- Appunti da un processo che riguarda noi tutti - trascrizione dell'udienza del pomeriggio

giovedì 11 maggio 2017

Riporto la trascrizione presa in diretta e pubblicata su Facebook.

WORK IN PROGRESS: provvederò prima possibile a "sbobinare" la trascrizione dell'udienza.

All'interno dell'udienza:

Esame dell'imputato Bolognino Michele a cura del Presidente della Corte Caruso

Esame dell'imputato Silipo Luigi a cura del PM Mescolini

Esame dell'imputato Silipo Luigi a cura dell'avvocato della difesa

Esame dell'imputato Silipo Luigi a cura dell'avvocato Carletti in difesa dell'imputato Omar Costi

Ore 16.20

Stiamo ascoltando l'imputato Bolognino Michele che sta parlando del suo rapporto con Bianchini.

Bolognino: dopo che Bianchini aveva saputo delle mie condanne di 20 anni fa, Bianchini aveva una faccia diversa. Ho cercato di spiegargli che erano reati di 20 anni fa che avevo sbagliato quando ero ragazzo e ci siamo lasciati così. Da quel momento in poi, lo chiamavo una volta al giorno per gli operai, ho visto che uno se ne accorge… una buona domenica… da quel momento sono nati… non me la sono neanche presa perché pensavo una persona che viene a conoscenza dei miei precedenti e io me la prendevo con me stesso

Quel giorno mi chiama Giglio Giuseppe… io preparo i prezzi e incontro il committente

CARUSO: quando?

Bolognino: Dopo una settimana

CARUSO: chi c’era insieme a lei?

Bolognino: Io, Sergio Luigi e Bianchini

CARUSO: c’era da fare un lavoro in un cimitero, a questo punto che accordo prendete per fare cosa?

Bolognino: Il discorso del cimitero…

CARUSO: lasciamo perdere il cimitero, prendete un accordo diverso, quale

Bolognino: Che c’è da fare… con Serio vasche di cemento a Parma all’Iren

CARUSO: ma non va a buon fine

Bolognino: È andato avanti un pò

CARUSO: non vi mettete d’accordo, a questo punto?

Bolognino: Verso giugno inizio luglio sig Bianchini mi telefona perché i primi mesi…

CARUSO: lasci perdere, su cosa vi mettete d’accordo

Bolognino: per la cessione di carpentieri per un lavoro

CARUSO: a cosa servivano i carpentieri?

Bolognino: me l’ha spiegato Bianchini, per fare del cemento con ferro, staffe che venivano appoggiate, tutte queste cose qua

CARUSO: lei non prende appalto o subappalto, ma solo appalto di fornitura di mano d’opera

Bolognino: 12/13 persone

CARUSO: vi accordate esclusivamente sul prezzo orario dei lavoratori, doveva darmi 23 euro e lui mi dava quello che riteneva da 10 a 18

Bolognino: No, Bianchini pagava la paga sindacale agli operai

CARUSO: gli operai erano in carico a lei o a Bianchini?

Bolognino: A Bianchini, gli faceva i bonifici

CARUSO: però procurati da lei

Bolognino: Miei, la maggior parte delle aziende lavorano così

PM Mescolini: sul concetto di operaio suo, se possiamo avere chiarimenti

CARUSO: il datore di lavoro è uno

Bolognino: Nell’edilizia nel 90% funziona così

CARUSO: li considerava suoi nonostante fossero a libro paga di Bianchini

Bolognino: Partivano da me, li portavo io col furgone, erano operai che avevano lavorato sempre con me tranne 4/5 persone.

CARUSO: il suo compito era quello di prenderli e portarli al cantiere… il suo lavoro consisteva in questo

Bolognino: No, ero responsabile dei lavori che facevano, se lo facevano bene

CARUSO: cosa c’entrava se lavoravano bene erano assunti da Bianchini?

Bolognino: Bianchini? Erano carpentieri che lavoravano per me, erano miei, avevo ceduto in quel momento, non avevo tanto lavoro, il responsabile ero io, queste cose… forse io…

CARUSO: va bene.... Ha avuto contrasti con Bianchini per lavori che non ha potuto fare

Bolognino: No, c’erano discuss... è successo.. quando Bianchini ha saputo dei miei precedenti…

CARUSO: quando li avete avuti era per un appalto o per la manodopera?

Bolognino: No, delle volte facevo dei lavori a  metro se Bianchini  me li dava a 7 euro ad altri 7,50 io mi lamentavo di questo, quando mi sono reso conto, quando ho finito gli operai a me non rimaneva niente…. Se volete lavorare andate io non ci lavoro più per Bianchini

CARUSO: non è quello che le ho chiesto

Bolognino: I contrasti…

CARUSO: taccia e risponda alla domanda. Per lavori che non le ha fatto fare cosa intende, quali appalti?

Bolognino: Non era

CARUSO: il contrasto era solo sui prezzi della manodopera

Bolognino: I lavori sul metro quadrato, è diverso

CARUSO: aveva fatto un accordo per essere pagato ad ora e Bianchini voleva pagarla a metro quadrato

Bolognino:No, dove lavoravo io c’erano altri, Bianchini li aveva dati i lavori a 7,50 a me 7 e a me ha detto che non era vero

CARUSO: e che parola ha usato, si è innervosito?

NDR: Il presidente richiama all’ordine

Bolognino: No, io corro, e lui mi diceva no Michele i prezzi sono gli stessi, ti hanno detto una cosa per un’altra

CARUSO: se ne è accertato?

Bolognino:Voci di altri operai, poteva essere vero come no

CARUSO: si è rassegnato al fatto che poteva non essere vero

Bolognino: E sì, poi i rapporti sono finiti

CARUSO: chi faceva le visite mediche agli operai

Bolognino:La ditta Bianchini le doveva fare

CARUSO: gli operai erano operai di Bianchini

Bolognino:Tutto erano a carico di Bianchini

CARUSO: e lei veniva pagato per operai assunti da un altro, che interessa aveva Bianchini a pagare lei visto che erano formalmente assunti da lui

Bolognino: Il lavoro che ho preso l’ho preso a 23 euro

CARUSO: lei non ha preso nessun lavoro, lei ha avuto l’incarico di procurare gli operai

Bolognino:No io ho ceduto i miei operai

CARUSO: non è che è schiavitù, non sono proprietà sua… lei perché doveva prendersi i soldi

Bolognino:Non è che sono andato a trovare gli operai, loro lavoravano già per me, li ho spostati

CARUSO: lei non ha trovato nessun lavoro, lo ha trovato Bianchini il responsabile era lui, quindi lei si limita a dirgli ti man do i miei operai mi paghi 23 euro per ogni operaio, nonostante li avesse regolarmente assunti, mi vuole spiegare che diritto e potere poteva avere per pretendere questo

Bolognino: Perché glieli mandavo io, non è che venivano da Montecchio, se non ci mettevo il furgone

CARUSO: sai che interesse aveva Bianchini a prendere gli operai dai lei, per quale motivo?

