento amianto si può confondere con quello ecologico, visivamente, da parte nostra, non siamo tecnici. Da profani: la deduzione era che se ci fosse stato un produttore onesto o disonesto poteva camuffare questi conferimenti sotto due tipologie di codici: uno era un codice non pericoloso e l’altro un codice a specchio. Il primo non necessita per legge un certificato, teoricamente un produttore avrebbe potuto far conferire del cemento amianto ecologico sotto la dicitura di un rifiuto non pericoloso o viceversa. Senza analisi e quindi poteva camuffare. Oppure poteva trasportare del cemento amianto sotto un codice a specchio dove chi richiedeva camuffava le analisi. L’analisi del rifiuto lo fa il produttore stesso, è lui che lo fa analizzare. Ci è risultato difficile verificare questo aspetto.

AVV: dalla vostra indagine avete detto che non risultava possibile risalire alla contaminazione dal cemento amianto

Mar. Marchi: Con gli strumenti che avevamo, subentrati a indagini già in corso, siamo arrivati su fatti già accaduti senza sapere del resto

AVV: da un punto di vista normativo, al di là delle intercettazioni, lei mi conferma quello che avete scritto?

Mar. Marchi: Certo, avrei avuto difficoltà, ma in generale, i produttori erano sia ditte esterni ma anche la Bianchini….

AVV: per me è sufficiente.

 

PM: in quest’ultimo caso, laddove la Bianchini era produttore la difficoltà era potenzialmente minore?

Mar. Marchi: La nostra è stata una deduzione oggettiva, Bianchini è stato produttore ed è stato produttore dei suoi rifiuti, era lui che faceva i certificati analitici, era lui che campionava.

PM: la deduzione che avete tratto nasce dai documenti che avete trovato in loco?

Mar. Marchi:

Avvocato in difesa di Bianchini

AVV: nella nota che trasmettete alla Procura fa riferimento a questi due codici CER che caratterizzavano i rifiuti che riceveva la Bianchini. In commento a questo lei ci descrive anche la certificazione che doveva seguire al conferimento di un rifiuto e dell’altro rifiuto e questi due codici CER avevano anche una specificità con riferimento al fatto che uno aveva una tipologia normale e l’altro un codice a specchio, vuole spiegare la differenza?

Mar. Marchi: La ditta Bianchini aveva l’autorizzazione: poteva ritirare 6/7 codici di rifiuti. Ne ha ricevuti 2 di codici: rifiuti non pericolosi che non necessitano delle analisi, e i rifiuti con i codici a specchio (sia pericolosi che no, dipende dalla concentrazione delle sostanze) se il produttore decide che non è pericoloso (lo decide da solo) altrimenti decide che è pericoloso.

AVV: poiché questo seconda tipologia del codice a specchio, doveva essere munito di una certificazione?

Mar. Marchi: Di non pericolosità del rifiuto

AVV: per far capire a chi lo riceveva che cosa aveva di fronte?

Mar. Marchi:

AVV: era possibile ingannare il conferitore?

Mar. Marchi: Sì, se il codice lo determina il produttore, fornisce il rapporto al destinatario

AVV: ed era possibile perché non doveva fare altri controlli oltre a quello?

Mar. Marchi: Bisogna chiedere all’Arpa. La Bianchini di suoi ne ha portati un certo quantitativo

AVV: per quanto riguarda il 30% del materiale che entrava dai propri cantieri, avete fatto verifiche, ha potuto vedere se la Bianchini aveva ritirato del fibrocemento?

Mar. Marchi: Non esiste la descrizione fibrocemento, c’è un codice. Il produttore può indicare delle note, tipo fibrocemento, in alcuni c’era riportato, ma non glielo so quantificare.

 

Termine dell’esame e del controesame del maresciallo Marchi.

 

DICHIARAZIONE SPONTANEA DELL’IMPUTATO LAURO ALLELUIA:

"Volevo capire che la dott.ssa Pasetti ha parlato del capannone Phoenix. Ho fatto un getto dentro il capannone... avendo esito positivo dell’amianto… in una intercettazione io dovevo fare un getto, se i carabinieri hanno sentito perché non hanno fermato tutto… non mi hanno tutelato né a me né ai miei colleghi, perché non l’hanno fatto?"

 

Ore 18.25 termina l’udienza

a cura di: S.N.

RASSEGNA STAMPA

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