AEmilia

rito ordinario - primo grado

giovedì 14 dicembre 2017

WORK IN PROGRESS: ATTENZIONE - prima possibile verrà pubblicata anche la trascrizione dell'udienza.

Riporto la trascrizione presa in diretta e pubblicata su Facebook.

WORK IN PROGRESS: provvederò prima possibile a "sbobinare" la trascrizione dell'udienza.

ALL'INTERNO DELL'UDIENZA

Dichiarazione spontanea di Amato Alfredo

Dichiarazione spontanea di Amato Francesco

Esame del collaboratore di giustizia Muto Salvatore

Ore 16.20 in aula

Dichiarazione spontanea di AMATO ALFREDO:

premessa di quanto ha detto Muto Salvatore, a questo punto Salvatore non l’ho mai conosciuto, solo ai preliminari non abbiamo mai parlato, venuto a RE non c’ho mai parlato se non in campo per giocare a pallone. Sta dicendo solo cavolate anche per il fatto del mio stato di salute io che giocavo a pallone è vero, ma prima dell’intervento, dopo la visita dal dottore che mi ha fatto un intervento quando gli raccontai che giocavo a pallone… cercavo di giocare non ce la facevo, si è incavolato dicendomi che ero a rischio (il dottore) ha dato ordine di non farmi fare più nessuna attività sportiva. Cosa che non feci. L’altra volta nell’esame dell’interrogatorio che ha fatto ha detto che dopo l’intervento mi presentavo con la barella e quando andavo in carcere giocavo a pallone. Ci sono le guardie che possono dimostrare se io veramente giocavo a pallone… magari, anche se ho la passione, quando vedo il pallone vado in panico perché vorrei giocare. Altra cosa, per il lavoro che non volevo fare lo scopino, penso che fare qualsiasi lavoro non mangia lepersone, non c’è differenza. Il lavoro mi è stato dato dall’educatrice perché c’era il problema che chi voleva e non voleva lavorare, c’erano discussioni fra i detenuti. Siccome avevo questo problema fisico sono andato dall’educatrice e ho detto che avevo questo problema, stando inchinato, mi devo sdraiare perché non ce la faccio. Chi mi veniva a dare una mano a pulire la cella era Bolognino, cosa che non ho mai chiesto a nessuno, è stato lui disponibile a farlo. Ho fatto una domandina dove specifico il motivo del mio stato di salute e quale lavoro posso fare. L’educatrice mi aveva detto di fare un lavoro poco pesante, però devi fare anche lo spesino… io ci provo a farlo. L’ho fatto ma chi mi dava una mano era Vulcano Mario e Floro Vito Antonio e ci sono le telecamere. Questa associazione che io mi rivolgevo a Sarcone a me… Sarcone non mi interessa, vedo un detenuto come me che si fa la galera, il processo, non ero io o Sarcone a dire cosa devo fare, non è lui che me lo deve dire, non si permette nessuno di dire cosa devo fare. Che almeno raccontassero vere le cose, non le bugie. Ho fatto venti anni di galera, per cui la galera so come si fa e so con chi farla. Di tutta la mia carcerazione sono stato un tipo solitario, se in carcere mi lasciano da solo a me non mi interessa. Non che non voglia socializzare è una mia mentalità, con tutte queste persone in carcere l’unico con cui socializzavo era Palmo Vertinelli, si vedono le telecamere, che scendo all’aria da solo, cammino solo con Palmo Vertinelli o Muto Antonio cl 55. Quando c’è stata la festa di Natale e capodanno me la sono fatta da solo, volevo stare da solo. Mi ha fatto compagnia Bolognino. Silipo Luigi che poverino aveva difficoltà economiche come me e Muto Salvatore gli ha cheisto se voleva partecipare alla cena di Natale fatta in una saletta in carcere e gli ha detto se voleva partecipare…. Pranzo e cena. Giustamente Silipo dice ho problemi economici…

PM Mescolini: il punto?

Amato: Muto Salvatore gli ha detto se non vuoi partecipare te ne puoi stare in cella, dove io umanamente, neanche a un cane si può dire di stare in cella… vieni da me… Pasquale Riillo ha detto non ti preoccupare vieni in cella da me. Questo signore Muto Salvatore che le racconta bene, o che gli vengono suggerite le cose…. Non è così. Il fatto di Valerio lui ha raccontato tante cavolate…. Muto Salvatore quando dice ho litigato con Vertinelli Giuseppe per un tavolo, è stata la scusa del tavolo. Quando ha litigato con Vertinelli che io sono intervenuto io… è stato perché dice… Giglio a te ti difende a te non ti accusa a noi ci sta mettendo nei casini… è stato suggerito da Valerio, di cui ha minacciato anche a Vertinelli… e ma a voi vi accusa così soffice, a noi ci sta massacrando e questo giustamente dice perché ve la prendete con me, anche a me mi accusa… di cui… il Valerio l’ha minacciato e vabbè anche tuo figlio ha contatti con Giglio, la figlia ha contatti con Giglio, documenti da dare, di cui la figlia glieli faceva pervenire al padre con il cosenso di Vertinelli… e poi se ti ammazzano il figlio come la mettiamo… lui dice trenta anni di criminalità dice che gli fa schifo la N, a chi non fa schifo, ma in generale tutte le mafie. Questi signori sapendo che Valerio prendeva venti anni di galera, bè adesso mi faccio un po’ di conti, ho 50 anni, prima di dieci anni non esco di galera, aspetta che ribaltiamo tutto… Anche Muto la stessa cosa, ribaltiamo tutti. Poi capisco nel suo passato… Muto Salvatore cosa deve capire della N… si vede che persona è…. Tutta questa galera, capiamola questa persona qua. Che gli danno le attenuanti generiche a me mi fa piacere, la galera non si augura al peggior nemico… io il battezzo l’ho avuto dai miei genitori… io ho sempre rubato nella mia vita… se mi capita uno che ha 100mila euro io li vado a prendere… adesso sono stanco già 3 anni di galera… o è la Procura che gli sta mettendo tutte queste cose in testa