Bolognino: Perché non ha assunto solo operai miei, ne ha assunti altri, era in emergenza, si è rivolto a me perché aveva bisogno di persone che sapevano lavorare, io te li mando,io non gli ho tolto un centesimo, sono stati pagati più di quando… gli operai che lavoravano con Bianchini… i miei venivano pagati di più, glieli davo in nero…

CARUSO: sa di altre persone che avevano fornito operai a Bianchini

Bolognino:Non so

 

CARUSO: aveva persone di fiducia che operavano per lei?

Bolognino: Tutti erano qualificati e responsabili, gli altri 4/5 erano manovali

CARUSO: aveva qualcuno che riferiva nel cantiere? Che guardava come lavorassero

Bolognino: Adesso le sto rispondendo, gli operai andavano divisi in 3 cantieri

CARUSO: sta girando attorno non mi risponde

Bolognino: Le sto dicendo come funzionava

CARUSO: non voglio sapere come funzionava, c’era qualcuno che rispondeva per lei

Bolognino:3, 4 capo cantieri, uno Alleluia Lauro, Terrotta Pietro, Pantaleone, Colosimo, secondo le squadre, il più esperto  faceva il capocantiere. Andavo pure io sul cantiere…

PM Mescolini: questo è importante… è negato da tutti che Bolognino andava sul cantiere

CARUSO: sta dicendo che andava un giorno sì e uno no… una precisazione, lei era conosciuto nel cantiere di Bianchini?

Bolognino: Come no, io andavo quando c’era Alleluia, passavo entravo nel cantiere, parlavo con Alleluia, hanno fatto un servizio dicendo che hanno scoperto che c’ero, non c’era bisogno, io passavo sempre sui cantieri, volevo fare vedere che sapevo lavorare per prendere lavorare

CARUSO: lei non era imprenditore, lei ha solo servito della manodopera, gli operai sapevano lavorare

Bolognino: Anche io ho lavorato

CARUSO: ha lavorato nel cantiere dei Bianchini

Bolognino: Sì, le dico anche le telefonate che le ho segnate

CARUSO: lasci perdere le telefonate, cosa ha fatto

Bolognino: Cordoli, autobloccanti, un piazzale, con le mie mani, ho lavorato sempre personalmente, fisicamente

CARUSO: ha lavorato fisicamente nel cantiere di Bianchini

Bolognino: Qualche domenica e con la mia ditta su altri cantieri

CARUSO: lavoro nero siamo d’accordo che lo pagava in contante

Bolognino: Se non lo pagavo in nero non venivano a lavorare

CARUSO: volevo sentirglielo dire

 

CARUSO: ha detto che quando ha saputo della microspia non la tolse

Bolognino: Poi è bruciata la macchina

CARUSO: per quanto tempo andò in giro con la microspia

Bolognino: Per mesi.. è stata proprio la microspia a farmi prendere fuoco alla macchina

CARUSO: da giugno 2012 a ottobre 2012 tutte le intercettazioni sono fatte sapendo che lei sapeva delle microspie

Bolognino: La macchina era anche a noleggio… ci sono salito, quella sera della discussione al bar…

CARUSO: se abbiamo delle intercettazioni su quella macchina sono intercettazioni in cui lei parla sapendo di essere ascoltato da chi ha messo la microspia

Bolognino: Voglio precisare sulla macchina sapevo che ero intercettato anche al telefono, da quando ci sono le telefonate, tutte so che sono ascoltato, guarderà che non mi interessa

CARUSO: possiamo dire che quando parla al telefono sapendo di essere ascoltato un attimo di attenzione la fa

Bolognino: No che attenzione

CARUSO: allora è tutto genuino?

Bolognino: Se io mi arrabbio con gli operai, per me era normale, parlavo di lavoro, se io ho sbagliato sugli operai… quando mi viene detto che come ‘ndrangheta subentro nei lavori del terremoto

CARUSO: lei non può parlare a ruota libera, lei deve dire quello che a noi interessa sapere, non quello che vuole dire. Tutte le intercettazioni che abbiamo fra giugno a ottobre sono conversazioni di una persona che sa che quello che dice è ascoltato dalla polizia

Bolognino: La stessa cosa del telefono

PM: sempre a giugno

Bolognino: No il telefono è prima, agli inizi del… marzo 2011 quando parlo con Marzano

 

CARUSO: passiamo a un altro argomento interessante, lei è stato arrestato nel marzo 93

Bolognino: Per 416 bis

CARUSO: e quali altri reati

Bolognino: E 70 5…

CARUSO: spaccio di stupefacenti… altri

Bolognino: Ricettazione e queste cose qua

CARUSO: estorsione

Bolognino: No o non avevo mai… estorsione

CARUSO: nell’accusa di 416 bis qual’era la famiglia alla quale apparteneva?

Bolognino: Megna di Papanice, Domenico.

CARUSO: è stato in carcere nel 93, è stato condannato quando?

Bolognino: Nel 96/97

CARUSO: quanti anni

Bolognino: Di 416 bis e  75 a 11 anni, prima erano 13, poi per tutta la ricettazione, macchine taroccate, sono arrivato a oltre 23/24 anni di cumulo

CARUSO:  chi erano i co-imputati di 416 bis

Bolognino: Megna Domenico, Luca, Aurino (…), Maurizio, Russelli Pantaleone, Olivio mio cognato, Vincenzo… non ricordo 13/14… di 75 eravamo di più, quelli di Papanice questi eravamo la prima associazione…

CARUSO: aveva aderito a questo gruppo

Bolognino: L’ho sempre detto

CARUSO: come aveva aderito

Bolognino: Come, non capisco

CARUSO: come si era associato

Bolognino: Mi hanno contestato questa associazione

CARUSO: come ha fatto l’adesione ai Megna, quando e come?

Bolognino: Nel carcere da ragazzi si fanno in carcere, sono stato affiliato, c’erano microspie in carcere

CARUSO: è stato affiliato in carcere in quanto era stato arrestato come affiliato

Bolognino: Poi è uscito un pentito… io non ero affiliato

CARUSO: quando ?

Bolognino: 94

CARUSO: era già affiliato?

Bolognino: No, vengo arrestato facendo parte alla famiglia Megna, ma non ero affiliato

CARUSO: ma non era affiliato

Bolognino: Mi vedevano insieme a loro, ero di Locri

CARUSO: lei ha detto che si è pentito, redenzione, le cose le può spiegare… me le faccia capire. Viene arrestato in quanto facente parte dei Megna, poi viene affiliato in carcere. Lei è associato ma non affiliato quando viene arrestato?

Bolognino: Eravamo tutti insieme a Papanice, con Luca Megna e ci hanno fatto l’associazione

CARUSO: quello che gli hanno fatto per il momento non interessa, mi interessa dal suo lato

Bolognino: Vicino alla coscaMegna

CARUSO: era a disposizione pur nona vendo avuto una affiliazione formale è così

Bolognino:

CARUSO: quindi si può far parte di una associazione anche prima di essere affiliati

Bolognino: Io perché ho scelto una strada sbagliata… se volevo fare parte… ho fatto parte che mi sono affiliato

CARUSO: siamo o non siamo persone che hanno scelto dopo l’esperienza negativa di risocializzarci, allora diciamo le cose… ha detto si può essere associati senza affiliati

Bolognino: Ero vicino alla cosca pure se non ero affiliato

CARUSO: che tipo di attività svolgeva per la cosca Megna

Bolognino: Con le macchine, c’è la sentenza

CARUSO:  io lo voglio sapere per lei, voglio valutare il grado della sua redenzione. Aveva il compito di ricettazione, taroccaggio e quant’altro

Bolognino: Avevo una carrozzeria, mi portavano le macchine che rubavano a Crotone e io le taroccavo

CARUSO: chi le portava

Bolognino: Persone che le rubavano

CARUSO: se la famiglia Megna diceva tarocca una macchina o dammi una macchina che ha ripulito e lei era a disposizione. E in carcere avviene la affiliazione, sgarrista e poi santista…

PM: l’ordinanza a cui fa riferimento, del 96 che riguarda appartenenti alla ‘ndrangheta di tutto il crotonese fra cui Bolognino. Bonaventura, i crotonesi, non solo papaniciari… un arresto del 93 sono due fatti diversi, se ci può… se ritiene se può specificare

CARUSO: è sicuro che viene arrestato per associazione nel 93?

Bolognino: Sì, nel 96 mi hanno fatto un altro mandato per 416 bis, ma mi hanno…

CARUSO: era la stessa cosa del precedente

Bolognino: Ci sono le sentenze…

CARUSO: quando è stato affiliato

Bolognino: Marzo 93/94… 94 avevo fatto tutto. C’è un problema, quando uno viene battezzato in carcere, quando esce , ci sono i libri, lo dice Gratteri nei libri suoi

CARUSO: ci interessa quello che dice lei, non Gratteri

Bolognino: Io ho tagliato i rapporti con mia cognata

CARUSO: ci arriviamo… quali ruoli aveva assunto per i Megna, essendo stato affiliati, vale sia dentro che fuori

Bolognino: No quando si esce fuori c’è da fare un’altra che non ho mai fatto… deve essere riconosciuto, presentarsi, se c’era qualcuno dei Megna

CARUSO: è rimasto in carcere per quanti anni?

Bolognino: Dal 93 al 2003

CARUSO: quindi i 23 anni si sono ridotti a 10 poi c’è stata la semilibertà

Bolognino: Io-io-io-io erano reati singoli di 648, ogni macchina ho preso due anni e 6 mesi… un cumulo e sono arrivato a 20 anni

CARUSO: nel 2003… dove aveva avuto rapporti con sua cognata

Bolognino: Prima.. quando la mia famiglia si è trasferita al nord

CARUSO: è uscito nel 2003

Bolognino: La mia famiglia nel 99

CARUSO: fino al 2003 lei era in carcere, sua cognata è venuta in carcere?

Bolognino: Sì ha avuto

CARUSO: sua cognata collaboratrice è venuta a trovarla in carcere?

Bolognino: ho avuto un permesso dove ho avuto il contatto con mia cognata nel 2002, davanti alla dott.ssa Longo con mia cognata, avevo lasciato il passato, nel 2002 avevo allacciato i contatti con mia cognata

CARUSO: cosa intende, era in carcere... mi lasci parlare, ha incontrato sua cognata e sua accusatrice in carcere nell’ufficio del giudice di sorveglianza

Bolognino: No ho avuto un permesso di 12 ore, quel permesso è venuta mia cognata mi portava in carcere…

CARUSO: no è la prima volta che la vede, chi la viene a prendere al carcere sua cognata collaboratrice di giustizia

Bolognino: Sì, avevano rapporti con i miei famigliari, quando sono uscito c’era mia cognata e siamo andati dal giudice di sorveglianza, c’era il ministro di culto, ci ha accompagnato dalla dott.ssa Longo

CARUSO: vi siete incontrati fuori dal carcere con il ministro di culto e vi porta dalla dott.ssa Longo, vi incontrate … cosa vi dite?

Bolognino: Che io col mio passato avevo chiuso, che volevo che i miei figli crescessero bene e abbiamo riallacciato un bellissimo rapporto, noi non avevamo la macchina lei ci aiutava

CARSUO: lei ha testimoniato contro di lei e altre persone

Bolognino: E’ stata una delle maggiori accusatrice delle cosche nel crotonese

CARSUO: di cosa ha parlato?

Bolognino: Su di noi del traffico della droga, delle macchine delle armi, accuse anche su processi al di fuori del mio, a Cutro, in tutto il crotonese, se guarda i giornali, Rimedio Maria

CARUSO: lei è ancora nel servizio di protezione

Bolognino: Lei ancora, è stato fatto un servizio in televisione e l’ho vista in televisione

CARUSO: lei presume che sia sottoposta a protezione

Bolognino: Quando le parlo io nel 2004/2005 aveva cambiato nome prendeva lo stipendio, ora non lo so più. Poi mi sono lasciato con mia moglie nel 2009, dopo ho avuto i rapporti solo con i figli, mi sono venuti a trovare

 

CARUSO: quando è uscito in semilibertà

Bolognino: Giugno 2004, fino a novembre 2009

CARUSO: durante il periodo di semilibertà chi frequentava dei co-imputati

Bolognino: La prima persona a Montecchio i fratelli Vertinelli per la richiesta di lavoro

CARUSO: poi

Bolognino: Blasco, ho fatto lavori per Blasco,

CARUSO: poi

Bolognino: Diletto Alfonso nel carcere di RE in semi-libertà, due mesi, mi ha spiegato che aveva una azienda

CARUSO: poi

Bolognino: Giglio Giuseppe

CARUSO: poi

Bolognino: Basta penso, in carcere ho conosciuto Sarcone Nicolino a Bologna

CARUSO: l’ha incontrato fuori

Bolognino: Sì ho fatto un lavoro per suo fratello Sarcone Gianluigi, la Sarce… ci sono le fatture con la Moschetta

CARUSO: e inizia la sua nuova vita con queste persone

Bolognino: No, io comincio a lavorare, lavoravo sotto padrone e non avevo contatti con nessuno, sotto la ditta che mi aveva assunto dal 2004 al 2006, poi faccio la ditta di Locri… Ho frequentato Giglio e delle volte Vertinelli.