CARUSO: ha chiarito… cos’altro vuole dire… sui fatti

AMATO: mi è sfuggito questo passaggio su Valerio, io quel giorno mi trovavo con Vulcano a passare la spesa e nel passare entrando in cella di Valerio notai sul tavolo alcuni faldoni, verbali che cavolo erano, di tutti questi pentiti e il primo era Cortese Salvatore, Oliverio e l’altro non ricordo. In questi verbali ogni foglio che c’era c’era un pezzettino dove prendeva appunti non so di cosa. Passandola spesa, siccome non c’era nessuno, Valerio non c’era. Feci finta di dimenticare una cosa nel carrello, arrivato alla cella di Bolognino mi era rimasta una confezione di cioccolato tornando indietro sono rientrato da Valerio con la scusa di lasciare la cioccolata e guardai un po’ quella documentazione che aveva sul tavolo e c’erano queste cose qua. Lui adesso oltre che ha seguito il processo, ha saputo tutto…

CARUSO: tutti gli imputati di questo processo conoscono gli atti di questo processo, è ovvio

AMATO: si ma io mi trovo in carcere, per cose che non ho fatto, anche per la denuncia del furgone, a me mi rubano la macchina e dicono che la denuncia non si trova e con questo ho finito, io invito al tribunale di mettere un perito dalla cella telefonica all’epoca se risulta la cella in via Cecati dove è stato fatto l’incendio gli chiedo umilmente di condannarmi al massimo della pena.

 

DICHIARAZIONE SPONTANEA DI AMATO FRANCESCO

Voglio spiegare l’accusa che stanno facendo due o tre pentiti sulla famiglia Sarcone… voglio spiegare la situazione come è stata composta, una specie di amicizia, conoscenza tra Sarcone Nicolino, come si chiama, e noialtri Amato di via Rinaldi, questo fatto qua è successo nel 2001/2002, è venuto questo Nicola Sarcone che gli aveva mancato a lui o chi per lui una macchina o un camion, non ci conoscevamo, ed è venuto al bar Rondò di fronte a dove abito io. Non ricordo a chi ha visto di noialtri Amato, mio fratello o mio cugino. Si è presentato dicendo che lui è Sarcone che ha una attività edilizia che se qualcuno ha bisogno di lavorare lui ha la possibilità di poterlo assumere. Sapeva che nella mia parentela c’era più di uno che lavorava con rottami, il lavoro che faccio nell’edilizia c’ho del rottame, potete mandare qualcuno glielo regalo…. In sostanza cosa vuoi, dice se vi potete impegnare perché so che nell’ambito cutrese, nella voce, c’è più di uno nella vostra famiglia che ruba a livello di camion, macchina, qualche…

CARUSO:  sintetico

AMATO:   se mi permette di dire…

CARUSO:  quello che è rilevante

AMATO:   se vuole la verità altrimenti mi alzo

CARUSO:  sintetico

AMATO:   le spiego la conoscenza fra Sarcone e l’Amato ci accusano che siamo sotto la famiglia di Sarcone, se vuole sapere la verità altrimenti sto zitto e me ne vado

CARUSO:  il tribunale è interessato ma deve essere sintetico

AMATO:   con i Sarcone se c’è stata questa conoscenza attraverso questo sistema qua, arrivando alla fine sentendo parlare dei suoi paesani era uno dentro la N gli ho detto a tutti i miei parenti di stare lontano, perché questo ci mette nei guai. Dopo è successo Edilpiovra e nn c’è stato nessun contatto con i Sarcone. Non esiste che mio figlio appartiene alla N di Bellocco, glielo spiego… in poche parole, nel 2009 sono andato a BO e ho minacciato un Bellocco e Vascolini, Mescolini sa tutto perché è intervenuto la DIA di BO con la Dia di Reggio Calabria… parlavano di armarsi e dopo qualche mesi hanno fatto l’operazione e hanno arrestato una quarantina di queste persone… dovete ascoltare, se non ascoltate la verità non la sapete

CARUSO:  non insegni al tribunale, parli delle cose che vuole dire

AMATO:   se volete condannare i colpevoli… se aspettate solo l’accusa condannate tutti quanti. La mia famiglia a mille per mille in questa feccia non ho mai appartenuto, io appartengo alla Bibbia, io credo in Dio… ho finito!

CARUSO:  bene

 

ESAME DEL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA SALVATORE MUTO

CARUSO:  cerchiamo di completare questa fase, poi resterebbero soltanto le domande del Tribunale

PM MESCOLINI: alcune precisazioni Muto, ci sente

MUTO:   sì

PM:   non so se devo chiedere a lei, o una richiesta di precisazione del verbale, in una circostanza che anche oggi ha riferito, una persona di cui ha parlato di cui aveva parlato il 23 novembre, viene nel verbale definita una certa Stefania Garrasta, nei verbali abbiamo verbalizzato Stefania Garraffa

MUTO:   Garraffa, sono due zii di questa Stefania

PM:   può essere un errore di trascrizione. Molto sinteticamente le chiederei di precisare in relazione all’incontro citato anche oggi con Muto Antonio in occasione di una, conclusione positiva della malattia di un suo parente, in quella circostanza era stata nominata questa Garraffa

MUTO:   perché dopo che andammo io Colacino Michele e Lamanna Francesco da quel locale che non ricordo dove c’era questa festa di Muto Antonio 55, andammo nel posto, un pub noto di RE, non mi viene… siamo andati a bere e c’era questa ragazza che venne a salutare aLamanna Francesco e lui la presentò a Michele Colacino e gli disse che lei era una che si occupava di contabilità se aveva bisogno di prenderla a lavorare e si scambiarono i numeri. Il pub è il Fashion

PM:   lo ha ricollegato come possibilità causale a uno dei due incendi subiti poi da Colacino, in che senso?

MUTO:   la scusa che presentò questa ragazza… era persona che aveva relazione con Sarcone Nicolino e anche con altri fratelli prima e dopo, diciamo che il fatto che disse a Michele Colacino che si ocucpava di contabilità, si scambiarono i numeri, praticamente si incontrarono con questa ragazza, Colacino e questa Garraffa… non so se è stata assunta da Colacino, detto da Michele aveva avuto una relazione con lui e questa cosa aveva infastidito Sarcone Nicolino

CARUSO:  l’avevano avuta tutti i Sarcone la relazione

MUTO:   prima l’altro fratello, se la scambiavano e ultimamente aveva la relazione con Giuseppe Sarcone

CARUSO:  come lo sa?

MUTO:   questa ragazza la conosco, ha avuto problemi è stata anche arrestata per droga e armi con Angelo Cortese, era vicino alla consorteria

CARUSO:  la informazione sulle relazioni da chi l’ha avute?

MUTO:   questa ragazza è parente di due miei zii, la conosco

CARUSO:  la fonte è diretta?

MUTO:   Sarcone Carmine era molto amico di mio cugino Curcio Salvatore, me lo disse anche mio cugino, ma in alcune circostanze avevo visto Nicolino Sarcone con questa ragazza, li vedevo

CARUSO:  torniamo al racconto che stava facendo

 

PM:   è stato in carcere con Giorgio De Masi

MUTO:   si quando tornai dai preliminari da Bologna a Voghera, fui messo in cella con lui.

PM:   le portò i saluti di qualcuno?

MUTO:   sì di Bolognino se non vado errato, Bolognino Sergio

PM:   ha parlato lungamente della vicenda di GE e del ruolo avuto da Floro Vito, non le chiedo di riaffrontare il tema, ma un chiarimento. La natura dei rapporti formali fra Floro Vito e la BRC, assunzioni, periodi, è un dato che ha saputo direttamente o le è stato riferito da Floro Vito?

MUTO:   da Floro Vito, io sono andato la tramite Lamanna e mi sono sempre parlato con Floro Vito

PM:   il 30 novembre dice a domanda del PM forse risulta ancora assunto dalla BRC per quanto ne so detto da Floro Vito, mi interessa che chiarisca

MUTO:   me l’ha detto lui che risulta in stand by, non è stato licenziato

PM:   è importante la precisazione… a domanda dell’avvocato di Bolognino M ha riferito che Floro Vito Gianni aveva dormito delle volte sopra il ristorante nel periodo in cui c’era stata la gestione di Bolognino, ricorda?

MUTO:   sì

PM:   le devo chiedere in che senso, perché dormiva sopra il ristorante?

MUTO:   non è che dormiva, siccome parlava che lui era sempre assiduo frequentare quel locale, disse che si fermava, non se … vedevo che c’erano camere sopra… detto da loro, non era un albergo

PM:   c’era stato qualche problema in relazione ai rapporti di Floro Vito, rapporti extraconiugali che avevano infastidito Lamanna

MUTO:   Bolognino voleva accennare a Lamanna, che Floro Vito Gianni stava insieme a una ragazza di una famiglia che Lamanna conosceva che poi scoppiò avanti lo scandalo in quanto era sposata ed era una Ciampà, Lamanna lo infastidì perché già sposata

PM:   questo Pino Ruggieri le è stato chiesto di lui dal difensore di Paolini, le chiederei di vedere al Muto L’OCP fatto dai CC di Fiorenzuola D’Arda, dove sono ritratte delle persone

MUTO:   questo è Pino Ruggieri insieme a Romolo Villirillo e Paolini Alfonso girato di spalla, maglia gialla Villirillo, azzurra, Ruggieri, bianca o grigia Paolini

PM:   presidente della squadra di calcio di La Spezia. HA specificato anche del rapporto fra Ruggieri e Paolini, nel corso di quel verbale dell’11 novembre lei in relazione a questo OCP che le facemmo vedere riconobbe Villirillo e Paolini e un costruttore presidente della squadra di calcio di La Spezia ma lo definì, complice di Paolini nella falsa fatturaizone

MUTO:   sì, Paolini dirigeva il personaggio, da anni facevano, Paolini indirizzava, lui aveva la Italcantieri e facevano fatturazione falsa oltre che i lavori, questi di lavori ne prendeva tanti

CARUSO:  i nomi deve dire

MUTO:   questo Pino Ruggieri. Paolini lo ha sempre attenzionato. Lamanna mi disse che quando fu indagato Paolini per la vecchia Drago era Paolini che gli diceva a Pino Ruggieri di mandare i soldi a Dragone

CARUSO:  perché mandavano i soldi a Dragone?

MUTO:   perché Dragone chiedeva il pizzo

CARUSO:  collegamento dell’operazione con il Grande Drago

PM:   è emerso lì

CARUSO:  lo faccia dire….