CARUSO: Blasco e Sarcone?

Bolognino: Rapporti di lavoro, chi frequentavo erano Giglio e qualche volte Vertinelli

CARUSO: queste persone sapevano perché era stato condannato?

Bolognino: Che condanna avevo non so se lo sapeva…io non vivevo dove vivevano tutti, ero fuori dalla zona dei calabresi…

CARUSO: queste persone sapeva se avevano precedenti?

Bolognino: Di Vertinelli l’ho saputo quando mi hanno rigettato la semi-libertà

CARUSO: degli altri?

Bolognino: Di Sarcone lo avevo incontrato in carcere,Blasco lo avevo incontrato pure, a Bologna in carcere 2003, sapevo che era stato assolto, l’unica persone che ho scoperto tramite i giornali Nicolino Sarcone, Diletto l’ho conosciuto in semi-libertà…

CARUSO: lei incontrava sua cognata e anche queste persone… questa cosa era nota alle persone che frequentava

Bolognino: Io non ho mai parlato a nessuno… io parlavo di lavoro, non ho mai avuto contatti su approcci delinquenziali per fare reati, parlavo di cose di lavoro, anche quando frequentavo Vertinelli non è che dicevo dei precedenti, prendevamo un aperitivo al bar… non potevo sostare tanto nei bar io?

PM: perché presidente?

Bolognino: Per la prescrizione per la semi-libertà non potevo stare a lungo nei bar

CARUSO: visto che aveva prescrizioni, queste persone che incontrava per un caffè dal suo punto di vista erano persone da frequentare?

Bolognino: No, erano relazioni di Montecchio… Vertinelli non aveva precedenti, Blasco non ne aveva

NDR: ha appena affermato di averlo conosciuto in carcere a Bologna

 

CARUSO: che tipo di aiuto si chiede quando si va da qualcuno per cercare una conciliazione… come funziona, invece che andare dall’avvocato da chi si va

Bolognino: Se uno conosce una persona che è dello stesso paese se si può trovare un accordo

CARUSO: l’accordo si trova perché questi sono dello stesso paese?

Bolognino:

CARUSO: basta questo?

Bolognino: No se lo conosce… mi può chiedere se lo conosce

CARUSO: diciamo che lo conosce, che succede?

Bolognino: Eh si mette in mezzo

CARUSO: fa l’arbitro

Bolognino: Sì, se non ce la fai glieli dai pochi alla volta

CARUSO: se non si riesce a trovare l’accordo la persona è garante dell’esecuzione dell’accordo

Bolognino: Alla persona a cui mi sono rivolto io non ho recuperato niente, mi aveva detto sì sì sì sì però

CARUSO: se è una regola vuol dire che qualcosa si ottiene, ci dev’esser qualcuno che un po’ di soddisfazione la da…

Bolognino: Sì, se mio fratello ha un debito e una persona si rivolgeva a me, mio fratello Franco che combinava casini, aveva il vizio del gioco, io dicevo vediamo come deve fare, se ha preso i soldi è giusto che glieli deve dare indietro

CARUSO: ma lei è il tutore del suo fratello

Bolognino: Sono il fratello più grande

CARUSO: il fratello più piccolo si può sottrarre

Bolognino: Eh mi prendeva in giro a me

CARUSO: lei interveniva, suo fratello se ne infischiava, lei che figura ci faceva

Bolognino: Più di una volta, brutte, ma io dicevo cosa ci devo fare, si discuteva di queste cose qua, mi ha fatto figure, non pagava i debiti erano debiti che andava a giocare alle macchinette

CARUSO: gli avvocati non servono, la giustizia è lunga, alla fine anche questo tipo di giustizia amicale non funziona

Bolognino: A volte funziona a volte no

CARUSO: c’è uno strumento diverso, argomenti convincenti che consentono di trovare questo accordo?

Bolognino: Io personalmente non ho mai avuto, mai fatto, so che delle volte se si conoscono una persona fra amici si parla del discorso vedi che mi deve dare dei soldi, io avevo questo problema conCovelli Rocco ho chiesto a Nicolino GA vedi se posso… poi ho capito come sono stato trattato

CARUSO: come è stato trattato?

Bolognino: Come nessuno.

CARUSO: GA ha fatto una figura buona o cattiva

Bolognino: Nei miei confronti mi ha preso in giro, ha detto sì, ma non ha fatto niente

CARUSO: perché da GA?

Bolognino: Lo conosco dall’88, era di Cutro, avevo problemi con persone di Cutro, se avevo problemi a Crotone

CARUSO: della storia di GA cosa sapeva?

Bolognino: Che aveva scontato la sua pena, era uscito dal carcere

CARUSO: che avesse altri processi lo sapeva?

Bolognino: No

CARUSO: il fatto di essere stati condannati, lo ha considerato un elemento utile per avere quello che doveva avere?

Bolognino: No anche io sono stato condannato, se uno vuole cambiare… io non sono andato a dirgli di bruciargli la macchina, mi sono rivolto come persona che era paesano suo

CARUSO: quando è successo?

Bolognino: Ehhh ioooo.. signor presidente l’ho detto nel primo interrogatorio

CARUSO: mi risponda?

Bolognino: Nel 2012 penso, inizio, perché ero lì e sono andato a salutarlo

CARUSO: lei sapeva che era il capo di una organizzazione mafiosa

Bolognino: Che le sentenze lo portavano in capo, sì… i giornali in Emilia parlavano di questo

CARUSO: sono d’accordo con lei, era un fatto notorio, che era a capo di una organizzazione mafiosa, sapendo questo lei va da lui per recuperare il credito.  Non c’è problema. Che tipo di rapporti si deve avere con un capo di una organizzazione, le regole le conosce

Bolognino: Come il capo?