MUTO:   quando Dragone era reggente usava sempre il fatto che faceva pagare il pizzo anche ai cutresi e siccome questo era un benestante questo Ruggieri, doveva pagare il pizzo, quando è uscito Dragone si rivolse tramite il cognato di Paolini, Salvatore Ciampà voleva pagato sempre il pizzo, come ai vecchi tempi, solo che cominciava insomma… i tempi erano un po’ cambiati e anche gli equilibri, Paolini non volle più che pagava Dragone

CARUSO:  che Ruggieri pagasse Dragone…

MIUTO: non so bene, sono cose che ho appreso perché ne parlava Lamanna, che era a conoscenza dei problemi che aveva Paolini, come ne era Sarcone, questa persona era succube e minacciata dalla consorteria, Ruggieri  Pino

CARUSO:  perché Paolini è della N e Ruggieri no?

MUTO:   Paolini era quello che comandava su questo personaggio

CARUSO:  Pino Ruggieri è sostanzialmente un assoggettato

MUTO:   sì

PM MESCOLINI: la mia domanda era…

MUTO:   dava tutta carta bianca a Paolini, per anni

CARUSO:  che vuol dire

MUTO:   tutti i lavori, tutto quello che dirigeva la Italcantieri di questo Pino Ruggieri era Paolini

CARUSO:  ci rimetteva soltanto?

MUTO:   inizialmente andavano bene, quando è cominciata la crisi sono iniziati i problemi

CARUSO:  aveva interesse a lavorare con Paolini e altri?

MUTO:   sì tramite le fatturazioni, se c’erano appalti pubblici si facevano sempre quelle assunzioni, tutto un…

CARUSO:  ricordo quello che ha detto, volevo capire in che senso è una assoggettato se è anche uno che tutto sommato c’ha un interesse

MUTO:   inizialmente era tutto cordiale, il lavoro che facevano, se andava bene a Paolini andava bene a Ruggieri. Ruggieri conosceva chi era Paolini e se ne serviva, finchè non sono arrivati i problemi economici. Questo Pino aveva anche un fratello che ha dovuto aprire una impresa con un prestanome per non far risalire che era sua, perché se guadagnava qualche soldo doveva corrisponderli a Paolini, si sono spostati apposta dall’Emilia per evitare problemi con la consorteria. Sia Pino Ruggieri che suo fratello, sapevo che era in Kazakistan. Si sono allontanati per non subire pressioni e minacce

PM:   quindi rispetto al credito che la volta scorsa i difensori di Paolini avevano citato nei confronti del Ruggieri, questo credito di che natura è, per lavori o fatture false, o estorsioni…

MUTO:   anche sul credito quando facevano le riunioni che andava Sarcone in genere a parlare con Paolini, qualche volta ha parlato anche Romolo Villirillo che spiegava a Lamanna che secondo Pino Ruggieri non glieli doveva dare quei soldi a Paolini. Lui diceva che gliene aveva dato di più di quelli che dovea prendere

PM:   sa che la Italcantieri è fallita?

MUTO:   sì

PM:   questo fatto del Kazakistan lo colloca prima o dopo il fallimento

MUTO:   dopo, pure che era fallito i soldi lo incriminavano al soggetto, il fratello veniva sempre assoggettato per questi crediti

CARUSO:  crediti vantati da Paolini?

MUTO:   da Paolini

CARUSO; che agiva inproprio?

MUTO:   in genere era con Sarcone e con Villirillo e anche con Gualtieri Antonio se non vado errato. Era a conoscenza di questi fatti Lamanna. Paolini si rivolgeva spesso a Lamanna.

PM:   erano soldi che dovevano essere dati al gruppo?

MUTO:   soldi del gruppo, se no che interesse aveva di mettersi il Sarcone

 

PM:   ha parlato di suo zio Muto Santino, sa che attività abbia svolto ultimamente? Ne ha parlato come bancario

MUTO:   negozio di abiti da sposa

 

PM:   Rocca Antonio come riferimento su Mantova. Aveva detto che Lamanna voleva Loprete e GAN indicò Rocca perché non voleva un mesorachese. Vi erano rapporti con Sarcone Nicolino

MUTO:   si conoscevano, sapeva pure Sarcone come Diletto, avevano rapporti con Rocca. Nel 2010 Sarcone andava a Mantova a trovare Rocca Antonio e gli presentò anche Muto Antonio quello di Mantova

AVV Pisanello: non se ne è parlato in esame

CARUSO:  il tema si può affrontare da un punto di vista, il tema è lo stesso

PM:   lei disse che Sarcone Nicolino aveva messo piede a Mantova tramite Rocca Antonio. 11 ottobre 2017

MUTO:   confermo, aveva messo piede tramite Rocca a Mantova

 

PM:   in relazione al credito di Bolognino M nei confronti di Covelli le chiedo questo credito nasce da ragioni lecite o illecite?

MUTO:   da quando ne ho appreso secondariamente, non ero al corrente dall’inizio, loro parlavano di lavoro, ma in effetti la discussione si discostava in quanto su dei materiali che Bolognino Sergio gli avrebbe dato a Covelli, che poi erano materiali come ho sempre detto truffati. Pannelli radianti, di pavimenti riscaldati…

PM:   nel procedimento di Brescia viene contestato a Covelli come persona offesa di aver soggiaciuto alle estorsioni da parte della associazione nel fare numerose commesse, le chiedo se la commessa di Bolognino nasceva volontariamente da Covelli o era dentro questo rapporto estorsivo

MUTO:   alla fine era una estorsione, Covelli recriminava che nemmeno doveva dare, questi materiali… alla fine erano materiali truffati

 

PM:   ha introdotto un argomento nuovo associazione NEXUS, due eventi uno quello di andate a vedere su YOUTUBE il video di presentazione, lei dice, perché c’era uno che fa l’avvocato, il fratello commercialista…

MUTO:   spiego di nuovo

PM:   aspetti cosa c’entra questa presentazione che c’ha detto di andare a vedere su youtube, della festa di Cremona, con la supposta richiesta di voti che il Muto Pasquale avrebbe fatto, o comunque di sostegno…

MUTO:   nella nascita della associazione il primo presidente era Muto Salvatore, commercialista e fratello di Pasquale Muto. Nel parlare con me Muto Salvatore disse che il fratello voleva entrare in politica nelle elezioni di RE e ci diamo una mano a farlo avere, alla sua campagna elettorale, e ne parlai anche con Lamanna e mi disse che ne avremmo parlato con il gruppo reggiano. Nel  frattempo Salvatore Muto e Pasquale Muto c’èanche nel video se non vado errato, nello studio, nella TV cutrese si presenta anche Lamanna Vincenzo, zio di Francesco Lamanna, prima delle elezioni. Va anche Pasquale Muto che non c’entra niente con NEXUS. Va con il fratello e parlano… prende anche lui la parola. Quando tornano si doveva fare l’incontro e gli prospettai di farlo incontrare con Sarcone Nicolino, Diletto Alfonso, Brescia e gli dicevo tutte le persone, Paolini Alfonso, stanno cercando di fare una lista, vediamo se ti interessa, ti tiriamo la’, voglino presentarsi alle elezioni su RE. Quando gli prospettai questo fecero una marcia indietro perché capirono chi erano i soggetti. Pasquale Muto si andò a scrivere con il gruppo Spaggiari, Salvatore Muto diede le dimissioni da presidente, aveva capito, volevano restare puliti. Presero le distanze. Questo quello che volevo dire. A quei tempi conoscevano i soggetti sapevano che stavano per scendere in un patto politico con la N e oggi vogliono difendere gli assistiti dicendo che non sono appartenenti alla ‘ndrangheta.

 

NDR: vocio in aula

 

PM:   risulta che Pasquale Muto si è candidato nelle elezioni del 2009 con la lista città attiva per Spaggiari

CARUSO:  siete pregati di non intervenire e non commentare

(NDR rivolto agli imputati)

 

PM:   oggi ci da un particolare che si sarebbe dimesso

MUTO:   non so si era già candidato, lui aveva il desiderio della politica, nel 2011 abbiamo fatto la prima associazione, è anche il video che vanno giù saranno nel 2011 non risalente al 2009

PM:   le elezioni sono risalenti al 2009

MUTO:   non ricordo se si è candidato di nuovo nel 2011, ricordo che prese le distanze, il video è del 2011, non poteva essere 2009

PM:   lei ha detto fanno il video, si fa questo chiarimento, dicono di no, poi Pasquale Muto si candida con la Spaggiari e io dico che si è candidato nel 2009

MUTO:   magari mi confondo prese le distanze questo ricordo io

CARUSO:  lei collega il video che abbiamo detto del 2011 con la candidatura del 2009, dice vanno a fare il video a Cutro poi tornano e chiedono e si danno da fare per la candidatura. Questo video non ha collegamento con le elezioni del 2009

MUTO:   non so se si è candidato nel 2012

CARUSO:  insiste che è collegato a una candidatura?

MUTO:   Pasquale Muto era interessato alla politica, va a Cutro, ne parla anche sul video, si può ascoltare

PM:   glielo farei vedere così ci dice se è quello che…

 

MUTO:   quello centrale è Salvatore Muto alla destra Pasquale, a sinistra Vincenzo Lamanna, zio di Francesco Lamanna

VIDEO - CUTRO TV:01.02.2011 Presentazione Associazione Nexus

 

MUTO:   andò anche Pasquale perché voleva un aiuto per i voti. Quando tornano da la, marzo aprile si ritirarono in quanto io gli avevo prospettato di fargli incontrare le persone di RE e loro presero le distanze. Pasquale non lo vidi più, non venne all’appuntamento e il fratello mi disse che si andava a candidare con un altro gruppo della Spaggiari, non sapevo se aveva già fatto altre candidature

CARUSO:  lei ignorava che la candidatura era di due anni prima

MUTO:   io non sapevo… dissero loro che era con la Spaggiari, detto da loro.

CARUSO:  deve essere chiaro. Muto Pasquale si è candidato nel 2009

PM:   non so se è un omonimo

CARUSO:  è un dato di comune conoscenza… questo video lo collega al fatto che c’era una richiesta di presentazione… come spiega questa contraddizione in cui incorre. Mi dicono che vogliono candidarsi con la Spaggiari in realtà c’era già stata

MUTO:   non so se mi dissero così perché avevano preso le distanze da… quando gli dissi i vari soggetti lui non si fece più vedere e il fratello mi diede questa risposta che il fratello non voleva più stare al patto con i soggetti, questo appresi io e mi dissero che si doveva candidare con la Spaggiari, ma non se si era ricandidato

CARUSO:  vediamo se ci furono altre candidature nel 2011, c’erano elezioni a RE?

MUTO:   nel 2012

CARUSO:  vediamo il video se ci sono accenni… è lungo? 6 minuti? Vediamo

 

MUTO:   Pasquale Muto non era associato, l’associazione non era costituita, viene fatta poi in aprile

PM:   dopo o prima questa presentazione c’è l’accenno all’impegno politico?

MUTO:   ne avevamo parlato, stavano costituendo questa associazione e io proposi Salvatore Muto come presidente

CARUSO:  Salvatore Muto si propone come presidente dell’associazione non in un momento successivo dove lei gli propone di fare il presidente. Non era stata formalmente costituita, questo signore parla come presidente dell’associazione, il contatto c’era stato prima?

MUTO:   prima

CARUSO:  quanto tempo prima?

MUTO:   se ne parlava settembre 2010

CARUSO:  dopo questo video cosa accade?