CARUSO: voi lo capite… si deve in qualche modo rispettare, assecondare, non offendere, cercare di accogliere le richieste… è così o no

Bolognino: Come il capo… non ho capito, una persona delle volte può essere ritenuto

CARUSO: lei sa che era il capo di una famiglia mafiosa

Bolognino: No io non sapevo

CARUSO: lo dicevano i giornali

Bolognino: Ma io non ho chiesto, i giornali dicevano in quel modo

CARUSO: c’era una possibilità, secondo i giornali era così. Nell’ipotesi, mera ipotesi, che fosse realmente capo di una famiglia mafiosa, che tipo di atteggiamento avrebbe dovuto avere, oppure ha detto i giornali dicono sciocchezze questo è uno qualsiasi

Bolognino: No, io avevo scelto una vita, non mi rivolgevo a nessuna persona, come una amicizia normale, non mi rivolgo come a un ‘ndranghetista, il mio passato era il mio passato

CARUSO: anche GA aveva lo stesso atteggiamento? Anche lui quando è uscito dal carcere

Bolognino: Non lo posso dire

CARUSO: quindi è andato la senza sapere se era ancora in servizio o no

Bolognino: Poteva essere non poteva essere

CARUSO: e lei è andato

Bolognino: Quando vado a parlare da GA, non perché era lui, perché lo conosco dall’88

CARUSO: lei ci è andato per i suoi motivi ma questa persona poteva essere anche il capo

Bolognino: A me non mi interessava

CARUSO: lei ha detto che è stato 20 anni in una associazione, come si deve comportare?

Bolognino: Se facevo parte del mio passato forse è come dice lei

CARUSO: ma se lei non fa più parte di quel passato e quella persona no, poteva parlare, un qualunque cittadino può andare a parlare con GA e dire io ero un mafioso ora non lo sono più

Bolognino: Io non ho detto che ero un mafioso

CARUSO: ma GA riceve tutti quelli che hanno bisogno?

Bolognino: C’erano persone che andavano pure se aveva la moglie che aveva bisticciato… io sono andato normalmente, io non facevo più parte, come va una persona normalmente, può essere un capo, non un capo, io andavo come amicizia

CARUSO: va bene capisco il suo discorso

PM: come ha preso il contatto?

Bolognino: Io sono andato personalmente a casa sua

CARUSO: senza avvisare?

Bolognino: Io sono andato in Calabria, sapendo che era uscito

CARUSO: come lo aveva conosciuto?

Bolognino: 88 a Papanice

CARUSO: dall’88 al 2012 non lo aveva più visto

Bolognino: Dal 93

CARUSO: non avendolo visto per 20 anni si presenta a casa di GA, sono Bolognino, complimenti per essere stato scarcerato? È normale?

Bolognino: Certo che uno fa così, sono andato a trovarlo, quando ero a Papanice, si mangiava una pizza

CARUSO: non stiamo parlando… cerchi di essere realista e non perdiamo tempo. Va dopo 20 anni che non lo vede da una persona scarcerata essendo stato riconosciuto come capo di una persona mafiosa, va la per rendergli omaggio, sono contento che è stato scarcerato, ha fatto i suoi anni per la stessa cosa, non dice a nessuno che non vuole avere più niente a  che fare, anzi si presenta davanti a capo. E’ una persona che dice di aver tagliato col passato che si presenti alla prima occasione davanti al capo.

Bolognino: Io mi presento, ma non mi sono presentato solo io

CARUSO: ha detto se sono nella ‘ndrangheta o se non sono GA lo sa. Quindi GA la riceve sia nell’uno sia nell’altro caso. Se GA fa parte della ‘ndrangheta riceve mafiosi e anche persone che non intendono più essere mafiosi. Un mafioso riceve una persona che sa che non vuole più avere niente a che fare con loro. Bolognino: Però si riviolge a lui per avere un favore.

Bolognino: Se mi lascia un minuto

CARUSO:  io faccio le domande lei risponde

Ndr: vediamo l’avvocato Pisanello camminare nervosamente per l’aula

 

Bolognino: Lui si è comportato in quel modo sapendo che non ne facevo più parte, non ha risolto i miei problemi…

CARUSO: lo dice adesso… allora aveva motivo di ritenere che potesse aiutarla

Bolognino: Era una cosa normale pensare che poteva aiutarmi, adesso ho capito che non mi ha aiutato perché mi sono riconciliato con mia cognata, forse aveva accusato anche lui, per questo motivo non mi ha risolto il problema, per questo ha detto quelle brutte parole, non mi interessano io non ero nessuno nei loro confronti

CARUSO: ipotizziamo che Nicolino GA, ammesso se questo ragazzo è conosciuto come fidanzato, (Gaetano Belfiore). Ammettiamo che lui sapesse che era il fidanzato che volesse proteggerlo, come regole di ‘ndrangheta avrebbe potuto licenziarlo o no?

Bolognino: Un attimino…

CARUSO: si o no

Bolognino: Glielo dico subito. Se io faccio parte del mio vecchio passato, se Gaetano era fidanzato della figlia di Nicolino dovevo pagarlo quanto me

CARUSO: lei poteva permettersi anche non avendo lasciato l’associazione

Bolognino: Se io facevo parte sì, io non guardava nessuno in faccia

CARUSO: come lo ha conosciuto Belfiore

Bolognino: Con Giglio Giuseppe, che conosceva Cerbi. Io prendevo del cemento da Cerbi, il padre lavorava la e mi aveva chiesto se avevo lavoro per il figlio. Mi aveva chiesto la prima volta 25 euro, e io gli avevo detto sei matto in testa? Io ti do il lavoro come operaio. Quando l’ho visto lavorare ho visto che era un manovale.

CARUSO: ha citato esperti di ‘ndrangheta… sa le regole, le prassi, sa tutto. Mi può dire se nella storia il genero di un capo mafia come GA Nicolino può essere ammesso a lavorare come un manovale, sotto padrone?

Bolognino: Signor presidente neanche, come si chiama Belfiore Gaetano mi ha detto che era il genero, l’ho saputo a metà ottobre

CARUSO: se non l’ha saputo va bene,ascolti non parli!!! Deve rispondere a questa domanda una domanda astratta: il genere di un capo mafia come Nicolino GA può lavorare sotto padrone 12 ore al giorno?