MUTO:   alla costituzione non so se aprile, non ricordo sono passati tanti anni, se era già presidente, ma poi subito lui diede le dimissioni quando gli prospettai il fatto che suo fratello lo portavo a RE a candidarsi in politica sostenuto da noi, dal gruppo… Muto Salvatore e Pasquale abitano a Reggiolo, se si doveva candidare si doveva candidare a RE. Parlando con Lamanna, lui mi aveva detto che gli facevamo avere l’appoggio a RE.

CARUSO:  quando fu fatta?

MUTO:   me lo chiesero a me e io lo chiesi a Lamanna

CARUSO:  come mai la conoscevano? Che titoli aveva per essere un sostenitore politico?

MUTO:   loro sapevano che stavamo parlando di questa nostra associazione, sapevano le potenzialità mia su RE e le persone che conoscevo e loro mi chiesero

CARUSO:  cosa sapevano e come?

MUTO:   perché andavo sempre a RE con Lamanna, era il mio commercialista Salvatore Muto

CARUSO:  lo dica se no non si capisce

PM:   è tra le testimonianze allegate dalla difesa di Muto Salvatore

CARUSO:  non credo sia emersa sinora

PM:   glielo sto precisando

CARUSO:  come suo commercialista cosa sapeva di lei?

MUTO:   che conoscevo soggetti a RE, vedeva i contatti che avevo, ne parlavamo

CARUSO:  più preciso

MUTO:   quando stavamo creando questa associazione ne parlavamo di politica con Salvatore Muto e lui mi manifestava che suo fratello si voleva candidare e io dissi che era una cosa buona e che interessava una persona sul territorio del nostro paese in quanto poteva essere una cosa buona se risultava nelle candidature

CARUSO:  a cosa si doveva candidare?

MUTO:   non so se … a una lista come assessore si parlava inizialmente

CARUSO:  e nel momento che fate questi discorsi successivi a questo video

MUTO:   ne parlavamo già prima, successivamente dovevo prendere appuntamento e farlo parlare con i soggetti di RE, loro presero le distanze. Il fratello si dimise dalla carica di presidente dell’associazione Nexus facendomi capire che avevano capito chi erano i soggetti

CARUSO:  è sicuro che la candidatura nella lista Spaggiari sia stata successiva in cui si tira fuori o non sia stata precedente

MUTO:   non sono sicuro, so solo che presero le distanze, mi ricordavo di Spaggiari, non so se si sono ricandidati nel 2012. Loro non mi chiesero niente, magari mi avevano detto una fesseria per prendere le distanze. Loro non vennero nemmeno all’appuntamento

CARUSO:  quando afferma che si candidò con la Spaggiari è una sua deduzione

MUTO:   una mia deduzione, lui voleva un aiuto politico inizialmente e vennero a chiederlo, poi se possiamo produrre gli statuti, uno che va a parlare a Cutro poi dopo un mese si ritira dall’associazione

CARUSO:  Muto Pasquale che si fosse candidato nel 2009 lo sapeva?

MUTO:   non lo ricordo… che lui voleva entrare o che c’aveva provato… se ne parlava con suo fratello.

PM:   il dato di fatto che i dice è che i due vanno a Cutro per presentare una associazione di cui dopo due mesi non fanno più parte, possiamo riscontrarlo?

MUTO:   sì questo lo so di certo, so anche il motivo per cui si sono ritirati. I rapporti con il commercialista l’ho avuto anche dopo non ho avuto problemi, ma non abbiamo più parlato della vicenda politica, hanno preso le distanze e non se ne è più parlato con i fratelli Muto

PM:   il dato oggettivo che ci dice è che comunque da questa associazione prendono le distanze, come ho detto lui dava il contributo dell’associazione Nexus, lui non ha più partecipato.

PM:   l’associazione aveva nella vostra idea di nascere solo per Cremona o estendersi a RE?

MUTO:   si parlava se si andava avanti di ingrandirsi e di fare una fusione con altri territori

PM:   la presenza di Lamanna Francesco all’interno dell’associazione era un fatto noto?

MUTO:   sì, ma non risultava associato, ma prendeva parte, organizzava, colui che voleva parlare, eravamo io e lui che ci muovavamo su RE per i contributi e per i fuochi d’artificio

PM:   un dato ricorrente… per quanti anni c’è stata? Cosa faceva l’associazione oltre alla festa annuale?

MUTO:   qualche cosa di più ristretto nel periodo natalizio

PM:   c’è ancora?

MUTO:   siccome ci hanno arrestati l’associazione è morta

PM:   aveva detto che non a caso la festa fu fatta alle cologne padane

MUTO:   era dove era successo l’omicidio di Muto Antonio e Bramone (…) Lamanna fu condannato in primo grado all’ergastolo su quel processo

PM:   questa cosa di fare la festa lì era già nota quando si fece il video?

MUTO:   era già deciso

PM:   anche il motivo?

MUTO:   sì

PM:   al momento non ho altre domande

 

PM:   su Taneto, a un certo punto vi occupate voi, lei dice viene incaricato Paolini di fa sapere a Sarcone che di quell’appalto si occupa Lamanna. Il rapporto con Silipo Antonio in relazione a Taneto e il fatto di fare la riunione proprio da Silipo fu deciso in quale motivazione

MUTO:   c’erano da fare dei lavori di scavi e Lamanna disse di andare da Silipo Antonio

PM:   ha parlato della vicenda della truffa del vino, che tutto era partito, non la truffa ma il rapporto con i produttori o i distributori che vengono truffati, da un recupero, questo recupero vedeva questi personaggi come persone a cui veniva fatto il recupero?

MUTO:   doveva essere fatto a questi proprietari il recupero crediti

PM:   dovevano dare i soldi?

MUTO:   li dovevano avere

 

PM:   il rapporto con il suo commercialista ha detto che è un rapporto che non si è interrotto con Muto Salvatore. Delle altre persone che erano del giro più stretto che ci ha descritto, Muto con chi aveva rapporti professionali che lei sappia?

MUTO:   a Cremona con me e altri clienti che gli avevo procurato, il Consorzio Vetere Pierino, Lerose Francesco e Vetere Pasquale, il Consorzio General Contract

PM:   ignorava completamente che questo consorzio avesse come finalità quella delle fatture più che i lavori

MUTO:   il General Contract non le faceva lui le fatture, altri, come ho spiegato

PM:   aveva capito tutto questo? Gliene aveva parlato?

MUTO:   non gliene ho mai parlato, non era persona con cui parlare di questo

PM:   ha parlato con Muto Salvatore dell’arresto dei Vetere?

MUTO:   sì

PM:   ha detto che ha avuto particolari prudenze… è mai stata data qualche spiegazione al suo commercialista?

MUTO:   ero stato io a dirgli cosa era accaduto e c’è anche l’intercettazione, lui si appoggiava al mio ufficio a Cremona e quindi anche tutti i clienti andavano al mio ufficio

PM:   anche Muto Salvatore sta a Reggiolo, ma a Cremona lei dice aveva una base presso il suo ufficio?

MUTO:   non so se ho spiegato al Tribunale,Salvatore Muto era un mio amico, uscivamo insieme, da anni indietro. Per questo parlavamo su determinate cose, sul fatto della politica. Nell’ufficio alcune volte magari c’ero io che stavo facendo un appuntamento e poi arrivava lui e anche Lamanna, aveva conosciuto anche Lamanna

PM:   prima della vicenda dell’associazione che si ritirasse

MUTO:   sì, non ricordo se dal 2009 in poi è venuto… è diventato commercialista nel 2008/2009

 

PM:   il porto d’armi di Muto Antonio cl 55 lei ha detto che ha saputo dell’esistenza del porto d’armi…

MUTO:   loro incriminavano che gli avevano ritirato il porto d’armi a me non l’hanno ritirato

PM:   perché glielo hanno ritirato?

MUTO:   per la cena agli Antichi Sapori con Nicolino Sarcone dicevano loro…

PM:   quindi si riferiva ai fatti del...

MUTO:   lo seppi anche da Paolini Alfonso, nel 2013 venne a Cremona in quanto suo nipote Francesco aveva aperto un bar e parlavamo che si lamentavano di questi porto d’armi

PM:   il provvedimento è del luglio 2012, può essere 2012 o 2013 questo colloquio

MUTO:   ricordo che ne abbiamo parlato, anche successivamente con Paolini Alfonso

 

PM:   sulle domande che le hanno fatto i difensori ha detto che i Vetere hanno investito i capitali di Lamanna e Villirillo, poi hanno fatto domande per cambiare… cosa significa?

MUTO:   Villirillo negli anni 2008/2009 frequentava Cremona, era nipote di Vetere Rosario e Lerose Luigi, loro avevano una società Le Vele e avevano fatto operazioni, Villirillo con la società dei suoi zii, dove c’entrava anche Lamanna e ci avevano avuto un po’ di crisi e i capitali li avevano investiti con loro in quella società, questo mi disse Lamanna

PM:   compariva Lamanna nella società?

MUTO:   no, nemmeno Villirillo Romolo

PM:   da un punto di vista cronologico prima o dopo la morte di quel Cignato che morì nell’investimento stradale che muore nel 2010?

MUTO:   prima

 

PM:   ha parlato di una truffa, di beni, provenienti dalla WORLDHOUSE di Sarcone

MUTO:   aveva fatto una truffa di un parquet di molti metri di parquet, li aveva messi nel mio capannone, fu venduta a Pincolini. Ci fu un guadagno per Vetere, per me e per Procopio, Sarcone e Lamanna

PM:   Pincolini sapeva che questa merce aveva natura illecita

MUTO:   sì

PM:   è quello che è venuto a testimoniare al processo?

MUTO:   sì, un viaggio gliel’ho scaricato io… mi trovavo a RE e lo caricai io un bancale e lo scaricai da questo Pincolini

 

PM:   le chiedo di spiegare quanti soldi lei ha ricevuto dalla persona della Moschea, era andato da questa persona per conto di Vetere perché questa persona voleva il doppio della caparra, la penale, quant’era?

MUTO:   20mila euro

PM:   andò da questo Nagib per dirgli che i 20mila non li doveva reclamare e che doveva comprare il terreno

MUTO:   Vetere era pronto per vendere. La prima volta 25 o 20mila, li diede a me

PM:   lui voleva 20mila invece glieli da lui?

MUTO:   sì, gli avevo prospettato che avevamo fatto il frazionamento e tutti gli accertamenti e avevamo speso soldi per risolvere il suo problema e che aspettavamo lui perché comprasse. Lui ci diede 20mila euro

PM:   la seconda volta?

MUTO:   a distanza pure per il fatto della Moschea, non la facevamo, se la dovevano fare loro stessi, mi diede altri 25mila euro

 

PM:   la vicenda Foschini, aveva detto il collaboratore e oggi ha detto non mi ricordo se il collaboratore o il suo parente…

MUTO:   so della questione Foschini non vorrei dire se è un altro fratello… un Foschini è un collaboratore ed è parente di Mancuso, mi viene in mente quello la, conosco quel soggetto appartenente alla 'ndrangheta

 

PM:   oggi ci ha parlato di un incontro con Floro Vito e Lamanna presso il capannone di Muto Antonio 71, perché andaste presso Muto Antonio?

MUTO:   era stato fatto un appuntamento a Gualtieri, Floro Vito Servino in quanto c’era questa indagine di questi due soggetti e si volevano evitare dei controlli, degli avvistamenti

PM:   lo ritenevate un posto sicuro?