Prima di tutto non ho mai fatto lavorare i miei operai 12 ore al giorno

CARUSO: risponda alla domanda, intensamente, 9 ore al giorno, come sia giusto

Bolognino: Io…

CARUSO: e va bene…

Bolognino: Mi vuol far dire una cosa io lo conoscevo come...

CARUSO: abbiamo visto… non ci sono altre domande, grazie Bolognino

PM Mescolini: mi pare che non abbia risposto, quando ha conosciuto Bianchini ha parlato di Serio Luigi, poi siamo passati al 2012…

AVV Pisanello: è già stato fatto il controesame

CARUSO: può risponde alle domande che ho fatto, conosceva Bianchini nel novembre 2011?

Bolognino: Alla fine del 2011

PM Mescolini: Bianchini non si fa in tempo, sentirei Silipo.

CARUSO: facciamo una pausa.

 

NDR: riprendiamo.

PM Mescolini: il programma prevedeva oggi tutti gli esami tranne Iaquinta, abbiamo fatto solo uno. Martedì era fissato Iaquinta per al disponibilità del difensore, va bene iniziare da loro. Sui tempi è difficile che si faranno tutti i Bianchini.

CARUSO: cominciamo da Iaquinta e poi di seguito quelli che non siamo riusciti a fare

PM: il controesame del difensore di Bianchini sarà particolarmente… mi sembra non realistico riuscire a fare tutto

CARUSO: l’ordine è questo

PM: Salsi e Debbi sono piuttosto impegnativi

AVV se venissero fissati per giovedì

CARUSO: se ci fosse il miracolo ci riusciamo. Martedì Iaquinta, padre e figlio e Bianchini

PM: riusciamo in una giornata, giovedì Salsi e Debbi. Se martedì facessimo tutti, chi faremmo giovedì

CARUSO: quelli chiesti dai difensori, compatibilmente con quello che riusciremo a realizzare, l’ordine è questo. Vertinelli ha chiesto esame

PM: non risponde

CARUSO: tutti quelli che sono nella lista del PM vengono esaminati nell’ordine che sta proponendo. Quando arriviamo al momento dei Vertinelli, si farà l’interpello loro risponderanno negativamente e si acquisirà il verbale.

PM: si possono chiamare per primi, visto che non risponderanno

CARUSO: va bene, esame Blasco, Paolini Alfonso, Karima, tutti questi che sono nella lista vanno di seguito a quelli del PM. I tempi non li possiamo prevedere.

PM: martedì facciamo in modo di fare quasi tutto, facendo i salti mortali

CARUSO: salvo diversi accordi da giovedì cominciamo con esame di Blasco, Paolino, Karima, (il presidente legge velocemente l’elenco che produrremo in fase di verifica testo). Questo è l’ordine attuale, proponetene un altro se volete, l’importante è saperlo entro giovedì.

 

PM: Silipo Luigi è chiamato a rispondere del capo 1/59/70 ha reso interrogatorio alla Procura della Repubblica presso il carcere di Prato il 24/7/15. C’è un accordo con la difesa di produrlo. Pongo il problema il fatto che il Silipo è co-imputato con altri.

 

Dalla custodia cautelare:  59- SILIPO Luigi

Essendo a totale disposizione del fratello Antonio e quindi di SARCONE Nicolino, pone in essere

in concorso con lui una serie nutrita di reati di cui ai capi di imputazione che seguono e che qui si

richiamano a far parte integrante della contestazione essendo espressivi della consapevole e

volontaria partecipazione del medesimo all’associazione di stampo mafioso, della osservanza delle

sue gerarchie e regole, della fedeltà alle direttive ricevute, del perseguimento dell’interesse

dell’organizzazione, partecipando alle riunioni del sodalizio, utilizzando in modo costante il

rapporto con gli altri associati come forma di allargamento della propria influenza nonché capacità

affaristica e di inserimento nel sistema economico emiliano

 

Entra Silipo Luigi

ESAME DELL'IMPUTATO SILIPO LUIGI

PM: prima domanda se conferma, le dichiarazioni rese a me

Silipo: confermo

PM: faccio una domanda generica e se ntende aggiungere qualcosa

Silipo: mi faccia una domanda

PM: c’è un episodio che non le chiedo di ripetere

Silipo: Non c’è problema, me lo ripeta pure

PM: riferì di aver avuto un avvicinamento in carcere da parte di Sarcone Nicolino il quale disse di fare attenzione alle dichiarazioni che avrebbe reso perché tutto si sarebbe saputo.Lei non ha minimamente chiamato in causa Sarcone come responsabilità. Le chiedevo che tipo di timore potesse avere

Silipo: Per me era inaspettata, la situazione carceraria non mi è mai accaduto un lavoro del genere, non sapevo la motivazione, mi dicono per un problema del signor Cesarini,non sapevo nulla del 59. In carcere si trovò tutti lì, il carcere di Prato, si era nell’area cortiliva, si passeggiava, si parlava del più e del meno e c’era stato il sig. Sarcone che sentivo parlare, che stava leggendosi l’ordinanza e dopo un po’ mi chiamò da parte e mi disse, perché mi chiamano Gigino, se potevo avvicinarmi e mi disse io so che non hai torto di questa situazione perché sono stato io a dire a tuo fratello di farti chiamare al mio amitro Dimitri Menozzi (ci conosciamo da 25 anni), l’ho fatto per far vedere i soldi a quelli del distributore… sono stato io a farti chiamare disse, però l’ho fatto per far recuperare i soldi a qusti benzinai non riuscivano a rintracciare Menozzi, il benzinaio disse l’unica persona che lo conosce…noi facevamo rifornimenti lì… 2007/2008, non so se il signor Menozzi pagò il debito, io andai via, non era mia competenza.

PM: mi disse che ad un certo punto ebbe la sensazione che la situazione stesse degenerando

Silipo: Mi ero corretto, che stavano esagerando, tutto qua, degenerare no perché… riesco a parlre abbastanza bene il reggiano, però i verbi… stavano esagerando.

PM: non rese dichiarazioni a carico di Sarcone

Silipo: Ho dichiarato a lei, per me non è stata una bella cosa, non so se fosse stato un avvertimento, o mi sa brutto dirlo, una minaccia, quello che andavoa dire a scrivere veniva registrato e tutto si veniva sapere, non fu una bella cosa per me. Fino a quando non ne parlai con lei è stato un inferno, sono stato male, e tuttora non ci sto bene.

PM: una ultima domanda, in relazione all’imputazione che si riferisce al capo 144 vuol dire qualcosa?

Silipo: Non ricordo il periodo, lavoravo fuori RE, partivo al lunedì e tornavo a casa il venerdì, verso le 3 del mattino suonarono al campanello, io ero in bagno e rispose mia moglie e dissero che era la GdF, ma sei sicura? Il tempo di vestirmi e mi vennero a prendere, lei è Silipo Luigi, dobbiamo fare una perquisizione a casa sua. Fecero la perquisizione, trovarono in casa mia una valigetta con dei serbatoi vuoti di una carabina, io avevo il porto d’armi, ma le mie armi erano in vendita. L’armiere mi disse questa ferraglia qua la puoi portare a casa non mi serve, quando venderò le armi ti chiamerò, e quindi trovarono la valigetta con i proiettili calibro 12, roba dichiarata, se va a vedere il verbale ci sarà tutto quello che è stato…

CARUSO: il tutto era dall’armiere, lei aveva denunciato di aver dato tutto all’armiere?

Silipo: No io l’ho chiamato io?

CARUSO: erano denunciati

Silipo: Erano denunciati, li avevo da tanto tempo erano 16 anni.

CARUSO: si parla di illegale detenzione

Silipo: Non è così

PM: i serbatoi non sono di una carabina

Silipo: Si sono di una carabina 9x21, è stata più una passione non l’ho mai usata

PM: non ho altre domande

 

CONTROESAME DELL'AVVOCATO DELLA DIFESA

AVV: tornando al capo 59 su Menozzi, del fatto delle cambiali quando lo ha saputo

Silipo: Dopo due mesi

AVV: da chi

Silipo: Da Silipo Antonio, se potevi chiamare Dimitri, per quale? Perché non ha pagato? Io ero incredulo, chiamai Dimitri e gli dissi che Antonio mi avrebbe detto come mai c’è stato il ritardo e lui mi disse fratello mio ho avuto problemi, non mi aspettavo come si è comportato tuo fratello. Ma chi cazzo ti ha detto di pagargli la cambiale. Perché l’ho fatto per rispetto atuo fratello e io gli ho detto rispetto un cazzo. Io ci sono rimasto malissimo, non lo sapevo, glielo posso garantire. Fino al 2014 col Menozzi, l’ultimo dell’anno lo abbiamo passato insieme al solito nostro bar in via Ettore Simonazzi. Siamo andati a mangiare al ristorante Greco, a mangiare la pizza. Non ho alcun dubbio.

CARUSO: Menozzi quando lo abbiamo sentito?

PM: parecchio tempo fa, verso l’inizio

AVV difesa: c’è una intercettazione che conferma. Su Cesarini capo 70 c’è stato questo appostamento, ci può spiegare?

Silipo: lavoravo da mio fratello Antonio e una sera quando rientravo col camion, ho scordato degli effetti personali e sono tornato indietro. Mentre stavo ripartendo mi ferma mio fratello Antonio e mi chiamò per parlare. Notai che c’era Omar Costi che stavano parlando non so di cosa, dopo 5/10 minuti è arrivato Cannizzo Mario, dovresti andare a fare compagna a Costi che vengono delle persone che devono parlare di contabilità, viene anche Mario. Ma domani non devo lavorare? No vai tranquillo, io non riesco vai tu. Siamo rimasti così. Ci recammo dal commercialista, sig Crotti, una cosa del genere. Cannizzo mi fece notare che c’erano dei suoi colleghi dentro al bar. E’ successo qualcosa, boh strano che siano qua, sono le parole del Cannizzo, spiegami… non perché ero preoccupato, mi sembrava preoccupato lui. Il sig Cannizzo scese dalla macchina e ho visto che si accingeva per andare verso la fermata del tram e vide appostato un suo collega e ci andò a parlare. Rimase lì 5/10 minuti. E’ arrivato Omar Costi e mi disse, mi dai una mano a tirare fuori delle cartelline. Andammo in ufficio, doveva arrivare un signore che non avevo mai visto. Salimmo… era del dott Crotti… non ricordo bene. Arrivò questo signor Cesarini, ci siamo salutati e siamo andati in un ufficio dove c’era un tavolo abbastanza grande. Costi ha aperto le sue cartelline, non so di contabilità, sicuramente e si misero a parlare in forma pacifica. Sia il sig Costi sia Cesarini. Costi diceva quando si riuscivano a mettere a posto certe contabilità per i ritardi. Sono rimasto poco perché fumo, anche Cannizzo… 5/10 minuti si andava a fumare, quando è passata la mezzoretta, sono andato a fare il biglietto perché c’era la multa. Nessuno ha detto niente di grave, quando è andato via Costi Omar, mio fratello mi disse guarda che c’è il caso che ti debba dare dei documenti. Io non li ho visti. Parlavano di contabilità, tutto qua. Nessuno si è alterato, nessuna violenza, minaccia… ma cosa sono venuto a fare, mi doveva dare dei documenti. Quando andò via a Cesarini, dissi a Costi che lo conosco come uno a posto, è conosciuto a Reggio, lavora nella telefonia. Ci sono stati problemi come se mi prendesse in giro… finì tutto ci siamo salutati, dei carabinieri ci fermano (la cintura l’avevo). Hanno controllato e hanno detto, no guardi c’è uno sbaglio di targa. Ci sono rimasto male, me li sono visti partire dietro da me… ho detto boh.. Normale controllo, però, voglio dire, che non si è minimamente pensato in base a quello che dice l’ordinanza, estorsioni, non so neanche come si fa. Nel 2013 l’ho ricevuta io, ho denunciato delle persone. Che lavoravano con me e mio fratello, il terzo fratello per problematiche in un cantiere, in Trentino ad Alba di Canazei, il cantiere non era in sicurezza, ci sono state contestazioni, sono arrivati accumuli di 45/50mila euro che l’imprenditore non me li dava, i signori hanno iniziato a scaldarsi. A mio fratello hanno rubato il camion, a me mi hanno graffiato la macchina. Siamo rimasti a casa e abbiamo fatto la denuncia. Sono 45 anni che vivo a RE, i miei genitori mi hanno portato qui che avevo due mesi. Reggio mi ha dato tanto e arrivare qua e dirmi che sono accusato di associazione mafiosa. Non so se mio fratello ha fatto i suoi errori… lui mi ha lasciato a casa da lavorare, sono stato sulle spalle per 7 mesi dei miei genitori.

 

AVVOCATO CARLETTI IN DIFESA DELL'IMPUTATO OMAR COSTI

AVV: come mai conosceva già Costi?

Silipo: Lo conoscevo tramite mio fratello Antonio perché Costi Omar lavora con un nostro carissimo amico, Campani Cristian, facevano dei lavori in via Monti a Buco del signore.