MUTO:   sì, l’appuntamento lo fece Floro Vito Servino, disse a Lamanna di andare a Gualtieri al capannone di Muto Antonio 71

 

PM:   ha parlato di Colacino Michele, ricorda se Colacino è stato colpito da una itnerdittiva del prefetto

MUTO:   sì

PM:   ricorda se i fatti di cui ha riferito, i rapporti con Muto Antonio sono precedenti?

MUTO:   sono dopo l’interdittiva

 

Dall’Aquila Bolognino Michele vorrebbe dare dichiarazione spontanea

CARUSO:  siamo stanchi non lo sentiremmo neanche...

 

 

ORE  18.40 TERMINA L’UDIENZA.

PROSSIMA UDIENZA MARTEDI’ 19 DICEMBRE ore 9.30

a cura di: S.N.

 
 
 

​​RASSEGNA STAMPA

Processo Aemilia, nuove rivelazioni del pentito Muto: “Il costruttore Pino Ruggieri era assoggettato alla cosca”

“Andò col fratello a lavorare in Kazakistan per sfuggire alle minacce”

di Pierluigi Ghiggini - Rep Reggio Report - 14 dicembre 2017

Dopo il fallimento della sua Italcantieri, il costruttore Pino Ruggieri – reggiano nativo di Cutro, è stato uno degli imprenditori edili più importanti dell’Emilia e della Liguria, dove è stato anche anche presidente della Sanremese e dello Spezia Calcio – spostò i suoi affari i Kazakistan, per non subire le pressioni e le minacce della consorteria: «Alfonso Paolini continuava a pretendere dei soldi da lui». Lo ha dichiarato ieri al processo Aemilia, in videoconferenza da una località segreta, il pentito Salvatore Muto, che insieme a Valerio ha aperto il capitolo dei rapporti e dell’interesse del clan Grande Aracri elezioni, candidati e politici reggiani.
Secondo Muto, Pino Ruggieri non era della ndrangheta, tuttavia era un “assoggettato”, succube della consorteria: prendeva ordini da Paolini, ha detto il collaboratore di giustizia, col quale avrebbe avuto un giro di fatturazioni false.
Ha detto Muto ( nel resoconto della pagina fb processo Aemilia): «Paolini dirigeva il personaggio, da anni Paolini indirizzava, lui aveva la Italcantieri e facevano fatturazione falsa oltre che i lavori, Pino Ruggieri di lavori ne prendeva tanti. Paolini lo ha sempre attenzionato. Lamanna mi disse che quando fu indagato Paolini per la vecchia Drago, era Paolini che gli diceva a Pino Ruggieri di mandare i soldi a Dragone (vecchio boss della cosca cutrese, poi ucciso, ndr.).
Presidente Caruso: perché mandavano i soldi a Dragone?
Muto: perché Dragone chiedeva il pizzo… Quando Dragone era reggente usava sempre il fatto che faceva pagare il pizzo anche ai cutresi e siccome questo Ruggieri era un benestante doveva pagare il pizzo. Quando è uscito Dragone (dal carcere , ndr.) si rivolse tramite il cognato di Paolini, Salvatore Ciampà, per farsi pagare il pizzo, come ai vecchi tempi, solo che cominciava insomma… i tempi erano un po’ cambiati e anche gli equilibri, Paolini non volle più che pagava Dragone».
Caruso: che Ruggieri pagasse Dragone…
Muto: non so bene, sono cose che ho appreso perché ne parlava Lamanna, che era a conoscenza dei problemi che aveva Paolini, come ne era Sarcone, questa persona era succube e minacciata dalla consorteria, Ruggieri Pino.
Caruso: perché Paolini è della ndrangheta e Ruggieri no?
Muto: Paolini era quello che comandava su questo personaggio.
Caruso: Pino Ruggieri è sostanzialmente un assoggettato?
Muto: Sì… dava tutta carta bianca a Paolini, per anni… Tutti i lavori, tutto quello che dirigeva la Italcantieri di questo Pino Ruggieri era Paolini.
Caruso: ci rimetteva soltanto?
Muto : inizialmente andavano bene, quando è cominciata la crisi sono iniziati i problemi.i
Caruso: aveva interesse a lavorare con Paolini e altri?
Muto: sì, tramite le fatturazioni, se c’erano appalti pubblici si facevano sempre quelle assunzioni, tutto un…
Caruso: ricordo quello che ha detto, volevo capire in che senso è una assoggettato se è anche uno che tutto sommato aveva un interesse…
Muto : inizialmente era tutto cordiale, il lavoro che facevano, se andava bene a Paolini andava bene a Ruggieri. Ruggieri conosceva chi era Paolini e se ne serviva, finchè non sono arrivati i problemi economici. Questo Pino aveva anche un fratello che ha dovuto aprire una impresa con un prestanome per non far risalire che era sua, perché se guadagnava qualche soldo doveva corrisponderli a Paolini, si sono spostati apposta dall’Emilia per evitare problemi con la consorteria.
Sia Pino Ruggieri che suo fratello, sapevo che erano in Kazakistan. Si sono allontanati per non subire pressioni e minacce.
Perché «anche dopo il fallimento, il fratello veniva sempre assoggettato per questi crediti vantati da Paolini». Il quale, in genere «era con Sarcone e con Villirillo e anche con Gualtieri Antonio se non vado errato. Era a conoscenza di questi fatti Lamanna. Paolini si rivolgeva spesso a Lamanna».
PM: erano soldi che dovevano essere dati al gruppo?
Muto: soldi del gruppo, se no che interesse aveva di mettersi il Sarcone?

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