AVV: sul particolare di aver… l’incontro presso lo studio del dott Crotti si ricorda quando è avvenuto?

Silipo: No

AVV: 17 ottobre 2012

Silipo: C’era freddino può essere

AVV: è sicuro di aver visto Costi Omar presso l’abitazione di suo fratello la sera prima che vi recaste presso lo studio

Silipo: C’era il signor Costi

AVV: conosce Gibertini?

Silipo: Il giornalista lo conosco ma non ho mai avuto nessun rapporto, anche con Costi, buongiorno buonasera, quando andavo al negozio Meridiana… Vedevo la macchina, ma non avevo rapporti con Gibertini o con mio fratello

AVV: c’è una intercettazione fra Gibertini il giornalista e suo fratello Silipo Antonio del 16/10/12 la sera prima dell’incontro. Gibertini da le istruzioni a suo fratello Antonio. Suo fratello dice c’è uno di 120 kg che aspetta il tuo amico è inconfondibile.

Silipo: chi sarebbe quello di 120 KG

AVV: sarebbe stato il sig Costi… non capisco il senso della telefonata se lei dice che il sig Costi era da suo fratello la sera prima. Lei è sicuro che ci fosse. Gibertini chiama suo fratello e gli dice che all’incontro ci sarebbe stata questa persona di 120 kg e gli fornisce il numero telefonico. Che senso aveva se si erano già accordati

Silipo: No, è assurdo… Me lo ricordo la sera prima, perfettamente

AVV: il sig Costi non è sorpreso di vederla

Silipo: Assolutissimamente. Io andavo in ufficio quando avevo bisogno dell’impiegata non per altro e le posso garantire che quella sera lì parlavano. Non capisco la telefonata.

 

Silipo: quando Costi andò via, mio fratello mi disse guarda che forse ti daranno dei documenti

AVV: il sig Cannizzo sale con lei

Silipo: Sì dopo aver parlato penso con un suo collega che conosceva, dopo è venuto su e poi alla fine era più il tempo che passavamo fuori a fumare… si faceva anche una chiacchiera con l’impiegata

AVV: e rimanevano solo Costi e Cesarini

Silipo: Ci siamo stati un po’ così, parlavano con tono pacato, di contabilità, di società del più e del meno. Mi alzava con Cannizzo e andavamo a fumare.

AVV: e chi rimaneva nello studio?

Silipo: Solo Costi e Cesarini

AVV: dopo questo episodio ha più saputo nulla da suo fratello, ha fatto domande ?

Silipo: Assolutamente no, mi ha chiesto come è andata, tutto a posto… non mi ha dato nessun documento. Stop. Ne parleremo poi con Omar.

AVV: quando Cesarini è arrivato eravate su?

Silipo: Penso che eravamo già su

AVV: Cesarini era solo?

Silipo: Aveva una persona in macchina, l’ha detto, ma è venuto da solo

AVV: perché veniva da?

Silipo: Da Roma? Non so esattamente

AVV: è corretto.. quanto è durato l’incontro

Silipo: Una quarantina di minuti, non siamo arrivati a un’oretta.

AVV: dopo questo episodio che risale al 17/10/12 il sig Cesarini ha avuto modo di rivederlo?

Silipo: Assolutissimamente no. Mio fratello poi mi ha lasciato a casa, fine 2012 io non c’ero già più a lavorare

AVV: non ho altre domande

 

PM: una precisazione per il tribunale le due udienze sono 7 luglio e 16 settembre. Una Menozzi e una Cesarini

Silipo: volevo dire una cosa che saputo il tutto a Menozzi gli ho detto di denunciare, di denunciare…

CARUSO: ci abbiamo parlato

Silipo: benissimo ci tenevo… gli ho detto che se devi denunciare il primo dev’essere mio fratello. Non ha avuto rispetto per me e per te. Il primo deve essere

PM: se riesce a darci una spiegazione della presenza sua e di Cannizzo, che senso aveva?

Silipo: Per me casuale, mi sono trovato in azienda

PM: questi parlavano di affari che la riguardavano, di suo fratello, che senso aveva la presenza sua e di Cannizzo?

Silipo: Non glielo so dire, dovrebbero darti dei tuoi documenti. Cannizzo è venuto a farmi compagnia, eravamo ignari entrambi della cosa, non sapevamo cosa dovevamo fare, assolutissimamente. Ha riconosciuto due suoi colleghi…

PM: hanno riferito sia quelli delle indagini, sia quelli che l’hanno fermata, sono fatti noti.

Silipo: Era come andare a fare un giro normale in centro.

PM: è chiaro, ha detto che si sono rotti i rapporti, in quel periodo da chi ha lavorato?

Silipo: Per 7 mesi lavori saltuari in nero….

PM: in questo contesto è il meno

Silipo: Mi arrangiavo un po’ di qua un po’ di la

PM: da Giglio?

Silipo: Ho chiesto a qualcuno se mi dava una mano, mi hanno detto che è a posto e non ci sono problemi. Mi feci a lavorare su un mezzo di opera, parlai con Giulio. Avevo bisogno spesso e volentieri di chiedere degli acconti… ma rimasi poco 2 o 3 mesi

PM: lei..

Silipo: No mi dica, sono qui per rispondere

PM: dell’esistenza di un gruppo intorno a suo fratello, a Sarcone ha qualcosa da dire? Ha sentito Menozzi, come può leggere il tutto

Silipo: Le posso garantire da parte mia che non ho mai saputo qua a Reggio, non ho mai saputo di ‘ndrangheta o non ‘ndrangheta, io non sono qui a difendere nessuno, difendo me stesso. Io l’ho saputo adesso tramite questo processo. Vi dirò sono ancora incredulo a trovarmi in prigione per il 416 che per me è una parola austroungarica, non so cosa vuol dire

PM: null’altro

CARUSO: grazie si può accomodare

PM: deposito subito il verbale

 

CARUSO: entro martedì mattina all’alba dovete propormi un elenco vostro (rivolto alla difesa)

 

Silipo: ho un tendine che è lacerato e me lo sto portando avanti da un mese e mezzo. Ho chiesto al carcere se mi poteva dare il DVD della risonanza magnetica, ho fatto la richiesta ma non mi è arrivata nulla

CARUSO: se serve l’autorizzazione del tribunale, la recepiamo come tale. Autorizziamo la direzione del carcere di farle ricevere.

Silipo: la ringrazio sig presidente.

 

Ore 19.00 termina udienza

a cura di: S.N.

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